Strip
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09 . 04 . 2011

Fondale

Tutto torna. Tutto rimane. Nulla di quel che siamo stati sarà lasciato indietro. Questa serie, la serie del nostro Decennale, è qui per dimostrarlo.
Anche le infradito hawaianas verdi che alcuni lettori hanno notato ai miei piedi (!) in alcune fotografie (!) scattate dal vivo (!!!) non sono state dimenticate. Quando dico che ho sempre disegnato addosso ai nostri personaggi i miei vestiti, ora capite, parlo in tutta sincerità. È così per le ciabatte (proprio queste qui), come per tutto il resto.
Il lettore di lunga data potrebbe riconoscere in questa strip un altro cameo dall'archivio storico di FTR, il borsone giallo che fu già di Kunoichi Clara nel lontano 2004... e naturalmente, nella strana geografia di Follow The Rabbit quando si cita la Cambogia non si può fare a meno di infilare nella cartolina anche la statua di Ayutthaya, uno degli sfondi più memorabili di Street Fighter. Sebbene quella statua sia in Thailandia.

E insomma, questa che vedete è la seconda puntata di GTR X: 2001, la miniserie che ci siamo concessi per celebrare i 10 anni di questo webcomic. Nella prima puntata due misteriosissime figure incappucciate, ossessionate dal Videogioco e dall'avvento di un'Età Oscura, incaricano TheRabbit di un'operazione di salvataggio disperata. Per sapere come va a finire ci sarà da attendere la fine di aprile, quando si compirà il nostro Decimo Compleanno... ammesso che sapere come va a finire sia davvero importante.
Nel frattempo, dilettiamoci con una notiziola proveniente dal Lontano Oriente, tanto per restare in tema. Anzi, parliamo proprio di Dreamcast, la console fallita ma non dimenticata che cantiamo nelle epiche strip di queste settimane. Uno dei titoli più amati usciti per Dreamcast era la conversione di Ikaruga, lo sparacchino di astronavine a scorrimento verticale più famoso del mondo. Ebbene, è stato messo in vendita il modellino in scala 1/144 dell'astronave protagonista di questo gioco, che se non sbaglio si chiamava proprio Ikaruga anch'essa.
Dire che è ben fatto sarebbe ridicolo: siamo di fronte a una dannata opera d'arte, che non sfigurerebbe sul tavolo più raffinato. Una scultura moderna, che celebra un mecha-design straordinario come solo i cari, vecchi giappi sanno fare. E speriamo che presto ritornino a farli.

Basta, oggi lasciamo parlare la strip. Dal mio punto di vista, cioè di quello che deve disegnare questa roba, si trattava della più complessa di tutta la miniserie, perché i paesaggi non sono mai riuscito a disegnarli. Alla fine ho optato per un effetto di distorsione cromatica da vecchia pellicola, magari di un film di arti marziali del sud-est asiatico con qualche clone di Bruce Lee.
La prossima settimana entra in scena l'Arcinemico della serie. State attenti.

