Strip
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02 . 04 . 2011

La seconda regola

Così comincia. Così è cominciata anche ~10 anni fa, quando io e Cymon abbiamo fondato questo fumetto e questo sito.
Non ricordavo che la stanza fosse così sovraffollata di conigli.
Da oggi fino alla fine del mese (quando cadrà la fatidica data) pubblicheremo GTR X, la serie commemorativa del nostro decennale. Inizia così, con i Koniglietti Kommando sbattuti in primo piano, TheRabbit avanzo di galera più che mai, e due quadri di Frank Frazetta che si intravedono appena.

La strip di oggi infrange la Seconda Regola che ci siamo dati con Follow The Rabbit, quella che ci proibisce di mostrare alcunché di noialtri autori e delle nostre Vite Reali™. Certo, le strip sono spesso ispirate alle nostre esistenze, ma c'è un confine che non abbiamo mai voluto superare; non abbiamo mai voluto esporci in prima persona, preferiamo scomparire dietro il sito, divenire per voi soltanto Entità disincarnate. Ovviamente ci sono le battute di Cymon riportate parola per parola nelle strip, o i miei vestiti disegnati addosso al protagonista Neo, perché l'ispirazione dobbiamo pur prenderla da qualche parte... ma noi no, mai.
Tanti anni fa, su queste colonne avevo l'abitudine di commentare la parte artistica della strip (quando di artistico non c'era proprio nulla), in quello che chiamavo il Commento da DVD: oggi penso di potermi concedere un po' di nostalgia per queste antiche tradizioni. Ho scelto il colore blu perché mi pareva il più neutro, non mi vengono in mente sette di incappucciati che usino il blu per le loro tonache... ma potrei sbagliarmi, e spero di non essere denunciato da qualche congrega segreta (?!). Per il resto, in questi anni avete assistito a una certa crescita delle mie capacità artistiche, culminata forse qualche annetto fa, e da allora è stato un lento declino. Mi manca il tempo, e cioè mi manca la volontà di raccogliere le energie e spenderle per curare due strip ogni maledetta settimana. Il copia/incolla è diventato il mio principale alleato, il Riuso è la mia fede quando si tratta di produrre le strip.
Ma GTR X è diverso. Per questa serie ho fatto appello al mio orgoglio, in nome dei bei tempi andati, e ho cercato di rendere giustizia al copione. Dove non arrivano le skill arriva la pazienza, la determinazione, come ci insegnano i cartoni giapponesi. Non ho ancora finito di disegnare tutte e 5 le tavole di questa miniserie, ma in un modo o nell'altro so che arriveremo puntuali all'ultimo sabato. Sono dieci anni che arriviamo puntuali.

Sono settimane importanti qui nella Tana, e i conigli girano col pelo tutto lucidato: ma voglio trovare comunque lo spazio per commentare quel che accade intorno a noi. Il grande circo del divertimento elettronico non si ferma mai.
Qualche giorno fa è uscito Sword&Sworcery EP, un giochetto indipendente di cui avevo già parlato in toni esaltati. Il prodotto finito non delude, e anzi supera le aspettative: abbiamo tra le mani un titolo profondamente poetico e toccante, in cui non si fa quasi nulla, ma in cui tutto è memorabile, tutto è emozionante. Del resto basta il video promozionale (definito “Audience Calibration Procedure”) per capire che è un gioco ispirato. Peccato che sia un'esclusiva per lo smartphone di Satana.

GTR X prosegue la prossima settimana, ci abbiamo infilato dentro i soliti temi che ci stanno a cuore e, a quanto pare, è roba di cui importa qualcosa anche a qualcun altro, almeno a sentire alcuni... Certo che viviamo in uno strano mondo.

