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11/07/2k26 - Brigata Venerdì - Il test di caduta: Uno le condizioni le testa, poi vede se intervenire...
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11 . 07 . 2026

Pirati!

Forse Kojima è entrato a casa nostra, o forse no. Forse c'era solo il suo amichetto del cuore, NWR, a ricevere premi per il merito artistico di un film che è, al tempo stesso e senza contraddizione, uno dei più brutti degli ultimi anni.
Ma non lo sapremo mai, perché noialtri siamo sospesi in un non-luogo e in un non-tempo che sono quelli del Viaggio: ci consegnamo ad esso, rinunciando a una frazione della nostra esistenza, in cambio di svariate altre cose.

Anche l'editoriale sarà di conseguenza impossibile da collocare nello spazio-tempo: tanto vale parlare di un Argomento Gigantesco un po' noioso che si è venuto profilando negli ultimi decenni.
La scomparsa dei videogiochi fisici che funzionano da soli, senza mamma-server, e la conseguente difficoltà di preservarli per i posteri.

C'è stata una petizione all'Europa (bellamente ignorata), e poi c'è stata Sony che ha deciso di accelerare il processo abolendo il Supporto Fisico dalla sua prossima console (Microsoft farà lo stesso). Siamo al punto che persino le istituzioni più pacate e ragionevoli contemplano il ricorso alla “pirateria” come ultimo baluardo della preservazione dei giochi.
Ora, su queste pagine siamo da vent'anni convinti del potere super-efficace della “pirateria”, intesa come quella via che porta equilibrio nella Forza: più gli editori spingono verso il film o il gioco come Prodotto, più la pirateria tira verso il film o il gioco come Opera. L'Opera ha un suo valore proprio e merita la preservazione; il Prodotto serve a far soldi.
Ma “pirateria” è un termine ridicolo e inesatto coniato dai suoi oppositori: magari chiamiamola, uhm, “condivisione non autorizzata” o “preservazione storica”. Questione di prospettiva.

I film, la musica, un po' i libri e ora anche i videogiochi hanno compiuto la transizione completa verso formati immateriali, totalmente sotto il controllo di chi, di volta in volta, ne detiene i “Diritti”. Non aiuta che questi Detentori dei Diritti spesso sono totalmente rimossi dagli autori originali, e spesso sono cocainomani stupratori che mercanteggiano questi Diritti da una piscina hollywoodiana.
Ooops!
E così ad esempio succedono cose esilaranti, tipo che ti tolgono tutti i film che avevi acquistato senza neanche metterti un cioccolatino sul cuscino, oppure che fai partire Top Gun in streaming e ti ritrovi la colonna sonora originale rimpiazzata da musichette generiche, perché i Diritti della colonna sonora sono stati mercanteggiati a parte... ma io non volevo Top Gun il prodotto d'intrattenimento che fa numero per tenermi all'amo dell'abbonamento mensile! Io volevo Top Gun (1986), il film: chiedo troppo, nel mirabolante futuro del 2026?

Il punto non è il disco o la cartuccia: capirete cosa me ne frega del disco, l'ultimo disco che ho comprato io è stata l'Orange Box, e mi è servito a installare Steam... da allora non mi son più guardato indietro.
(Non è vero, in effetti ho avuto una o due console maneggiabili di Nintendo con le loro cartucce, che infatti funzionano tuttora perfettamente.)
Il punto è avere a disposizione l'Opera integra, non importa se la pellicola è stata rosicchiata dai topi cinquant'anni fa o se l'hardware e il software per cui è stata fatta non esistono più a loro volta. Questa era la promessa della digitalizzazione, e in teoria è possibile. Solo che il mondo non vuole.
Se voglio tenere tra le mani una cartuccia, faccio come quella volta tanti anni fa in cui sono andato al Super Potato di Akihabara, Tokyo, e ho acquistato Final Fantasy VI per Super Famicom nella sua edizione originale giapponese (peraltro per pochi euro). Ma questo non ha niente a che vedere con la preservazione: questo sono io vecchiaccio bavoso, nostalgico e rimbambito.

Restiamo concentrati: il problema è reale, e va sempre peggio.
Chi ha gusti che appena appena si scostano dal trogolo per i porci con cui vogliono ingozzarvi i Servizi in Streaming o l'Intrattenimento Elettronico, rischia di morire di fame. Sempre più opere diventano introvabili, o sono state alterate, oppure dovete adattarvi a comprare a carissimo prezzo un'edizione “deluxe” senza sottotitoli in una lingua comprensibile, perché per quelli bisognava pagare diritti extra.
I videogiochi vecchi non si possono più comprare neanche volendo, ma se v'azzardate a scaricarli da torrent violate la Legge. La situazione è bizzarra.
L'editore se ne sbatte, invece di essere un custode amorevole. Proprio in questi giorni hanno chiesto a SquareEnix come pensa di preservare il suo immenso catalogo di gioielli inestimabili, e anche i giochetti per cellulare che chiudono dopo qualche anno: ha risposto “bé, non saprei, magari guardatevi i filmati su Youtube, almeno quelli che ci siamo dimenticati di far togliere per violazione dei diritti“...

