Strip
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10 . 10 . 2009

Risorgi, Rabbitbot!

Ricordo un tempo in cui avevo proibito al mio sceneggiatore qua di fianco di farmi disegnare altri esseri umani, oltre ai due o tre protagonisti del fumetto. Riguardando il nanerottolo in camice bianco coi capelli alla scienziato pazzo giapponese degli anni '80, insomma... capisco che ero più saggio allora.
Se state leggendo qua significa che siamo riusciti a riportare online il sito. Abbiamo riacciuffato il coniglio proprio per la coda, mentre stava precipitando nell'Abisso... in altre parole si è verificato l'evento che avevamo preannunciato la settimana scorsa, ovvero è stata staccata la spina al server che ci ospitava, è calato il sipario, si sono spente le lucine definitivamente. Ma niente paura! Perché nell'ombra scalpitava già un nuovo server fiammante, più grosso e più cattivo, impaziente di sostituire il vecchio.
Eventuali ritardi sono dovuti solo al tempo di propagazione del nuovo indirizzo attraverso la rete. È tutto un po' magico, il meccanismo con cui gli indirizzi si propagano per la rete, il passaparola tra i router che si scambiano pettegolezzi, io non lo so ma ho sentito dire che lo sa quell'altro là, vaglielo a chiedere.

La volta scorsa mi sono fatto un dovere di citare Final Fantasy e Metal Gear Solid, i gioconi grandi e grossi che hanno spadroneggiato al Tokyo Game Show 2009. Ora che il campo è libero c'è spazio per le sciocchezze. Ad esempio mi pare giusto un aggiornamento sulla vicenda dei provini per Yakuza 4: c'erano tutte queste ragazze asiatiche desiderose di partecipare, non so bene in che modo, al cast del gioco, e alla fine ne è stata votata una. Questa qua. È bello vedere la virtù premiata.
E dopo queste bassezze eleviamoci spiritualmente, con l'aiuto della meditazione buddista. Mi rendo conto che questo argomento è pericolosamente vicino alla Vita Reale™ che noialtri qui temiamo tantissimo, e cerchiamo di evitare il più possibile. Ma stavolta la notizia è vicina al nostro mondo: il futuro successore del Dalai-lama gioca videogiochi violenti. Si sfoga così. Se il paese più grande del mondo stesse cercando di eliminarmi, qualche partita a Modern Warfare la farei anch'io.

Stavolta si chiude presto, ma non prima di avervi gettato in pasto gli screenshot di Sin & Punishment 2. Credo di aver trovato il nuovo gioco dei miei sogni, dopo Muramasa.
Tenete d'occhio, se vi piace, la strip che facciamo ormai dalla notte dei tempi su Multiplayer.it. Questa settimana ci siamo discretamente impegnati a farci denunciare per diffamazione, chissà se è la volta buona.

“I want teeth that have gnawed dry bones while dreaming of blood. Give me an army like that... and who will stand against us?” (Hellboy, The Wild Hunt #3)

