Strip
903
09 . 02 . 2019

La coppia

Inevitabile come il passare dei giorni, la Marea Rosa ci sommerge e soffoca, tinge queste pagine sacre una volta l'anno in occasione del 14 febbraio.
L'omaggio stavolta è tutto per le KDA, le finte dive coreane del pop: il loro finto video musicale è stata la cosa più vera che ho visto su internet l'anno scorso. Il che non significa poi molto. Ma insomma, è energia positiva, e a quanto pare anche i nostri Neo e Cloud ne sono rimasti estasiati, tanto da guardarlo a ripetizione proiettato sulla TV in salotto.
Neo e Cloud: era da tanto, tantissimo tempo che i loro nomi non venivano più accostati su queste pagine... che siano in fondo loro, la vera coppia da festeggiare in questo S. Val. 2019? Ehm.

Ma in questo freddo febbraio, nel cuore dell'inverno, abbiamo finamente scoperto il motivo degli sconvolgimenti climatici che sconquassano il globo, neve nel deserto e bufere mai viste eccetera: è perché Cymon si è messo a giocare a Final Fantasy VII.
Come si dice, “Non è mai troppo tardi”.
E aspettate solo di vedere i suoi video di reazione isterica quando si accosterà all'altro titolo fondamentale per Playstation, Metal Gear Solid, e si troverà ad affrontare per la prima volta Psycho Mantis...

Voglio chiudere con una notiziola perversa come ce n'erano tante un tempo qui su FTR, e per di più a tema: è infatti finalmente possibile organizzare un matrimonio a tema Final Fantasy (in Giappolandia, e dove se no?)
Non ho altro da aggiungere.

Lo-Rez: arte, storia, web design
09 . 02 . 2019

Your legacy

Mi ero completamente scordato che questa era la settimana di S.Valentino. Devo dire che stavolta Lo-Rez si è decisamente superato, si è superato perché ha rappresentato quello che il S.Valentino è per noi, ultimi della Terra, nerd dell'asocialità, ovvero guardare la televisione assieme a un amico, magari con dei personaggi femminili non completamente reali che si agitano sullo schermo. Capite quale forza un messaggio del genere, finalmente, dopo anni di immagini semplicemente rosa?

Eppure questa settimana la voglio dedicare ai bambini, ai bambini nel senso di prole, nel senso di discendenza. Perché una buona fetta dei nerd che sono usciti abbastanza dal nerdismo per riprodursi ha ormai l'età per avere figli che possono cominciare a recepire le loro passioni o le loro ossessioni. Visto che mi sentivo giornalista ho voluto recuperare in edicola il primo volume di Coding, la collana sulla programmazione che Repubblica e Le Scienze hanno cominciato a pubblicare questa settimana. E' stata pura curiosità (e in effetti pure un esborso eccessivo per della mera curiosità, a ben guardare), visto che è abbastanza chiaro dall'impostazione del progetto che non solo parliamo di un prodotto per assoluti neofiti, ma anche un prodotto per una certa fascia d'età, quella, appunto, che dovrebbero aver raggiunto i figli dei nerd in questi tempi.

Coding dichiara di voler insegnare il linguaggio della programmazione alle nuove generazioni, addirittura millanta di poter mettere in grado i pargoli di costruirsi i giochi da soli, così da smetterla di spendere giorni su Fortnite. Per rendere più chiara questa allettante prospettiva il titolo del primo volume è proprio "Videogames". Ma si parla di programmazione di videogiochi al suo interno? Si e no.
Abbastanza rapidamente, alla prima sfogliata, Coding si rivela in realtà come un progetto in scia a Scatch 3.0, una piattaforma educativa del MIT dedicata proprio alla programmazione e ai più piccoli (arriverà anche App Inventor in volumi successivi). Scratch permette di realizzare videogiochi utilizzando un'interfaccia punta e clicca che però non disdegna la possibilità di inserire del vero e proprio codice, da realizzare con il drag and drop di blocchi colorati. Visto che ero proprio in vena di reportage ho speso una mezz'oretta per farci un giro. Questo è bastato per permettermi di far ricadere il software marcatamente nel reame dell'edutainment, senza grandi altre velleità. Riconosco a Scratch il fatto di aver messo a disposizione all'incirca la potenza espressiva di un qualsiasi linguaggio di programmazione vero, quantomeno se parliamo delle sue funzionalità base, e di averlo fatto senza nascondere granché il fatto che si tratti di un linguaggio macchina. Dall'altro lato, però, il motore che questo linguaggio comanda è minimale e anche provando a industriarsi come spesso la gente cerca di fare è difficile andare oltre un certo livello di qualità dei prodotti. Insomma, non è un Adventure Game Studio o qualcosa del genere che potete pensare di utilizzare per fare altro piuttosto che insegnare.

