Strip
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04 . 08 . 2018

Oceano Padano

Dall'alto della Nakatomi Tower avvolta dalle fiamme, con i muscoli da eroe d'azione anni '80 in vista sotto la camicia strappata, ci atteggiamo a una posa politicamente scorrettissima come un Tarzan di Frank Frazetta, stendiamo il nostro fiero cipiglio sulle distese ardenti nella calura globale che soffoca il nostro emisfero, e urliamo al mondo il nostro messaggio pre-vacanziero.

Urleremo, rigorosamente: no Whatsapp della Forza, grazie. Quelle pirlate le lasciamo ai giovinastri emo che non riescono più neppure ad immaginarsi le Guerre Stellari senza i messaggini.

Le prime avvisaglie della vecchiaia incipiente mi fanno rabbrividire anche sotto questa implacabile canicola: è la prima estate che, oltre ai film, perfino la musica dei giovinastri — solo certa musica — mi fa orrore e vorrei mandarli tutti al rogo perché hanno gusti diversi.
Ma così va il ciclo inesorabile della Vita. Natura matrigna. Orrore esistenziale. Fa davvero caldo, non so se ci avete fatto caso.
Scherzavo, quando citavo Oceano Padano di Mirko Volpi: servirebbe più forza d'animo di quella che mi resta, per ripudiare il sollievo della brezza marina e dei tuffi in acqua, perfino ora.
Un'autobiografia per interposta persona, se mai ciò sia possibile, questo Oceano Padano. Occorre una straordinaria eloquenza per sostenere il primato dell'afa e dell'ozio dell'estate padana rispetto al mare, o finanche ai monti o al lago!
Non condivido tutto, ovvio, e se anche per me viaggiare fosse “un'inutile violenza”, quanto sarebbe dolente la mia vita di guerriero errante, che mi porta sovente a vagabondare qua e là per il mondo, senza distinzione di paese o continente...!

E vedete che anche questa volta sono ricaduto nella debolezza che mi affligge ormai cronicamente: dire qualcosa di me, anche in quest'estate che brucia meno forse, ma ci affoga lentamente nell'umidità e nel languore.
Non sono venuto meno però quest'anno alla tradizione di parlare un po' di libri, in questo editoriale estivo. E per non rinunciare anche all'odio, colgo l'occasione per rimarcare ancora una volta l'orribile torto subito dagli Italiani, che sono stati privati di un'opera come Infinite Jest da una traduzione abominevole pubblicata da Einaudi. Ma è solo un altro piccolo atto di malvagità insensata. Il mondo ne è pieno.

Quest'anno il meato di tempo che ci dividerà dalla ripresa delle pubblicazioni di FTR sarà particolarmente lungo, ma confido che l'Illustrazione Estiva saprà farvi dimenticare l'attesa. Provo tanta pietà per voi, piccole anime in pena. Dall'alto di questa Nakatomi Tower ardente.
Ad attendervi, all'altro capo di questa lunghissima traversata, ci saranno sorprese e novità più o meno mirabolanti, a seconda di quanta voglia avremo noialtri due autori di dare ancora un po' di amore a questo sitarello che se n'è ormai succhiato tantissimo, in questi diciassette anni.

“E me ne fregio /
Se non potrò trescare”

Lo-Rez: arte, storia, web design
11 . 08 . 2018

Una vita in vacanza

Ah no, dopo aver passato mesi a struggermi sapendo di non riuscire più a cavare settimanalmente un editoriale di cose interessanti (la vita, invecchiando, diventa sempre meno interessante) oggi non farò nemmeno la finta di proporvi qualcosa di intelligente da dire. Questo è l'editoriale di commiato, con cui FTR vi lascia ad affrontare la calura estiva da soli, per prendersi le sue settimane di meritate (?) vacanze. Magari, se ci andrà bene, proprio queste settimane ci permetteranno di trovare qualcosa da dirvi al nostro ritorno, ma fossi in voi non ci conterei tanto. Per quel che mi riguarda ho le mie cose da vedere e un paio di interessi da seguire, dipenderà dalla mia vergogna vedere quanto ne scoprirete. Ah, temo mi stia tornando per l'ennesima volta la voglia di giocare a Shogun 2, il che significa che lo riprenderò in mano, mi ci dedicherò per qualche ora e poi cadrò di nuovo in depressione. Purtroppo, questa è la mia natura.

Bene, conigli, oggi partiamo noi con l'augurio che partiate anche voi o che magari ve ne stiate bel belli a far niente, riflettendo sul vuoto esistenziale e traendone comunque il piacere dell'intelletto. Vi penseremo poco, così sarete liberi dall'oppressione delle nostre attenzioni, fate di questa libertà tesoro e trasformatela in avventura.

“A questo punto prendete quattro minuti e mezzo e gettateli alle ortiche. E' il tempo che ha impiegato il barista a portarmi da bere”

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