Strip
513
07 . 05 . 2011

Il falò delle vanità

Per cinque settimane abbiamo ballato come piccoli Ewok pelosi attorno al falò della nostra vanità: è il caso di finirla.

Certo, non capita tutti i giorni di festeggiare un Decennale... a volte ci vogliono anche 10 anni. Si dà il caso però che sabato 28 aprile 2001 sia stata pubblicata la prima strip di questo fumetto online, e dopo dieci anni di pubblicazione ininterrotta, con la pioggia e con il sole, noialtri due autori sentivamo il bisogno di celebrare l'evento.
Niente occasioni sociali, per noi: tutto si svolge qui, nella solitudine di una pagina non contaminata dai vostri maledetti commenti, né da cinguettii di 140 caratteri o altre sciocchezzuole che i giovanotti d'oggi ritengono indispensabile per formare una “comunità”.

Noi e chi ci legge siamo una stradannata “comunità” e lo siamo sempre stati, perché quello che ci accomuna ce lo portiamo dietro da quando siamo nati, come una maledizione ancestrale, e non si spegne quando va giù il Playstation Network.
Qui su FTR siamo stati occupati nelle ultime 5 settimane, ci siamo dedicati una mini-serie che considero la cosa più importante che abbiamo mai pubblicato, almeno per il valore affettivo... se non altro è la più personale, a molti lettori non dirà gran che, ma queste considerazioni non ci hanno mai fermato. È stata anche una serie di tavole che ho curato molto più del solito, inserendo particolari nascosti per i lettori più antichi come un cameo del Paguro Anselmo, e anche i medaglioni che appaiono nell'ultima puntata hanno un senso. Li ho aggiunti perché, almeno nella mia interpretazione personale, sono il simbolo dell'alleanza tra gli Incappucciati Misteriosi e il Coniglio, che ha dato origine a questo fumetto. Non a caso sono una replica del medaglione di TheRabbit.
Queste 5 puntate di GTR X, dunque, hanno assorbito la nostra attenzione e le nostre energie, ma per fortuna nel frattempo non è successo proprio nulla di importante.
Ehm.
Si potrebbe quasi pensare che l'abbiamo fatto apposta, di assentarci dalla cronaca del Mondo per rifugiarci nel mondo di FTR, proprio quando eventi clamorosi scuotono l'umanità. D'altra parte la strip del decimo anniversario era la 512, un numero che (essendo la decima potenza di 2 partendo da 0) è molto caro alla tecnologia informatica. E la strip domenicale su Multiplayer.it era la 300. Nell'anno del Coniglio, tutto può succedere e nulla avviene a caso.
Alcune notizie erano troppo clamorose per ignorarle completamente, e si sono ritagliate un posticino anche in questi editoriali: su tutte l'uscita di Portal 2, accompagnata dall'isteria delle folle. La personalità del gioco è straordinaria, ma soprattutto colpisce come Valve stia costruendo lentamente (da almeno 10 anni) una sua mitologia interna, che lega tutti i titoli prodotti, per quanto in apparenza non c'entrino nulla uno con l'altro. Portal, Half-Life, Team Fortress 2 sono universi distinti ma sempre più connessi. E la cosa più assurda è che queste connessioni hanno davvero senso, anche se si rivelano con dettagli minimi e indizi che solo i fanatici riescono a scoprire.
Sulla Notte che Bruciammo il Playstation Network invece non ho molto da dire. Tutti i giornalisti del settore ne hanno parlato, di più o di meno a seconda di quanto sono sporchi venduti. Mi dispiace solo un po' perché tanti milioni di persone sono rimaste senza divertimento online per alcuni giorni. Non sarà forse la più grave tragedia dell'umanità, ma un po' mi dispiace sinceramente. Quanto a Sony, subirà molti meno danni dei suoi utenti: la gente ha la memoria corta, e nessuna forza di volontà per astenersi dalla PS3.
E poi ci sarebbe il nuovo Mortal Kombat, e Crysis 2... ma adesso che siamo tornati alla normalità penso che ci sarà tempo di parlarne.

Lo-Rez: arte, storia, web design
07 . 05 . 2011

Finish him!