Ma per insegnare com'è? Eh, io non lo so mica come funzionano i BAMBINI, ma l'impressione che ho avuto è che, se mi fossi imbattuto in qualcosa del genere all'età giusta (12-13 anni), ne sarei stato stimolato. Le potenzialità, una volta che si soprassiede alla qualità finale, sono infinite e non esistono pattern troppo rigidi da seguire. Ci troviamo in un reame fortemente event-driven (come poi è anche l'effettiva programmazione di VG), ma proprio perché è molto chiaro il ruolo di ogni blocco è possibile intuire rapidamente le interazioni possibili. Il linguaggio non si vergogna poi di impiegare variabili e sistemi per salvare lo stato che quindi permettono di sviluppare anche sistemi con una certa evoluzione.
Il volume di Coding, d'altra parte, non è altro che una raccolta di esercizi da eseguire con Scratch 3.0, di difficoltà crescente. Visto dall'esterno può essere un'accozzaglia di banalità, ma più lo esamino, più mi sembra azzeccato. In molti box vengono sviscerate questioni relative alla programmazione (SE... ALLORA...), ma anche elementi classici dei videogame di cui, tra parentesi, nessuno sa più nulla (scrolling, sprite...). Intanto, il cuore è rappresentato da lunghi listati!. Chi è stato giovane alla mia epoca, quando l'approccio didattico era più ruvido che in Coding, sa benissimo che il cuore di ogni lezione è sempre stata il listato, una lunga teoria di codice da ricopiare A MANO nel proprio computer per poterlo vedere funzionante. Coding, pur con le sue tinte caramella, funziona esattamente alla stessa maniera. Andando avanti le lezioni si riducono a pagine e pagine di blocchi da assemblare corredati da qualche nota di carattere più teorico. In questo senso il nocciolo della cultura nerd sembra essere rispettato.

Concludendo, siete riusciti ad avere figli e a rimanere lettori di FTR tutto nella stessa vita? Volete vedere se le vostre peggiori maledizioni sono state ereditate dalla vostra prole? Secondo me dare in mano questo libro a un ragazzino in età scolare potrebbe essere una buona idea. Ovviamente siamo tutti consapevoli che l'informatica o la si ama o la si odia e poco importa quanto è divenuta preziosa nella nostra epoca, però se volete partire col piede giusto senza magari costringere il vostro rampollo dietro le stesse grige schermate dietro cui abbiamo pianto sangue noi, questa è un'iniziativa interessante. Che, sappiatelo, costa comunque un sacco.

P.S. Ah si, c'è una cosa che volevo dirvi, è una notizia un po' forte, che di certo non avete sentito altrove e che potrebbe sconvolgervi. Mi sento un po' in imbarazzo a darvela io, dopo che vi è stata sicuramente taciuta, ma credo che sia giusto, in anteprima edurvi riguardo questo argomento, no matter what: Final Fantasy VII è un gioco molto bello.

“Ma non hai paura di nessuno / Se non della tua statura / Hai la democrazia dentro al cuore / Ma l’amore è una dittatura / Fatta di imperativi categorici / Ma nessuna esecuzione / Mentre invece l’anarchia la trovi dentro ogni emozione”

Cymon: testi, storia, site admin
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