Strip
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02 . 07 . 2016

Ricordi d'estate

Nonostante il caldo che frigge i nostri circuiti e il sole che acceca i nostri schermi, per un riflesso pavloviano di cui non riusciamo a liberarci l'Estate deve essere il tempo per eccellenza consacrato al Videogioco.
Era così quando eravamo bamboccini e l'estate arrivava a liberarci dalla scuola.
Oggi, e da un po', non è più la scuola a tenerci incatenati a un tavolo, ma come per il nostro Neo nella strip odierna è il lavoro. Eppure la fanciullezza trova sempre una strada per infiltrarsi nuovamente nel nostro cuore, fosse anche attraverso una canzone scelta su Spotify.
Non vergognartene, Neo, ci sono difetti peggiori di un debole per Sailor Moon!

Ma dicevamo dei videogiochi. Rifugiamoci al fresco e in penombra, e parliamo di loro. Gli annunci dell'E3, come dicevo la volta scorsa, continuano a riempire i nostri pensieri.
Vorrei tornare brevemente sull'annuncio scioccante del nuovo gioco di Hideo Kojima: dicevo che mi ha colpito, ma mi ha fatto anche un pochino paura. Ora, io capisco che Kojima c'ha la RABBIA per come è stato cacciato dalla sua ditta, ma non vorrei che si fosse lasciato prendere un po' la mano dall'orrore. Spero che anche nel suo nuovo gioco ci sia spazio abbondante per le stupidatine che hanno reso leggendario questo autore.
E poi c'è stato un filmato di gioco del nuovo God Of War, che esce talmente tanto tempo dopo i precedenti che si sono dimenticati di dargli un numero nel titolo. Io non sono mai stato affezionato a questa serie, dunque non mi frega un accidente se hanno stravolto l'ambientazione passando dalla mitologia greca a quella nordica: so solo che è una gran figata. Ottima, ottima direzione artistica, perfino nel logo che è parecchio raffinato.

Ma tutto questo impallidisce di fronte al nuovo re del design, incoronato durante questo E3 2016: Dishonored 2.
Porco cane, Dishonored 2! Già il primo ci aveva scosso come un fulmine a ciel sereno, come ebbi a dire a suo tempo. Il rifiuto categorico del fotorealismo, insieme ai design di Viktor Antonov, donano a questo titolo una personalità strabiliante. Anche la tecnologia stavolta sembra essere all'altezza. Capolavoro assoluto, mio al day one, tantissimi cuoricini.

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 07 . 2016

Precauzioni sempre

Non so se voi (intendo lettori lavoratori) avete come me la paranoia di quello che c'é sullo schermo. Sicuramente é diffusissima la sindrome che porta angoscia nel caso si lavori al PC con le spalle a una stanza, o comunque scoperte. Non c'é niente di realmente intimo in quello che facciamo la computer, per lo meno al lavoro, e in molti ambienti anche una dose ragionevole di cazzeggio é considerata normalità , eppure sapere che, passando, possono vedere cosa fate, è sempre una violazione della privacy che, con l'aumento delle nostre attività cibernetiche negli anni, é diventata sempre più invasiva.
Anche quando il computer é protetto, comunque, la paranoia di come lasciarlo quando mi allontano é sempre stata forte in me. Quando ero giovane e avevo colleghi giovani e mattacchioni c'era un'unica risposta sensata che era quello di lockarlo con un ottimo Windows-L (ai tempi ero su macchina Win), naturalmente dopo essersi sincerati di essere gli unici a conoscere la propria password. Facendo altrimenti i mattacchioni (ah-ah) si impadronivano della tua posta aziendale o del tuo facebook facendo mattacchionate (ah-ah).
Negli ultimi ambienti in cui mi sono trovato il problema non é mai stato così acuto così ho smesso di essere così paranoico nella messa in sicurezza della mia macchina, ma comunque mi dà fastidio abbandonarla a sè stessa lasciando su schermo qualcosa di non particolarmente professionale. E' un po' l'idea che dai di te che non puoi controllare il problema, i pensieri che si fa la gente senza che tu possa opportunamente guidarli.
Ovvio, hai sempre un editor aperto su qualche pezzo di codice che puoi lasciare in bella mostra. La maggior parte non capirebbero nemmeno di cosa si tratta e quelli che sarebbero capaci di comprenderlo probabilmente non troverebbero la voglia per farlo, é un'opzione sempre sicura, anche quando lasci a vista del codice di cui non ti frega nulla, magari anche del codice di progetti tuoi personali. La gente quando guarda il codice altrui manda il cervello in rumore bianco e non riceve il segnale... spesso anche quando il codice gli interessa e deve verificare cosa fa.
Ci sono però altre soluzioni oneste e applicabili, dozzine di siti aziendali che potresti avere aperto per infinite ragioni, pagine di wikipedia azienale non solo aperte, ma anche in edit, per far vedere che te, te si, te la scrivi la documentazione. Voi vabbé, magari il più delle volte non la salvi, perché ti vergogni.
L'idea di Spotify espressa dalla vignetta é un'altra soluzione sensata. Il vero sviluppatore ha sempre bisogno di isolamento e concentrazione, il vero sviluppatore ha sempre le cuffie addosso, il vero sviluppatore devi sempre chiamarlo tre-quattro volte e non perché se ne sbatte del fatto che lo chiami, ma perché sta intensamente pensando a qualcosa di complesso. Si, é sempre così, fidatevi. Noi non vi odiamo. Non troviamo insopportabile essere interrotti nel corso dei nostri pensieri. Noi siamo sempre disponibilissimi ad assecondare i vostri dubbi. Ma non vi sentiamo. Abbiamo le cuffie. Le cuffie alte. Purtroppo (purtroppo eh!) non possiamo fare altrimenti.
Tanto per parlare di cose naturali é ovvio che la strip mi é venuta in mente un giorno che sul lavoro dovevo andare al bagno e ho lasciato il PC su Spotify. E' ovvio che ho lasciato Spotify su Sailor Moon e il Cristallo del Cuore. E' ovvio che tutto ciò è così ovvio che in fondo non é poi nemmeno così necessario che ve lo sottolinei, no?

“But when you come to mind / My love is blind / Because of you I am unkind / With my head full of lies, head full of lies ”

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