Strip
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08 . 10 . 2005

L'arte delle spade giapponesi

In questa sesta tavola di Kunoichi Clara: Ventaglio III la nostra Clara, ninja per caso, stringe finalmente due spade giapponesi come si deve... nelle prossime tavole dovrà dimostrare di saperle usare. Io e Cymon abbiamo discusso a lungo sulla natura delle due spade: Cymon ha scritto un tomo di mille pagine che narra la storia di queste armi mistiche dalla loro forgiatura fino al momento in cui finiscono tra le manine fresche di manicure di Clara, mentre io mi sono recato nelle biblioteche segrete dei più remoti templi buddisti, sfidando orde di Tengu dei sotterranei per consultare antichissimi rotoli di carta di riso.
Io e Cymon non siamo mai d'accordo su nulla, perchè in fondo siamo d'accordo su tutto, e abbiamo dibattuto per settimane sulle misure esatte delle spade, sul materiale dell'elsa, sul numero di ripiegature dell'acciaio... e soprattutto sulla classificazione delle due armi. Alla fine non ricordo esattamente come ci accordammo (se ci accordammo), ma diciamo pure che quella chiamata Milena è una kodachi e Kitana è una wakizashi, entrambe con elsa in legno di ciliegio ricoperto di pelle di squalo, e acciaio ripiegato 15 volte (per un totale di 32768 strati!). Per il momento non hanno fodero, quello originale sarà andato perduto nei secoli, ma per il momento non è un problema perchè Clara vuole vendetta e non ci pensa neppure a rimetterle via finchè non l'avrà avuta.
Storicamente l'accoppiata preferita dai samurai (anche da quelli che erano diventati ninja) era una katana e una wakizashi, ma la katana è un'arma troppo ingombrante per Clara. Queste invece sono lame piuttosto corte, molto femminili, come quelle usate da tante kunoichi dei videogiochi (dalla "kunoichi" del gioco omonimo a Taki di Soul Calibur). La loro particolarità è di avere un anello al posto della guardia, proprio come le armi di Shiki da Samurai Showdown.

Possiamo continuare a parlare di lame nipponiche anche passando ai videogiochi, perchè è stato annunciato l'inevitabile gioco tratto da Samurai Champloo. Il gioco probabilmente è bruttino, ma l'anime mi è piaciuto oltre misura.
E' uno di quei cartoni giapponesi che ho visto in versione fansubbed, come dicevo qualche settimana fa: pare che in Giappone non abbia avuto un enorme successo, ma si sa... i giappi sono creature aliene da un'altra dimensione. Se fosse per me metterei Samurai Champloo ai primi posti della classifica, perchè riesce a catturare in pieno l'atmosfera da "chambara", da western nipponico con le spade al posto delle pistole e i samurai al posto dei cowboy. I protagonisti possiedono un carisma potentissimo, gli scontri sono brevi e violenti, e le lame snudate trasmettono davvero un senso di pericolo imminente.
Gli autori sono quelli di Cowboy Bebop, che a me è sempre sembrato abbastanza insignificante, e anche molti temi sono stati ripresi... solo che qui funzionano molto meglio. L'idea di una colonna sonora che mescola strumenti nipponici tradizionali con l'hip-hop è favolosa, e anche gli altri anacronismi rendono molto interessante l'ambientazione: si va da samurai-rapper a teppisti che dipingono graffiti sui muri dei templi, e in una puntata si narra la nascita del baseball come sport nazionale nipponico. Gli episodi sono quasi tutti a sè stanti, con pochissima trama di sottofondo (al contrario di Gankutsuou, che resta il mio anime preferito), sono pieni di mafiosi del gioco d'azzardo, scommesse sulle lotte tra scarabei cornuti, kunoichi cieche, samurai leggendari, geishe e scorribande per bordelli... praticamente un giro turistico del Giappone del periodo Edo, che magari ai giappi stessi sarà sembrato banale, ma io ne sono sempre affascinato.
Torniamo ai videogiochi, ovvero a Final Fantasy. In realtà non c'è nulla di significativo da dire, ma devo mantenere la mia media di almeno una citazione a settimana... ha aperto il sito di Final Fantasy IV per GBA, che per adesso non contiene assolutamente nulla se non l'annuncio di una copertina personalizzata per il Gameboy Micro: finalmente si potrà decorare la propria console piccina piccina con un'opera d'arte di Yoshitaka Amano (che ha una sua esposizione al Metropolitan Museum, ma a me personalmente non piace il suo stile, è troppo artistico). La seconda notizia riguarda invece l'erede della famiglia, FF12: sulle pagine di oscure riviste piene di ideogrammi è stato avvistato un nuovo personaggio giocabile, che non sarebbe fuori posto nel cartone di Lady Oscar. E anche per stavolta ho fatto la mia patetica figura.

