Strip
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02 . 10 . 2004

Il Colosso

Come promesso gettiamo nella storia di Kunoichi Clara un pugno di ninja, un ingrediente che non può mancare in qualsiasi saga di arti marziali. Abbiamo cercato di rendere la loro entrata in scena quanto più smargiassa possibile, e per un effetto ottimale ci siamo accorti che occorreva una colonna sonora adeguata: i nostri ninja difatti ascoltano "Nun Chuck" di Jay Chou, e se riuscite a trovarla vi consiglio di metterla in sottofondo per le prossime tavole, fino alla conclusione del Ventaglio Secondo.
Finalmente riesco a vedere queste tavole formato extra in una sola schermata, grazie alla folle risoluzione permessa dal mio nuovo monitor. Una buona parte della nostra vita scorre dentro queste finestre, e prima di fare la scelta del modello ci ho pensato un pò su. La mia conclusione è stata che la tecnologia LCD è ancora troppo immatura, per quanto seducente possa sembrare. Mi sono trascinato a casa un colossale, mostruoso schermo a tubo catodico (peraltro meno ingombrante del vecchio), sacrificando l'estetica... ma non potevo accettare di scendere a compromessi con dead pixel, sfocature, rallentamenti e una resa del colore imprecisa. E' simpatico, il mio nuovo monitor, stiamo bene insieme, certo la gente non si volterebbe a guardarlo per strada, però la sua ricchezza interiore mi ha conquistato. La morale della storia, cari amici, è di non lasciarvi abbagliare dall'aspetto esteriore di una... di un monitor, non è solo l'aspetto fisico che conta, e... Basta così, mi sono reso abbastanza ridicolo.

Lo scorso weekend c'è stato il Tokyo Game Show, e questa edizione mi ha moderatamente entusiasmato. In ogni caso lo preferisco all'E3, e questo vi può dare la misura della mia perversione irrecuperabile. Ma iniziamo pure la rassegna.
Dragon Quest VIII lo citerò in quanto sono ben addentro al VI, uno degli RPG 16-bit che hanno fatto la storia del genere. Questa serie storica è poco conosciuta in Occidente (sarà forse perchè nessuno li ha mai tradotti, questi dannati giochi), ma in Giappone non c'è niente di più grosso. C'è gente che è morta, per ragioni legate a Dragon Quest.
Questa serie incarna lo spirito più hardcore e ossessionato nel genere degli RPG nipponici, l'ottavo capitolo è il primo in 3D, e questo già la dice lunga. Il fatto che non siano andati perduti alcuni tratti inconfondibili dello stile Dragon Quest (come la possibilità di girare dietro il bancone dei negozi per beccarsi gli insulti del negoziante e le offerte migliori) fa ben sperare. Questo gioco avrà successo soltanto se sarà esattamente uguale ai precedenti: i giappi ci tengono alla tradizione, non è solo un luogo comune.
Final Fantasy XII è da sempre il concorrente diretto di DQ, e anche se Square e Enix sono diventate SquareEnix la rivalità non si è spenta. Perlomeno adesso le date di uscita saranno mantenute ben distanti, tanto per evitare conflitti diretti. A volte mi domando se sia giustificata un'attesa così spasmodica per un gioco che in Italia si vedrà ufficialmente tra oltre 2 anni... e mi rispondo sempre . E' bello vedere un gioco che evolve esattamente nella direzione sperata dai fan, prendiamo ad esempio l'ultimo trailer: pare che il feeling generale si sia fatto più maturo, con personaggi meno adolescenti rispetto alle prime rappresentazioni. L'ultima volta che Square ha preso una svolta del genere, ne è uscito Final Fantasy VII: io sono ottimista.
Devil May Cry 3 solletica le papille gustative per tante ragioni: il primo era un gran bel gioco, il secondo no, e questo sembra molto più simile al primo. Il look di Dante e di suo fratello Virgil (!) è incattivito, e la forma diabolica di Dante è stata disegnata da Kaneko, la quale è una artista famosa, per chi non la conoscesse.
Spostiamoci ora in territori più esotici: c'è questo Okami, ad esempio, fitto di riferimenti del tutto incomprensibili alla mitologia giapponese, con uno stile grafico che definire originale è poco. Questo gioco sembra una stampa ad acquerelli su carta di riso, solo che è in movimento, ed è in 3D. Indescrivibile.
I giochi per Nintendo DS sono necessariamente delle bestiole bizzarre, con il supporto a due monitor, touch screen, riconoscimento vocale e tutto il resto, ma Sega si è spinta anche più in là, proponendo un titolo inclassificabile. I Would Die For You non si può definire una simulazione di appuntamento perchè non si concentra tanto sulla conquista quanto sul mantenimento della tipa, nel senso che bisogna farle dei regali, difenderla da pericoli vari, cose del genere. Sembra Lemmings con una bella topina al posto delle tribù di lemmings... e il sistema di controllo prevede molto "strofinamento" sul touch screen. Sono le parole ufficiali del comunicato stampa, preferisco non immaginare cosa possono significare.
Il piatto forte del TGS però, il potenziale-capolavoro-incompreso dello show è naturalmente Wanda E Il Colosso. E' un bel titolo, ma il suo nome alternativo, Nico, fa capire che è il seguito spirituale di Ico. Ico è uno dei giochi migliori di tutti i tempi, almeno a sentire i due o tre che l'hanno comprato, e questo gioco sembra altrettanto potente. La visione che sta dietro al gameplay è potente, senz'altro: un gioco molto breve ma molto intenso, quasi privo di dialoghi, con solo una manciata di personaggi.
Finiamo con un gioco misconosciuto, di cui non si sa nulla, neanche il titolo è sicuro, ma il team di sviluppo comprende dei nomi tanto grossi che un pò di eccitazione è d'obbligo: Feel Oz. C'è gente che proviene da Castlevania: Aria Of Sorrow. Non occorre aggiungere altro.

