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23/05/2k26 - Lo spigolo della stampante: Dovremmo fare tutto l'arredamento d'ufficio in gommapiuma
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23 . 05 . 2026

Per tutti i gusti

“Non tutti i gusti sono alla menta”.
I giochi di guida, come le corse, mi ammaliano meno di altri generi: sarà per il cronico rigetto del Mondo Reale da cui siamo affetti. Eppure alcuni dei più vivi ricordi della mia infanzia videoludica sono associati ai giochi di guida, da Screamer 2 a Micromachines... E dunque questo nuovo fiammante Forza Horizon 6, Quello In Giappone™, stranamente mi interessa tantissimo.
Non sono il solo, a quanto pare, a subire questo magnetismo, se quasi due milioni di derelitti sbavanti hanno comprato il gioco nella sua edizione extra-lusso da 120€ (!), oltre ai milioni di fan più tiepidi che si sono accontentati di spendere la metà. E tutto ciò nonostante il gioco sia già compreso nel cestone del Game Pass, per un modico affitto mensile, nonostante ancora su PS5 non sia arrivato, e nonostante - mi dicono - i giochi di guida siano ormai un genere di nicchia (?).
Quest'ultima affermazione mi lascia stranito, e mi fa sentire vecchio una volta di più: ma io ero rimasto che i giochi di guida erano roba per tutti tutti! Da vostro zio sessantenne al cuginetto che lecca il gelato sulla soglia di una sala giochi di Riccione con 8 postazioni di guida di Ridge Racer! (Del resto le sale giochi stesse sono state spazzate via dalla marea del progresso ormai molte ere fa, cosa volete che ne sappia questo vecchio perso nei ricordi.)

I giochi per tutti, stando ai numeri, oggi sono roba che noialtri Veri Videogiocatori antediluviani stentiamo persino a riconoscere come tali. Roba di cui né io né Cymon abbiamo mai parlato in 25 anni di onorato servizio.
Non tutti i gusti sono alla menta.
Dunque la portata del successo di questo Macchinine 6 è quasi sorprendente. A me pareva tutto normale: ingenuo io! Eppure questo titolo è strapieno di tutte le auto mai create dall'umano ingegno, più qualcun'altra, e come se non bastasse si corre in Nippolandia! Chi non ama quell'isola fatata? La amiamo talmente tanto che è diventato stucchevole, quasi irritante manifestare affetto per il Giappone... (per non parlare di quanto irrita loro, i giappi stessi, che non ne possono proprio più dei gaijin).
Prima o poi, coi miei tempi, coi miei passettini patetici da vecchio, penso che mi concederò anch'io qualche derapata tra i deliziosi diorami giapponesi ricostruiti con cura certosina, fotogrammetria maniacale, larghissimo dispendio di risorse tecnologiche, e uno stile artistico iperreale più giapponese del Giappone vero.

Mi sono ridotto a parlare di giochini di guida (bip bop senza costrutto, ricordiamo), pur di riempire il triste vuoto che lascia su questa colonna un nuovo film di Guerre Stellari al cinema.
Per la prima volta non lascerò per iscritto qui i miei pensieri sulla visione del film, come ho fatto per tutti i precedenti dal 2001 a oggi. Non ce l'ho con il Mandaloriano (con Baby Yoda un po' sì!), anzi ho apprezzato molto le puntate del suo telefilm e rimpiango di non averle potute guardare di pomeriggio mentre facevo i compiti, tra una Dark Angel e una Xena Principessa Guerriera. Mi è piaciuto persino Book of Boba Fett e l'epopea dell'allevatore di Rancor.
Ma se mi sono piaciuti, forse è anche perché qualcosa si è rotto dentro di me a un certo punto della crudele Tirannia del Topo: una crisi nervosa, un pochino (molto pochino) come Dostoevskij davanti al finto plotone d'esecuzione allestito dai suoi aguzzini.
Anche di quel momento preciso naturalmente è rimasta traccia su questa pagina. È stato quando mi sono infine rassegnato: sono solo film. Con questo spirito, posso divertirmi come un bimbo con le pistole laser che fanno PUM PUM, i pupazzetti che fanno i dispetti... Stai sereno, chiudi gli occhi e non pensare a nulla: dopotutto, non era un vecchio trucco Jedi?

