Strip
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17 . 12 . 2005

Duri a morire

I gremlin dei problemi tecnici infestano tuttora le fondamenta stesse del sito, e proseguono da parte nostra gli arcani rituali di convocazione delle Entità che, sole, hanno il potere di fare qualcosa. La situazione inizia a diventare patetica, ma siccome FTR lo facciamo per noi stessi non ci arrenderemo facilmente. In molti credono che ormai gli Esseri Fatati abbiano lasciato l'Inghilterra, ma noi... ehm, mi sto lasciando contagiare da Jonathan Strange & Il Signor Norrell, di Susanna Clarke. Non mi sentite spesso commentare dei libri perchè non c'è quasi mai nulla che trovo degno: ma quel romanzo va letto ad ogni costo. Inizia come un Harry Potter (!) maturo e intellettuale, ma poi lentamente si fa sempre più oscuro, tragico e malinconico. Ma torniamo a noi.
Quella che vedete oggi è, in tutta la sua arroganza, la tavola di apertura della seconda storia che facciamo per GTR, la nostra serie più recente. Vi direi di recuperare la prima, GTR 1993, ma l'archivio si trova in uno stato incerto al momento: comunque sarebbe qui. GTR è la cronaca della vita esagerata di TheRabbit, che prima di diventare il coniglio bianco da salotto di Neo ha avuto un passato piuttosto travagliato. Dopo aver partecipato alla pubblicazione dell'edizione shareware di Doom, nel primo episodio, lo vediamo di nuovo alle dipendenze di fantomatici Editori Oscuri dell'industria videoludica... soltanto i Koniglietti Kommando possono fermarlo.
Anche stavolta abbiamo svolto ricerche piuttosto ossessive sui retroscena dell'epoca, in questo caso la scena videoludica giapponese alla fine del 1995. I tempi e i luoghi citati quindi dovrebbero essere quelli reali. Speriamo di farvi venire un pò di nostalgia, se allora eravate già videogiocatori... dopotutto è stata l'Età dell'Oro per il nostro hobby.

Ma veniamo ai fatti del mondo. C'è stato in queste settimane un evento di cui non ho potuto parlare prima perchè il sito era giù, ma si tratta del genere di notizia che si merita la prima pagina qui a FTR. Un certo sito ha lanciato una campagna per vedere più cieli azzurri e personaggi buffi nei videogiochi.
In sostanza si lamentano che la tendenza attuale è a produrre soltanto giochi con criminali, violenza urbana e realismo estremo... il che è vero, basta guardare i vari GTA, 50 Cent e True Crimes che riempiono la top ten, e le svolte "dark" di serie come Need For Speed o Prince Of Persia (che sforzandosi di essere cool a tutti i costi è scivolato nello squallore).

La campagna si batte per un ritorno alle ambientazioni serene piene di animaletti strani e mostri bizzarri, ai bei giochi di una volta, dove il gameplay si fondava sul collezionare gemme colorate e saltare tra gli arcobaleni, non sullo sparare in faccia ai drogati e asfaltare le prostitute. Mi sento di condividere in pieno. Naturalmente tutta l'iniziativa è ironica, però da quando il settore videoludico è stato invaso da masse di giocatori casual incolti, davvero c'è stato un appiattimento di stili e idee. Da queste stesse pagine ogni settimana non faccio che denunciare la miseria della direzione artistica di tanti giochi occidentali, che invece di sfruttare la tecnologia in maniera interessante si buttano ciecamente sul fotorealismo, e usano la vostra scheda video soltanto per mostrarvi i muri dei cessi a risoluzioni più alte.
Il sito da cui è partita la campagna va considerato con molta cautela. Spesso i miei link vi rimandano a roba più o meno perversa nel lontano Oriente, ma UK Resistance è perverso e scorretto sul serio, non per finta. E' un sito di news in stile (no, non posso scriverlo... arrgh!!) "blog", che produce una tonnellata di materiale ogni giorno, il che la dice lunga sull'ossessione e la vita sociale™ dei suoi autori... e il materiale in questione spesso e volentieri contiene immagini e fotografie offensive per la sensibilità dell'essere umano medio. I testi sono ancora peggio, e se si trattasse di un sito con un pubblico più vasto (e non di un sitarello di nicchia frequentato da quattro sfigati), i suoi autori sarebbero indagati per vilipendio della persona, calunnia, offese razziali e altri reati vari. E meno male che le ragazze di Dead Or Alive non sono persone vere, altrimenti resterebbero molto male di fronte a certi articoli su di loro (ma ripensandoci, se fossero persone in carne e ossa forse il mondo sarebbe un posto migliore...). A proposito, non è ancora chiaro se le Frag Dolls sono "persone vere", ma ce n'è anche per loro (e il titolo è abbastanza esplicito).
La morale di questo discorso è che ho trovato una nuova fonte di curiosità videoludiche bizzarre, un pò grezza ma capace di cogliere perle giornalistiche che difficilmente sentirete altrove, come questo concorso di Sony per la modella che doveva impersonare la maga sulla copertina di EverQuest 2.