Lo-Rez: arte, storia, web design
02 . 10 . 2004

Supereroi contro la municipale

(Preciso che i Meganoidi non mi piacciono sempre e in particolare non mi piace questa canzone, ma odio buttare via buoni titoli).
La Repubblica ha avviato la pubblicazione di una nuova serie di fumetti con un taglio un po' diverso dalla precedente. Segnalai la prima iniziativa quando cominciò perchè mi ci ero buttato e visto che mi sono buttato anche in questa nuova collezione mi sembrava giusto riportarne i dati qua. Dicevo che questa seconda era era diversa dalla prima perché, mentre nella prima ogni volume era dedicato a una panoramica su un qualche personaggio o qualche autore, qui oltre a concentrarsi di volta in volta su un eroe cartaceo in particolare ci si focalizza anche su un momento di spicco della produzione che l'ha riguardato. Così abbiamo l'inizio della serie Ultimate di Spiderman, la lotta fra Tex e Mefisto e nientemeno che il ritorno del cavaliere oscuro, arcinoto capitolo d'autore di Batman. No, il volume su Kunoichi Clara non l'hanno ancora fatto, ma visto che tornerò sulla ninja più avanti nell'editoriale non impegnamoci troppo a sviscerare questo fatto.
Ah, naturalmente per la componente estremista nella nostra platea precisiamo che La Repubblica è un giornale, una di quelle cose di carta che si sfogliano in modo meno intuitivo di una pagina web, ma solitamente maggiormente cariche di parole (e con immagini che appaiono tutte subito appena si accede alla pagina). No, potrete sopravvivere anche senza approfondire la conoscenza di questi buffi oggetti, tanto di videogiochi lì sopra si parla poco e niente ed è comunque consuetudine, quando accade, farlo male.
La Repubblica cominciò il suo progetto dedicato ai fumetti un anno e mezzo fa mettendo in cantiere una collana di 30 volumi monografici. Visto che ad oggi la suddetta collana consta di 60 (sessanta) volumi e si è avviata la pubblicazione di un suo successore sembra evidente che l'iniziativa abbia avuto successo. E' un periodo, direi, che alla gente piace sentir parlare di supereroi, forse perchè il nostro subconscio ha sempre fame d'epica, ma oggi è si è sempre meno portati ad assumerne nelle sue forme più classiche, ovvero nel contesto di storie lontane, staccate da noi, quasi irraggiungibili e quindi ci si butta su questi titani colorati in calzamaglia il cui contesto e la cui esistenza non sono, in fondo, così diversi dal nostro. Certo, in campo cinematografico direi che ormai siamo già arrivati alla saturazione, con maramaldi colorati che zompettano ormai lungo tutta la stagione cinematografica. Siamo partiti da alcuni film che sembravano quasi eroici nei loro intenti (X-Men, Spiderman) e siamo arrivati a una fabbrichetta in cui qualsiasi cosa sia vestita come un imbec...ehm..sgargiante merita due ore di pellicola. Sinceramente non è che apprezzi il genere in blocco, Spiederman ad esempio non mi ha mai detto granchè e tanto hanno fatto gli X-Men. Il bistrattato Daredevil, invece, almeno aveva quella punta di sperimentazione che stuzzicava l'intelletto. Blade era un film tamarrrrrrrrrrro e io i film tamarri li perdono se hanno un sufficiente numero di 'r', Spawn era orribile. Insomma, a sommare tutto quanto prodotto (ma se è prodotto non andava moltiplicato?) non so quanto ne sia valsa la pena di inaugurare questo nuovo trend del cinema hollywoodiano, ma chissà...esistono diverse pellicole che devo ancora vedere e sono sempre pronto a ricredermi. Tanto per rimanere su quanto citato sopra sia X-Men2 e Spiderman2, film che non ho ancora avuto sottomano, mi attirano più dei loro predecessori quindi lasciamo aperto uno spiraglio.
Come non c'è il volume di Repubblica su Kunoichi Clara, naturalmente, non è neanche in preparazione un film su Kunoichi Clara. Poco ce ne cale (no, la droga non c'entra, è una forma arcaica...) perché il cinema ce lo facciamo in casa con le nostre tavolazze, gettate in pasto al pelago cibernetico piene di effettacci. La tavola di questa settimana in particolare mi sconfinfiera parecchio perché è piuttosto adrenalinica e voglio dedicarmi un momento a svelarvi i miei personali riferimenti che ho usato in fase di sceneggiatura. L'ingresso in villa Croft da parte dei ninja potrebbe ricordare direttamente Tomb Raider (film), ma quando l'ho pensato avevo in mente le stilosissimi teste di cuoio della STARR che penetrano nella villa di Resident Evil (sempre film) una scena che mi è sempre piaciuta un sacco, da prima di vedere il film tutto (bhe, stava nel trailer...). L'inserimento della musica tamarra invece è diretta discendente di Mortal Kombat tutto che, ogni volta che c'era da menare le mani ci dava dentro col TUNZ TUNZ, niente male come basi culturali, eh? I più arguti avranno oltretutto notato che dietro entrambe le pellicole c'era il caro Poul Anderson...bravi bravi.
Prima di chiudere l'ultimo, vi prometto l'ultimo, aggiornamento su Boktai: anche la musica dello scontro finale è di chiara derivazione wester! Dove andremo a finire?

"La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate"

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