Strip
147
21 . 02 . 2004

Kasumi Blue

Clara Croft continua a muovere i primi passi nel Mondo Del Lavoro™... da quando Neo e Cloud si sono trovati un mestiere, l'unica fanciulla di casa ha deciso che non voleva assolutamente essere da meno. Ma il mondo può rivelarsi pieno di insidie, per la dolce (???) sorellina di una star dello spettacolo...
Abbiamo cominciato la serie di Jobs da un po', ormai, ma a differenza di altri progetti di FTR non avevamo pianificato tutto in anticipo: stiamo ancora definendo il contesto, insomma. Per dare il mio contributo, visto che io sono quello che disegna, ho preparato un wallpaper che illustra una idea che mi gira in testa da un po': Rabbitown. A parte Clara in versione casalinga, e i colori acquerello, questa immagine illustra un concetto che mi gira in testa da tempo: la città di FTR è il paradiso del videogiocatore, tappezzata di manifesti pubblicitari, insegne e cartelloni in tema videoludico, sale-giochi ad ogni angolo, e magari qualche scorcio di panorama tratto direttamente da certi giochi più o meno famosi. Questo concetto compare gia' nel fondale alle strip su Cloud, e si sta pensando a estenderlo in nuove direzioni... vedremo.

Passiamo alle Notizie Sparse dal Mondo. Su Gamespot c'è un favoloso specialone sulla SNK e sul Neo-Geo, molto approfondito. Se siete lettori abituali di queste colonne sapete già quanto sono ossessionato dai coin-op e dai picchiaduro 2D, e potete immaginare l'effetto che ha avuto su di me questo articolo: e' bello vedere uno dei più importanti siti di giornalismo ludico che si occupa di questo settore di nicchia... ma che non diventi un'abitudine, perche' in fondo il fascino di questo mondo e' anche il suo isolamento assoluto dal resto dell'Industria videoludica.
Non vorrei che mi togliessero l'orgoglio di appartenere a questa piccola cerchia intransigente, che guarda dall'alto in basso ogni clamorosa innovazione del settore, continuando a giocare su una macchina di 15 anni fa... tante generazioni di console sono passate, imperi sono sorti e crollati, sotto lo sguardo imperturbabile del Neo-Geo. E' bello coltivare la tradizione, in un'Industria che si rivoluziona ogni paio d'anni.
Il 26 febbraio c'è l'Enada di Rimini, l'esposizione mondiale di cabinati da bar: potrebbe essere interessante, se siete da quelle parti.

Il gioco che desiderate più di tutti, ovvero Dead Or Alive Online (non negatelo!) non è ancora uscito, in compenso però potete prenotare l'Xbox edizione speciale, in un sensualissimo Kasumi Blue. Cosa c'entri il blu con Kasumi pero' sinceramente mi sfugge. Il cuscino griffato Dead Or Alive, che fa sempre parte del pacchetto, mi sembra invece un articolo perfettamente appropriato da includere in un'offerta del genere. Peccato che non ci sia anche il copriletto coordinato, anche se poi, nel mio caso, l'adorabile Kasumi avrebbe dovuto contendere a Cammy e a Kimiko un posto su... ehm... ok, basta. Anzi no, Cymon ha ritenuto l'argomento abbastanza interessante da farne una strip, che potete vedere questa domenica su M.it... ve lo sareste mai aspettato?
Potrei citare anche l'Xbox edizione Pure White in soli 1000 esemplari, ma mi farei solo del male perchè tanto e' un oggetto del desiderio del tutto irraggiungibile... accontentiamoci di ammirarla in fotografia.
Se non vi spaventa un viaggio nell'abisso della perversione umana, c'è anche un articolo di Wired sul fenomeno dei... dei cuscini per otaku, chiamiamoli così.