La volta scorsa avevo accennato a dei libri, nel senso di libri materiali, che aspettavo con impazienza: si tratta del secondo capitolo del Ciclo Barocco di Neal Stephenson e di Jonathan Strange & il Signor Norrell di Susanna Clarke. Finora è uscito soltanto il secondo e, stranamente, anche qui da noi si può scegliere tra le due edizioni originali: copertina nera e copertina bianca. A differenza dei videogiochi, di cui spesso e volentieri do giudizi secchi senza aver neppure mai provato il demo (e in questo sono decisamente professionale), non mi piace giudicare i libri prima di averli finiti... questo però è un tomo da cui mi aspetto tantissimo, perchè la critica e il pubblico anglosassone ne parlano davvero bene.
L'ambientazione è l'Inghilterra al tempo delle guerre napoleoniche, e l'argomento è la Magia. A questo punto per il pubblico più spregevole e incolto scatta automaticamente il paragone con (la mano mi trema...) Harry Potter o SdA, ma sono sicuro che i lettori di FTR (o meglio il 2% dei lettori che legge davvero questi editoriali) non cadranno in questa trappola. Non si tratta di una volgare operazione per sfruttare la moda del momento, e tutto sommato anzi sarebbe stato meglio che questo libro fosse uscito in tempi non sospetti. Bei tempi, quando gli elfi non erano sbattuti sulle copertine delle riviste di gossip, e noi disgraziati ossessionati potevamo tenerci stretto il tesoro della letteratura fantasy.

“To save the day, the night, and the girl too”

