Strip
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06 . 06 . 2009

Cartoline da Los Angeles

Stavolta non ho fatto in tempo a premere il pulsante (di invio dell'editoriale), ma a quanto pare il mondo non è finito. Quando manco l'appuntamento, ogni volta qualcosina dentro di me muore, ma a parte questo tutto bene. Del resto questa è la settimana dell'E3 2009, c'è molto di cui scrivere e devo prendermi il mio tempo.
Ci pareva appropriata una strip dedicata a Clara, che di mestiere fa la PR, però devo ammettere di essere rimasto deluso dall'assenza della sua controparte reale, Jade Raymond. La bella Jade era una fonte inesauribile di spunti per questo fumetto, e Assassin's Creed 2, per quanto imponente, non sarà la stessa cosa senza di lei. Il trailer del gioco, comunque, è un'opera di straordinaria finezza tecnica. È impeccabile, è lo stato dell'arte... ma manca lo stile che ha reso memorabile il video di esordio di Assassin's Creed: i misteriosi inserti digitali nell'ambientazione storica, la canzone depressa.
L'E3 dunque è tornato in grande stile, ha perfino superato l'opulenza di un tempo sfoggiando manifesti pubblicitari alti decine di metri. Tra le cartoline da Los Angeles che entreranno negli archivi della storia c'è un trio di personaggi di Final Fantasy XIII alto decine di metri che campeggia con arroganza strafottente, tormentandoci con una data: 2010; ci sono le braccia distese di Ezio Auditore, ogni dito alto come un uomo, a ricordarci che il protagonista di Assassin's Creed 2 utilizza ben due lame nascoste, non una sola... sarà per forza un gioco migliore.
Quando i produttori di FFXIII dicevano che la demo uscita qualche tempo fa rappresentava una versione estremamente prematura del gioco, non stavano sparando corbellerie: la stessa sezione del gioco mostrata alla conferenza ha rivelato un livello di rifinitura decisamente superiore, soprattutto nei menu di combattimento. Sono cose che ti scaldano il cuore. Nonostante tutto si è riconfermata la gelosia ossessiva di SquareEnix nei confronti del suo prezioso gioiellino: il disco demo a quanto pare era conservato sotto chiave in una valigetta di sicurezza, sempre circondato da un fitto cordone di sorveglianti.

Ho molto apprezzato anche l'apparizione di Hideo Kojima, la superstar, che è saltato sul palco con il suo look da sfigato muso giallo per annunciare ridacchiando Metal Gear Rising, tra le ovazioni della folla in delirio... è bastato sussurrare il sacro nome, questo nome idiota che da 20 anni incarna lo spirito stesso del divertimento elettronico, e mostrare il faccione bionico di Raiden con un occhio bendato. Così si conclude il conto alla rovescia, anche se non si è ben capito il senso del panorama di campagna e del temporale... ma è una sensazione a cui siamo abituati. Mi pare che l'occhio bendato sia la definitiva consacrazione di Raiden a protagonista e successore di Snake nella serie, visto che è il tratto distintivo di tutti i tizi che contano in Metal Gear Solid.
È stata una fiera ricca, e tutta questa ricchezza mi fa riflettere. L'Industria del divertimento riesce a divertire anche semplicemente presentando i suoi prodotti, le campagne pubblicitarie sono un gioco a cui tutti partecipiamo perché vogliamo farci affascinare. Non giocherò mai Star Wars The Old Republic, perché purtroppo è un gioco multiplayer invece di un RPG come si deve, un RPG per farci dimenticare Knights Of The Old Republic, un RPG che sia Knights Of The Old Republic ma fatto bene, non fatto così così.
Però! Però il filmato che LucasArts ha prodotto per cercare di vendermi un abbonamento mensile a SWTOR (?) è uno spettacolo devastante, che mi fa desiderare una nuova-nuova trilogia. E allora grazie lo stesso.

Lo-Rez: arte, storia, web design
06 . 06 . 2009

Buon Natal

Se esordissi parlando della piccola revolution reativa ai nuovi controlle delle console della quest-gen (non sarà mica ancora next) presentata all'E3, non farei che andare a riprendere un discorso che già avevo fatto in passato. La Wii, per quanto sia criticabile in generale per essere sempre più il giocattolo della nonna piuttosto che la console del hardcore gamer, ha segnato la via del progresso nel mondo dei videogiochi, che non è più potenziamento del silicio, ma diversificazione dell'esperienza. Forse, però, quello in cui si sta imbarcando Microsoft è un po' più complesso di come può sembrare, e non solo per la necessità di una tecnologia da raffinare costantemente.
Wii gettò le sue idee innovative a un pubblico "morbido" come quello casual, che proprio non ci teneva a essere identificato con la categoria dei videogiocatori e quindi aveva una certa apertura mentale. I fan di Halo, invece, li vedo molto meno malleabili per quello che riguarda staccargli dalle dita il loro joypad, proprio perché un joypad è un po' più che un controller, è uno stile di percepire i videogiochi, è parte del divertimento. L'abilità al joypad è fattore determinante nella definizione di un giocatore ed è una cosa a sé, che prescinde dal videogioco, è una particolare coordinazione oculomanuale che si specializza negli anni ed è preziosa per chi la possiede. Eliminarne l'importanza cambiere completamente gli equilibri tra videogiocatori, ma, soprattutto, significherebbe proporre qualcos'altro. Non qualcosa di meglio, non prendiamoci in giro, semplicemente qualcos'altro. E non tutti potrebbero essere disposti a passare la barricata. A questo bisogna aggiungere il fatto che comunque XBOX360 non fa una scelta di vita, ma un'aggiunta e l'inerzia di soluzioni del genere ben le conosciamo. Natal potrebbe diventare l'ago della bilancia nella console war, come anche un costoso giocattolo con un paio di applicazioni dedicate con cui stupire gli amici. Ormai dovremmo aver imparato a non dare niente per scontato.
Questa settimana cortissima, ma in realtà non ancora finita, in realtà priva di un reale termine, mi ha lasciato piuttosto asciugato. E credo non ci sia maggior cartina tornasole del mio stato di stress della pagina bianca dell'editoriale che mi fissa in attesa di un po' di attenzione e rimane spesso frustrata da testi squallidi o di limitata intelligenza. Oggi registro sinceramente un vero e proprio picco negativo in questo senso e sebbene la cosa mi addolori l'unica soluzione che riesco a trovare a questa piccola empasse è chiudere l'editoriale anzitempo, ovvero qui, dove questo paragrafo va a esaurirsi. In verità, poi, che senso avrebbe che io continui, se non ho esplorato terre nuove o visto cose aliene, di cui narrarvi? Potrei forse rimestare in ciò che già vi è noto? Ciurlare nel manico? Vi sembro uno che ciurlo? Sinceramente, perdonatemi, ma oggi solo questo avrete da me.

“We'll choke on our vomit and that will be the end / We were fated to pretend”

Cymon: testi, storia, site admin
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