Strip
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22 . 12 . 2007

I corsi e ricorsi della Storia

Si accendono nel Mondo le luminarie festive, e come da tradizione ormai quadriennale noi di FTR proponiamo una storia sporca, da ossessionati del Videoludo: è di nuovo quel periodo dell'anno, l'ora di Grand Theft Rabbit.
Questo sito a volte mi fa sentire onnipotente, perchè qualunque cosa succeda nella Realtà™ a noialtri o a voi, qui c'è solo e sempre FTR... Una strip a settimana, col sole e con la pioggia. Immutabili e indifferenti come le stelle.
Per voi che ci venite a visitare può essere un punto fermo nelle vostre squallide esistenze allo sbando, rifiutati dal resto del mondo voi poveri videogiocatori potete venire qui e sentirvi a casa, come i senzatetto attorno ai bidoni in fiamme.
Per me, che sono dall'altra parte dello schermo, disegnare una strip ogni maledetta settimana è un sostegno spirituale, è una disciplina che ormai farei fatica ad abbandonare, credo. Ci sono state volte in cui avrei voluto piantare il pennino in mezzo al monitor, ma lo Spettacolo Deve Andare Avanti, non importa come sta l'autore. E dunque eccoci qui, anche oggi, a presentarvi nientemeno che GTR 2000, l'ultima storia della nostra serie più hardcore.
GTR canta le gesta del nostro TheRabbit, che in gioventù ha attraversato vicende piuttosto turbolente. La storia che inizia oggi lo vede in prima linea nelle sporche Guerre Dell'Amiga, che insanguinarono le scrivanie dei giocatori al principio degli anni '90. È un periodo di storia videoludica che Cymon sente molto, mentre io lo ignoravo quasi (ovviamente). Personalmente sento di più gli ultimi due episodi di GTR, quello sulla notte dell'uscita di Dragon Quest VI e quello sulla dignità perduta di B. Jenet. Comunque mi sto divertendo molto a disegnarlo, spero che si noti.

È curioso, nell'editoriale di un anno fa, anche quello dedicato all'esordio di una storia di GTR, parlavo del filmato di Final Fantasy Versus XIII. Cioè, sarebbe normale visto che parlo sempre di Final Fantasy, ma per coincidenza proprio in questi giorni è uscito il nuovo filmato di Final Fantasy Versus XIII, e insieme ad esso anche quello del gioco gemello, Final Fantasy XIII.
Si tratta di due trailer presi dal DVD allegato a un libro di illustrazioni di SquareEnix, CLOUD. Purtroppo non sono ancora ad alta definizione, e purtroppo non sono i famosi filmati segreti mostrati al Tokyo Game Show 2007 a un gruppo ristretto di giornalisti selezionati. Molte immagini si erano già viste sulle riviste nipponiche, ma in movimento fanno un altro effetto. Eppure...
Non so cosa mi è preso, ma non riesco ad eccitarmi oltre ogni limite per il filmato di FF XIII. Certo la direzione artistica è stellare come al solito, ma forse si cerca troppo la spettacolarità dei gesti atletici, e se veramente il normale combattimento è tutto così, FF XIII potrebbe essere un'esperienza piuttosto faticosa per i sensi. Ad ogni modo è troppo presto per fare ipotesi, non si sa nulla sul sistema di gioco. Se uno vuole quattro figurine immobili e dei numeri in sovrimpressione, dopotutto, può sempre dedicarsi alla riedizione di Final Fantasy IV per DS.
Altra cosa è il trailer di FF Versus XIII, che dei due è il gioco più orientato all'azione e meno all'RPG. Ebbene, dai trailer parrebbe l'opposto: il protagonista di Versus è un re molto depresso, cupo e di nero vestito, che attraversa una metropoli che pare dei giorni nostri a bordo di una limousine che pare dei giorni nostri... sennonché poi compaiono dei soldati in armatura armati di mitragliatrici, e a questo punto entrano in scena le spade fantasma volanti, e scoppia il casino. L'atmosfera del trailer mi piace molto, non so quanto dipenda dal mio stato d'animo odierno... del resto chi vuole un'opinione del tutto obiettiva, non influenzata da alcun fattore esterno, può rivolgersi fiducioso ai siti di giornalismo professionale. Tipo Gamespot.

Sorvolerò invece sul trailer di Duke Nukem Forever (?), patetico e offensivo. Infine, notate la tradizionale assenza di auguri da parte nostra.

