Strip
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10 . 06 . 2006

Strip

Come ogni creatura oscura che si rispetti, anche gli Ingegneri delle Tenebre che popolano la nostra serie Jobs sono assistiti da buffi tirapiedi... in questo caso Deja-Vu, un tamagotchi semi-senziente capace di comunicare tramite porta a infrarossi.
E' meglio astenersi dal tracciare arditi paralleli tra le esistenze di Neo e Gödel e quella di Cymon qua di fianco, come si è fatto la settimana scorsa, visto che al minimo accenno il nostro forum si incendia e diventa malizioso. Sono quindi libero di passare immediatamente al succo di questo editoriale, cioè a un gioco pervertito come non ne vedevo da un pò.

Il giochino in questione è partito da umili origini (e finora ci è rimasto): il solito sitarello in giapponese stretto, il solito team di sfigati senza nome... chi non è abituato alla scena videoludica hardcore, e non segue il settore dei coin-op e della robaccia orientale potrebbe sorprendersi, ma per un gioco di questo tipo è normale non sapere neppure qual è la softwarehouse. Sono timidi, e si nascondono. Al massimo si conosce il produttore, di solito un trafficante di macchine d'azzardo semi-legali che ha abbastanza agganci nella Yakuza per distribuire il titolo nelle sale giochi di Hong Kong, Beijin, Tokyo eccetera.
Ma veniamo al gioco. Si tratta di Jinji Storm, ma il sito è poco significativo in quanto negli ultimi giorni è stato rimpiazzato da una scritta che sfugge alla mia comprensione, mentre prima almeno c'era uno screenshot. Il gameplay è illustrato magnificamente da questo slogan potentissimo:
“Beat up on the men and strip the women!”
Ovvero, è un picchiaduro 3D (sinceramente non me lo aspettavo in 3D, è una mossa a sorpresa) in cui tutti i lottatori sono maschi, sennonchè ciascuno di essi è accompagnato da una fanciulla che non ha altra funzione che offrire uno spettacolino di strip-tease alla fine dell'incontro. Certo, non è un concetto molto innovativo, tremila anni fa era già un gioco molto diffuso... però è un pò una novità per il genere dei picchiaduro.
Negli ambienti più informati è circolata la voce per qualche giorno che la softwarehouse fosse nientemeno che Dimps, quella di Rumble Fish, un picchiaduro 2D che sfrutta una tecnologia innovativa per modificare dinamicamente gli sprite (e l'uso che salta subito in mente ai più perversi è appunto lo strip dei personaggi), invece pare che si tratti di un prodotto estremamente mediocre: per il gameplay chissenefrega, però anche le illustrazioni che teoricamente dovrebbero ricompensare il vincitore del match fanno un pò schifo.
Peccato perchè un altro slogan ostentato da questo Jinji Storm è: “Featuring great illustrators!”, il che è ovviamente falso.
Mi pare giusto in questo contesto citare ancora Pantser, quel sito di cui ho già parlato che vanta una collezione sconfinata di screenshot scandalosi tratti da picchiaduro come Dead Or Alive o Rumble Roses. Ma ora può bastare.

Passiamo a un altro genere di arte, che offre soggetti, diciamo, un pò più vari. Sono venuto a conoscenza solo ora di Archlord, l'ennesimo MMORPG fantasy coreano, che come da tradizione sfoggia illustrazioni strabilianti. Certo quegli “Elfi Della Luna” mi ricordano qualcosa, ma se hanno chara-design così adorabili posso perdonarli. E' inevitabile il paragone con il campione indiscusso del genere, che si distingue non solo per il gameplay ma anche per la cura dell'arte promozionale, in controtendenza rispetto alla robaccia rivoltante che accompagna di solito i giochi PC. Ebbene, questo Archlord ha un'ambientazione, delle architetture e dei costumi che davvero non fanno rimpiangere World Of Warcraft, ma sono degni di sfidarlo alla pari.
Forse non proprio alla pari, ma insomma arrivano vicino.

Concludo come al solito con una frasetta sibillina riguardo alla strip che uscirà questa domenica per M.it: è stata pensata in riferimento all'E3, ma giusto ieri il fenomenale Ken Kuturagi ne ha sparata un'altra delle sue, per cui vedetela pure come una strip di attualità estrema. Vien da chiedersi se sia colpa dei giornalisti, che intervistano il presidente di Sony regolarmente quando esce a notte fonda dal bar dove si è scolato una damigiana di sakè, oppure se davvero quest'ometto anche da sobrio racconta enormi panzane, sperando magari di essere preso sul serio.