L'ironia più atroce è che Meta, proprio quella, è diventata all'improvviso un improbabile alleato: con questa storia dell'IA vien fuori che, dopotutto, fa comodo avere accesso digitale a tutte le opere mai create dall'umanità! E dunque in nome dell'IA sono scesi in battaglia plotoni di avvocati armati fino ai denti, dotati di risorse illimitate, a combattere una battaglia con finalità diverse ma risultati comuni.
Viviamo proprio nel 2026A.

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Kingdome Come

Nell'arroventato Luglio del cambiamento climatico il primo ecosistema che sembra sia pronto a collassare sembra essere quello dei videogiochi mentre i due piloni portanti del divertimento generalista, Microsoft e SONY, si trovano ad affrontare due crisi diverse, ma forse con la stessa origine.

SONY smetterà di produrre dischi fisici per i suoi videogiochi, nell'epoca del digitale ovunque, digitale a ogni costo sembra un'inezia invece il popolo dei videogiocatori si è sollevato in una grande shitstorm che sembra essere effettivamente dannosa per l'azienda. Sul fondo della rivolta c'è un sistema di distribuzione malato, un po' zoppicante e accentratore come quello imbastito per la Playstation, che veniva tollerato proprio perché si poteva andare anche sul supporto fisico. Supporto fisico che dava l'idea del possesso (che fu prealessandrino), la possibilità di scambio, regalo, rivendita e tutte quelle cose che una volta il capitalismo diceva che erano buone, ma che adesso i capitalisti dicono non essere più buone se fatte dalla gente comune.
Fa pensare la gratuità della mossa, il desiderio di rincorrere un cambiamento senza averne nessun vantaggio. Non credo che i costi dei dischi fisici siano il problema principale di SONY o che effettivamente il loro uso fosse così residuale. La loro eliminazione è una netta penalizzazione dell'utente, senza guadagno per la società e senza dare niente in cambio all'utente stesso.

Quello che vedo io in questo comportamento, in prospettiva un po' lunghina, non riguarda tanto quello che viviamo ora, ma quello che vivremo all'arrivo della prossima generazione di Playstation che, mi vien da dire, non avrà proprio lettore. La posizione forte presa oggi, allora, io la leggo come un segno di debolezza. Quando uscì la Playstation 5 e analizzammo il mercato dicemmo che una delle probabili tendenze del futuro sarebbe stato il "telegioco" ovvero la possibilità che il gioco girasse in remoto piuttosto che sulla macchina e che questa sarebbe stata la modalità privilegiata d'uso. Capite bene che in un contesto del genere quello che avete in casa non deve essere un mostro di potenza, ma solo un "thin client" che dia accesso al gioco. Questa tendenza non si è evoluta come dovrebbe, visti i suoi vantaggi sarebbe stata un'allettante alternativa al disco fisico, alla console fisica e anche all'esasperazione di tante tematiche hardware. Ci stiamo avvicinando a grandi passi alla prossima generazione senza che questa modalità sia però maturata quindi tutta la preparazione del futuro è ridotta a una mera sciarada psicologica che sta cominciando ora e che ha già preso una brutta piega con passi goffi e maldestri. Secondo me prima di cominciare con questi proclami, per esempio, si sarebbe dovuto riformare gli strumenti di digital delivery così da far vedere che il disegno è più ampio.

E poi c'è XBOX

Quando abbiamo chiuso le valutazioni della Console War passata abbiamo sottolineato come il GamePass fosse l'unico vero punto di forza di Microsoft. Per sfruttarlo al meglio l'azienda di XBOX ha portato avanti aggressive acquisizioni di software house che hanno fatto pensare a un futuro sontuoso invece, oggi, ci siamo accorti che l'intera struttura era un gigante dai piedi d'argilla che nel crollare, ora, si sta trascinando dietro pezzi da novanta e nomi blasonati.
Io questa cosa la ripeto già da un po' anche per Netflix: il modello ad abbondamento non funziona. Non funziona perché il prodotto in sé che produci non ha un riscontro diretto sul suo valore e non sposta niente riguardo i tuoi guadagni, quindi perde centralità. Netflix con i suoi X abbonamenti sottoscritti quando produce qualcosa di rilevante il giorno dopo continua ad avere X abbonamenti sottoscritti, con degli scostamenti che son irrisori rispetto ai costi di produzione. Per quadrare le cose Netflix, è ormai palese, ha abbassato i costi di produzione dei suoi prodotti (e la conseguente qualità). Non è che una strategia del genere possa funzionare a lungo a andare, ma oggi forse i conti tornano. Fare la stessa cosa con i videogiochi non si può perché i costi dei videogiochi continuano a esplodere ed esplodere e esplodere e l'idea che questo debba andare a foraggiare una soluzione del genere è assurda.
Purtroppo, come scrivevamo sopra, poiché molti marchi si sono legati a Microsoft ora questi sono legati anche la destino del Gamepass e se questo crollerà crolleranno di conseguenza. Questo per non parlare di cosa ciò significhi in vista di un'eventuale next gen.

Uff, editoriale che sto scrivendo in ritardo in condizioni un po' provanti, eppure editoriale che doveva fare il punto su alcune questioni importante. Spero domani di scoprire di averlo scritto con sufficiente lucidità.

“Il mio corpo bianco luna sdraiato / Il mio cuore argento filo spinato / Il nostro bacio viola verde allungato / Contro questo tempo nero spietato / Pomeriggi azzurri e giorni sprecati / Rosso come sangue che esce dal naso / Scelgo il mio colore, nessuna domanda / Sono io la strega e la strega comanda”

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