Strip
395
17 . 01 . 2009

Perfecting The Art Of Warfare

L'angioletto obeso Bob ha in custodia un server pirata di WoW nel paradiso legislativo delle isole Paya Paya, e quando riceve un incarico Bob lo prende sempre sul serio. Il Signor Artasio, il suo misterioso interlocutore, è comparso per la prima volta qui, qualcuno se lo ricorderà.

Bisogna che alla fine si faccia, questa cosa: devo compilare un'antologia dell'arte più bella che si è vista nel 2008 nel settore videoludico, come ormai è tradizione in questo editoriale. Sono in ritardo, andiamo a incominciare.
Voglio partire dall'arte in-game, perché quest'anno c'è stato veramente un tripudio di titoli con una direzione artistica degna di nota, e non soltanto una tecnologia più potente. Street Fighter 4 mantiene uno stile esagerato, da cartone animato, anche nel passaggio in 3D, e ha le espressioni più buffe che si siano mai viste in un gioco 3D. The King Of Fighters XII, l'avversario storico, si è mantenuto come sempre più hardcore, più fedele ai poveri ossessionati che lo giocano, ed è in 2D: ma è uno spettacolo indescrivibile, visto in azione e a risoluzione naturale. Peccato per le illustrazioni di Nona, che mi sembrano un passo indietro rispetto al lavoro fatto da Falcoon sull'edizione 2003.
Fallout 3 è piaciuto tanto, e per quanto mi riguarda ho apprezzato tantissimo lo stile raygun gothic dell'ambientazione: questo sito promozionale rende bene l'idea.
Ubisoft ha incantato anche quest'anno, dopo quella perla favolosa di Assassin's Creed uscito alla fine del 2007. Dell'arte di Assassin's Creed ho fatto le lodi qui, e ho già parlato anche di Prince Of Persia, forse troppo. A costo di sembrare banale però, devo unirmi al coro delle lodi per lo stile cel-shaded, veramente fiabesco, della sua grafica. Ci sono anche alcuni poveri idioti che l'hanno criticato proprio per questo stile, però, quindi a quanto pare non è una posizione scontata.
Il gioco dell'anno, ovviamente per me, si distingue anche per la sua arte, e del resto non poteva essere altrimenti. Metal Gear Solid 4 brilla come un sole sfolgorante, è un punto di riferimento per chiunque voglia dare carattere e personalità ad una ambientazione: il chara-design, il mecha-design, i filtri sul colore, l'interfaccia... tutto è eccelso.
Tralascio qualsiasi cosa marchiata Final Fantasy, perché ne parlo in qualunque altro editoriale dell'anno: veniamo dunque a un altro RPG giapponese, Persona 4. È roba ignorata dai più, ma basta esplorare la sua arte promozionale per aprire gli occhi: questo è design nipponico, o se preferite follia nipponica, all'ennesima potenza. Scorrete fino alle illustrazioni delle “Persona” che appaiono nel gioco: è un misto di cultura popolare, robot giganti giapponesi, fantasy, tutto mescolato nello stile più originale del 2008.

Persona 4 avrebbe forse vinto il primo posto nella mia classifica, se non fossi incappato nella campagna promozionale per Warhammer Online: Age Of Reckoning. Che Warhammer abbia decenni di arte favolosa alle spalle è indiscutibile, non per nulla ha influenzato pesantemente lo stile di Warcraft, ma questi poster pubblicitari sono veramente la cosa più innovativa che ho visto quest'anno. Questi slogan arroganti catturano in pieno il carattere di ciascuna razza, e lo stile da propaganda politica è veramente azzeccato. Sembra che per il fantasy occidentale ci sia ancora speranza, dopotutto, si può ancora rinnovare.

“To the delight of Frazetta's vast audience, when it come to a visualization of the breasts of Edgar Rice Burroughs' Martian ladies, both artist and author happily ignore the realities of low-gravity Mars (plus the fact, of course, that Martian females are oviparous, hence presumably do not need mammaries).” (The Fantastic Art Of Frank Frazetta: Book II, 1977)

Lo-Rez: arte, storia, web design
17 . 01 . 2009

Besugo Lelouche (ma R2)

