Strip
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03 . 03 . 2012

Reality show

Restiamo anche questa settimana nel locale di dubbia reputazione che Cloud & Link hanno eletto a loro sede lavorativa. Del resto, se il loro lavoro (il loro nuovo lavoro) consiste nell'organizzare tornei di videogiochi, una ambientazione del genere è solo appropriata.
Oggi voglio proseguire il discorso iniziato la volta scorsa, sempre a tema Tornei Videoludici, perché oltre a dominare la nostra serie Jobs in questo periodo è anche d'attualità... Non l'abbiamo fatto apposta, naturalmente, a pianificare queste strip proprio adesso, ma se lo Spirito dei Tempi soffia sempre dalla nostra parte, che colpa ne abbiamo noi poveri conigli?
È un discorso d'attualità, dicevo, perché proprio negli ultimi giorni sono scoppiate polemiche feroci intorno a un reality show (!) con protagonisti 10 giocatori di Street Fighter X Tekken. Le vite di questi esseri miserabili sono trasmesse in diretta nei soliti posti, e tutto questo spettacolo è organizzato ovviamente da Capcom per promuovere il gioco e, più indirettamente, tutta la Scena dei giochi di combattimento 1 vs 1 a livello professionistico.
A quanto pare (non ho visto neppure un istante dello spettacolo), è accaduto ciò che si poteva tranquillamente prevedere: i suddetti 10 tizi hanno espresso se stessi con spontaneità, con sincerità genuina... ed essendo un branco di insopportabili bastardi, ciò è risultato offensivo per il pubblico. In particolare la parte di pubblico femminile sembra essersela presa alquanto a male, per via di certi insulti ripetuti e incredibilmente pesanti contro una giocatrice.
Niente di nuovo, se uno ha familiarità con i giochi online con altri esseri umani: è normale incontrare le peggiori sottospecie di degenerati, creature perfettamente immorali, fatte di malvagità assoluta. Peccato che in questo caso sia stata data una pessima immagine della comunità che ruota attorno ai tornei di picchiaduro 1 vs 1.

Noialtri che amiamo ricordare con nostalgia i bei tempi della sala giochi, preferiamo pensare che l'immagine veritiera della comunità sia quella che appare da filmati come questo, girato all'EVO 2010, e di cui ho già parlato all'epoca. Speriamo che al Capcom Fight Club che si è tenuto a Milano sabato scorso la gente non si sia sbranata a morsi; e speriamo che facciate i bravi anche tra un paio di settimane, quando lo stesso evento si terrà a Roma.

La strip che facciamo su Multiplayer.it questa settimana è stata ispirata da gesta videodiche autentiche di Cymon qua di fianco. Era un sacco che non succedeva. Dovremmo ridargli il benvenuto nella comunità dei videogiocatori attivi.