Lo-Rez: arte, storia, web design
21 . 02 . 2004

Big in Japan

E' stata un'altra settimana piuttosto bastarda, i tempi che posso concedere ai miei hobbies sono sempre più risicati e la stesura dell'editoriale ne risente, volevo parlare di argomenti seri e complessi, ad esempio, dopo aver visionato qualche documento interessante, ma non ci sono mai stato abbastanza con la testa per leggerli e quindi ho deciso di passare, almeno per stavolta. Fortunatamente, però, sono comunque riuscito a recuperare delle perle notevoli di cui discutere in questa sede perciò le dita scorrono sulla tastiera senza sofferenza.
Sky è una buona cosa. Certo, avrebbe potuto impegnarsi per darmi Le Due Torri prima che andassi a vedere il Ritorno del Re così da farmi dare una rinfrescatina alle puntate precedenti, ma immagino che sarebbe stata una mossa di marketing eccessivamente buonista, quindi è giusto accontentarsi di quello che comunque fornisce. Ad esempio, ogni tanto, in modo un po' estemporaneo, vi passano piccoli cult del cinema horror giapponese oppure dei favolosi, sfavillanti, sgargianti e inguardabili film di Honk Kong sulle arti marziali. Per quello che riguarda la prima categoria ho avuto il piacere, un po' di tempo fa, di vedere la versione giapponese di The Ring. Io possiedo un viscerale odio per i remake, soprattutto quando sono fatti a poca distanza dai film di riferimento, perciò mi fa sempre piacere vedere il film originale prima di quello rifatto, soprattutto se ha fatto parlare di sè come questo della cassetta. Devo dire, però, che il caro ringu mi ha un po' deluso perchè, per quando venisse spacciato come una delle pellicole più terrificanti del pianeta, non mi ha provocato violenti brividi praticamente mai. Non dico che sia un brutto film, ma un film di paura dovrebbe ogni tanto...fare paura...o provarci almeno. A questo punto mi è piaciuto di più ringu 0, il terzo (-1) della serie, il classico prequel, con qualche idea terrificante in più, anche se pure in questo caso niente pelle d'oca costante.
Memore di queste opere mi sono avvicinato a Ju-on (sottotitolato "rancore" in italiano) con una certa leggerezza, anche considerando la trama non originale (casa stregata che uccide la gente). Bhe, non l'avessi mai fatto...Ju-on è veramente un film che ti mette l'angoscia, un'opera come ce ne sono pochissime. La sceneggiatura è un po' monotona (all'inizio di ogni capitolo appare il nome di un tizio che alla fine muore), gli effetti speciali sono da film a bassissimo budget, ma è un film che non ti da un attimo di tregua. C'è una maestria, uno stile nel confezionare le scene e le apparizioni ecotplasmiche che non si può rimanere indifferenti, anche quando si tratta solo di un attore impanato nella cipria che attraversa una stanza.
Il genere horror è uno dei più delicati da trattare perchè cerca di mettere il dito nelle sensazioni più intime dello spettatore e non esiste ricetta infallibile per riuscirci. Non puoi basarti sul semplice meccanismo "più spettacolare, più grosso, più cattivo" perchè è un cinema che si basa sul "non visto" e "non compreso" (perchè ciò che non si conosce è ciò che fa più paura). Per questo è così raro trovare opere che veramente ti mettano una mano sullo stomaco, prendete Resident Evil (ne ho già parlato): nella prima mezz'ora è un buon horror, poi è un FPS gnocca-munito. Mi sembra a questo punto giusto segnalare Ju-on perchè riesce a mozzare veramente il respiro, possiede quell'imapalpabile dose di paura che ti fa contemplare anche il buio intorno a te con occhi diversi.
La rassegna cinematografica però non finisce qui, ho citato due generi in apertura! La seconda pellicola in cui mi sono imbattuto (stavolta accidentalmente, ci tengo a dirlo) è...ehm...The Storm Riders, film per cui, nella visione, ho impegnato quattro neuroni, arrivando a divertirmi. Si tratta di un moderno film di arti marziali-magiche orientale che sta tra la Tigre e il Dragone, Matrix, Mortal Kombat e Tekken. Proprio quest'ultimo riferimento mi ha scaturito una riflessione semi-seria. Da dove viene lo stile di combattimento dei videogiochi? Riflettendoci sono arrivato a farmi idea che il modo di combattimento nei videogiochi non sia sempicemente mutuato da altre cose come ad esempio i fumetti, ma che abbia una propria radice originale che poi si è lasciata abbondantemente contaminare. Un videogioco, al contrario di un'opera non-interattiva, ha sempre molti problemi a mettere enfasi nelle cose, perchè non può far partire un rallenty di trenta secondi con diciotto cambi di inquadratura e effetti grafici a garganella ogni volta che tiri un pugno, deve risolvere la questione nel tempo in cui tu tiri un pugno anche perchè, razionalmente, come videogiocatore la prima cosa che desideri è poterne tirare agevolmente un altro subito dopo. Per questo il videogioco ha trovato tutto un suo modo per esagerare le cose, rendendo i movimenti più plastici, i fronzoli più incisivi, gli effetti più devastanti (e qui citare il sangue di MK è d'obbligo). Quello che ho notato guardando "The Storm Riders" (si, si, si torna al film, il ragionamento ha una certa coerenza interna) è che il modo di combattere nei videogiochi (come, è vero, il modo di combattere nei fumetti) sta cercando applicazione nel cinema. Intanto diciamo che una cosa del genere è dichiarata esplicitamente dal regista di Blade II (ed è impossibile non notarlo, credo che qualcuno con più occhio di me, come Lo-Rez, in certi frangenti del film potrebbe riconoscere persino le mosse nello specifico), ma penso che il senso sia più diffuso...da quando Matrix ha insegnato a curare l'estetica delle battaglie più delle battaglie in sé i registi (di alto e basso livello) cercano sempre più mezzi per arricchirle e qualcuno crede che i risultati raggiunti nei VG possano essere riutilizzati. E' un pensiero giusto? Bha...prendente il combattimento Neo-Smith alla fine di Revolutions, abbondantemente mutuato da Dragonball: ha fatto discutere parecchio nel bene e nel male. Intorno a Matrix si è creata un'aura snob che rende arduo dividere la critica buona da quella cattiva però non si può dire che l'intera sequenza non barcolli sul baratro del ridicolo e allo stesso tempo oscilli ogni tanto verso toni terribilmente epici. E' sempre la stessa storia, a fare le cose "normali" sono buoni tutti e non si rischia niente, ma tastare vie poco battute è un lascia o raddoppia, o si fallisce o si afferma il proprio puro genio. Il connubio videogiochi/cinema (in questo senso, lasciate stare Tomb Raider!) è una nuova via.
Siamo in chiusura, per la riflessione della sera pensiamo ai virus moderni. Perchè li devono fare di 100k? Non andavano bene quelli di 10k? Li vedevi, li cancellavi con cautela e continuavi a vivere sereno. Possibile che non ci siano nemmeno più i cracker di una volta? A me, ad esempio, quelli del Mulino Bianco sembrano comunque buoni...

"E' la dura legge del gol / gli altri segneranno però /che spettacolo quando giochiamo noi / non molliamo mai!"

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0