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11/04/2k26 - Alice Sadomaso: Beh, siamo ancora Follow the Rabbit, no?
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11 . 04 . 2026

L'intelligenza del coniglio

Uoa! Gödel, che immaginazione licenziosa! Nella strip di oggi anche il nostro Ingegnere delle Tenebre si lascia andare a imprecazioni colorite a tema bianconigli, ma forse è ancora segnato dall'esperienza di American McGee's Alice, quel giochetto di un paio di decadi fa a cui ogni tanto pure la nostra mente ritorna inquieta.
Quell'Alice con occhi grandi (ma quella era un'altra fiaba) e lunghi capelli lisci spioventi, che nascondeva un coltellaccio dietro il grembiule, è stata l'ispirazione anche per un titolo recentissimo, italiano per giunta, che purtroppo si è rivelato carico di problemi ma almeno la direzione artistica disneyana l'ha azzeccata in pieno: Bye Sweet Carole.
Anche lì, Conigli Ovunque.

“I bizzarri modi di un certo coniglio / Fra i conigliologhi fanno scompiglio”, come recita la poesiola.

Anche qui è pieno di conigli, ma perlomeno non sono fatti con l'IA. Siamo certificati! Controllare per credere, anche i più sofisticati rilevatori di “AI slop” non hanno rilevato nemmeno una sillaba composta dalle macchine. Nel caso vi servisse una prova in più, cani infedeli, e non vi bastasse un archivio di venticinque anni, che si compone settimana dopo settimana sin dal 2001.

Ma basta parlare di noi.
Le margherite e i ranuncoli colorano i prati primaverili, disseminati anche di ciuffi di pelo canino. Come in un qualsiasi fondale di Frieren: dicevamo la volta scorsa quant'è bello Frieren, una magia che si è rinnovata anche nella nuova stagione. Lo ripeto un po' troppo spesso, ma quello che guarda gli anime è nella colonna qui di fianco, e se volete le recensioni rivolgetevi a lui... Io non posso fornire nomi e dati e parlo per sentito dire, ma pare che gli illustratori degli sfondi di questo cartone animato, una tizia in particolare, siano considerati delle superstar perfino nell'ambiente mostruosamente spersonalizzato dell'animazione giapponese. E volevo ben dire! In effetti quegli acquerelli sono eccezionali, soprattutto per come sono integrati nell'animazione. Un rigetto categorico dell'estetica digitale: in quest'epoca non è cosa da poco.

“Accettiamo strani incarichi, ci imbattiamo in molti problemi e facciamo parecchie deviazioni”: questo il ritmo della serie, espresso con mirabile sintesi da Fern (che di mirabile ha anche molto altro, doti più e meno nascoste).

Per riprendere il cenno di apertura all'IA, mi rendo conto che Cymon ha già parlato dell'ormai famigerata presentazione di Nvidia DLSS5, ma io ancora no. Non c'è stato gran bisogno, perché si è levato un coro quasi unanime di indignazione, com'è giusto che sia.
Ma come già notava Cymon, sebbene non sia stata una scelta felice far debuttare una nuova tecnologia con il sofisticato chara-design di Grace da Resident Evil 9 ridotto a una battona incipriata male, basta un grano di sale in zucca per intuire che non si esaurisce tutto lì. È uno strumento in più da riporre nella cassetta da lavoro dei professionisti dell'intrattenimento elettronico: oltre a pigrizia e cattivo gusto verranno fuori col tempo estetiche impressionanti, oltretutto realizzate in un modo che, se solo lo approfondite un po', è quanto di più fantascientifico esista qui e ora, sulla Terra del 2026.
Ma sulla Terra del 2026 tutto è asservito alla Polemica, alla Polarizzazione, motore di internet e ormai per contagio anche del pensiero dei popoli stessi.
Altro che piccolo puntino blu.

“I bizzarri modi di un certo coniglio /
Fra i conigliologhi fanno scompiglio”

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11 . 04 . 2026

Silenzio nel regno

Abbiamo detto che gli anime fantasy sono così tanti ormai da non poter essere evitati e così ogni tanto me ne concedo qualcuno, spesso non tanto basandomi sul valore oggettivo dei prodotti (devo ancora vedere Frieren, per esempio), ma seguendo il mio sembre bizzarro istinto. Bizzarro istinto, che però, in realtà raramente mi tradisce. Non dico che inquadro sempre capolavori, ma spesso trovo piacevoli variazioni su temi ormai frusti e scontati oppure buone realizzazioni narrative... insomma, la roba che pesco ve la propongo qui e non potete dire che sia tutto ciarpame dai.

Per esempio è abbastanza degno di attenzione Secrets of the Silent Witch, l'oggetto del receditoriale odierno.

Monica, come molti nel suo mondo, studia magia, ma è ostacolata dal fatto di non riuscire a parlare in pubblico a causa di una timidezza patologica dovuta anche ai traumi del suo passato. E' però un genio e riesce quindi, unica nel suo genere, a sviluppare la capacità di lanciare incantesimi senza parlare, cosa che le vale un posto tra i sette saggi con il nome di strega silente. Forte di questo ruolo viene incaricata da Mago delle Barriere di iscriversi sotto copertura alla Serendia Academy per proteggere il Secondo Principe del regno e scoprire chi trama per ucciderlo e impedirgli di divenire re.