Mi accorgo che le ultime settimane, con le varie celebrazioni della tana, hanno fatto accumulare argomenti su argomenti. Si, ho perso parecchio tempo tra il metafumetto e il parlarmi addosso e il risultato è che adesso ho veramente troppe troppe cose da dire che aspettano da settimane. Le smaltiremo editoriale dietro editoriale, che ci sia tanto di cui discutere in fondo non è un male.
TIpo questa settimana è cominciata la nuova avventura di Cementino e Golosino che dovreste conoscere bene dal covo degli sbronzi. I due si sono imbarcati in un nuovo progetto di webcomic. Per ora quello che faccio è un augurio per il futuro (che ricambia gli auguri di buon compleanno che ci hanno fatto), ma in realtà il loro about offre pure degli spunti di riflessione seri su cui ho proprio voglia di tornare.
Questa settimana, però, anche in accordo con la strip domenicale, voglio dedicarmi a un mio vecchio amore che orora è tornato alla ribalta, ovvero Mortal Kombat.
Un po' di storia per i più piccini: negli anni antichi Street Fighter 2 arrivò a un tale livello di celebrità che i gestori di sale giochi erano costretti a transennare i cabinati e a cacciare via la gente con le pompe ad acqua all'ora di chiusura. Naturalmente, sull'onda di tanto successo, nacque una schiera più o meno riuscita di cloni che fecero si che il suo schema di gioco passasse dall'essere una felice intuizione a essere un vero e proprio genere: il picchiaduro 1vs1. Certo, la Capcom stava vivendo un'ascesa inarrestabile, ma pochi ricordano che, ispirata da Street Fighter 1 (uno) l'Atari ebbe all'incirca nello stesso periodo un'idea tanto assurda che non poteva non sfociare nel successo: prendere dei nerboruti picchiatori da osteria reali, fotografarli e utilizzarne le immagini per un gioco simile. Il gioco era Pit Fighter e anche se non raggiunse un unghia del successo di Street Fighter 2 è importante citarlo nella nostra storia.
Quando infatti i picchiaduro 1vs1 divennero il tema caldo del viggimondo la Midway considerò la trovata dell'Atari intelligente e allora decise di evolverla: prendere comunque dei nerboruti picchiatori da osteria, ma prima di fotografarli avvolgerli in costumi ninja da mentecatti. Mortal Kombat, un importantissimo pezzo di storia videoludica, nacque così.
Le divisioni nacquero subito: c'erano i fan di SF2 e i fan di MK, c'erano quelli che consideravano giusto parare andando indietro e quelli che consideravano più comodo il tasto dedicato. In realtà i giochi erano molto diversi, quella che era già la raffinata tecnica implementata nel titolo Capcom trovava poco rispettivo nella battaglia del dio tuono Raiden. Mortal Kombat però aveva una spettacolarizzazione delle azioni che aveva dell'ipnotico, proponeva uppercut stratoferici con poco sforzo, schizzi di sangue ovunque e abuso di arti magiche e coltelli
Poi, non ultimo, permetteva di fare a pezzi l'avversario una volta vinto il combattimento.
Se ci pensate la fatality divenne un tale tratto distintivo di Mortal Kombat che nessun videogioco provò a clonarla. Innanzitutto una cosa del genere aveva ragione in un contesto finto-realistico come solo MK poteva garantire e poi il granguignol era un tratto difficile da maneggiare (le censure di MK sono state moltissime ovviamente) e quindi bisognava pensarci bene per decidersi di avventurarsi nel ginepraio della sua implementazione.
Ma Mortal Kombat lo aveva e questo lo rendeva grande, assieme alla sua trama assurda, i personaggi impossibili e tutto il resto. Un puro fenomeno videoludico di costume, più di SF2, proprio perché videoludicamente meno profondo, forse, con cui tutti ci siamo divertiti.
Il successo non finì. Il seguito Mortal Kombat 2 fu un successo ancora più grande e Mortal Kombat 3 tenne bene, nonostante il brand cominciasse a apparire un po' stanco. Erano i tempi in cui il 2D furoreggiava e furono veramente molti i capolavori che contraddistinsero quell'epoca. Poi però cominciò il declino di cui Lo-Rez si lamenta tutt'oggi, arrivarò il 3D e quando il brand provò il salto in questo nuovo contesto fallì clamorosamente. Da lì solo sconfitte e inutilità fino a oggi.
Sono rimasto stupito dal hype generato da questo MK:Legacy. Parliamo di un brand ormai alla frutta in un'epoca che i picchiaduro non li gioca più. Eppure è indubbiamente una delle uscite più importanti del momento, tanto da essere stato affiancata a quella di Portal2 (tutto un altro campo da gioco). Probabilmente è stato sapiente il lavoro di comunicazione intorno al gioco, dove per lavoro di comunicazione non si intendono più le preview e la stampa presa di petto (roba ormai monotona che non ascolta più nessuno), ma tutto il contorno di iniziative mediatiche e virali che ormai forse scrivono veramente l'ossatura della promozione di un gioco.
In particolare non possiamo non citare la serie di webisodes dedicati al gioco che potete trovare sul canale di Machinima. Avevo riposto in questa opera moltissime speranze, anche perché nasceva dal finto trailer che devo avervi già linkato qui. Bhe, la qualità dell'opera è altissima, non lo metto in dubbio, ma viene tradito il principale punto di forza di quel finto trailer ovvero la resa realistica in un contesto puramente urbano dei vari personaggi. Questi webisodes sono invece dei grossi traileroni di presentazione dei personaggi, fatti bene quanto si vuole, ma che non dicono assolutamente nulla di nuovo.
Eppure, indubbiamente, questi, assieme alla comparsata di Kratos e a tante altre piccole cose hanno contribuito a riaccendere la fiamma del MK nelle folle e io ne sono contento. Perché si, in fondo, della serie me ne ritengo tutt'oggi un fanboy.

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