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 04 . 2011

Redenzione

Cerchiamo di essere chiari: GTR è finito 3 anni fa.
Innanzittutto è esattamente quello che scrissi allora: Genesis chiudeva il cerchio. Le immagini del reclutamento di The Rabbit nelle file del Male e le immagini del crepuscolo della sua carriera come agente del caos, accostate, erano il sigillo che avrebbe chiuso per sempre la narrazione delle vicende del suo passato. Erano il miglior sigillo possibile e comunque non me la sentivo di provarci ancora con GTR. Mi era andata troppo bene, con GTR (bene per come intendo io), Il vero giocatore sa di doversi alzare dal tavolo mentre sta vincendo.
Poi è arrivato l'anno del coniglio, in cui tutto è possibile... ed è anche vero che il Vero Videogiocatore sa di potersi alzare dal tavolo solo quando ha finito i gettoni.
Come ho già avuto modo di dire, quando consegnai lo script, Lo-Rez mi disse che non si aspettava qualcosa di così allegorico e epico e non aveva tutti i torti. Parliamo di conigli vestiti come SAS, storia dei videogiochi, stupide gag con le pistole. Che senso ha farci qualcosa di allegorico e epico?
Bhe, ma chissenefrega del senso, e poi è l'anno del conig... ah no, vabbè, l'ho già detto. E poi i miei cattiv maestri sono pur sempre i ragazzi di Penny Arcade, gente che rende allegorica e epica una partita di ping pong
Mi piace pensare a GTR X: Redemption come all'ultima puntata di Quantum Leap. Allora il nostro caro Sam venne catapultato nel giorno della sua nascita, a capire che la sua missione per migliorare il mondo doveva andare avanti, nonostante il suo desiderio di tornare a casa. Noi, considerando GTR come la nostra personale macchina del tempo, raggiungiamo un momento cruciale: l'Aprile del 2001, il giorno della nascita di Follow the Rabbit. E anche in questo viaggio personale incontriamo la Storia, rappresentata da un momento che sicuramente ci ha segnati un po' tutti, ovvero la fine di una Era delle Console, sancita dalla fine del Dreamcast. Di lì a poco SEGA si sarebbe ritirata per sempre dal mondo del hardware mentre Sony avrebbe preso il controllo del mercato. La Nintendo tenne botta facendo quadrato, il mondo cambiò. Da un punto di vista romantico possiamo considere quel momento come l'inizio dell'Età Oscura, quando il videogioco smise di essere elitario e ci trovammo schiacciati sotto un monopolio, ma ovviamente questa è una visione distorta dal lirismo. La Playstation non ha fatto esattamente male al mondo dei videogiochi, anzi, ne ha esploso le potenzialità. Ma quando devi cantare un poema epico quello che è successo veramente è un accessorio ingombrante e inutile.
Avevamo concluso Genesis lasciando The Rabbit nelle mani di due loschi figuri. Secondo l'immaginario insegnatomi da Lo-Rez, il fatto che avessero gli occhi in posizioni strane li identificava come malvagi. Riapriamo GTR Redemption mostrandovi altri due loschi figuri, che, nonostante i camicioni, hanno intenti ben diversi.
Ho infilato molte cose in questo GTR. C'è forse l'Allegoria, quella con la A maiuscola, il vero scontro che affrontiamo tutti i giorni, che anche se riguarda giocattoli nati negli anni '70 è in realtà vecchio come il mondo. Ne parleremo quando arriverà il cattivo. Poi ho voluto dedicarmi agli inesistenti fanboy di FTR: ci sono i due tizi incappucciati (e chissà se si capisce già chi sono), ci sono i Koniglietti Kommando in posa figa, ci sono vasti scenari e combattimenti. Non vi tedieremo a lungo con questa vicenda, ma cerchermo di infilarci abbastanza per dire che è stato giusto realizzarla. Se vi interessa, detto da chi ha già visto più di metà del lavoro completo, è stato giusto. Tanto vi basti.
GTR X Redeption ci accompagnerà fino alla data del decimo compleanno, culmine delle celebrazioni dell'anno del coniglio. Non che dopo finiscano le sorprese e le iniziative, ma quel giorno era necessario infilare qualcosa di importante. Io non so se spenderò tutto questo mese solo parlandovi della serie e continuando con queste attività di onanismo dialettico o mi dedicherò anche ad altri argomenti. Ci sarà ancora parecchio da dire, su tante cose, ma probabilmente proverò anche a infilarci qualche digressione intelligente su argomenti interessanti. In verità, nel buio della mia cameretta, sto effettivamente portando avanti un progetto avvelenato di cui voglio darvi dettagliato resoconto. Non sarà la costruzione di un joystick, ma sotto certi aspetti dimostra a sua volta una devozione degna di nota. E non coinvolge cacciaviti e spruzzini di vernice, con cui non sono mai andato granché d'accordo.
E' tempo di lasciarvi, settimana prossima scenari esotici, altri volti noti e curiosi camei.

“kodomo no koro yume ni miteta / inishie no mahou no you ni / yami sae kudaku chikara de / hohoemu kimi ni aitai”

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