Ma per stavolta abbiamo superato abbondantemente la dose di squallore consigliata. Cerchiamo quindi di elevare lo spirito con un altro concorso, indetto stavolta da Bioware. Ora, Bioware ha perduto molti punti nella stima dei fanatici degli RPG da quando si è svenduta per allargare il pubblico dei suoi titoli, però è ancora apprezzabile per iniziative come questo concorso letterario, che premierà il mod di NWN scritto meglio con un lavoro a tempo pieno nella softwarehouse. A quanto pare hanno ancora bisogno di qualche giocatore hardcore.

“- Vorrei soltanto che non avesse moglie -, disse Norrell con irritazione. - I maghi non dovrebbero mai sposarsi. -”

Lo-Rez: arte, storia, web design
17 . 12 . 2005

The truth

In ludomondo, a natale, siamo tutti più cattivi. Si, basta con le storielle che non se le fila più nemmeno mia nonna che siamo tutti più buoni e che ci vogliamo bene, la verità è ben un'altra ed è ora di finirla di prendersi in giro. I distributori di videogiochi sono più cattivi perchè devono vendere dei maledetti videgiochi che non si filerebbe nessuno se loro non si fossero sgolati per gli undici mesi precedenti dicendo che è bellissimo e che il mondo li attende. Le riviste del settore sono più cattive perchè si sono prese a coltellate per ottenere l'anteprima di questo o quel titolo e poterlo mettere in copertina. I videogiocatori sono più cattivi perchè devono vendere la sorella per potersi comprare la console più figa.
Quindi, come potete ben vedere, visto che Follow the Rabbit vive al pulsante ritmo del mondo dei VG è giusto che appena cadano i primi fiocchi di neve appaia Grand Theft Rabbit, la più sanguinaria, feroce e estrema serie della tana. Una serie che, personalmente, adoro.
Questa volta la macchina del tempo ci porta all'alba del 9 dicembre 1995, all'uscito di Dragon Quest VI. Voi sapete quando Lo-Rez sia rimasto segnato da questo gioco e, a suo modo, questa serie ne è anche una celebrazione. Dimostra dove possono arrivare i veri videogiocatori, quando si portano all'esasperazione.
Visto che abbiamo un sito e se anche sembra che non lo abbiamo in fin dei conti l'abbiamo cerchiamo di seguire il corso degli eventi. La prima cosa interessante di cui voglio parlarvi oggi è questa particolare versione di Syberia.
Ho confessato il mio amore per questo gioco e ora vederlo impacchettato per il piacere delle massaie e del padre di famiglia mi sembra, e vi stupirò, magari, a dirlo, una cosa buona, una cosa che lo avvicina a quella che era la sua natura più intima. So perfettamente che Lo-Rez non la pensa come me, ma io credo che Syberia sia un passo o due oltre l'esperienza videoludica, sia qualcosa di altro, non tanto per i temi trattati o per la descrizione di certi personaggi, quanto proprio per l'uso di strumenti e tecniche abbastanza anomali. Syberia, in DVD, può quindi sfuggire alla gabbia di giudizio propria dei videogame e quindi dimostrare le svariate altre direzioni in cui può mostrare il suo potenziale. Non dovete vederlo come un videogame, è più giusto vederlo come un film d'animazione interattivo, come un'esperienza basata su una storia e su immagini che chiede un certo sforzo (sforzo che può essere stemperato dall'uso della soluzione) da parte dell'utente. Ed ecco che così vengono a cadere le problematiche riguardo la longevità del prodotto o la scarsa interattività o l'interfaccia a tratti imperfetta.