Lo-Rez: arte, storia, web design
23 . 05 . 2026

Link Timeout

Il mondo dell'IT dice di essere maturo, ma non è abbastanza maturo da accettare che è composto di gente immatura. Gli uffici IT dovrebbero essere gestiti come degli asili, con tutti gli spigoli ricoperti di gomma, il tartan sul pavimento e solo forbici con le punte stondate. Se non avremo l'accortezza di istrumentare i luoghi di lavoro in questo modo saranno sempre più gli informatici che si faranno male in modi stupido, ma letali.
(lo so, questa gag faceva già ridere a "Il mondo dell'IT dice di essere maturo" ma se non uso forme grammaticali avanzate poi pensate che scriva gli sketch con l'AI).

L'avvento della bella stagione significa tante cose. A parte il sole cocente significa anche diversi eventi che si prendono buona parte del weekend e non lasciano spazio alla scrittura di un editoriale FTR come si deve. Per questa settimana, quindi, chiamo un time-out link costruendo un editoriale con un paio di link carini che mi sono finiti tra le mani in queste ultime settimane.

Trovo per esempio interessante che Gabe Newell stia usando i suoi soldi per produrre Half... no, per attrezzare un suo yatch per compiere ricerche oceanografiche e fare la scienza. In un mondo di tech billionaires che non riescono veramente a fare nulla di buono per la razza a cui appartengono è carino, una volta tanto, parlare di una persona che sta usando i propri soldi per qualcosa di buono. Questo interesse di Gabe per gli abissi ricorda un po' l'interesse di Clive Cussler per lo stesso argomento. Lui era uno scrittore che, per un certo periodo della mia vita, è stato tra i miei preferiti. Nei suoi libri parlava di ricerche oceaniche e quando poi con la scrittura è diventato miliardario (?) ha deciso effettivamente di fondare la stessa società che aveva creato nelle sue storie, la NUMA, con lo scopo di recuperi di relitti. Gabe Newell sta facendo un po' la stessa cosa, dopotutto gli abissi rappresentano per l'umanità una sfida quasi altrettanto ardita che lo spazio, anche se i temi che si pongono sono molto diversi.
Certo, vedendo uno yatch pieno di costosissima tecnologia, in realtà, a me viene in mentre un cattivo di James Bond più che un benefattore, anche perché iniziative lodevoli sono di solito proprio le maschere dietro cui i cattivi di James Bond progettano la fine del mondo. Però, riflettendoci, considerando il trend odierno perché uno dovrebbe progettare la fine del mondo da dietro una maschera quando tutti lo fanno alla luce del sole?
Sia come sia pensate anche a questo progetto la prossima volta che comprerete su Steam quel gioco scontatissimo che comunque non giocherete.

Il secondo link che volevo condividervi è questo archivio che ka Video Game history Foundation ha messo insieme raccogliando i CD delle press release dei videogiochi del passato. E' uno di quei tipici progetti un po' feticisti che esercitano un grande fascino su di me, ma che vi potrebbero lasciare indifferenti. Vi potrebbero lasciare indifferenti soprattutto se i nomi dei molti giochi che vengono fatti qui non vi dicono niente. Se invece avete qualche anno sulle spalle abbastanza da aver visto il glorioso periodo dell'editoria cartacea di videogames non solo cerchi titoli vi ricorderanno qualcosa, ma anche immagini di modelli 3D ancora a metà rendering, ritratti di sviluppatori disadattati e screenshot di versioni preliminari vi muoveranno qualcosa. E' una specie di album dei ricordi dove i ricordi non sono i videogiochi in sé, ma la comunicazione che si faceva dei videogiochi e anche il giornalismo collegato. Erano epoche in cui, se aspettavi trepidante un videogioco allora consumavi con gli occhi proprio le stesse cinque/sei immagini che venivano da questi press kit e non avevi niente, proprio nient'altro a cui fare riferimento. Potrebbero esserci grandi emozioni per voi in queste cartelline online. Se invece siete giovani potreste provare a aprirne qualcuna per farvi idea di com'era il passato. Se mai vi interessate ancora al passato al netto di quello che vi racconta (sbagliando) l'AI.

Avevo parlato di un editoriale che sarebbe finito in fretta e quindi eccoci qui. Godetevi una nuova settimana di sole, caldo e afa. E ricordatevi che è ancora primavera.

“Come alive / Surrender to the blindin' lights / No one's gonna sleep tonight / Welcome to the riot
Come alive / Surrender to the blindin' lights / No one's gonna sleep tonight / Welcome to the riot (I, I, I, I)
(I'm the bangarang—) Bangaranga, bangaranga, bangaranga / (I'm the bangarang—) Bangaranga, bangaranga, bangaranga / (I'm the bangarang—) Blindin' lights / Welcome to the riot (I, I, I, I) / I'm the bangarang— ”

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