Strip
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16 . 07 . 2005

Assassino sette

Questa settimana la serie Jobs ci riporta nella penombra verdognola dei cubicoli di Neo e Gödel, dove i nostri si interrogano sul senso della vita e, più in generale, della vita di un ingegnere programmatore.
Si avvicina l'estate... ah, no, è già arrivata da un pò. Comunque sia, questo è tempo di cambiamenti per FTR, e al rientro dalla tradizionale pausa di un paio di settimane in agosto ci aspetteranno le solite evoluzioni inaspettate. Forse farò qualche nuovo sfondo, pensate un pò.

A suo tempo menzionai Namco X Capcom, principalmente perchè le illustrazioni sono di Takuji Kawano, ma bisogna ammettere che la qualità finale di questo titolo ha superato le aspettative. L'idea di fondo era riunire 200 personaggi dai giochi Namco e Capcom, mescolare bene, aggiungere un pò di RPG/strategico/adventure e condire il tutto con artwork stile anime a tutto schermo. Pareva una di quelle operazioni mirate a spremere i miserabili fan, un concetto molto noto a Capcom, e invece stavolta i suddetti fan sono rimasti piacevolmente sorpresi quando si sono ritrovati tra le mani un buon gioco.
La trama incredibilmente funziona, forse perfino meglio di Kingdom Hearts, quell'ammucchiata di proprietà intellettuali Disney e Square... e il gameplay è quello tipico nipponico, in stile Sakura Wars (ma senza gli elementi "sentimentali"), che lascia un pò disorientato il videogiocatore nostrano, ma il valore c'è.
Pazientate, amici appassionati dell'arte 2D, se farete i bravi forse lo vedrete sugli scaffali dei negozi italici fra un paio anni. Sempre che venga tradotto in una lingua romanica, il che non è certo nonostante il successo di titoli simili, tipo Disgaea, titoli "di nicchia" solo nelle opinioni di qualche manager poco brillante. Naturalmente se non fosse tradotto in italiano sarebbe un gran bene, sarebbe anzi la condizione indispensabile per poter apprezzare il gioco, visto che la localizzazione dei titoli per console nel nostro paese ha una grandiosa tradizione di devastare completamente quanto di pregevole vi è in un videogioco.
Continuiamo a parlare di Capcom, che quest'anno è una delle case più attive, nonostante i suoi designer storici se ne siano andati (qualcuno se ne è andato sul serio)... in questi giorni è uscito l'ultimo dei famigerati "Capcom 5", i cinque titoli annunciati parecchio tempo fa come rivoluzionari. Di quei cinque, tre sono finiti nell'oblio, uno era Resident Evil 4 (!), e l'ultimo è Killer 7.
Ora, di Killer 7 mi ero fatto l'opinione, dagli screenshot disseminati in giro in questi anni, che fosse una cosuccia bizzarra... ma nessuno immaginava quanto potesse essere profonda la stranezza di questo gioco. Certe cose ce le aspettiamo da Konami, da personalità come Hideo Kojima, capace di trasformare un gioco d'azione tattica in "un'opera d'arte post-moderna", come viene definito MGS negli ambienti accademici, a forza di simbolismi e metafisica e dialoghi pesudo-filosofici. Non parliamo poi di Silent Hill o Siren.
Adesso è il turno di Capcom... c'è voluto parecchio, ma ormai i videogiochi ci stanno abituando a questo genere di sorprese, e forse è il caso di cambiare un poco il nostro atteggiamento nei confronti dei balocchi elettronici. Se i videogiocatori hardcore non accettano un certo tipo di innovazione, come volete che reagiscano le masse dei miserabili videogiocatori casual?
Si parla di politica, in Killer 7, anche se cammuffata. Il protagonista non si sa neppure con chiarezza se sia uno o se siano sette diversi, quel che è certo è che si tratta di killer. La trama di fondo è una sciocchezza delirante, dove tutto è aperto all'interpretazione: i dialoghi idioti, in un gioco come questo, non sono idioti davvero, sono così di proposito, per qualche ragione, ehm, artistica... a quanto pare.
L'aspetto artistico, quello dove mi trovo più a mio agio, è indubbiamente notevole. Nell'arte, dopotutto, quello che conta è lo stile con cui si esegue il lavoro, e Killer 7 di stile e di personalità ne ha da vendere. Guardate gli screenshot, dannazione, e ditemi se potreste mai confondere Killer 7 con un qualsiasi altro gioco. Ora prendete uno screenshot di Medal Of Honor, e provate a distinguerlo da uno di qualsiasi altro FPS ambientato nella seconda guerra mondiale... ci vuole un occhio ben allenato. Un titolo come Killer 7 spicca nel grigiore di una marea di giochi smidollati, senza carisma. Secondo me è una ragione sufficiente per comprarlo, per dare a tutta l'Industria un segnale.
Non vi sto chiedendo di giocarlo davvero, poi, perchè capisco che potrebbe essere una sofferenza inutile: non tutti sono portati per un gameplay vecchio, uno "sparatutto sui binari" come non se ne vedevano dai tempi dei giochi in FMV per il MegaCD e il 3DO. Chi li ha provati a suo tempo sperava di non vederli mai più, eppure sembra che Killer 7 riesca a dare finalmente un senso a un gameplay del genere, visto che in questo modo può offrire visuali e angolazioni pazzesche. Se a uno interessa l'estetica di un gioco, è un sacrificio che si può fare.
Dopotutto, non è detto che un gioco debba piacere a tutti.