Lo-Rez: arte, storia, web design
22 . 12 . 2007

Appuntamento con la storia

Tutti i capitoli di GTR sono stati realizzati avendo ben in mente un fatto storico della vita dei videogames che, in qualche modo, ci abbia segnato personalmente o che magari abbia avuto ripercussioni sul presente.
Questo capitolo di GTR, però, nella mia idea, è persino un po' più importante degli altri perchè rappresenta l'inizio e la conclusione della serie, ovvero The Rabbit che, messo in galera nel 2000, poco prima di essere ingaggiato per lavorare a FTR, ripercorre la genesi del suo cuore nero di sicario delle major. Per qualcosa di così cruciale ci voleva un evento epocale, qualcosa di cui la Storia riporti le ferite ancor oggi, qualcosa che sia comune a tutti.
E' per questo che la scelta è caduta sulla Guerra dell'Amiga, la vera svolta della Golden Age, il duello che ai più pischelli non dirà niente, ma che agli induriti e inaciditi videogiocatori che frequentano queste valli farà venire in mente più di un ricordo romantico. Credo di aver già avuto modo di raccontarlo in questa sede, io la guerra l'ho vissuta sul fronte PCista perchè, dopo essere uscito dall'abbraccio del SEGA MASTER SYSTEM, sono diventato subito un acceso militante del fronte PC. Erano tempi duri, tempi in cui, tecnicamente, una certa macchina non poteva fisicamente far girare alcune cose delle altre e così una netta linea di demarcazione era stata tirata tra console e computer e, tra questi ultimi, il dualismo che teneva vivi gli angoli della posta delle riviste era appunto quello tra i compatibili IBM e la macchina da gioco della Commodore. Quest'ultima aveva notevoli vantaggi per quello che riguardava gli aspetti grafici e scenografici dei videogames così aveva coltivato una schiera di adepti che si drogavano di parallasse (termine che forse molti di voi NEANCHE SANNO COSA SIGNIFICHI) e si facevano di colori e, soprattutto, schifavano il mondo PC che, a parte i timidi tentativi di grafica vettoriale dei simulatori di volo, viveva la statica epoca degli strategici a turno e delle avventure grafiche.
L'esito della guerra fu dato dal fatto che il PC colmò il divario tecnico dal suo concorrente mentre l'altro riuscì a fare ben poco per trasformarsi in qualcosa di più versatile di una macchina da gioco. Fu così che, una volta che si dimostrò che i compatibili potevano dare la stessa resa dell'Amiga, l'Amiga si ritrovò confuso, perdendosi in evoluzioni avventate e affrettate che lo condannarono alla sconfitta. Se volete dettagli sulla vicenda questo è un ottimo sito da cui partire.
A conti fatti, quindi, non vedo momento migliore in cui incastonare la vicenda di The Rabbit, la sua trasformazione da idealista amighista a oscuro assassino. I gradini che ha dovuto scendere fino al ventre scuro dell'inferno saranno scanditi dalle tavole qui presenti che, al solito, vi aiuteranno a contrastare il glucosio natalizio.
Abbiamo spesso elogiato il DS e il Wii per possedere giochi innovativi, dal gameplay strano, probabilmente apprezzabili solo sotto effetto di acido. Anche PSP sembra essersi messo su questa carreggiata (che, in un modo o nell'altro, sembra fare un mucchio di soldi...) grazie a giochi come Patapon. In Patapon guidate un mucchio di esserini buffi tambureggiando a ritmo sui tasti. No, niente sequenze da ripetere alla Guitar Hero e consociati, ma veri e propri ordini da impartire grazie a un codice ben preciso. La grafica è pura psichedelia: rappresentazioni stilizzate, colori saturi, palette minimalista, una goduria stylish, insomma, il gameplay non ho ancora capito quanto sia frenetico, ma a vedere le immagini sembra pure lui interessante. Naturalmente sembra strano che queste robe arrivino qui in Europa, visto che l'universo ci considera bigotti e retrogradi, ma è notizia piuttosto fresca che il gioco sbarcherà tra noi. Qual è l'utenza adatta a un titolo del genere? Il Vero Videogiocatore? Il Videogiocatore Casual? Il Videogiocatore Hardcore? Il Videogiocatore next-gen? Il Vero Videogiocatore Evolution? E io che ne so, la PSP neanche ce l'ho e sappiamo benissimo che come console gode una saluta non esattamente eccezionale, in verità.
Crisys lo ha già incensato abbastanza Lo-Rez nei tempi passati, ma io solo da poco ho trovato questo filmato che mi ha fatto decisamente impressione. La cosa agghiacciante è che non stiamo parlando di vere e proprie scene dal videogioco, ma gente che si diverte a giocare con dei barili. La fisica del gioco appare impressionante, si potrebbe usare per fare le simulazioni dei crash test in FIAT, il realismo dei barili che cadono è inquietante. Se pensiamo che, oltre a quello, c'è intorno persino un gioco c'è da credere che stiamo ormai per vedere il next-step del genere in cui, imboccando la strada aperta da HL2, avremo intorno a noi un mondo vivo e interattivo che ci permetterà un ventaglio di possibilità di combattimento e sopravvivenza ben più ampio di quello che abbiamo a disposizione in questo momento. Voi sapete che in questo momento sto giocando a FarCry (precedente lavoro dei Crytek) e che lo giudico un gioco carino, però bisogna riconoscergli che i modi in cui ti permette di sfruttare l'ambiente sono interessanti. Non parlo dei livelli al chiuso, dove il livello si abbassa un po', ma all'aperto avere a disposizione un campo di battaglia vasto e poter decidere da che punto compiere l'assalto dà molte soddisfazioni, soprattutto quando magari riesci a individuare il punto molle delle difese avversarie e sfondarle senza colpo ferire. Bhe, in un mondo come quello messo a disposizione da Crysis immagino che possibilità del genere si moltiplichino a dismisura.
Bene, possiamo abbandonare i lidi ignorando regolarmente le festitività. L'ultima cosa che celebreremo presto sarà l'almanacco perché l'almanacco deve dirci la verità sul mondo, ma per quello c'è ancora tempo. Intanto, però, una stoccata d'ottimismo: mi è arrivato oggi il TGM, lo ho sfogliato un po' e ci ho visto dentro un sacco di articoli interessanti. Era veramente moltissimo tempo che non succedeva.

“Yours is not to ask why / Yours is to do and die / Professional killer”

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