Lo-Rez: arte, storia, web design
10 . 10 . 2009

Il mio vicino coniglio

Cosa ci fa una gnocca roscia a disintossicarsi dai videogiochi? Ma soprattutto perché si disintossica! A noi andava benissimo così! Abbiamo bisogno di qualcuno che impreziosisca la razza un po' gretta dei videoludici.
Come raccontavamo settimana scorsa l'ombra sembrava sul punto di calare su Follow the Rabbit e invece non è stato così. Devo dar merito a Lo-Rez di essere riuscito (con un aiuto irrisorio da parte mia) a rimettere up and running il sito in un tempo infinitesimo. Eppure devo confessare di aver vacillato, la mia Fede ha ceduto un momento, ero convinto che non ce l'avremmo fatta ed ero persino pronto a ritardare la pubblicazione del qui presente editoriale. Lo so, sono una creatura meschina e non meritevole di calcare questi sacri, nuovi marmi. Però ci sono dentro lo stesso perchè comunque tengo la password di rùt.
Ah già, questa improvvisa e repentina migrazione dopotutto è anche un salto di qualità. Il nostro precedente provider non ci aveva concesso esattamente un server virtuale, ma un coso che gli assomigliava, ma non ti permetteva di fare le cose più divertenti. Ora, migrando, siamo passati invece a un giocattolo serio, su cui abbiamo potere assoluto e completo e questo, voi capite, dal nostro punto di vista è terribilmente divertente. Ora ci vorrebbe qualche ideuzza per sfruttare questo nuovo status... qualcosa ci verrà in mente.
Smettiamo di annoiarci vicendevolmente, mi accorgo ora di aver sorvolato su una visione piuttosto recente che sicuramente è nelle corde di questo sito e che merita forse più di un paio di parole. Dieci giorni fa sono infatti andato a vedere Il mio vicino Totoro, uno dei primi film di Miyazaki giunto finalmente sul grande schermo in italiano. Non vorrei perdermi nella consueta disanima dell'autore di cui sappiamo il valore, ma concentrarmi sul film. Non si tratta di un'opera maxima e devastante come La Città Incantata, a mio parere, ma questo è anche il suo bello. E' un film rivolto a un pubblico più giovane, motivo per cui la trama è ridotta all'osso e le situazioni sono sempre viste ad altezza bimbo. E' ovvio che in questo senso non può avere profondità e sfaccettature, non può essere un piatto ricco, eppure, per certi versi, rimane pura poesia, come un girotondo di bimbi, come la torta al cioccolato, come la colonna sonora del primo Monkey Island.
La potenza del film sta nel creare un personaggio come Totoro, che è pura mimica facciale, che parla senza aprire bocca e che sembra avere in sé una tale ricchezza di emozioni da riempire la pellicola. In fondo forse il concetto di animazione è proprio questo, deformare attraverso la matita la realtà così che questa assuma una espressività nuova, scopra un linguaggio che va oltre quello della semplice cinematografia realizzata con altre tecniche. La semplice scena della fermata del pullman, il cui contenuto e il cui filo logico sono ai minimi termini, andrebbe mostrata nelle scuole.
Non si può poi non spendere anche due parole per la realizzazione tecnica del film che, nonostante sia dell'ottantotto tiene sostanzialmente testa a produzioni i oggi (2D, ovviamente, ma il confronto col 3D è sterile). Per quante puliture d'immagine si possano attribuire alla riedizione in distribuzione oggi è innegabile la qualità mostruosa del materiale di partenza.
Insomma, il vostro problema potrebbe essere andare a vedere Totoro e accorgervi che è un film per bimbi. Non per la presenza di bimbi, ovviamente, visto che l'ignoranza diffusa fa sì che le sale non ne siano pieni (bene o male?) ma perché magari la cosa, in generale, vi mette a disagio. Eppure ciò che viene realizzato per i bimbi, forse, è ciò che dovremmo sforzarci di apprezzare maggiormente, proprio perché è senza malizia, senza trucchi. Non è qualcosa in cui si può barare e ormai ci siamo assueffati troppo al gioco scorretto.
L'editoriale di questa settimana, che comunque è un editoriale che viene dopo l'Ombra, va già benissimo così. L'aneddoto che da un tocco di romanticismo al tutto è che ho reinstallato Micromachines 2 e sono tornato abbastanza in fissa a giocarlo. Mi sembra anche, per quello che ricordo, di essere oggi un pilota molto migliore di quello che ero nei tempi che furono, cosa che trovo abbastanza curiosa. E' parlar comunque che invecchiando o anche crescendo la propria abilità nei giochi vada calando, ma è una balla di una società grigia. Invecchiare e crescere hanno il preciso scopo di affilare e raffinare le capacità delle persone, qualsiasi capacità le persone ritengano meritevoli di essere coltivate. Se uno crede fermamente che migliorare le proprie capacità coi videogiochi sia una buona cosa allora anche ciò può essere potenziato con l'esperienza. Nel grande RPG della vita siamo sempre e comunque noi a distribuire i punti abilità. Se mai il problema è che non c'è nessuna stramaledetta guida strategica definitiva in giro.

“ To kill takes discipline / And a steady hand / To walk away unharmed / Is something few can understand / A tiger in the grass / Can catch a dragon's tail / Way of the secret fist / Let honest prevail”

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