Strip
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22 . 10 . 2011

L'eroina giallovestita

Quando la direzione artistica di Deus Ex - Human Revolution ha puntato tutto sui colori nero e oro, arrivando ad applicare un filtro giallo su tutti i fotogrammi, non è stata eccentrica: in verità copiava Kunoichi Clara.
O almeno così ci piace pensare... il tempo se non altro lo avrebbero avuto tranquillamente, considerato che la nostra supereroina giallovestita è in circolazione dal 2003. Da brava kunoichi, però, Clara si è sempre mossa in punta di piedi, ha mantenuto un basso profilo, scorrendo sempre nell'ombra, sempre ai margini della visuale... un modo carino di dire che non importava un piffero ad alcuno di lei, e tantomeno del suo fumetto. Ci siamo abituati, qui su FTR.
Eppure, qualcuno che ha avuto a cuore le sue vicende c'era. Qualcuno oltre a me e Cymon, intendo. È stato forse anche pensando a loro, questi poveracci ossessionati che tentano di riempire il vuoto delle loro vite desolate leggendo FTR, che mi son messo d'impegno durante l'estate per portare sugli schermi queste ultime tavole di Kunoichi Clara: Ventaglio 4, e completare la vicenda iniziata ben quattro anni fa.
Non dirò che sono orgoglioso di questo lavoro, come invece ho dichiarato per la nostra ultima miniserie, GTR X. La mancanza d'ispirazione, anzi, mi ha accompagnato mentre disegnavo tutte queste ultime tavole (e devo ancora finire). Volevo rendere giustizia al copione del nostro Cymonio, ma non so quanto ci sono riuscito. Il copione stesso, poi, è ormai un reperto storico recuperato dalle sabbie del tempo, scritto (se non sbaglio) oltre 5 anni fa, e in questo tempo ha subito tagli spietati e rimaneggiamenti, per adattarsi alle mie limitate capacità artistiche e all'altrettanto limitato tempo a mia disposizione.
Purtroppo credo che nel lavoro finito si noti, questa mutilazione selvaggia, soprattutto in certi passaggi troppo bruschi tra un riquadro e l'altro, e tra una tavola e l'altra. Se voi non ci capite un accidente chissenefrega, ovviamente, non è che la disegno per voi questa roba... ma fare un brutto lavoro non è nello stile di noialtri.

Ma basta parlare di noi. Bisogna segnalare un paio di filmati la cui visione è fortissimamente consigliata. Il primo è una pubblicità della Playstation 3. Lo so. Ma questa è animata da una ispirazione autentica, quasi commovente.
E poi c'è il video promozionale di Uncharted 3. Un tempo i giornalisti solevano commentare che “sembra un film”, quando capitava un videogioco con scene particolarmente spettacolari, e una regia decente: oggi piuttosto direi che “sembra un film” suona come un insulto, a confronto della creatività e della competenza tecnica sfoggiate dai videogiochi contemporanei. Direi invece che molti film, prodotti in serie secondo formule (perfino matematiche!) rigorosamente prestabilite, si sforzano tanto di “sembrare un videogioco”, senza naturalmente riuscirvi.

Lo-Rez: arte, storia, web design
22 . 10 . 2011

Carmackeddon

Questo numero di FTR esce con quasi ventiquattr'ore di ritardo e me ne dispiace. E' stato un venerdì sera molto lungo, seguito da un sabato altrettanto complicato. Mi è morto il secondo router NETGEAR della mia vita (ora, chissà com'è, ho un D-Link...) e sono accaduti altri accadimenti. Ma ora siamo qui e sarà il caso di scrivere qualcosa di coerente.
Pensavo avrei finito col scrivere un pistolotto su Kunoichi Clara dietro l'altro, da qui fino alla fine del ventaglio, ma la strip di questa domenica non mi ha soddisfatto, l'argomento Carmack va espanso almeno ancora per qualche paragrafo.
Quello che continuo a ripetere riguardo le astiose dichiarazioni del buon John è che non ci vedo niente di nuovo. Carmack si lamenta dell'hardware da tempo immemore, magari non proprio da qui come abbiamo scritto noi, ma da moltissimo comunque.
Questo, a dir la verità, non me l'ha fatto venire simpatico già per principio. Qualsiasi buon informatico se che quando un informatico pretende nuovo hardware è perché ha fallito. Il potenziamento dell'hardware è sempre l'ultima risorsa, anzi, sempre più spesso, anche in epoca moderna (in senso lato, non nei VG) è un buon modo per coprire grossolani errori architetturali. Carmack negli anni ha sempre preteso questo e quell'altro, il processore figo e la supercazzola, ma in realtà quello che diceva alle mie orecchie era che non sapeva programmare meglio.
Quella che abbiamo ricevuto oggi è, secondo me, la conferma di tutto questo, resa marchianamente evidente da altri non trascurabili fattori. Quando Carmack sparava a zero sulle schede grafiche in realtà si inseriva nella folle Corsa agli Armamenti del mondo PCista, ovvero quell'epoca in cui non avere la superscheda grafica era considerato un disonore. Gli hardcore gamer erano creature patologicamente desiderose di essere sfidate da del software che avrebbe fatto tirare il collo al loro hardware. Immaginate cosa potesse significare per loro un Profeta che si ergeva dichiarando che stava programmando per qualcosa che non esisteva ancora.
Ma le epoche finiscono, i tempi cambiano, le mamme invecchiano, l'estate sta finendo. Oggi il campo da gioco è ben diverso e sta mostrando, in campo hardware una vera e propria sfida ideologica affascinante, per chi ha ancora un occhio di riguardo per i cari vecchi desktop. Esiste l'approccio dei Crytek che fanno gentilmente notare cosa si può fare con certo hardware e poi c'è l'approccio di Carmack che in realtà una versione disordinata e molto squallida di quello che fanno i più in questo periodo. La linea di pensiero di Carmack, ridotta all'osso è: programmare per PC costa troppo per quello che ci guadagno.
Di solito le altre SH si limitano, allora, a portare su PC una versione dei loro videogiochi pari pari com'è fatta su console, ovvero realizzata con una tecnologia che ha ormai cinque anni, ID, invece, che ha Carmack mica per niente, ha fatto altrettanto, ma dimenticandosi anche di rendere il videogioco stabile. Probabile che abbiamo semplicemente spostato il contenuto per console in una cartella sotto Windows e rinominato l'eseguibile.
La cosa che fa più tristezza di tutto questo discorso è che, a suo modo, Carmack in passato rappresentava un simulacro dell'utente cutting-edge, di quello che spinge le tecnologie, di quello che vuole vedere per primo il futuro dell'elettronica. Ora invece fa una dichiarazione praticamente di segno opposto, eleggendo a suo ambito preferito quello cristallizzato e quasi obsoleto delle console. Era Dio Denaro allora, è Dio Denaro ora. Ma una volta si notava di meno. E una volta, se si fosse notato, avremmo assistito a un linciaggio.
Bene, chiudiamo il ritardeditoriale, devo fare un grosso editoriale sulla signorina qua sopra, no, non la solita, l'altra. Ma settimana prossima è decisamente il momento più adatto.

“No matter how fast light travels it finds the darkness has always got there first, and is waiting for it.”

Cymon: testi, storia, site admin
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