Lo-Rez: arte, storia, web design
09 . 04 . 2011

Fioritura

The Rabbit aveva già incontrato Neo molto tempo prima del 2001. Allora Neo era il tipico bambino pacioccoso da sala giochi, mentre la furia assassina del coniglio era già al suo apice. Il Neo che incontriamo adesso in questo capitolo di GTR è un Neo molto cambiato, perchè le persone cambiano molto in quegli otto anni lì, tra l'infanzia e l'adolescenza e perché anche il fumetto stesso di GTR è cambiato. C'è un retroscena che credo di non avervi mai raccontato: il soggetto di GTR è di Lo-Rez, un bel dì venne da me e mi disse di fare una serie alla Grand Theft Auto col coniglio coinvolto in vicende torbide. Lo fraintesi, pensai che volesse che il coniglio fosse un eroe hard boiled pieno di zone d'ombra che combatteva il male e i suoi demoni. Mi corresse: facciamo the Rabbit cattivo. Una cosa maledettamente contro le regole, una cosa vietata da qualsiasi brand. Nessun personaggio può avere un passato da cattivo senza dubbi, senza giustificazione, è un punto da cui non può esserci ritorno, un flashback del genere traballa lui e fa traballare tutto l'impianto delle vicende del personaggio stesso. Ma era una bella sfida e così il primo GTR fu progettato per il puro gusto dell'estremo. Non è un caso che sia la miglior apparizione di sempre dei Koniglietti Kommando e ci sia un bazooka.
Nelle run successive penso che The Rabbit sia rimasto cattivo, si, ma l'estetica della sua cattiveria abbia fatto sembrare tutto più patinato, non vera malvagità. The Rabbit non era più un villain, ma un protagonista che compie cose malvage. Sono al solito sfumature che potreste non percepire (anzi, mi stupirei se ci riusciste). Fino all'atto di debolezza estremo, ovvero giustificare la malvagità di The Rabbit nel vuoto della guerra dell'Amiga. La ferita del The Rabbit cattivo andava così a rimarginarsi, ma questo, a suo modo era più una sconfitta che un successo. The Rabbit forse non era più cattivo o almeno non era più semplicemente cattivo. Non mi pento però di nessuna scelta, però mi chiedo come sarebbe andata se avessimo percorso le vie di GTR altrimenti.
Ovviamente questo GTR, in corso, proprio non c'entra niente con questa analisi. The Rabbit è prossimo alla sua redenzione, la sua anima sta per essere lavata, ma per riuscire in ciò dovrà guardare in faccia il Nemico, perché niente come il perdono richiedere un prezzo alto.
(Pronto? Warner Bros? Si, chiamerei per quel posto per branetti promozionali esaltati? Come? I miei sono TROPPO esaltati? Ma non vi va mai bene niente!)
Come promesso, comunque, questo episodio ha anche il notevole cameo delle ciabatte di Lo-Rez, indiscusse protagoniste dell'assemblaggio del suo joystick. Quale parte abbiano avuto le ciabatte nell'assemblaggio dello strumento è tutt'oggi un mistero, ma si mormora che nei forum dei fan di giochi arcade chiunque sia pronto a metter mano al cacciavite ne stia cercando un paio e si interroghi sulla marca precisa. Sono cose che danno soddisfazione.
Il link del giorno viene dal blog di Recchioni e parla di Multiplayer.it. A parte il fatto che ormai mi conoscete e sapete che quando mi fisso con un blog capita spesso assai che lo linki a ogni pié sospinto, comunque un articolo su M.it è sempre qualcosa di degno di nota. Dopotutto noi a Multiplayer.it siamo affezionati, tipo perché ci paga. Al di là della questione impreditoriale posta, comunque, parliamo di un argomento forse ancor più vasto che, guarda caso, fa da ponte a due diverse mie passioni. Credo sia infatti importante sottolineare questo passo: "Da una parte, il genere della fantascienza è in crisi e ci sono un mucchio di bravi scrittori a spasso. Dall'altra, i videogiochi stanno generando proprietà intellettuali sempre più elaborate e dal grande potenziale commerciale che è pieno interesse dei loro creatori sviluppare appieno.". Ce n'è abbastanza per un editoriale intero, che potrebbe arrivare fino ai lidi di Fantascienza.com che per altre ragioni mi ha stimolato pensieri simili. Ma non sarà questo editoriale quello e mi sa proprio che non sarà nemmeno il prossimo, visto che ci attende, probabilmente, una receanime con i fiocchi e con cadeaux. Questo editoriale invece sta proprio finendo, senza aver detto quasi niente di interessante, ma non per il vuoto spinto che a volte ingombra la mia testa, ma perché il mio ego ha riempito il mio animo oscurando i discorsi intelligenti. D'altronde, in fondo, forse mi piace pubblicare GTR proprio per questo (bhe, di certo Non Lo Faccio Per Voi).

“ti sei innamorata cosa c'è cosa c'è che non va / io dovrei perciò soffrire d'adesso / per ragioni ovvie d'orgoglio e di sesso / e invece niente no non sento niente no / nessun dolore”

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