Strip
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15 . 10 . 2005

Pessimismo universale

Siamo alla settima tavola di Kunoichi Clara: Ventaglio III e nella sala da ricevimento delle Streghe, satura di gas verdognolo (gas ninja, ovviamente), Clara si appresta a iniziare la sua vendetta. Forse sarebbe più corretto parlare di "onmiuji" o qualcosa del genere, piuttosto che di Streghe, ma magari affronteremo un'altra volta questo argomento. Già la settimana scorsa ho farneticato sulla tradizione delle spade nipponiche, e ho già superato abbondantemente la dose di Giappone che mi ha prescritto il dottore.
L'importante è che Clara ha snudato le sue lame sorelle, Milena e Kitana, e non ha intenzione di riporle fino alla fine della miniserie. Ma ora spazio ai balocchi elettronici.

Da tempo sono alla disperata ricerca di un qualche spunto di interesse che provenga dai giochi per PC, e dal mondo Occidentale in genere. Ormai da settimane, se non da mesi, vado avanti a lamentarmi in questi editoriali dell'assoluta supremazia nipponica nel settore dell'Intrattenimento... sarà che non gradisco i giochi sportivi che puntualmente escono in questo periodo, oppure gli FPS della II° guerra mondiale che ormai sono un sottogenere a parte. Sarà che Fahrenheit secondo me è un pò così così, o che in generale i titoli europei sembrano puntare tutto sullo scandalo (la moda del momento sono le scene erotiche semi-interattive, che invece di essere nascoste come in San Andreas sono sbandierate sulla scatola) oppure su campagne di marketing arroganti pompate con l'aiuto delle principali testate giornalistiche. Se Singles 2 è il gioco europeo più conosciuto all'estero allora stiamo sbagliando tutto.
E non mi si parli di F.E.A.R., che ruba senza pudore dall'horror nipponico per dare un pò di carisma a una ambientazione scialba, con spaventi da due soldi che magari funzionano la prima volta, ma che a monitor spento sono subito dimenticati. Una volta si diceva che erano i giapponesi, a copiarci. Insomma, non dico che i titoli citati siano brutti, è solo che mi aspetto di più... il mio tempo videoludico è troppo limitato per sprecarlo con questi giochi grossolani, fatti per un pubblico altrettanto grossolano ma molto vasto e pagante.
Il mio problema non sono i titoli di gran successo, visto che sono entusiasmato da Warcraft, Final Fantasy e Metal Gear Solid esattamente come miliardi di altre persone. Però quelli sono giochi che hanno successo perchè sono ben fatti, mentre la maggior parte della roba che affolla gli scaffali tenta di prendere la scorciatoia, cioè sono giochi brutti che puntano al successo per altre vie. A volte basta il nome.
E allora mi dispiace vedere occasioni mezze sprecate come Warhammer: Dawn Of War, che è un gioco bellino... ma da Warhammer bisogna aspettarsi invece un gioco maledettamente fantastico, e niente di meno. Finchè gli editori potranno permettersi di essere pigri, di offrirci un paio di razze e una manciata di missioni, arrivando appena a scalfire la ricchezza e la profondità di quell'universo, non si può sperare che la situazione cambi. Ma il pubblico dovrebbe mostrare un minimo di dignità.
Il problema è che vengono spese risorse enormi per il contorno di un gioco, che è quello che lo fa vendere alle masse, e per i contenuti restano le briciole. Non mi piace la piega che sta prendendo questa industria: per i giochi della prossima generazione hardware serviranno budget triplicati rispetto ad ora, e l'unico modo per guadagnarci qualcosa sarà allargare la base di pubblico, ovvero instupidire i giochi per attrarre il videogiocatore casual. Sta già succedendo, e anzi alcuni publisher ne hanno fatto un regola. Mi viene in mente Jade Empire, che poteva entrare nel cuore dei giocatori e nella storia degli RPG, e invece no, dannazione. Oppure Prince Of Persia, che è diventato un franchise annuale come FIFA... non si cerca di correggere i (pochi ma importantissimi) difetti del gameplay, basta far uscire PoP 2005, e poi PoP 2006.
E mi sembra importante precisare che non sto proponendo di trascurare la grafica. Per me la grafica fa parte del contenuto di un gioco. Se servono 50 milioni per fare un gioco all'altezza dell'hardware di prossima generazione, questo non è un problema mio. Le softwarehouse deboli possono tranquillamente andare in fallimento: l'unica alternativa è trovare un'idea talmente eccezionale da farmi tollerare la povertà tecnica. Tentare di ingannarci con basse manovre di marketing non è, care softwarehouse, un'alternativa accettabile.