“Far east style with the spirit of wild west”

Lo-Rez: arte, storia, web design
16 . 07 . 2005

Summer of Em

Tradizionalmente l'estate è quel periodo dell'anno in cui anche siti professionali come il nostro (quale? questo qui?) possono prendere un po' di pausa dalla serietà consueta (?) e dedicarsi a qualche attività più frivola. E' per questo motivo che ho deciso di elargire a tutti voi un clamoroso regalo da usare sotto l'ombrellone: il materassino gonfiabile di Clara Croft! Ah no, la cosa del materassino è saltata...dopo che abbiamo visto come i nostri beta-testers lo hanno ridotto abbiamo deciso che era un gadget disdicevole. Quindi dovremo ripiegare su qualcosa di un po' più (giusto un tantino) anomalo: lo spettacolare Emando Digital Era Star Uors Cofanett!
(che, per motivi tecnici oscuri ai più, non esiste. Potete scaricare i tre documenti che lo componongono separatamente. Ci scusiamo per il disagio. Episod Uan, Episod Tiu, Episod Fri. Dal sito di Emando comunque potete scaricare tutto in forma di cofanett. E' incredibile, ma il sito è ancora raggiungibile...).

Applausi

Ohibò, vi vedo un po' perplessi, come mai? I pochi FTRologi riconosciuti in ambito accademico ben sanno che proprio con Emando è cominciata l'immana fiumana di stupidate che ho messo a disposizione del pubblico e sebbene la produzione si sia praticamente conclusa quando ho cominciato FTR comunque sono sempre rimasto affettivamente legato a lui. Oggi, dopo anni di silenzio, in nome di un avvenimento cinematograficamente storico come Episode III, l'Emando Digital Era fornisce a tutti i suoi fan che non sono stati ancora ricoverati in strutture apposite uno spettacolare prodotto. Nel lussureggiante e tecnologicamente avanzato formato PDF (che permette una resa ottimale del testo su ogni computer) vi potete beccare un cofanetto contenente Episod Uan: la minaccia del fantasma formaggino, Episode Tiu: l'attacco dei bigoli (che già era apparso su queste pagine) e l'INEDITO Episod fri: la vendemmia dei sitti che conclude la trilogia con caterve di botti e spiegazioni particolarmente logiche dei vari avvenimenti. Il tutto, per il piacere dei collezionisti, è racchiuso in una confezione in pura ghisa placcata platino con rinforzi in frassino in cui si trova anche una miniatura (a scelta) di Ciappa the Ratt, Tengo Difett o (Id)Ioda. Visto che però non riesco a infilare tutto questo popò di roba nel modem ho paura che dovrete andare a recuperare questa esclusiva confezione di persona nel luogo dove viene prodotta, ovvero l'isola di Tonga. Dite pure che vi mando io.
L'Emando Cofanett è naturalmente un feticcio per appassionati di vecchia data, ma anche gli utenti di FTR potrebbero trovarvi chicche incredibili come, ad esempio, la prova generale di questa strip, oppure la vera identità dello sceneggiatore della telenovela di Ciupito e Consuelo. Gli appassionati di Star Wars invece potrebbero provare l'istinto irrefrenabile di picchiarmi, ma visto che ciò li porterebbe inevitabilmente al lato oscuro probabilmente si tratterranno dal farlo. L'importante è che poi non se ne escano con domande idiote tipo "come mai a interpretare Anakin c'è un cane?" perchè tanto non vi risponderò (in fondo avete rivolto la medesima domanda anche a Lucas e lui pure ha nicchiato). A scanso di equivoci voglio in ogni caso ricordare che Episod Uan è stato scritto senza aver visto il film di riferimento (si notano alcune discrepanze e alcune istintive migliorie rispetto alla trama originale) mentre gli altri due capitoli sono stati elaborati dopo (e sono quindi più aderenti al plot cinematografico, escludendo forse l'intervento di Nek).
Bene, ora che vi ho abbindolato con gadget inutili e balocchi posso anche scrivere un editoriale brutto che tanto non ve ne accorgerete.