Lo-Rez: arte, storia, web design
08 . 10 . 2005

Fury of the furry

L'altro giorno me ne stavo solo soletto nella mia stanza (bhe, finché mi ostino a frequentare il nostro forum dubito che avrò mai impennate di vita sociale) al completo cazzeggio e così ho deciso di farmi un giretto sul sito di Firefox, giusto per accoppare il tempo. E' cosi che ho avuto un'illuminazione e ho capito perchè Firefox piace, ma soprattutto perchè tanto si insiste sulle smisurate capacità delle sue estensioni e sul fascino dei suoi temi. Non crediate che ci siano raffinate motivazioni ingegneristche dietro questo o che un tale clamore sia suscitato dall'eleganza del codice. E' invece una questione di atteggiamento! Firefox è una stramaledetta Barbie virtuale con cui puoi giocare come più ti aggrada, comprandogli vestitini e accessori, traformandola ogni giorno così e cosà e, nella maggior parte dei casi, senza spendere un soldo. Bisogna avere un guardo particolarmente nerd per intuire una cosa del genere, ma è così che ho visto il mio browser ieri e in qualche modo la cosa mi ha divertito.
Tutte le volte che mi metto alla tastiera senza grandi temi da sviscerare o, peggio, senza nessun buono spunto per parlarmi addosso, un buon modo per sfangarla è mettermi giù e fare i compiti professionali, magari (questo possibile solo da pochi mesi) appoggiandomi alle inesauribili capacità della banda larga. E' così che, munito del mio tesserino da giornalista stampato da me medesimo su una confezione vuota di corn flakes (perchè ci vuole in cartoncino, eh!) me ne sono andato bello bello a tirarmi giù il demo di King Kong. Non so perchè King Kong mi attragga, ma è dalle prime fotografie che sento che questo gioco ha qualcosa, anche se non so cosa. Non credo sia la grafica treddì visto che ormai sono vaccinato a qualsiasi cosa, è più che altro un insondabile senso di fisicità, un'impalpabile carisma ad attrarmi. Queste sensazioni, captate nell'etere tramite i miei ipersensi soprannatturali, hanno trovato tutto sommato conferma nel demo, che ho finito giusto cinque minuti fa prima di scrivere, anche se sono state affiancate da altre impressioni, di cui diffido, ma che, giuro, mi hanno fatto venire brividi d'emozione.
King Kong sembra uno di quei tanti giochi in cui i tocchi di classe surclassano il puro gameplay. Non lo dico con accezione completamente negativa, secondo me il più importante gioco di questo tipo, tanto per dire, è Max Payne e voi sapete quanto l'abbia amato, però c'è sempre da guardare con sospetto a cose del genere perchè la classe è comunque involucro, confezione, qualcosa che di certo non sazia il Vero Videogiocatore, anche se va benissimo alle fiere. In cosa allora gigioneggia arrogante il gioco basato sul film di quell'ex-panzone di Peter Jackson? Bhe, la prima cosa che mi viene da far notare è il fatto che, se come uomo si viene duramente colpiti, la vista s'offusca, lo schermo si tinge di rosso, ma soprattutto, PARTE IL TAROCCO DI ELYSIUM del Gladiatore! E' proprio lui! Tarocco tarocco! Perciò te ne stai lì, che barcolli stentando a pigiare i tasti, con la gente che ti chiama e ti dice di fuggire e intanto ti pare di vederti i campi elisi che ti scorrono davanti. Insomma, se non è classe questa!
Anche la parte di Kong ha i suoi meriti. A mio parere, almeno per la mia scarsa attitudine ad interiorizzare combinazioni ayurvediche di tasti, l'intera azione si riduce a una vile smanettonata barbarica in cui si picchia qua e là senza remore in cerca della randellata finale, ma c'è comunque un certo ferale e primordiale piacere nel tirare pizze a dinosauri con mani grosse più di benne di ruspe. Al di là della mia attitudine e a parte gli scherzi, certo, è mio parere che il sistema di controllo avrebbe avuto bisogno di una ritoccatina, perchè cose tipo il fatto che il senso delle frecce cambia a seconda della posizione della telecamera non mi è mai andato giù da quando è stato introdotto in un videogioco e comunque in vari passaggi sembra più che basti premere il tasto giusto per fare le cose, avendo scarso controllo sul personaggio.
Su una sola cosa, comunque, penso di potermi giocare tutto dopo questa breve sessione di prova: se il film di King Kong trasmette anche solo LA META' di quello che ho provato spezzando mascelle ai Rex allora si deve andare tutti a vederlo, ci si deve buttare addosso a pesce, senza remore, e poco me ne cale se si tratta di un remake. Ci sono dei momenti in cui bisogna togliersi la soddisfazione di divertirsi al cinema.
E' notizia piuttosto recente, come se non bastasse, che PJ abbia messo da poco gli occhi persino su Halo. Il mio gaudio è limitato perchè innanzitutto non credo molto nei film tratti dai videogiochi (al di là del SACRO Mortaaaal Kombaaaaat), poi perchè non sono un amante di Halo (che non ho mai giocato sopravvivendo comunque benissimo) e in ultimo perché proprio gli FPS mi sembrano il genere meno indicato da usare nell'industry del cinema. Vedremo comunque cosa uscirà, una volta che si avrà almeno uno straccio di notizia sul regista e su tutta quella robetta che serve SUL SERIO a fare un film, a parte le licenze raccattate qua e là. Un punto a favore al progetto, a prescindere da tutto ciò, però, è che non sia nelle mani di Uwe Boll. Non ho mai visto un film di Uwe, ma chi ne ha visti fugge urlando ogni volta che glielo ricordo quindi non sono molto stimolato. Comincio a credere che quella creatura sia una specie di piaga mandata su noi videogiocatori per le nostre nefandezze oppure l'adepto di una setta decisa a spazzare via una volta per tutte ogni speranza che ci sia mai buona e giusta sinergia tra videoludo e cinematografo, qualcosa del genere insomma. Se avessimo ancora il nostro spazio su M.it sul buon Uwe avrei già fatto una strip, anche perchè ce l'ho mezza in mente da parecchio tempo, ma per ora, sull'argomento si sta come d'autunno sugli alberi le foglie perciò ingoio e attendo.
Se non altro, tanto per tenervi allineati con le vicende interne della tana, è ben vero che di questi tempi alto risuona il martello del fabbro tra le nostre mura. Intanto l'Architetus (no, non nel senso di calamaro...) sembra deciso a fare parecchio, ma soprattutto è in cantiere qualcosa con cui divertirci sotto natale, poco dopo la chiusura della prima parte di KC, Ventaglio III. Sono queste le cose che rendono questo sito meritevole di essere gestito.
Vi lascio, dai, ha ripreso a fare freddo e piove un sacco. Non sono metereopatico, grazie ai numi, subisco di più i rallentamenti del mio PC del cielo nuvoloso, ma sapete che mi piace annotarmi sul diario il clima, come sull'agenda di Suor Germana.

Dukat: I should have killed them all...
*sonora randellata sulla schiena del cardassiano*
Sisko: And that is why you're not an evil man

Questa è una citazione molto hardcore, hardcorissima, ma ho visto l'episodio da poco e volevo condividerla.

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