Strip
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19 . 05 . 2018

La Rabbia 2

Laconico come sempre, Gödel forse dovrebbe smetterla di sembrare acculturato a tutti i costi, perché così mi pare che si renda disperatamente patetico. Ma chi siamo noi per giudicare? Noi facciamo lo stesso, e anche di peggio.
Se la volta scorsa facevo fatica a trovare argomenti di discussione, questa settimana sono venute in mio soccorso tutte le case editrici di videogiochi di questo mondo, che hanno iniziato i cannoneggiamenti mediatici in vista dell'Electronic Entertainment Expo 2018.
Uno potrebbe anche pensare che di fatto sia già cominciato, l'E3 di quest'anno, visti tutti gli annunci di questi giorni. Ormai non si capisce più niente, non ci sono più le mezze stagioni.

Il mondo va a ramengo e lo sappiamo, però non siamo ancora arrivati al punto descritto in RAGE 2: purtroppo o per fortuna.
Il filmato con cui RAGE 2 si è rivelato al pubblico è straordinario: un tripudio di colori che cancella in un istante decenni di mondi postapocalittici grigio-marroncini. Del resto era l'unica direzione artistica in cui muoversi, dopo i deprimenti Fallout (sempre di Bethesda), una direzione che si ispira parecchio a Mad Max: Fury Road.
Ma questa può solo essere un'ottima cosa.
E inoltre tutta questa attenzione che i derelitti dell'anno 20XX mostrano nei confronti delle pettinature, del trucco e dell'abbigliamento e dei mezzi di morte e trasporto, può solo giovare a un'economia di gioco che sarà senz'altro fondata sul pagare denaro per comprare personalizzazioni estetiche.
Ma queste sono considerazioni fredde: e invece RAGE 2 sembra bruciare di rabbia e follia, come se il collasso della civiltà avesse dato il via a uno sfrenato rave party lungo secoli.

Punk strafatti che si sparano razzi in faccia, armi di fortuna tenute insieme col nastro adesivo, e spray rosa shocking e giallo limone ovunque, per ravvivare le macerie del mondo. E non è la periferia della vostra città: è RAGE 2, tra un anno e mezzo sui nostri schermi.

Lo-Rez: arte, storia, web design
19 . 05 . 2018

Velocità di fuga

FTR: diamo consigli su come essere romantici da quasi vent'anni (quasi vent'anni). Sbagliando.

Settimana scorsa ho scritto un editoriale con poco tempo a disposizione, oggi scrivo un editoriale con poche energie a disposizione. Questo maggio si sta rivelando un mese fitto di emozioni, ma emozioni sul piano personale, di quelle che non tratto qui dentro. Mi sembrano passati secoli dall'ultima volta che ho scritto l'editoriale e invece è poco più di una settimana. E questi secoli soggettivi non sono stati forieri di grandi stimoli, per quello che riguarda la mia esistenza nerd.

Stimoli no, ma questi giorni brutte notizie ne hanno portate. Sembra che The Expanse non andrà oltre la terza stagione. Ne dà il triste annuncio SyFy. In realtà, per la scelta delle parole usate per la comunicazione, sembra quasi che una qualche operazione per passarlo di mano sia in corso e non si vede perché non dovrebbe essere così. The Expanse è un'opera televisiva di qualità, ben fatta e piena di ottimi spunti. Il suo unico difetto è essere una serie di fantascienza genuina, un argomento che interessa poco ai falsi nerd che comandano, quindi non ci sono thread da quattordicenni fradice che lo lodano o articoli che ne spolpano i profondi significati. E' soltanto bello da vedere, solo non c'è nessuno, là fuori, che si sbatta per dirvi che è così.
La notizia mi lascia l'amaro in bocca, ma i feelings sono molto mixed. Contestualmente all'inizio della terza stagione, sono riuscito a recuperare il secondo volume cartaceo che sto leggendo molto volentieri. La serie di romanzi (che è la reale origine) è nata in modo un po' giocoso e il primo libro è piuttosto mediocre, ma questo secondo capitolo ha un notevole spessore. Sotto certi punti di vista potrei quasi pensare che se anche smettessero di mandarmelo in TV non perderei molto, perché potrei continuare a leggere i volumi, quindi la storia non morirebbe orrendamente mutilata.
In The Expanse, però, il rapporto tra libri e serie TV non è gerarchico, ma molto più simbiotico. Innanzitutto, la serie TV ci ha proposto per la prima volta nella storia uno spazio realistico, per quanto fantascientifico, con finalmente dei veri combattimenti spaziali credibili in cui tutti devono tenere conto dell'inerzia e di altre problematiche intriganti. E' un pregio completamente suo e mi spiacerebbe se la sua lezione andasse perduta. Anche per gli standard degli effetti speciali di SyFy (nota per l'abuso di Blender e plasticone) c'è una certa raffinatezza, non tanto un maggior investimento, ma una maggior cura per certi dettagli. Le astronavi, per esempio, sono brutte come design, ma bellissime nel modo in cui rispecchiano il senso di continuità con la tecnologia attuale.
Dal punto di vista narrativo la serie TV si discosta in modo abbastanza sensibile dai libri. Come ho detto i libri hanno alcune parti abbastanza sfilacciate o comunque mal raccordate e ho notato che la serie TV, in molti di questi casi, opera una sorta di vero e proprio editing, che cerca di aggiustare un po' il tiro. Non mi azzarderei a dire che quello mostrato in televisione sia meglio della storia originale, ma alcune svolte sono molto più soddisfacenti che nella controparte cartacea.

La caducità delle serie TV ci invita a riflettere sulla nostra e sull'ingiustizia di questo mondo rio. Se abbiamo però poche possibilità di combattere la terminazione della nostra esistenza, ci rimane qualcosina da fare per combattere la terminazione di The Expanse. A parte recuperarne almeno le prime due stagioni su Netflix (se non l'avete già fatto a seguito dei miei precedenti appelli) ci sono diverse iniziative, in giro per la rete, a cui potete aderire per convincere qualcuno a intervenire.
L'alternativa, se non riusciremo a ribaltare la situazione, sarà godersi la conquista marziana quando finalmente la opererà, dal vero, Musk e company. Ora di allora, però, c'è sempre la possibilità che si configuri come fuga da un pianeta che sta bruciando in una guerra termonucleare.
Tenete a bada, insomma, la vostra curiosità.

Theo: I've got it! [Giving the box to Avasarala]
Avasarala: You've done your planet a great service!
Cotyar: She says that to everyone - let's go!

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