Esiste (usiamo parolacce) "mercato" per qualcosa del genere? Probabilmente no, probabilmente stiamo parlando di qualcosa adatto a una fetta ristretta di puristi fighetti e un po' snob (come me) venuti su dalla fermentazione del mosto inacidito dei videogiocatori PC e pronti a scavare ogni pixel di quello che vedono su schermo in cerca di qualcosa di apprezzabile. Gente che comunque non prenderebbe mai l'opera in DVD per il salotto, ma che si trova bene a usarlo nella sua forma classica di videogioco e quindi non contano. Certo, dovrebbero esserci venti-trenta titoli costruiti così e distribuiti così e allora forse potrebbe nascere un'utenza che si interessa al fenomeno e lo sfrutta, ma finchè parliamo di un unico esperimento ho paura che ci troviamo di fronte a un vicolo cieco.
Questa però è una notizia vecchia, una notizia che mi ero segnato prima della Grande Ombra. Un po' più fresca l'asta delle licenze Acclaim. La Acclaim è fallita... bhe... ho finito le lacrime per le case storiche che hanno chiuso i battenti quindi non stiamo qui a fare troppe pantomime. La cosa affascinante è che sono state messe in vendita (a "solo" 5000$) le licenze di pubblicazione di tutti i suoi giochi. Vi rendete conto? Con solo 5 pezzi da 1000 potete portarvi a casa tutti i diritti per convertire Mortal Kombat 2 su Nintendo DS o sul telefonino cellulare di vostra sorella. E se Mortal Kombat vi sembra un marchio difficoltoso da gestire (perchè in effetti i suoi diritti devono essere qualcosa di abbastanza articolato) potete scegliere tra i numerosi altri giochi storici presenti nell'elenco della pagina linkata e... magari... programmarne un seguito! Non credete che il mondo meriti un nuovo Rise of the Robots? Oppure che ne dite di farvi il pacchetto di giochi dei Simpson? Non stiamo parlando, per una volta, di abandonware parcheggiato su Home of the Underdogs, ma della croce e delizia di tutti noi mentecatti informatici. I DIRITTI! Il POTERE! Il coppirait! E quello, cari, avete voglia a scaricarvelo dal mulo.
Prima di andarmente vorrei parlare un attimo di quello che sarà il mattatore del natale, ovvero il solito principino. Non voglio giudicare il gioco, avete subodorato cosa pensi delle strategie Ubisoft di spremitura dei brand, ma non credo nemmeno sia il caso di entrare in argomento così, a prescindere, per amore di polemica. Quello che volevo dire, però, è che il lavoro di chara design che è stato fatto, questa volta ancor più che per gli altri capitoli, è stato ottimo come ottima è stata la campagna di PR. Si, lo so, sembra facile fare una campagna di PR tappezzando siti internet di flash 400x400, ma secondo me l'idea vecchia, vecchissima, stantia, del bene e del male, sbattuta in faccia al pubblico con quella forza è stata una buona mossa, si riesce a sentire abbastanza in fretta un certo feeling per il protagonista, soprattutto nella sua forma oscura, e questo, sicuramente, è un bene.
Questo editoriale finisce così, non ho speso nemmeno troppe parole per frignare della nostra infausta condizione quindi FACCIAMO FINTA, almeno all'apparenza, che vada tutto per il verso giusto. Se non altro siamo riusciti ad aggiornare anche questa settimana e vi assicuro che, di questi tempi, è già un lusso.

"Sie will es und so ist es fein
So war es und so wird es immer sein
Sie will es und so ist es Brauch
Was sie will bekommt sie auch"

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