Strip
204
02 . 04 . 2005

Omake day

Un pò di tempo fa avevo anticipato che erano ripresi i lavori alla serie Kunoichi Clara, ma dite la verità, non vi aspettavate di vedere una nuova tavola così presto... sempre che vi diate pensiero per questo genere di cose, ovviamente.
In effetti non abbiamo intenzione di dare inizio al Ventaglio 3, non subito: quello che vedete è un "omake", uno di quegli antipasti scherzosi che si usano a volte nei manga. Nel settore dei webcomic gli omake sono stati resi famosi da Megatokyo, e abbiamo deciso di farne uno anche noi, sembrava un'idea simpatica e molto in tema con la serie di Kunoichi Clara. Ovviamente non sarà difficile per i lettori più perversi rintracciare la fonte di ispirazione per questa strip... una pubblicità che ha segnato profondamente molte persone.
La Vestizione dell'eroina è un elemento cruciale degli anime (Sailor Moon docet), e questa strip ci porta direttamente nel camerino della star per assistere alle prove-costume: quando inizierà la serie vera e propria vedrete Clara con il suo costume definitivo. Due dei costumi scartati sono tratti da giochi sulle kunoichi, l'altro è un omaggio doveroso alla divisa liceale nipponica.

La volta scorsa ho fatto le lodi di GMail (anche se il loro cookie è un pò ficcanaso), ora è il turno di un'altra tecnologia dei Google Labs: Picasa. Personalmente possiedo oltre 13000 immagini, e mi scontro spesso con il problema di organizzare questa collezione. Siccome cerco di installare programmi meno che posso sul mio prezioso PC, ho sempre trovato comodo usare le possibilità di WinXP: i thumbnail e il Visualizzatore Immagini e Fax (è un nome poco eccitante, ma fa il suo dovere), oltre a qualche script in Perl che mi sono fatto per rinominare automaticamente i file.
Poi ho provato Picasa2, la cui missione dichiarata è appunto gestire le immagini. Pare un software scaricato direttamente da una dimensione aliena, l'interfaccia non starebbe male in un film di fantascienza ambientato nel 2015: potete scorrere migliaia di thumbnail in scioltezza, ridimensionarli tutti insieme in tempo reale, zoomare avanti e indietro come forsennati con una fluidità impressionante. L'indicizzazione è fastidiosa, ma almeno ha una etichetta animata molto discreta. La ricerca ovviamente è il fulcro di Picasa, a ogni carattere battuto si vede l'elenco delle immagini filtrato, e la ricerca dei termini è fatta non solo sui nomi dei file, ma sulle cartelle che li contengono, sulle dimensioni, sulle date, su tutte le informazioni di origine contenute nei file JPEG... è tutto molto bello, ma non mi soddisfa. Intanto è un programma appesantito da troppi fronzoli: un programma che stampa le foto e contemporaneamente masterizza un CD con una presentazione interattiva, il tutto mentre crea un sito web personalizzato, è comodo per gli sprovveduti, ma a me le cose piace farle da solo, non per nulla sono ossessionato. Tanto più che già Windows XP offre queste possibilità, basta attaccare la fotocamera al PC per farsi guidare per mano in tutte le operazioni di routine senza muovere un dito.
Il software di Google è fatto per sfruttare sul serio la potenza di calcolo che qualsiasi computer degli ultimi 3 anni può offrire, e mostra chiaramente che le interfacce a cui siamo abituati, su qualsiasi sistema operativo, sono obsolete, sono rimaste indietro rispetto all'hardware, sanno di vecchio. Ma le idee di Google vanno oltre l'estetica: questi tizi ce l'hanno a morte con il concetto di "cartella". GMail incoraggia a fregarsene di come sono memorizzate le email, e invece di suddividerle in noiose cartelle, come siamo abituati, vorrebbe che noialtri scorressimo agilmente l'archivio usando le funzioni di ricerca anche per raggrupparle. Lo stesso per Picasa: quel dannato programma cataloga le immagini per data, per origine, per parole chiave, tutto fuorchè le care vecchie cartelle del filesystem. Non sono sicuro che sia una buona idea, non so se i tempi sono maturi per una innovazione del genere.

