Strip
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20 . 01 . 2007

Giornalismo investigativo

Lasciamo Cloud e Link a pianificare i prossimi passi nel settore delle speculazioni semi-legali attorno ai MMORPG (quando torneremo ad occuparci di loro possiamo garantire che ci saranno delle novità), e addentriamoci nuovamente nella buia spelonca degli Ingegneri Delle Tenebre. Oggi per la prima volta il satanico Direttore appare al di fuori del suo satanico ufficio, per sorprendere Neo alle spalle nel momento meno opportuno.
Mi spiace scivolare per un momento nella banalità, ma non posso far finta che questa settimana non sia successo nulla: 1,33 esseri umani su 1000, nel nostro pianeta, pagano un abbonamento mensile a Blizzard per giocare a World Of Warcraft, e in questi giorni la loro vita alternativa è stata più o meno sconvolta. Io, si sa, gioco da solo. Però vengo investito anch'io dalla poderosa onda d'urto del fenomeno, e di fronte a opere d'arte come il filmato introduttivo di Burning Crusade non posso che inchinarmi. Anche la pubblicità per il mercato cinese è impressionante, se non altro perchè nello stesso spot compaiono un mafioso cinese, un gruppo di prostitute, e una bibita gassata.
Il giochetto in Flash sul sito di Burning Crusade è carino, e vale la pena portarlo a termine per impossessarsi di tre wallpaper bonus che sfoggiano un'arte assolutamente superlativa.

Dopo la chiamata alle armi di Cymon, la settimana scorsa, quasi mi attendevo di vedere una grande folla invadere le strade, tutti mascherati da conigli bianchi, che usando violenza in modi spettacolari e molto cool avrebbe abbattuto il regime del Giornalismo Videoludico così come lo conosciamo... per rifondare sulle sue macerie una nuova Società. Purtroppo però non sempre a questo mondo le cose vanno come in un episodio di Star Trek (è una scoperta che ho fatto di recente, e ne sono rimasto sconvolto).
E' un peccato, perchè naturalmente Cymon ha ragione, e la quasi totalità delle riviste videoludiche si comportano con gli editori come Gollum con l'Anello.
Da parte mia non sento molto il problema, perchè da molto tempo ho rinunciato agli organi di informazione popolari, per andare a cercarmi le notizie che interessano a me su siti amatoriali fatti da schifo, visitati da due sfigati al mese, spesso in lingue orientali per cui non ho neppure i caratteri installati sul computer. A dire il vero nel corso degli anni sono emersi alcuni siti affidabili e perfino professionali, come Insert Credit o il forum del Mad Man's Cafe.
E' proprio su siti di questo genere, in inglese, che sono venuto a sapere di una rivista italiana (che ironia!) diversa dal solito: Gamers. Basta vedere quell'illustrazione per rendersi conto che il pubblico a cui si rivolge è quello ossessionato dei giocatori di vecchia data. Ammetto di non aver preso il primo numero, ma a quanto pare i temi trattati sono retrogaming, emulazione, roba d'importazione, le cose che in genere stanno ai margini del settore videoludico. Se la trovate in edicola, credo che fareste un'opera buona a comprarla.
Tanto per fare un esempio di questo giornalismo videoludico fai-da-te, potrei citare la recensione del solito tizio che vive in Giappone, e non fa nulla se non girare a caccia di rari coin-op nelle sale giochi di Tokyo. Costui ha scovato un esemplare di Jinji Storm. Di questo bizzarro picchiaduro 3D ho parlato tempo fa, quando aveva generato un certo interesse per le presunte sequenze di strip tease alla fine degli incontri. Calmate l'entusiasmo perchè questa caratteristica è stata tagliata nella versione definitiva, e quel che resta è un titolo assolutamente privo di qualità. Come si insinua nella recensione, probabilmente dietro la sua uscita ci sono loschi traffici mafiosi, riciclaggio di denaro nelle sale giochi e cose così, viste le molte stranezze che circondano questo gioco fin dal primo annuncio.
Alla maggior parte dei videogiocatori, e forse perfino a qualcuno tra i nostri lettori, notizie di questo genere non dicono nulla. E' giusto così, è normale, eppure se si potesse applicare questo giornalismo investigativo, indipendente, anche a titoli più popolari, credo che ci sarebbe materiale per pubblicare riviste interessanti. Non si cercano le novità in una rivista cartacea, perchè quegli articoli sono scritti mesi prima, per cui avrebbe senso puntare sulla qualità delle analisi, sugli approfondimenti, su una scrittura magari più leggibile della media dei blog che infestano la rete (e non sarebbe un grosso sforzo!).

Chiudo con un cenno dovuto a Final Fantasy, perchè sono circa 10 giorni che non ne parlavo: sono comparse delle scansioni (da una rivista cartacea, guarda un po'!) di alcune nuove immagini di FF XIII. In molti si sono chiesti, anche un po' indispettiti, se quegli screenshot sono presi dai filmati o dal gioco stesso... da parte mia, comincio a dubitare che questa distinzione abbia ancora significato.

