Strip
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09 . 07 . 2016

Gossip

Tra le varie figure mitologiche che popolano l'immaginario e la superstizione degli abitanti dell'Ufficio, la più elusiva è il Consulente.
Il Consulente, ben rappresentato sul grande schermo da Mr. Wolf in Pulp Fiction, è un tizio col manico che ne sa a pacchi, piomba da te come l'aquila sugli agnellini teneri, getta scompiglio sulle scrivanie, risolve i problemi, seduce le segretarie più carine e poi, veloce com'è arrivato, se ne va via verso un tramonto infuocato.
Questo straniero nomade e senza patria è il moderno Samurai dei giorni nostri, il Ronin rinnegato tanto temuto quanto è riverito: non meravigliamoci quindi che perfino il satanico Direttore stenti a credere alla sua esistenza.

Forse affaticati dalla calura estiva, nelle scorse settimane abbiamo cincischiato, ma ormai non posso più rimandare: è uscita un sacco di roba su Street Fighter V.
Il gioco in realtà è uscito da un pezzo, peccato che sia riuscito a scontentare allo stesso tempo tutte le categorie di pubblico: le pippe non ci possono giocare perché non c'è una stramaledetta modalità single player, i teneri che giocano online non possono perché la modalità online va da cani, e i pro sono disgustati dalla mancanza di un'edizione per i cabinati arcade.
Soltanto ora, con una modalità storia della durata di una manciata di ore e qualche personaggio in più, il nuovo Street Fighter inizia a prendere una forma compiuta.
Mi sanguina il cuore dover riportare questi fatti, perché il nocciolo di Street Fighter V, cioè il suo sistema di combattimento e i design dei personaggi, è davvero ottimo: è una base solidissima, peccato che manchi tutto il resto.
Pazienza. Dicevo che ci sono i giocatori pippe, e poi ci sono io: io che nemmeno ci gioco, ma mi limito ad osservare le figure. Alcuni costumi sono eccezionali, perfino Balrog (il boxer), che ho ignorato per 25 anni, in questa nuova versione è diventato fighissimo. Non c'è bisogno poi di citare i favoleggiati Costumi Speciali Estivi... mi limito ad osservare come nel caso di Laura, avendo già superato con la sua divisa normale tutti i confini della decenza, il costume da spiaggia sia in effetti più coperto degli altri. Ma insomma, non siamo Dead Or Alive 5, dobbiamo pur mantenere una dignità!
Anzi, pare che il prossimo personaggio, Juri da Street Fighter IV, sia stato castigato all'ultimo momento con un palette-swap che ha trasformato la sua scollatura generosa in una tutina di lattice aderentissima. Queste foto rubate dai paparazzi danno un'idea di come sarebbe stato il costume originale.
E con questo gossip da spiaggia possiamo anche chiudere.

Lo-Rez: arte, storia, web design
09 . 07 . 2016

Ovunque! Ovunque!

Beh, questa è ovviamente la settimana di Pokémon Go, una settimana da dedicare a qualcosa di realmente stupido che però potrebbe anche cambiare tutte le nostre vite, non tanto perché è Nintendo (non lo è poi così tanto), non tanto perché è su cellulare (sapete quanto odiamo i cellulari) quanto perché è Pokémon.
Pokémon Go arriva oggi con la tecnologia dove la narrativa era arrivata all'inizio della saga: vai giovanotto, il mondo intorno a te è pieno di Pokémon, vaga, inciampaci, mettili sotto il tuo controllo e picchiati nelle palestre. Adesso possiamo farlo davvero, mescolando la mappa della nostra città, i monumenti più importanti, i monumenti meno importanti che diventeranno fondamentali con l'isteria di massa e un pochino di tecnologia videoludica, ridotta all'osso per non spaventare troppo.
Pokémon Go è quindi un gioco per cellulare fatto e finito con le strategie e le raffinatezze del concept originale, a quel che mi sembra, downgradate rispetto alle serie maggiori, perché tanto in realtà allineare i Pokémon di tipo giusto qui non è necessariamente divertente, qui è più divertente girare per le strade come tutti i giorni e fotografare bestioline abbarbicate sulla mensola della libreria che stiamo visitando o magari sul bancone del bar dove prendiamo il caffé.
Si, perché sia chiaro, Pokémon Go prende ormai due o tre generazioni e la prima di queste già lavora, ma ciò non le impedirà di installare e usare il gioco, perché è Pokémon, appunto, e poi perché usato con un cellulare qualsiasi giochino sembra classy e adulto, anche quando sei una streghetta che allinea caramelle per liberare orsetti, quindi accettato dalla società.

Ovviamente a noi FTR di recensirvi videoludicamente Pokémon Go interessa pochissimo, quasi niente, perché quello che ci affascina e titilla è il contorno sociale quello che, in un prodotto del genere, ne determina realmente il successo. Inutile dire che in questo caso l'onda di idiozie e aneddoti che sta vomitando la rete è già in piena in maniera preoccupante. Persone di ogni genere condividono foto sfocate di vita quotidiana con in primo piano bestioline, altre persone photoshoppano foto di vita quotidiana per farle sembrare catture di Pokémon. Cani e gatti domestici di chiunque sono stati bersagliati di pokeball, senza nemmeno accorgersene, da un angolo all'altro del globo.
Ovviamente si moltiplicano anche gli aneddoti assurdi, dalla Stazione di Polizia invasa al cadavere trovato per sbaglio. Se questo progetto fosse in mano direttamente a Nintendo potremmo anche convincerci che l'enorme carica social che sta montando andrà presto a spegnersi, perché Nintendo ha un talento particolare per buttare via patrimoni di questo genere, così però non è perché il frontend dell'operazione è Niantic, per cui potremmo arrivare a pericolose situazioni alientanti quali flashmob in giro per il mondo o baretti diroccati che diventano iumprovvisamente famosi solo perché randomicamente scelti come punto focale della mappa.
Ogni tanto, parlando di Pokemon Go, si cerca di avvicinarlo a Ingress che è stato forse il primo effettivo tentativo di importante videogioco fortemente geolocalizzato (a marchio Google). Come sempre però Ingress spingeva molto sugli aspetti più innovativi dell'idea e le sue meccaniche erano fortemente intrecciate col movimento reale, rendendolo magari molto affascinante, ma anche troppo impegnativo per sfondare realmente. Pokémon Go invece è molto più ridotto all'osso come ridotte all'osso sono (per ora) le interazioni tra giocatori, quindi il suo potenziale di successo è molto più elevato, anche se, paradossalmente, il suo potenziale nel portarci in nuovi lidi videoludici è molto più basso. Ma, dopotutto, si tratta solo di un gioco per cellulare.

“Let the yoke fall from our shoulders / Don't carry it all, don't carry it all / We are all our hands and holders / Beneath this bold and brilliant sun / And this I swear to all”

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