Innanzitutto torniamo sui Cavalieri dello Zodiaco (si, sono ossessionato, lo so, grazie). Ho visto il trailer e quel gioco minaccia di essere una fottuta trappola per fan. Riprendere la sigla originale e rifarla in treddì è un colpo basso che fa male e impedisce di opporsi alla schiavitù mediatica. Se questo non bastasse la presenza di tutti i cavalieri d'oro (mmmh, non ho controllato se si possono controllare anche quelli più o meno cadavere tipo Libra e Sagitter) e tutti i cavalieri di bronzo può far piangere un bambino fino alle lacrime irrimediabilmente. Percorrere la scalinata delle dodici case per sbloccare i personaggi segreti (con la meridiana della mamma che scandisce l'ora a cui si mangia) può bastare per riempire un videogioco. E parlando di tutto questo non ho ancora intuito niente sul gameplay.
Cinematograficamente parlando sono stato a vedere Batman Begins e ciò mi ha riconciliato col Batman del grande schermo. Io sono piuttosto eretico perchè invece di bruciare Batman e Robin sono pronto ad assolverlo come baraccone fracassone e divertente, ma la verità è che, a parte le sperimentazioni di Burton (col bene e col male che si portano) mai si era riusciti a portare su schermo il Cavaliere Oscuro nella maniera giusta. Nolan (con limiti e difetti perdonabili) ci da finalmente uno psicopatico in mantello nero che cala dai tetti terrorizzando la gente, una città assolutamente splendida e più realistica di quella di Burton e nel complesso una storia che sta in piedi dall'inizio alla fine con personaggi (naturalmente a partire dai cattivi) ben realizzati. Considerando il binario su cui aveva messo la serie Schumacher è più di quanto ci si potesse aspettare. Ci sono poi alcune scene (l'inseguimento in batmobile, l'invocazione dei pipistrelli e il combattimento iniziatico della sette delle ombre) assolutamente fenomenali.
Il gioco della settimana è il gioco della settimana scorsa di cui mi sono dimenticato di parlare, ovvero Ironstorm. Perché dedicargli qualche riga? Ironstorm è un FPS senza troppe invenzioni (tranne la trama ucronica di cui ho anche tessuto le lodi in tempi antichi), modelli dei personaggi e delle armi non eccezionali e in generale un'ambientazione non eccelsa. L'intelligenza artificiale, però, è qualcosa di eccezionale. Ho provato a provocare un gruppetto di soldati russi standomene ben nascosto in un rudere e questi, invece di sfilarmi davanti per farsi massacrare come nei giochi soliti, mi hanno accerchiato, mi hanno snidato dalla mia posizione con le granate e mi hanno costretto a ripiegare lungamente braccandomi con odio. Avere ragione di loro è stata una grande soddisfazione. Vorrei fare un lungo e barboso discorso sull'intelligenza artificiale, ma penso che una cosa del genere meriti un editoriale stand-alone, non certo questo, quindi mi riprometto di tornare sull'argomento.
Infine, per la sezione fumetti un comic che non è webcomic, ma che potete benissimo seguire dal web tramite il suo sito: Doonesbury, opera conosciuta, tanto per cambiare, tramite La Repubblica. Su FTR non si parla di politica, di situazioni internazionali, di drammi quotidiani ed eccetera eccetera, lo avrete capito. Personalmente mi sono auto-imposto di non farlo mai perchè ho sempre pensato che se hai voglia di sentire di questi argomenti di certo non clicchi su FTR, dove magari vai proprio per allontanarmente e perchè raramente sento discorsi misurati e razionali a riguardo. Se comunque il momento attuale del nostro pianeta vi sembra particolarmente oscuro, soprattutto a causa di certe cosette, forse Doonesbury vi insegnerà a riderci un po' su, che è comunque un buon punto di partenza.

"Era tutto spaventoso, come il primo sguardo di un bambino che usciva dall'utero della madre" James Ellroy, Le Strade dell'Innocenza

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