Lo-Rez: arte, storia, web design
10 . 06 . 2006

Far beyond the stars

Alan Kotok ci ha lasciato. Non sapevo chi fosse, prima della sua morte, ma sembra sia stato uno degli autori di Spacewar che si trova agli albori dei videogiochi e questo mi è sembrato abbastanza perchè aprissi l'editoriale parlando di lui. FTR ha già avuto modo di dedicare addirittura strip a persone che sono scomparse, la cosa mi è sempre sembrata più che giusta. Abbiamo deciso di prendere i videogiochi sul serio e uno dei modi migliori per farlo è rendere onore a chi i videogiochi li ha fatti, quantomeno ricordandoli nel caso escano dalla stanza. Personalmente non c'è, in questi gesti, commozione e coinvolgimento, credo sia soprattutto il rispetto quello che conti.
Ma di videogiochi siamo qui a parlare, quindi di videogiochi parliamo. L'ultima genialata di Nintendo pare essere la Bit generation, ovvero legioni di giochini pixelosi come si facevano una volta. No, non retrogaming, roba sviluppata appositamente in questo modo, per il GBA. Ormai la tecnica, nei videogiochi, è trascesa, quattro skin più belle o luci più colorate non varranno mai il salto tra il 2D e il 3D o tra il 3D cubettoso e quello levigato, quindi si può andare nella direzione che si vuole. Potrei ora stare qui a chiedermi se qualcuno ha proprio voglia di comprarseli, dei quadratini che galleggiano sullo schermo, ma diamine! Comincio ad essere stufo. Me lo chiedo tutte le volte che arriva un qualsiasi prodotto della grande N e poi mi trovo a guardare migliaia di giapponesi che si uccidono per ottenerlo e, di seguito, centinaia di occidentali che si uccidono per capire perchè i giapponesi si siano uccisi per ottenerlo, quindi accettiamo una futura ecatombe con incondizionato entusiasmo e tiriamo avanti a testa bassa. Magari, tanto per non fare spostamenti troppo bruschi da queste avanguardie, potremmo provare a dedicarci al retrogaming genuino, come quello offerto dal superpacco TAITO, bouquet che contiene varie vecchie glorie arcade e non, a prezzo budget. Se avessi una Playstation2 sarei quasi tentato di accalappiarmelo, anche solo per passare un paio di settimane nel paese dei balocchi a giochicchiare a questo e a quello, preda di un'abbondanza che agli inizi degli anni 90 sarebbe stata propria solo del figlio di Rockfeller.
Se aggiungiamo che Nintendo, oltretutto, si prepara a vendere online, direttamente scaricabili su Wii, i giochi per NES e SNES a un prezzo compreso tra i 4 e gli 8 dollari, nemmeno fosse un iTunes videoludico... bhe, credo possiamo rapidamente arrivare a concludere che il codice VIVE, che tutto quello che è stato è tutt'ora in qualche modo presente e che non c'è nulla che si possa considerare realmente obsoleto. In qualche modo questo aggiunge un pizzico di senso a quello che facciamo nella tana, dove registriamo pazientemente ogni mutazione nello spirito del tempo. Tutto quello che in questo momento accade tornerà e dimostrerà perchè è accaduto nel corso e ricorso della storia.
E poi si, infantilmente, tutto questo è un balsamo per le nostre profonde ferite di noi burberi nostalgici.
Essendo noi tutti Veri Videogiocator ed essendo presuntuosi e saccenti al di là della sopportazione credo sia lecito che ci si senta tutti chiamati alla sfida proposta dalla MENSA nel suo Test online sui videogiochi. Lo so che è piuttosto tragico ammetterlo, ma il mio risultato al primo tentativo è stato a dir poco disastroso, con sei titoli indovinati e altre tre o quattro di cui studiare lo spelling. Molti, naturalmente, li conosco ma boiafaus se mi viene in mente cosa siano, mentre in certi casi ho dei veri vuoti. Gli esami non finiscono mai, signori, è nostro dovere stare sempre all'erta e ripassare sempre i sacri testi su cui siamo cresciuti e la nostra Nobile Dottrina.
Questo editoriale sarà corto, così corto che finirà a breve. Cominciano le molli giornate estive e sapete che fanno tutt'altro che bene al mio fisico e al mio cervello, ma poi si può anche considerare che ultimamente sono stato abbastanza prolisso perché mi prenda una mezza giornatina di riposo. Ci rivedremo, statene certi, sempre su questi schermi.

“A dir la verità, credo che tutte le streghe si comportino così: si interessano alle persone e alle cose solo finché ne hanno bisogno. Le streghe sono molto, molto pratiche.” - C.S. Lewis, le Cronache di Narnia

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