A proposito della direzione che sta prendendo l'industria videoludica, in particolare della grafica, c'è questo articolo sull'evoluzione dell'Estetica nei videogiochi, veramente molto profondo e interessante, e pieno di illustrazioni. L'idea è che la grafica tende sempre più al fotorealismo, e l'autore spera che quando finalmente lo si sarà raggiunto, allora comincerà la sperimentazione di altri stili artistici, come è successo nell'arte tradizionale e nel cinema. Bella lì.
Magari, ma questi sono i miei sogni personali, si potrebbe avere l'umiltà di tornare al 2D, se non si hanno i mezzi per fare di più. Il 2D fatto bene costa più del 3D fatto male, ma sempre meno del budget per un gioco su Xbox 360. E io resto convinto che un'ottima grafica bidimensionale sia meglio di tanta roba 3D. E poi c'è un mercato molto promettente nei gingilli portatili... basta pensare che il 2D non è un limite tecnico, ma ha una sua dignità artistica.
Se il 2D non morirà mai (come c'è scritto sulla maglietta del nostro protagonista) è per merito di gente come Koji Igarashi, che propone ancora Castlevania per Nintendo DS, o di case come SNK che continuano a credere in generi antichi come i picchiaduro 2D. E tanto per dare una nota leggera in questo editoriale apocalittico, vorrei segnalare ancora Days Of Memories, la simulazione di appuntamento per cellulare con i personaggi di King Of Fighters (!).
Le paure più profonde si sono concretizzate quando sono stati rivelati nuovi screenshot del gioco, che mostrano i personaggi femminili (tanto amati dai fan di vecchia data) atteggiarsi in pose scandalose, vestite in modo discinto... e in generale prostituirsi per risollevare le finanze traballanti di SNK. Sono cose che fanno male al cuore.