Lo-Rez: arte, storia, web design
03 . 03 . 2012

Welcome back to the players

L'utenza Facebook lo sa già. Certo, avrei voluto tenere maggior suspance, ma si sa come è il coso blu con i robi soccial, è compulsivo, disegna l'attimo, non può mica attendere. Ho comprato il 3DS. Metallic Red. E forse non è un caso che è accaduto nella settimana del lancio della PS Vita.
Perché? La prima risposta che mi viene in mente è che ho semplicemente ceduto alla più classica crisi di mezz'età. Avevo bisogno di sentirmi giovane, di fare qualcosa di frivolo e mi sono comprato il 3DS. Un'istantanea abbastanza realistica di quello che è successo. Ovviamente, però, se cerco qualcosa di più viscerale, se seguo i percorsi montati nel mio bizzarro cervello, vedo un'altra storia.
Avevo bisogno di qualcosa che pigi un tasto e giochi. Ero giunto alla conclusione che era l'unico modo plausibile in cui io potessi godere effettivamente del mondo dei videogiochi oggi. Avevo bisogno di qualcosa che fosse puro divertimento dal primo momento in cui mi saltasse in mente di giocare al momento in cui mi fossi trovato soddisfatto.
Tornare un videogiocatore PCista quindi sarebbe stata pura chimera. Innanzitutto ormai sono un linuxaro indefesso e su questo PC installare un vero Windows da fare girare in dual boot col sistema principale comunque sarebbe stato una soluzione non adatta a ciò che mi interessa. Comprare un secondo computer (magari anche più potente) per puro gaming sarebbe stato doppiamente, triplamente assurdo, sia per il costo esorbitante dell'operazione, sia perché comunque il mercato PC chiede una devozione superiore, con le installazioni, le robe, lo spazio su disco e tutte quelle cose antipatiche che non ne fanno uno scatolotto che accendi e vai.
Certo, ci sono le console console. Ma volevo qualcosa di ancora più agile. Tanto io sono ancora in famiglia e il televisore magno è monopolizzato dai miei. Una console moderna senza televisore magno è una mezza console, avrei finito col giocarla di nascosto. Altra opzione da scartare, a meno di farmi la Wii e spaccarmi di tennis. Ma... no grazie, parliamo di videogiochi.
E' a questo punto che mi sono rivolto al mercato portable, mercato portable che avrà un editoriale tutto suo, presto. Per ora vi basti sapere che mercato portable ha significato 3DS. E visto che non ci facciamo mancare proprio niente, nel pacco mi sono anche comprato Resident Evil: Revelations.
Mettiamo da parte per un attimo il gioco e parliamo un po' della console, a sette giorni dall'acquisto. E' un oggetto di design bellissimo, detto senza ironia. Il Metallic Red ha un effetto bellissimo che non lo fa sembrare quasi un oggetto di plastica e tutti i comandi e le funzioni sono abilmente occultate lungo il bordo, facendolo sembrare, chiuso, più uno scrigno che una console. Poi, come per il DS, il richiamo ai Game"Watch anni ottanta, quasi esasperato, è un tocco di pura classe, una mossa di modernariato. Il 3DS è una console piccola, e come per tutte le cose piccole fatte bene si sono curati i dettagli. Una cosa mi ha colpito è il fatto che venga scatolata con un'oretta di carica di batteria. Lo so, è una stupidaggine, ma pensate al bimbo che scarta il regalo. Uno dei consueti traumi, con queste robe a pile, è tirare fuori l'oggetto dalla confezione e poi consegnarlo subito a papà, che lo inchioda a una presa a muro e non ti permette di pasticciarlo. Il 3DS invece esce dalla scatola e ti saluta, ti permette di ravanarci, di manipolarlo, asseconda la compulsività del suo possessore.
L'eccellenza del design, però, non è l'unico aspetto che condivide con un altro principe del mondo (in senso lato) del portable: l'iphone. Anche il 3DS è un'architettura chiusissima, blindata e priva di crepe. Praticamente non ti appartiene. Dopo aver garbatamente chiesto il permesso di attivare tutte le sue funzionalità con delle schermate accattivanti azzurro caramella, fa un po' quel cavolo che vuole. Si connette a internet, mette a disposizione solo il software del suo non vastissimo market, offre funzionalità solo se benedette e controllate da santa madre Nintendo. Streetpass, addirittura, fa dei 3DS del mondo una specie di comunità a sé stante, che campano a prescindere dai loro possessori, chiacchierano, prendono il té assieme. Certo, c'è l'accidentale side-effect di offrire qualcosa all'utente, a margine. Intanto sono uno sciame di creature autosufficienti.
Ma sapete che vi dico? Va benissimo così. Il mondo degli smartphone è il mondo dei terminali del prossimo millennio, il terminale, lo dissi, è la lama dell'informatico e deve appartenergli, deve assomigliargli. Il 3DS, come ho scritto su, deve essere un coso che accendo e gioco. Se tutto il resto della sua esistenza è responsabilità di qualcun'altro tanto meglio. Certo, un market con un margine di prodotti gratuiti o demo e che non avesse prezzi sui sei euro magari renderebbe più divertente il cazzeggio, ma forse è volere un di più per cui proprio l'azienda non è strutturata.
Tornando alle cose importanti, che dire? Il boot è circa di 10 secondi (accendo e gioco) probabilmente perché in verità la console non si spegne mai, ma ha un costante stato di hibernate (essendo blindata è molto probabile), il software a portata di bambino, la sensibilità del pennino ottima. La realtà aumentata soffre un po', così come il refresh dello schermo, in generale, quando parliamo di ripresa video. Ma quello è proprio l'eyecandy di contorno che è proprio poco interessante sviscerare.
Ci sono sicuramente due aspetti della console che negli ultimi mesi hanno tenuto banco rispetto al 3DS: la batteria e il 3D. Il 3D è un orpello. Una cosa da far vedere agli amici, una pinzillacchera. Punto. Ma, in fondo, non è molto diverso da una scheda grafica performante che ti permette immagini fotorealistiche. La profondità di schermo contribuisce quanto una grafica superlativa a rendere l'esperienza di gioco più immersiva. Certo, bisogna rimanere in equilibrio nella posizione magica che permette di vedere, ma parliamo di uno schermo da pochi pollici che comunque non avreste potuto gestire con troppa allegria, pena non vedere nulla. Ovvio, da fastidio sobbalzare per uno zombie alle spalle e contestualmente vedere l'immagine spanarsi in due, ma a suo modo è un elemento dell'esperienza di gioco. E, comunque, potete spegnerlo quando volete. A rimarcare il fatto che è solo un corollario di qualcos'altro.
La batteria è un problema che la mia tipologia di utenza non sente. Non ci vado nemmeno in autobus. E' qui accanto a me sulla sua base di ricarica. Potrei lasciarlo lì in tutti i momenti in cui non lo uso, se volessi. Quindi la sua autonomia potrebbe darmi fastidio solo se ci giocassi cinque ore consecutive al giorno. Non è certo quello che mi aspetto di fare, anche perché comunque non è che non affatichi, eh. Tra gli occhi che ti vanno insieme e i diti indolenziti le sessioni sono di un'oretta, sempre nell'ottica dell'uso che avevo intenzione di farne.
Insomma, parlando di puro metallo, il 3DS è un bell'oggetto. Non è cutting edge, anche se per gli schermi che ha e per ciò che offre non si può nemmeno dire che non sia un bel vedere, ma fa il suo dovere a trecentosessanta gradi, forse qualcuno di più.

E, al di là dello spirito critico e recensorio che mi contraddistingue, il 3DS è anche qualcos'altro. E' anche l'inizio di una nuova storia di videogiocatore. La mia. E immagino proprio che andrà tutta in onda qui

- E' per questo che dormi tutto il giorno? Al riparo dal sole?
- Bravo. Se mi becco un po' di raggi, esplodo come sei tonnellate di semtex.
- E'... è... un...
- Inizia con la "v".

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