Ma basta con questi discorsi, fiondiamoci subito sui balocchi elettronici! Volevo raccontare le mie esperienze con Kingdom Hearts: Chain Of Memories, ma credo che slitterà in un prossimo futuro... La priorità va invece a Into The Pixel, la rassegna d'arte dedicata ai videogiochi che si tiene all'E3 di Los Angeles.
Ora, se seguite queste colonne da un pò, sapete che praticamente sono esse stesse una rassegna d'arte videoludica, in cui segnalo di volta in volta le illustrazioni e gli artisti che preferisco. Naturalmente quindi un'iniziativa come Into The Pixel mi sembra un'ottima idea. Se guardo i 16 artwork scelti per il 2004 però resto un pò deluso: in altre parole, o io e quei tizi abbiamo gusti totalmente differenti oppure, se quella gente crede che quella roba sia l'arte migliore del 2004, devono essere parecchio depressi. Forse non ci siamo intesi sulla definizione di "arte"... una automobile in grafica 3D fotorealistica non è arte, per quanto mi riguarda, al massimo va bene per i benchmark delle schede video. Perfino di Blizzard hanno scelto un modello 3D, che sarà bello e in alta risoluzione fin che volete, ma la vera arte di Starcraft: Ghost sono i disegni concettuali, se lo chiedete a me. E poi mi lasciano perplesso i criteri di selezione: è pieno di giochi di guida, che non sono esattamente giochi famosi per la qualità delle illustrazioni che li accompagnano, da che mondo è mondo. Neanche l'ombra di Phantom Brave, Lineage 2, Granado Espada... magari i titoli coreani non interessano a nessuno, ma non hanno considerato neanche World Of Warcraft, maledizione!
Le uniche opere che incontrano i miei gusti sono quelle di Falcoon, Dark Watch (ma hanno scelto la più brutta del gioco) e God Of War. Quest'ultima è veramente impressionante, di gran lunga superiore a tutte le altre della rassegna, e direi anche una delle illustrazioni più belle in assoluto del 2004. Sanguinaria e brutale quanto il gioco in questione, che a proposito è veramente un signor gioco, degno di avere una discendenza numerosa. E' da Mortal Kombat che non vedevo un pò di sana violenza in stile Occidentale. Ci sono molte cadute di stile, compreso l'ormai famigerato mini-gioco, ma dopotutto anche noi si ha il diritto alla perversione, non solo i nippo-coreani...

“The link you followed to create a Gmail account has already been used to create an account. Now, its account creating powers are all gone.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 04 . 2005

