Strip
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03 . 08 . 2019

Una breve escursione

“Come passa in fretta il tempo” è l'esclamazione dei vecchi: dunque sarà appropriata anche per noialtri, che abbiamo superato oramai i 18 anni di attività con questo sitarello insignificante, ovvero con questo ULTIMO BALUARDO DI CIVILTÀ CONTRO LE ORDE DEI BARBARI.
Ehm.

Forse il Valium™ servirebbe anche a noi, oltre che a Gödel nella strip di oggi. Il caldo ci fa dare in escandescenze, ci spinge a volte a gesti inconsulti. Soprattutto quando è abbinato alla folla. La folla e il caldo sono una combinazione omicida, per cui meglio cercare di tenersene lontani, almeno da uno dei due fattori, per quanto possiamo nel mese di Agosto.
Se però non volete rinunciare alle passeggiate in mezzo alla natura amena, vi viene in aiuto ad esempio questo giochino inane, A Short Hike. Un gioco umile già dal titolo, che stronca sul nascere qualunque aspettativa. Bravo, A Short Hike: ci mostri il mondo attraverso il filtro del videogioco giapponese di vent'anni fa, un preciso linguaggio stilistico che ha trasceso il tempo e lo spazio per acquisire la dignità di genere, di categoria videoludica a tutti gli effetti.
Un giochino pacifico e pacioso, che invita al relax vacanziero. Direi che questo gioco va preso come una vacanza dai videogiochi, se per voi può aver senso una cosa del genere.

La settimana è stata scossa da notizie clamorose nel settore del Divertimento Elettronico: clamorose perché coinvolgono decine di milioni di persone e di dollari, anche se a me non dicono nulla. Sono videogiocatore da decadi, ma nel mio mondo non c'è Ninja.
Preferisco ritornare indietro con la memoria, sempre agli stessi capolavori: ad esempio Metal Gear Solid, su cui è stato pubblicato di recente l'ennesimo libro.

“E quando quella luce accecante si sarà dispersa, chi dei due esseri supremi scorgeremo all'orizzonte?”

Lo-Rez: arte, storia, web design
03 . 08 . 2019

Assolate rovine

E' sempre possibile che un ingegnere riesca ad assumere il valium in bustine anche senza diluirlo, ma capiamo che magari Godel ha qualcosa di meglio da fare e così decide per la soluzione facile di portarsi dietro una tazza d'acqua. O di alcool. Perché non ci si deve far mancare mai nulla. Per intenderci, non ho idea se il valium possa essere effettivamente venduto in bustine, fortunatamente non faccio uso di nessun farmaco, però sicuramente un calmante è quello che ci aspettiamo debba assumere un ingegnere nello svolgimento delle sue funzioni, possibilmente per non uccidere tutti.

Nel cuore della pigra estate, con l'uscita del Megadrive Mini ormai confermata e dettagliata, cosa possiamo fare di meglio se non recuperare tutti i giochi della sua line-up (se si può parlare di line-up) e provarli mediante la Playstation Classic? Come sapete la macchinetta è stata eletta da me retromachine omnicomprensiva e mi ci è voluto poco per farle digerire anche i giochi della casa madre SEGA. Il Megadrive ha per me un sapore particolare perché l'ultima console che ho avuto prima dell'era moderna è stata il SEGA Master System e per noi utenti del Master System il Megadrive era qualcosa di magico e lontanissimo, capace di cose incredibile che ci venivano negate, dotato della potenza per portare in vita i personaggi dei videogiochi più che colorarli un pochino di più. Eravamo anche convinti, all'epoca, che la console 16-bit potesse addirittura migliorare il gameplay dei titoli, ma probabilmente era tutto dovuto ad aedi che si erano fatti troppo di pixel colorati.
Quaranta titoli è un bel numero per questa versione notalgia della macchina SEGA ed è innagabile che ci sono dentro dei veri e propri pezzi di storia. La saga di Sonic, l'insopportabile delfino Ecco, una collection di Megaman e platform come Earthworm Jim hanno attraversato i secoli arrivando a noi ancora freschi e interessanti. Devo confessare di aver visto nel pacco anche giochi di cui non avevo mai assolutamente sentito parlare, come Story of Thor, che provato per una decina di minuti mi è parso molto bello, Dynamite Headdy, che sembra un pastiche psichedelico curioso e anche degli RPG isometrici come Light Crusader e Landstalker. Ovviamente non ho intenzione di dedicare ORE al gioco su Megadrive, anche perché ORE non ne ho nemmeno per i giochi seri né per i giochi a cui ho deciso effettivamente di dedicarmi (come Resident Evil, che riprenderò), ma l'excursus archeologico è stato interessante. Se posso dire la mia a questo pacco ho aggiunto Quackshot, il gioco d'avventura di Paperino, che nei secoli che furono mi impressionò tantissimo, al di là del gameplay (è un classico platform) per l'affascinante ambientazione Disney non esattamente canon. Ho trovato invece un po' ridicolo inserire Virtua Fighter 2 (non so se avete presente come è stato "convertito") mentre è affascinante che Dr. Robotnik's e la sua diabolica macchina per fagioletti sia in realtà il rebrand di un gioco storico come Puyo Puyo.

Ma quindi il vostro Cymon è così perso in attività da vecchi barbogi da non voler dirci altro in questo editoriale? Queste attività da vecchi barbogi e altre, perché in alcuni angoli del cyberspazio si racconta che si possa far girare non malamente pure il Dreamcast sulla Playclassic e questa è un'avventura tutta da vivere. Su altri lidi, intanto, sto provando a guardare un po' di cose particolari a dir poco di cui non se vi parlerò, ma per ora non c'è abbastanza materiale per mettere giù un intero editoriale.

E' estate, il Comicon di San Diego, volendo, ci avrebbe lasciato una sporta di trailer e situazioni bizzarre da analizzare, ma forse vale la pena nascondersi sotto un sasso (all'ombra) e fare finta di niente. A parte l'Arrowerse in fibrillazione per Crisi di Terre Infinite, altrimenti, potrebbe toccarci di dire qualcosa su Picard. E non siamo ancora decisamente pronti.

“Ich bin Auslander (Auslander) / Mi amor, mon chéri / Auslander (Auslander) / Ciao, ragazza, take a chance on me”

Cymon: testi, storia, site admin
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