Essendomi lamentato tanto del fantasy è un po' paradossale che alla fine sia finito a guardare uno dei fantasy più puri disponibili sulla piazza. The Secrets of the Silent Witch presenta un mondo medievaleggiante molto simile al fantasy occidentale classico, insidiato da draghi e lotte di potere e, come se non bastasse, maggior parte della sua trama si svolge all'accademia. Oggi forse siamo abbastanza maturi per dire che queste ambientazioni di scuole di magia e non so'un po' tutte uguali con le lezioni, le cattiverie dei bulletti, gli insegnati simpatici e antipatici. Nell'ambientazione, diciamo, si trova proprio poco per emozionarsi.

Fortunatamente, di contro, il personaggio di Monica è interessante. Un po' come capitava in SHY anche qui abbiamo l'esplorazione di un disagio che non è solo timidezza, è un blocco un po' più importante, che esplora anche l'inadeguatezza di una certa parte di persone alla vita sociale. Al di là dei motivi che hanno reso Monica quella che è alla fine il modo in cui deve affrontare il quotidiano è l'avventura più interessante da vedere, perché oltre a essere raccontato con infinita delicatezza è anche esposto con pazienza e dettaglio. Questo oltretutto crea un bel contrasto con i rari momenti in cui la ragazza tira fuori le sue capacità di Silent Witch, mostrandosi come il più grande stregone di ogni epoca, assumendo una luce quasi inquietante. All'opposto, potreste trovare i dialoghi dell'anime un po' frustranti. Ancor più di SHY, che almeno aveva l'espediente dell'alter ego mascherato, Monica è perennemente bloccata nel parlare e questo significa che ogni volta che è coinvolta in una conversazione interviene sempre a mezze frasi, esitazioni, mugugni e nella maggior parte dei casi non conclude quello che ha da dire. Questo è ovviamente parte del suo personaggio e precisamente ciò che i suoi autori vogliono mostrare, ma narrativamente la cosa risulta un po' faticosa da seguire per lo spettatore che a volte deve sorbirsi diversi interminabili minuti di tentennamenti per avere un semplice scambio di battute.

Se l'ambientazione non presenta grandi spunti è vero però che la storia ha abbastanza carattere. Anche se ci troviamo di fronte a una storia di crescita personale nell'ambiente relativamente sicuro di una scuola, Silent Witch non si dimentica di flirtare con gli aspetti più oscuri del fantasy, con massacri operati da draghi, intrighi sanguinosi e spietati assassini. I suoi personaggi portano tutti una certa coolness, ma anche una certa profondità, a partire dal Secondo Principe che sicuramente sta tramando qualcosa, passando per gli altri membri del consiglio studentesco (tra cui, ovviamente, anche qualche spasimante aggiuntivo per Monica) e le amichette di classe, fino al Mago delle Barriere, che ha il ruolo di traino carismatico (e paradossalmente comic relief della serie).

Anche tecnicamente il lavoro fatto è eccellente, il design di draghi e maghi non è particolarmente chiassoso (come ci piacerebbe), ma il colore è ben dato e i momenti magici sono piuttosto ben orchestrati. I pochi passaggi in cui Monica si rivela come Silent Witch sono gestiti con dovuta imponenza, dando un'importante contraltare alla storia della timidezza. Non abbiamo granché di ricordabile nelle canzoni di apertura e chiusura anche se la sequenza di apertura, con questa Monica vestita di stracci che vaga in solutidine tra i libri, sa farsi ricordare.

The Secrets of the Silent witch con i suoi 13 episodi copre giusto l'inizio del grande intrigo che le Light Novel su cui è basato esplorano. In un certo senso non vi succede niente, anche nonostante il suo finale toccante che abbiamo corredato di piantino. Al momento non c'è ufficialità in un suo rinnovo, ma molte speranze, dovute al buon successo che ha avuto la serie e al fatto che il materiale da raccontare è già consolidato su carta. Personalmente mi sento di consigliarlo, se amate il fantasy probabilmente lo troverete come uno dei titoli più soddisfacenti della stagione e anche se vorreste un mondo un po' meno fantasy per lo meno l'approfondimento psicologico di Monica è qualcosa che lo fa sfuggire ai cliche più banali. Se verrà rinnovato speriamo ci serva tanta ciccia tra regni allo sbando, draghi e scontri di magia, magari anche fuori dall'accademia, il potenziale, in questo senso, è notevole.

“ One piggy sold in the first winter / One piggy sold in the second winter / Two piggies sold in the third winter / Three piggies sold in the fourth winter / Five piggies sold on the fifth winter / Rumbling with the sound of the wheels / "Oink, oink! Oink, oink!" / Cry the little piggies / If you sell eight piggies / In the sixth year / How many piggies will be sold / In the tenth winter? ”

Cymon: testi, storia, site admin