Strip
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17 . 10 . 2009

Might is right

Il panorama cittadino si tinge dei colori autunnali, anche sul balcone di Cloud. Non ci è dato sapere, almeno nel Canone di FTR, perché esattamente Cloud è finito nel business dei MMORPG, o meglio delle attività illegali di contorno ai MMORPG. Fatto sta che il nostro uomo prende il suo lavoro molto sul serio, forse troppo.
Del resto, se quelli come noi non possono fare a meno di vedere la Vita Reale™ come un altro RPG (per forza di cose Massively Multiplayer...), ebbene allora Facebook è la nostra interfaccia, è la schermata del menu, è lo status del nostro personaggio.
Mi pare superfluo ricordare qui che io non posseggo un profilo personale su Facebook.
Nei miei giochi preferisco le interfacce poco intrusive.

La nostra strip su Multiplayer.it, questa domenica, parlava di Final Fantasy XIII e di ragazzine (forse?!?!) minorenni. Mi spiace svilire così il sacro nome di Final Fantasy, voi sapete quanto lo ammiro... Cosa non si farebbe per conquistarsi la prima pagina. Ultimamente abbiamo inanellato una lunga serie di successi di pubblico su Multiplayer.it, dopo settimane in cui invece abbiamo avuto la critica contro di noi. A volte penso che dipenda tutto dal primo commento pubblicato, e che gli altri lo seguano come pecorelle.
Ma veniamo ai videogiochi. Si fa un gran parlare del ritorno di Rocket Knight, quel vecchio platform per Sega Megadrive. Ormai si vedono tante operazioni di questo genere, ma questa mi colpisce perché effettivamente Rocket Knight è un titolo che mi commuove, che appartiene alla mia storia di videogiocatore bambino. Mi ricordo soprattutto le musiche, stupende. Il passato però è passato, e dovrebbe restare confinato nei ricordi.
Una serie che invece non vuole saperne di restarsene nel passato è King Of Fighters, e meno male. Non voglio ripetermi: chi legge queste colonne sa già quanto profondamente amo la grafica 2D, e King Of Fighters XII è tutto disegnato a mano, frame per frame, in alta risoluzione. Cioè, non è proprio alta ma insomma è più alta dei titoli precedenti... era ora, considerato che molti degli sprite erano stati riciclati in tutti i titoli della serie fin dal 1994.
KOF XII non ha avuto recensioni molto esaltanti, ma bisogna sempre tenere a mente che si tratta di un titolo profondamente hardcore, rivolto soprattutto agli appassionati più duri, con poche concessioni alla massa moderna. Ciò non toglie che sia un gioco scarso: infatti non è piaciuto granché neppure al suo pubblico. L'impressione è che lo sforzo per aggiornare la serie alle moderne tecnologie abbia cancellato ogni altro aspetto, e il gioco in sé è ben poca roba... pochi personaggi, poche mosse, niente storia.
Era un primo passo, un sacrificio necessario: speriamo che su questa base SNK possa ricostruire un picchiaduro degno della sua fama, capace di riconquistare il cuore dei miserabili ossessionati da sala giochi. Dipenderà da quanto vende, e finora non vende.
Ma lasciamo queste triste considerazioni, e godiamoci invece l'aspetto più riuscito di KOF XII: i pixel. Il sito ufficiale ha una meravigliosa galleria dei personaggi, quasi un museo dedicato ai pixel in tutta la loro gloria. Sì! Ammirate le animazioni, le gradazioni del colore dipinte a mano, i design del famoso (?) Nona. Ah, King of Fighters, preferisco ricordarti così.