Code Geass non è mica terminato qua ed è giunto tempo che vi racconti come è andata a finire tra lui e il resto del mondo. Prima di iniziare però una segnalazione di SPOILER sia sulla prima stagione che sulla seconda, un link al thread dedicato nella tana e, soprattutto la voce della nonciclopedia sull'argomento. Fa piegare se si conosce l'argomento, ma anche se non lo si conosce è da ribalto (io sulle curiosità rotolavo per terra come un cretino).
Siamo rimasti in sospeso (un grazie alla Sunrise) alla fine della prima serie con Lelouche che si sta per sparare con Suzaku, i cavalieri neri che le prendono dai fighetti britannici e Nina che, tanto per fare la maniaca una volta di più, cerca di far saltare per aria l'intera Tokyo. Ovviamente la seconda stagione non riprende proprio da qui, ma, anzi, con un espediente abbastanza comune, dà l'impressione di riprendere con la situazione iniziale della serie, ovvero Lelouche ignaro pischello in accademia, nessuno Zero in giro e simpatiche gag con gli amichetti. E', ovviamente, una situazione anomala, non fosse per altro che la seconda tettona in ordine di importanza nella serie, Villetta, è passata dall'essere un soldato a fare la professoressa di ginnastica e invece dell'innocente e cucciolosa Nunnally al fianco del nostro baldo protagonista c'è un altrettanto (all'apparenza) cuccioloso fratellino minore di nome Rolo. Fortunatamente l'idillio non durerà molto e riprenderà presto l'escalation che riporterà alla rifondazione dei cavalieri neri e a uno scontro di livello mondiale.
Devo ammettere che dalla sigla di questo R2 mi ero convinto che Code Geass si intamarrisse con esplosione di robottoni e piloti, diventando più commerciale, trasformandosi in un'interminabile sequela di botti. Non è stato, fortunatamente, così. Sebbene con dimensioni maggiori, il conflitto ha lo stesso ritmo precedente e nuovamente Lelouche appare soprattutto subdolo stratega nell'ombra mentre Suzaku, ormai personaggio maturo e assolutamente affrancato dalla frignosità, è solo un pizzico più muscolare, concedendosi al massimo qualche posa figa in mantellazzo. Le iniezioni più importanti nella consolidata struttura narrativa dell'anime sono sicuramente i Knights of the Rounds e l'esplicitazione del Culto del Geass. I primi sono la solita squadra invincibile di cattivi, piloti adolescenti con super-knightmare ottimi per vendere pupazzetti, gruppo di cui anche Suzaku (7) fa parte e che annovera i personaggi standard del genere: uno sbruffoncello belloccio dal cuore d'oro (3), un maniaco omicida (10), un veterano dall'incrollabile fedeltà (1, il meno riuscito) e ovviamente una Rei Ayanami (6, per l'occasione coi capelli rosa). Il Culto del Geass invece è necessario per sciogliere i vari misteri introno a CC e alla morte di Marianne, per dare un senso al bimbominkia biondo VV e in ogni caso per dare corpo alla trama esoterica che, in parallelo con quella di ribellione politica, forma lo scheletro su cui i 50 episodi sono costruiti.
Al di là dei knight, bisogna ammetterlo, la serie offre pochi personaggi in aggiunta alla doverosa evoluzione della prima stagione: Rolo, l'ambiguo finto fratello di Lelouche, che sta sulle palle a tutti dall'inizio alla fine, ma si riscatta con una morte strappalacrime ben riuscita e tutta la gente della Cina, paese che è la VERA patria dei maniaci sessuali (mica il Giappone, come pensate tutti). E' infatti controllata da un gruppo di castrati che amano vestirsi come Platinette che a loro volta si celano dietro la figura di un'imperatrice bambina con una guardia del corpo dichiaratamente pedofila... bhe, meglio non approfondire.
Il mecha design fortunatamente si arricchisce, il Lancelot guadagna qualcosina, ma non molto, mentre il Guren riesce ad arrivare a essere il miglior modello della serie, a furia di enanchement. Il Gawain viene smembrato in favore del meno convingente Shinkirou mentre tra tutti i knight non c'è niente che raggiunga l'eccellenza, il giudizio, in questo senso, rimane invariato rispetto al tiepido entusiasmo della prima stagione.
Tiriamo le somme: Code Geass ha due anime distinte con, sfortunatamente, non molti punti di contatto. Una fa riferimento a Evangelion, l'altra ai Gundam. La prima, in generale, è un po' sciatta, lasciata un po' a sé stessa. Nessuno mette in dubbio il valore di un personaggio come CC, ma le sue motivazioni e quelle di tutti gli altri personaggi a lei legata sono fin troppo nebulose. Anche l'omicidio di Marianne, centrale per la vicenda, affondato in questo filone zoppica un po'. Il ramo Gundamesco, il ramo guerriero, non racconta moltissimo di nuovo, il messaggio è sempre quello della "guerra che finirà tutte le guerre" che ci portiamo dietro soprattutto dall'originale e da Wing e gli avvenimenti, di colpo di scena in colpo di scena, si svolgono in maniera un po' meccanica. Il bello, però, è che Code Geass non è solo questo, ma è, soprattutto, un meccanismo a orologeria in cui tutti i personaggi finiscono con l'avere un loro ruolo e un loro spazio, con alcune figure spiazzanti che interagiscono fra di loro con un'epica tutta caratteristica della serie, che finisce per farsi amare e per lasciare il segno. I momenti clamorosi, che si possono rivedere e rivedere volentieri anche dopo aver finito la serie, sono diversi e la fine, per quanto abbastanza ovvia, personalmente mi ha strappato una lacrimuccia, tutto sommato.
Code Geass è una serie che lascia il segno, insomma, era da Gundam Wing che non aggiornavo l'avatar e se ho sentito giusto farlo ora ci sarà pure un perché...
Vi lascio, ho qualche appunto con cui vi intratterrò nel futuro prossimo quindi state bene all'erta. Spero vi siate accorti che abbiamo ripreso regolarmente con le M.it, no perché visto che tutti quelli che ci trovano insopportabili l'hanno notato, se proprio fosse sfuggito a voi sarebbe una cosa antipatica.

“Mondo, obbediscimi!”

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0