Lo-Rez: arte, storia, web design
15 . 10 . 2005

Un pizzico bohemièn

Ore 1:30 di sabato, sono piuttosto stanco, potrebbe anche darsi che se andassi a letto mi addormenterei subitaneamente, cosa per me inusuale, ma non lo farò. Ho le cuffie nelle orecchie (Fly Away, Lenny Kraviz... taaanti ricordi di pogo) e ho voglia di vedere la nuova pagina di FTR online. Potrei aspettare domani, ma no, la voglio vedere adesso! E l'unico modo che ho per ottenere un risultato del genere è scrivere questo editoriale.
Verrà fuori una cosa da blog, lo so, e mi odierò per questo, ma forse Lo-Rez mi odierà ancora di più. Non che non sia accondiscendente, certo, ma sapete come la pensa per certe cose, ci sono argomenti su cui è piuttosto sensibile... comunque non importa, almeno una volta ogni tanto deve cedere al mio lato noir e melanconico. Forse. O forse no. Meglio andare avanti (in cuffia: High Forces, dalla colonna sonora di Berserk. Il sito per scaricarla ve l'ho fornito secoli fa, se non ce l'avete ancora fatti vostri).
Visto che tanto questo sarà un editoriale intimista perchè nulla nel mondo dei videogiochi mi ha smosso come spesso accade, tanto vale che vi dia qualche contributo meta-fumettistico su Kunoichi Clara, anche considerando che, pure nei più neri pozzi di ispirazione che ho attraversato ultimamente, non me la sono giocata come carta jolly per parlarmi addosso. Cribbio, siamo già a tavola 7 e ho tenuto la promozione al minimo, me lo dovete un editoriale, direi.
Intanto c'è Milena. Milena è la spada che parla con i fumetti rosa e vi sarete accorti che non sembra molto acorata alla realtà. Milena parla solo per Haiku, ho deciso così perchè mi sembra che sia una cosa molto stilosa e questa serie ha sete ardente di cose stilose, in ogni momento. L'haiku, se non avete voglia di cliccare sul link alla wiki (sai che fatica...) è una forma poetica giapponese in cui si cerca di trasmettere un emozione tramite una rapida composizione di soli tre versi con lo schema metrico 5-7-5 sillabe. In questa sede direi sia il caso di confessarvi che, dopo le prime composzioni più o meno controllate nel dettaglio, mi sono lasciato andare un po' andare quindi non sempre lo schema verrà rigidamente rispettato, questo nel caso qualcuno venga a fare le pulci al modo di esprimersi della cara lama. Potrei parlarvi anche di quale sia l'origine dei nomi delle spade, Milena e Kitana, ma credo vorrebbe dire offendervi credere che non lo sappiate...
Le spade parlanti di Kunoichi Clara sono probabilmente lunico aspetto surreale che sopravviverà lungo tutta la serie mentre inesorabile procede il mio processo di incupimento delle tavole, processo che ha portato a cose veramente oscure, che fortunatamente vedrete solo tra molti, molti anni (sempre che non chiami la Bonelli in settimana). Nella mia personale (e distorta) sensibilità credo che le due spade, anche nella loro assurdità, possano armonizzare con tutto in ogni fase dell'evoluzione del fumetto e poi io le trovo semplicemente simpatiche. Naturalmente esiste un sinosso (fortunatamente solo virtuale) della storia di come le lame sono state forgiate, incantate e maledette, ma al momento una forma per proporverlo semplicemente non esiste quindi portate pazienza.
Come è vero che le spade parlanti saranno la clownata che ci accompagnerà sempre, anche nei ventagli avvenire, è anche vero che la gag delle cameriere madrelingua è forse l'unica che mi piaccia veramente (forse ce n'è un'altra, a venire, ma questa mi sembra comunque la più efficace) tra quel poco che vi ho proposto finora nell'ambito di KC.
(Santo ciiielo, mi è partita Hollywood dei Negrita, decisamente moooolto adatta alla malinconia)
Avrei potuto fare di più, potrei fare di più, ma sapete che limiti di spazio ci impone il nostro format e mettere i giro battute e idiozie mi da sempre troppo la sensazione di togliere spazio ad altre cose più importanti come i combattimenti o lo sviluppo dei personaggi. Non è quindi una questione di sensibilità o ispirazione, è semplicemente un fatto di priorità.
Bene, chiuse le questioni più personali passiamo al vile PIERRAGGIO che non è l'arte di atteggiarsi come Pierre, ma le pubbliche relazioni. Il coniglio ha un rapporto di odietamo con loro, ma abbiamo dei doveri nei confronti del nostro latente o manifesto narcisismo. Il progetto Nuvole Elettriche va a Lucca. Immagino tutti capiate cosa sia LuccaComics, sia in senso di importanza che di impatto mediatico. Questa storia della presentazione a Lucca è una cosa che fa riflettere e riempie di orgoglio, anche se sostanzialmente è solo l'inizio. Forse è questo che mi rende malinconico, qui nel buio della tana, dove urlo da sempre che Non Lo Facciamo Per Voi, ma dove posso ammettere che il veleno dell'orgoglio scorre suadente nelle mie vene di piccolo folletto cibernetico senza peso. A Lucca tutto quello che esiste (e in parte, per me anche la tana) non so... esiste un pochino di più.
A Lucca ci saranno molte facce, molti nomi, molta gente più o meno nota. L'elenco completo è sul sito prima linkato, quelli che personalmente seguo (ci vorrebbe decisamente troppo per seguirli tutti!) ve li ho segnalati editoriale per editoriale, quando mi venivano in mente. Già che ci siamo, anzi, provate a fare un salto su GIAST se vi capita. Lo ho scoperto da non molto ed è abbastanza aderente alle mie (nostre?) corde. C'è qualcosa di ingegneresco nel considerare l'universo un enorme sistema operativo pieno di bug.
Lucca dicevamo, le coordinate spazio temporali sono sempre nel link soprapiazzato, io non ci sarò perchè naturalmente il Dogma, la Regola, la Dottrina, impone che il mio avatar di carne e sangue rimanga velato, creatura nascosta ai più. Forse sbaglio, forse no, io però sto bene, sul serio, da questa parte del video. Devi cedere alla tua oscurità cibernetica ogni tanto. Se però vi capita di passare dalla fiera, sembra nella giornata di lunedì, potreste fare un salto alle cadreghine, magari per riposarvi un attimo, e stare a sentire una banda di simpatici mentecatti. Alla SMAU vi siete stravaccati a conferenze più pallose, non dite di no, quindi potreste anche cedere alla curiosità di vedere qualcosa di orientato ai vostri gusti almeno stavolta. E in ogni caso se siete passati da Lucca e non avete sbirciato state pur certi che LO SAPRO'.
Si è fatto veramente tardi (dopo un fiume di tracce non citate, ora: Tutto Scorre, Negramaro) mettiamo un po' di linkeria di contorno per rimanere l'editoriale geek di un sito geek. Due questione di una certa rilevanza: la gnocca e il Comic Sans. Il primo sito riguarda delle videogiocatrici, creature mitologiche presenti in alcuni canti popolari. Non so, la mia misoginia si trova sempre in imbarazzo davanti a cose del genere, magari accade anche alla vostra. Il Comic Sans invece è una cosa più intima. Giù le mani dal Comic Sans. Giù le mani dal Comic Sans. Per troppi Emando è stato la voce di Recs perchè ora lo rinneghi o non mi levi a difenderlo.
Bha, senza motivo, forse perchè il lupo della fine dei giorni è giunto a divorare la luna, questo editoriale finisce qui (With or without you - U2).

"E nonostante le bombe / vicine la fame / malgrado le mine / sul foglio lasciò / parole nere di vita / la guerra è finita / per sempre finita / almeno per me"

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