Strip
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22 . 06 . 2019

King of Fighters for Girls

Ah, Clara, un po' mamma e un po' PR! È la figura materna di cui tutti gli Ingegneri (delle Tenebre) hanno bisogno, anche se non lo vogliono ammettere.

La volta scorsa abbiamo parlato di Keanu Reev-... ehm, dell'E3 2019 di Los Angeles. Ma ogni fiera si porta dietro uno strascico di notiziole umili e piccine, quelle che vengono fuori dagli stand di due metri quadrati posizionati di fianco ai bagni.
FTR da sempre canta questi eroi sconosciuti ai più, e anche oggi non verrò meno al mio dovere. È inevitabile e sacrosanto.

Dunque oggi vi beccate King of Fighters For Girls.
Grazie, Giappone: quando uno è a corto di ispirazione può sempre rivolgersi a te, che sei una fonte inesauribile di porcate! Proprio quando uno pensava che SNK si stesse lentamente risollevando dalla sua (doppia? tripla?) bancarotta, arrancando faticosamente ma dignitosamente verso il posto che le compete nel firmamento videoludico... ecco questo scivolone, questo inciampo sulla via: King Of Fighters For Girls.
Roba da matti. Ma ragazzi miei, non sapete che nel clima culturale di oggigiorno per molto meno potreste finire in prigione per cinque turni senza passare dal via? Non sono più i vecchi tempi, non siamo più nel 1992, quando potevate catturare l'immaginazione dei ragazzini allupati con una mossa finale che strappava i vestiti a Yuri e la lasciava a terra tumefatta e seminuda. Wow, certo che detta così fa un certo effetto, eh!
Ma in effetti, a parte il titolo un po' infelice, mi pare che questo KOFG sia animato da buone intenzioni, tutto sommato: usare i personaggi stranoti di KOF in una Visual Novel romantica orientata ad un pubblico femminile. Quasi una specie di rivalsa, a distanza di ventisette anni, in cui i maschietti del cast sono trattati come corpi da denudare per il ludibrio del pubblico.
Ma forse anche no. Sono tutti ideogrammi buffi, e chi lo sa quali sono le reali intenzioni di questi diavoli nipponici? Io mica sono un esperto di Visual Novel.

Ma passiamo a divertimenti più consoni a noialtri occidentali cresciuti a bistecche di bisonte e Guerre Stellari. Hanno mostrato un bel po' del nuovo Jedi: Fallen Order. Fa schifo.
Sì, cioé, non c'è niente di clamorosamente sbagliato, intendiamoci: è solo tutto soffocato in una palude di banalità. Le solite mossette, le solite inquadrature, le solite missioni, la solita interfaccia, i soliti controlli. Soporifero. Va bene Guerre Stellari, ma stavolta nemmeno l'ambientazione può salvare questo gioco dalla mediocrità.
Fosse uscito vent'anni fa, che giocone! Ma oggi? Suvvia. È esattamente il genere di titolo che fa predire a qualcuno che i grandi giochi single player sono tramontati per sempre.

Kojima pensaci tu. Solo tu puoi salvarci.

Lo-Rez: arte, storia, web design
22 . 06 . 2019

Il lemma dell'apostolo ferale

Evangelion è arrivato questa settimana su Netflix e l'internet ha accusato il colpo. La cosa che fa più tenerezza sono i siti che ne parlano e intanto si affannano cercando di rendere l'idea di com'era stata la sua prima trasmissione in Italia, ai tempi di MTV. Non non ci affanneremo a fare niente del genere, c'eravamo e quindi potete benissimo andare a rileggervi i nostri pensieri (e la nostra parodia) di allora.
Quando ho saputo dell'arrivo di Evangelion su Netflix quello che ho temuto di più è il pubblico di Netflix, ovvero quella masnada di personaggi che oggi, di punto in bianco, si sarebbero scoperti grandissimi fan degli anime e esperti di robot giapponesi. Perché con Netflix è così, quello che esce ti dà l'urgenza di twittare entusiasta indipendentemente dalla qualità del progetto e da chi tu sia, con un effetto che a me fa tanta acidità di stomaco. Se avete veramente riletto il mio editoriale di 17 anni fa sapete che io non ero già allora un grandissimo fan della serie. Il tempo, le letture e le visioni hanno confermato più o meno il mio pensiero anche se sarei un cieco idiota a non accettare che EVA è stato un punto di svolta nell'animazione giapponese, un lavoro la cui importanza risuona ancor oggi. Se anche la sua scrittura era un po' zoppicante e la sua realizzazione più accidentata di quanto si voglia ammettere, ha portato avanti alcune intuizioni di carattere tecnico (uno dei migliori mechadesign di sempre) e e narrativo (la commistione tra misticismo e fantascienza) che hanno tutt'oggi un peso rilevante. Questo però non significa che potete svegliarvi oggi a dire che Evangelion è questo e quello perché di roba sul suo schema ne hanno fatta montagne da allora, di buona come di cattiva, e non ho voglia di avere davanti una nuova generazione che ripete esattamente i nostri vecchi discorsi e i nostri vecchi dibattiti quando fuori dalla finestra c'è ormai chi ha elaborato tutto.

In ogni caso quando scritto sopra non sta avvenendo, la gente non ha ancora ricominciato a postare gli alberi della cabala e gli angeli dei meme sono ancora quelli di Good Omens, questo perché è partita un'altra onda, inattesa, dovuta alla decisione di Netflix di ridoppiare il cartone e di affidare il progetto a Cannarsi.
Suono di fulmine che rimbomba nel cielo
Cannarsi è una di quelle anomalie dovute all'intreccio tra l'ingenuità dell'Italia nel gestire contenuti giapponesi e fandom fuori controllo. Lascio allo studente il piacere di scoprirne in autonomia la storia su internet. L'idea di Cannarsi del doppiaggio è mostruosamente nerd, ma, soprattutto non è un'idea da doppiatore, che ignora la fase di adattamento, altrimenti detta quella difficile. Il risultato è un mapping uno a uno di quello che avviene nella lingua giapponese su quella italiana così che il risultato in quest'ultima è una costruzione grammaticale che non sta né in cielo, né in terra nè sottoterra a Tokyo3. Senza però entrare nella disanima frase per frase (ne trovate già molte in rete) la prima mossa politica che da sola è una bestemmia è aver deciso di ricondurre il termine "angelo" al più aderente "apostolo", dove ovviamente l'aderenza non va oltre quanto riportato sul dizionario, con buona pace del necessario lavoro culturale di contorno. Non credo di aver bisogno di spiegare oltre, immaginate pure come ne discenda tutto il resto.
E così,invece di essere qui a raccontarci come veramente la storia finisce con una logica perché il progetto per il perfezionamento dell'uomo tarapia tapioca sua madre nell'aranciata e scioglierci in flame magari un po' sdruciti, ma che già una volta ci hanno appassionato, dobbiamo stare qui a rimettere in ordine i soggetti, i verbi e i complementi, ringraziando che gli EVA in bers... stato di furia si limitano a lanciare urla gutturali.

Comunque non avete il diritto di lamentarvi. Diciotto anni fa si guardava su MTV, che veniva ricevuta correttamente solo da una percentuale della popolazione. Oggi vi potete guardare tutto sulla metropolitana, sul vostro telefonino, scegliendovi pure la lingua. Bah, giovani...

“Questa è l'unità prima”

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