Lo-Rez: arte, storia, web design
17 . 10 . 2009

Wired Kamisama

Dove Tiscali non è riuscita lato server è riuscita lato client. Dovete sapere, infatti, che a causa di vicende contrattuali e ovviamente dell'immancabile ironia della sorte il provider che già tanto male mi ha fatto in passato è anche il provider del server su cui gira il coniglio. Non è stata una scelta consapevole, ovviamente, ma in fondo sappiamo tutti che non possiamo fuggire dai nostri nemici.
Così, sebbene ormai il sito sia ormai fully operative (almeno lato vostro, lato mio devo fare ancora qualcosina), ieri non c'è stato il consueto aggiornamento perché la mia linea internet di casa si è data malata e io così ho passato la sera a leggere Harry Potter e il Principe Mezzosangue (scialbo, oltretutto) e a fissare la spia ambra del mio router che proprio non ne voleva sapere di divenire verde.
Fortunatamente, come potete constatare voi stessi, ora le cose sono tornate alla normalità e mi è possibile espletare i miei doveri.
Visto che al solito c'è un po' di stanca volevo parlarvi un attimino di Opera 10, visto che ormai lo ho installato già da tempo e volevo spendere due righe. Opera, come sapete, è ormai da lungo tempo il mio browser di riferimento. Su una macchina Linux ovviamente non si può parlare di Explorer in nessuna sua forma e con Firefox ho litigato da tanto tempo. A mio parere la volpedefoco è cattivo software e dalla sua prima versione in poi non ha fatto che peggiorare, questo è il motivo per cui abbiamo preso strade diverse.
Opera è un browser gratuito. No, non libero, gratuito. Puoi scaricarlo da internet senza problemi, ma il codice se lo sono tenuti i suoi sviluppatori. Pazienza, dopotutto rimane più facile sviluppare un suo widget che una firefox extension, tanto per dire come la modificabilità non va esattamente di pari passo con la licenza.
La versione 10 per quello che mi riguarda ha fixato un bug sull'uso di più finestre che ci portavamo dietro ormai da diverse major releases, meglio tardi che mai. Poi ha aumentato la customizzabilità dello speed dial, la schermata iniziale per gli accessi rapidissimi, consegnandomi alcune cose che effettivamente sono utili e che avevo già cercato nella 9 tramite piccoli hack. Infine ha fatto si che la barra dei tab potesse contenere anche delle piccole anteprime dei siti delle varie schede, ma in questo caso mi sembra più un ninnolo per stupire gli amici che qualcosa di utile. A parte il fatto che le anteprime diminuiscono l'area della pagina non mi viene in mente nessuna situazione in cui potrebbero venire comode.
Questo però non è il solito articoletto alla Punto Informatico in cui si legge il changelog e si mette in prosa (parlar male di PI fa sempre piuttosto hacker) e infatti devo anche denunciare alcune magagne che non mi aspettavo. Innanzitutto il tempo di start-up è aumentato, sfortunatamente avvicinandosi, appunto, a quello dei concorrenti e stranamente il browser sembra esitare, ogni tanto, quando si tratta di fare il download di file da certi siti. Sembra essersi acuito, invece, il vecchio vizio del browser di andare a saturare la CPU senza motivo ogni tanto, magari in presenza di Flash, una cosa che dal punto informatico giudico decisamente grave, ma che paradossalmente su un dual core percepisco soltanto grazie alla barra del processore di Conky che diventa verde per metà. Il bello del cosiddetto doppio processore, infatti, è che quando programmi che non riescono a sfruttarlo cercano di rubare tutte le risorse (anche a Pidgin capita...) il risultato è che ne possono prendere solo il 50%. Chissà se i progettisti di questa tecnologia hanno pensato a questo benefico side effect.
L'evoluzione di Opera però ha ancora da venire con Opera Unite, che dovrebbe rendere il nostro browser un server. Se la cosa sarà implementata bene a mio parere vorrà dire veleggiare verso il cloud computing definitivo, se sarà fatta male sarà un enorme spreco di CPU e un buco di sicurezza. Visto che non è qualcosa che ho ancora visto in funzione direi di aspettare prima di parlare estesamente.
Il titolo dell'editoriale, come è già capitato, non c'entra niente, ma riguarda le mie attuali visioni anime, visioni un po' archeologiche, volendo, ma di cui saprete a breve. Per il momento, infatti, l'editoriale chiude.

“Ci sono posti dove sono stato / Mi ci volevano inchiodare / Ai loro anni ciechi e sordi / Ai loro amori raccontati male A una canzone di quattro accordi / Ad una stupida cantilena / Ma tu davvero non te lo ricordi / Quando parlavi e sbadigliavi in scena...”

Cymon: testi, storia, site admin
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