Lo-Rez: arte, storia, web design
20 . 01 . 2007

Arte del combattimento

Editoriale defaticante, oggi. Niente amerezze, nessun desiderio di cambiare il mondo, che si cambi da solo per una volta, in fondo ormai è grande. Anche come mulini a vento siamo abbastanza scarsini quindi ci toccherà arrangiarci, ma siamo gente che si adatta, dopottutto. Siamo INGEGNERI.
Dopo la parentesi profondamente romantica di GTR e un assaggio di Cloud (per cui stanno per arrivare grossi improvement...) finalmente torniamo nel nostro antro oscuro, dove troviamo oltretutto il personaggio MENO oscuro di tutti, ovvero il direttore, che non è ingegnere e quindi, pur passando il tempo a divorare carne umana, ci fa un po' meno paura.
Uno dei più grandi vantaggi che ho ottenuto installando Slackware è stato quello di decidermi a installarci dentro il pacchetto del MAME. Le mie pulsioni emulative sono state altalenanti da sempre (se escludiamo la lunga relazione che ho intrattenuto col VisualBoyAdvance) ed è difficile stabilire cosa sia stata la molla scatenante in questo preciso caso, ma al momento il MAME è la mia principale fonte di gioco e, per quel reticolo di alchimie secondo cui io non sono MAI d'accordo con Lo-Rez a parte i momenti in cui lo sono COMPLETAMENTE, la rom più caricata è quella di Samurai Showdown 4. Si, lo so, oggi è probabile che tutte le ninjettine e spadaccine del gioco potrebbero ritrovarsi a breve a prostituirsi su un telefonino, ma comunque io ancora le comando e le picchio (ehm...) nel loro genuino ruolo di combattenti. Gioco complesso, SS4, forse più complesso della media dei picchiaduro. All'inizio puoi avere l'approccio smanettone più becero pensando che la tua GROSSA spada possa fare male a prescindere, ma dopo le prime brucianti sconfitte devi scendere a patti col fatto che il tasto sbagliato premuto nel momento sbagliato contro il nemico sbagliato porta a morte certa. Questo ti porta a rivedere l'approccio ai combattimenti e la dose di concentrazione che devi infilarci, ma quando ottieni risultati la soddisfazione è smisuratamente maggire. Mio combattente preferito è Ukyo Tachibana, il samurai tradizionalista che si sente poco bene. A parte il fatto che ho sempre trovato maledettamente stiloso combattere tenendo fino all'ultimo la spada nel fodero, mi piace il suo stile belloccio senza eccessi. Quando ero bimbo in questo tipo di giochi prendevo il ninja (c'è sempre un ninja), ma, sebbene quello di Samurai Showdown si chiami nientemeno che Hattori Hanzo (uno dei tanti storici Hattori Hanzo...) non ha mai avuto grandissima presa su di me, per questo ho deciso per un personaggio più morigerato. Al momento l'apice da me raggiunto è stato il combattimento finale con la strega a livello beginner, duello sempre clamorosamente perso, ma mi riprometto di affinarmi.
Non è solo pigiando sulla tastiera, però, che muovo le mani. Ultimamente mi è presa una qualche voglia di muovermi, una cosa assolutamente estranea alla mia natura, ma che probabilmente cova da sempre nel mio hardware fondamentalmente umano (prima di essere nerd e ingegnere). Per poter in qualche modo rimanere aderente ai miei dogmi e al mio credo, quindi, ho deciso di iscrivermi a karate. Sapete, quella pratica in cui si lanciano palle energetiche, si ferrano pugni infuocati, si frantumano armature e... no, bhe, non esattamente quella, la versione per gente comune, quella per coloro che non sono stati scelti come eletti da demoni o dei, non detengono segreti segretosi e impenetrabili e non hanno avuto la famiglia sterminata da una qualche creatura delle tenebre. Sono abbastanza stupito di aver fatto un passo del genere considerando che non ho mai fatto sport in vita mia, ma la disciplina è indubbiamente affascinante e comunque tartassa abbastanza i miei muscoli così che la possa definire sana. Se si può definire sana una qualsiasi attività che ti lasci poi sulla tua sedia, davanti al computer, ridotto a uno straccetto che clicca sul mouse a stento. Che questa nuova, intrigante attività possa servire ad arricchire il mio bagaglio culturale riguardo Kunoichi Clara? Naturalmente no, nessuno conosce segrete arti e termini tecnici di battaglia più di un nerd e quello lo ero già da prima.
Settimana scorsa sono andato a vedere The Prestige, film su illusionisti di inizio secolo. Non è abbastanza in target perché ne scriva una estesa recensione qui, ma mi sento comunque di consigliarlo. E' un film imperfetto (ma tutti lo sono), ma ha delle immagini affascinanti. E poi c'è Tesla. Non importa che lo interpreti David Bowie, importa che lui sia Tesla, l'uomo grazie a cui per anni abbiamo difeso le nostre basi comuniste. Tanto vi basti per andare al cinema (tanto è una segnalazione terribilmente ritardataria, potreste non trovarlo già più...).
Editoriale defaticante vuol dire anche editoriale breve e infatti finisce qui. Passate feste, festicciole, ricorrenze e transitori di ritorno alla routine possiamo prenderci fiato per un po', in attesa di ricominciare a mettere massimo impegno in quello che facciamo. Ergo saluti e baci, dolcetti e gadget omaggio.

“However, I think the reboot problem may be much deeper than a little inconvenience. Viewed from a radical, yet possibly defensible perspective, a reboot is a murder.”

Cymon: testi, storia, site admin
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