Grimorium arcanorum

E' qui sulla mia scrivania, il Libro, il condensato dell'ultimo anno della mia vita, la mia creatura, quel concentrato di mistero e simboli arcani che gli stolti chiamano semplicemente "tesi di laurea", ma che in verità è una porta, come un libro di Myst, verso il cuore dell'ingegneria. La rilegatura l'ho fatta in pelle di drago con caratteri d'oro incantato. L'oro incantato, mi ha detto il tipografo, era necessario, altrimenti la pelle di drago avrebbe fatto bruciare le pagine (fatte da legno di betulla del boschetto proibito, ovviamente). Il casino è stato recuperarlo, hai bisogno di un guerriero di ventesimo livello per superare i guardiani della miniera dei nani morti, a meno, naturalmente, di avere un druido che abbia superato la prova del sangue cattivo. E' per questo che al Politecnico ci si mette tanti anni a laurearsi, non è un problema passare gli esami, la cosa che ti rallenta è l'XP-run. A parte queste facezie estetiche il resto è sangue del mio sangue, sudore, furia e imprecazioni salmodiate contro Word. Avrei dovuto usare LaTex, o meglio, avrei dovuto avere il tempo di imparare LaTex, ma questo è mancato, il tempo è mancato in generale, anche semplicemente gestire il sito ha necessitato attingere alle riserve di energia d'emergenza che raramente ho usato nella mia vita. Comunque sono tornato, adesso sono molto più al cazzeggio di prima e molto più cattivo e feroce, ne vedrete delle belle.
Intanto notiamo questo assaggio di Kunoichi Clara. Non è ancora un ventaglio, i tecnici del settore chiamano tavole come questa omake, schiribizzi degli autori, boutade frenetiche nate dall'ispirazione del momento, banco di prova per le tecniche future, giochetti, ma a noi non importa. C'è lei, se ne intravede persino la schiena nuda e questo basta. Kunoichi Clara è una serie che mi da sempre un brivido differente e sono stato abbastanza lieto di vedere che il sondaggio che ho lanciato nel forum alcuni l'hanno scelta come serie preferita. Kunoichi Clara, di tutti i progetti che non facciamo per voi è quello che facciamo per voi meno, proprio perchè esula dal webcomic e da tutti gli schemi consolidati di cyber-editoria, necessita di un'abnegazione notevole per essere seguita e manca di appigli ruffiani in generale. Eppure a forgiare un ventaglio io mi esalto sul serio, plasmando personaggi, trame e sottotrame. Ho un po' di scartoffie grezze in magazzino, roba top secret, e ultimamente ho deciso di riprenderle in mano per limarle e riguardarle, proprio perchè sento di non essermi ancora impadronito completamente del personaggio, noto che ogni tanto mi sguscia via e quindi devo continuare a maneggiarlo, cercando di fargli fare quello che voglio (ora, considerando che il personaggio è una sexy fanciulla tutta la frase precedente può essere mal interpretata, ne sono cosciente). Nonostante questo, però, mi sono riletto di fila i primi due ventagli e sono soddisfatto, sono molto più soddisfatto di quanto non fossi quando li ho scritti, ora che riesco a vederli con un certo distacco devo dire che sono quello che volevo scrivere. Per il futuro, però, cercherò di far filtrare qualche influenza. Ultimamente, ad esempio, ho letto un po' di Frank Miller (il ritorno del cavaliere oscuro stava con la Repubblica) e devo dire che ha uno stile che adoro. Non mi dispiacerebbe riuscire ad infondere la stessa tetraggine noir nelle mie sceneggiature (anche perchè comunque ho detto Frank Miller, mica pizza e fichi).
Così poche cose da dire e così tanto tempo. Questa settimana direi che è da segnalare il TGM di Aprile. Intanto Myst III Exile è un gioco da provare, perchè tutti dovrebbero confrontarsi con un Myst, prima o poi, ma poi anche perchè mi sono trovato molto d'accordo con entrambi i momenti "saggistici" della rivista, ovvero l'editoriale e il backstage. In entrambe le sedi si parla di argomenti che mi stanno molto a cuore, come la maturazione del genere videogioco e la cura dei testi nelle opere videoludiche. E' ora che si cominci a denunciare che l'ambiente è u po' indietro e che la patina zuccherosa di scelte di marketing comincia ad essere un po' troppo spessa e andrebbe scrostata, spero che un giorno però questo atteggiamento possa anche ricadere sulle recensioni e sui giudizi gioco per gioco, perchè finché si discetterà di filosofia e si continuerà a usare strumenti d'analisi inadeguati e zoppicanti per valutare il singolo prodotto comunque non si potrà fare molta strada.
Visto che vivo nella ferma convinzione che chi legge questi editoriali non sia paragonabile al pubblico medio generico e che quindi, invece di incentivi alla lettura, gli si possa dare anche qualche disincentivo alla lettura perchè tanto la sua cultura sa farsela da sé, oggi vorrei sconsigliare un libro: La leggenda di Otori. Questo volume mi ha attratto perchè era ambientato nel Giappone medievale, luogo e periodo per cui ho una certa predilezione, ma mi ha fondamentalmente deluso proprio dal punto di vista delle atmosfere. Non si respira Giappone, non si sente Giappone, non si vive Giappone, tutto si muove in una realtà artefatta, con qualche vago riferimento, ma senza dettagli che non siano insignificanti. Ormai mi sono abituato a un livello di giapponesità troppo elevato nelle cose giapponesi per accontentarmi di qualche occhio a mandorla e qualche nome evocativo, io voglio sentir dire solo di ninja, samurai, geishe, daymio, katana eccetera eccetera. Insomma, se cercate come me cose del genere rivolgetevi altrove, anche se sinceramente non so quali romanzi parlino sensatamente di cose nipponiche. L'unico autore che mi viene in mente è Eric Van Lustbader, che mi piace molto, anche se spesso le sue storie sono ambientate ai giorni nostri (con un occhio alle cose del passato).
Il linkume chiuderà questo editoriale frammentato, ancora vittima della tempesta che ha attraversato la mia vita artistica (?) e professionale (?). Il sito della settimana è Movie Quiz. Non so se vi è mai capitato di imbattervi in quei giochini su file Excel con le immagini dei film con gli attori cancellati. Ecco, questo è il sito DEFINITIVO per gli amanti di quel genere di indovinelli e visto che io ne sono irremediabilmente malato negli ultimi tempi ci sto spendendo un casinissimo di tempo.
Bye figliuoli, alla prossima, il Cymon è molto tornato e spesso sarà più cattivo di prima, e mi sa tanto pure un po' più ingegnere.

"Se è vero che siamo fatti della materia delle stelle forse non ce ne stiamo andando, stiamo solo tornando a casa." - Gattaca, la porta dell'universo

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