Strip
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08 . 06 . 2019

Balene spiaggiate

Proseguono le peripezie dell'angioletto Bob, reinventatosi Amministratore di Sistema circa due lustri fa, ed ancora alle prese con un omino del Supporto Tecnico: forse (forse!) non lo stesso che ci tormenta da sempre, noi e i nostri personaggi, ma di sicuro appartenente a quella stessa genia scellerata.
Ma perlomeno queste tristi vicende si svolgono all'ombra di una sala server climatizzata: non come le nostre pazze, pazze avventure pre-estive sulle riviere d'Italia e del mondo, dove l'espressione balenottere spiaggiate assume un significato decisamente diverso dal misterioso fenomeno della Death Stranding di Hideo Kojima... ma assolutamente non meno raccapricciante! È una tonnara di corpi in tutte le sfumature del rossore, non un centimetro quadrato di sabbia visibile.

Meno male che siamo videogiocatori. Le spiagge sovraffollate sotto il solleone dovrebbero essere l'ultimo dei nostri problemi, no?

Mi dicono che in questi stessi istanti si sta svolgendo a Los Angeles la fiera E3 2019, ma non ne percepisco l'eccitazione, non mi dice proprio nulla e dunque non ho nulla da dire.
Magari prossimamente, quando tutte le rivelazioni si saranno compiute, troverò qualcosa di interessante da dire. Ma non oggi.
No, oggi preferisco celebrare la bentornata calura estiva con un omaggio alla memoria di DOOM; per me infatti DOOM e QUAKE sono indissolubilmente legati nel ricordo all'estate. A quanto pare anche per John Romero, uno dei fondatori originali, che di recente ha pubblicato un nuovo pacchetto di livelli per DOOM, realizzati di sua mano e impastati delle lacrime della sua nostalgia.
Ha anche scritto una memoria per i 25 anni di DOOM, che ripropongo qui.
Romero è quello del gruppo originale di Id Software che non ha saputo crescere mai, è rimasto il bambinone capellone di venticinque anni fa. Mentre John Carmack ad esempio è un padre di famiglia e un direttore della tecnologia di Facebook (!), Romero è ancora fermo in quel garage di inizio anni '90, a produrre videogiochi su floppy disk dalle copertine sataniste.
Romero uno di noi, per sempre.

Lo-Rez: arte, storia, web design
08 . 06 . 2019

Lo snob a strisce

Esiste qualcosa di peggio dell'assistenza tecnica? Si, l'assistenza commerciale che oltre a irriderti e non venirti in aiuto vuole i tuoi soldi. E in questo caso non si tratta solo di chiudere la telefonata senza aver risolto niente, si tratta di chiudere la telefonata sperando di non aver comprato niente.

Come sapete io e Lo-Rez siamo complementariamente snob. Quando uno si lamenta che si parla troppo di un argomento, l'altro è tutto preso a parlarne. Per esempio sono sempre stato un po' freddino riguardo Death Stranding, quando invece lui ne ha fatto un coverage degno dei migliori Final Fantasy. Alla fine mi sono guardato il trailer completo appena uscito (che poi è il primo momento in cui ha realmente senso parlarne) e devo ammettere che il gioco... ha qualcosa. Difficile capire se la sua potenza stia nell'idea di un protagonista che effettivamente viene disegnato come un messaggero di speranza o se la parte veramente disturbante sia Mikkelsen che nella metà delle scene sembra una persona normale e nell'altra metà sembra un principe dei demoni... di una razza di demoni con cui non mi piacerebbe proprio avere a che fare.
Certo, i trailer hanno una magia tutta loro. Nei pochi momenti di gameplay che si vedono, con per esempio il personaggio che tira fuori una lunga scala dal nulla e la appoggia, la sospensione dell'irrealtà fallisce, ma lì sarà il giocare-giocare a tenere viva la magia. E comunque tocchi di classe come le onde di pericolo che colorano l'erba aiutano molto.

E' successo molto altro questa settimana. Per esempio abbiamo qualche informazione in più su Stadia. Il modello di business non sembra male, la versione base, sicuramente non adatta ai fanatici della tecnologia, permette almeno a tutti di accedere alla piattaforma. Questa modalità potrebbe essere interessante una volta che vedremo come l'ecosistema Stadia andrà sviluppandosi. Molte persone, probabilmente non i videogiocatori più duri, ma abitanti di terre di mezzo, potrebbero essere interessate non tanto a gestire i triplaA tramite questa piattaforma, ma magari recuperare i vari giochi indie o comunque più piccoli che fanno già la gioia degli utenti che ravanano nei market, partendo da Steam passando per quelli, Switch, Playstation ecc. ecc. Quello è tutto un mercato, anche se lo vediamo meno, e probabilmente ha più capacità di spostare i rapporti di forza delle licenze. Sui trenta titoli annunciati, invece, niente da dire, una line-up iniziale di tutto rispetto, che però è più che altro il minimo sindacale per entrare nel mercato. Se ormai ci siamo persino assuefatti agli annuncioni Nintendo per "nuovo-capitolo-di-vetusta-IP" difficile che con i titoli si facciano le notizie. Sono uscite anche i numeri delle necessità di connessione per giocare.. E' sempre un po' difficile fare valutazioni perché si sa che, soprattutto in Italia, l'unico momento in cui sei certo di avere risorse sufficienti è quando usi effettivamente il prodotto. La buona notizia è l'esistenza di tre scaglioni che dovrebbe servire a garanti l'esperienza di gioco a diversi target. Certo, non è che 10Mbps sia pochissimo, considerando le zone disagiate. Io di solito mi rapporto a Netflix per fare un confronto con un servizio streaming che si è diffuso molto. Ecco, lui alla massima qualità chiede la metà delle risorse di rete che Stadia vuole alla minima ed è qualcosa di più aderente alla nostra sventurata nazione. Probabile quindi che questo fattore rallenti un po' la penetrazione del prodotto da noi, ma magari anche da altre parti, un limite tecnologico di cui comunque, inevitabilmente, ci libereremo. Per quel che conta la mia Vodafone pompata a Milano in posizione favorevole, sul tester ufficiale si è presa il massimo dei voti.

Sempre da Lo-Rez mi sono fatto bruciare sul tempo nel parlare della console a manovella che me l'ero appuntata in un periodo in cui però avevo altri argomenti. Sapete che vi dico? Credo che finalmente mi sia morta dentro l'infoiazione per certi gadget. Voglio dire, mettiamo che l'idea sia bella e la manovella possa essere una soluzione innovativa di gameplay, è ora di avere la maturità di accettare che parliamo comunque di un oggetto indietro riguardo qualsiasi altro tipo di divertimento elettronico vi venga in mente. Quindi o decidiamo che riesci a commercializzarlo per 20 euro e a questo punto te lo compro per curiosità e poi ne seguo l'evoluzione, magari traendone qualcosa di buono, oppure a 150 euro te lo tieni lì e io rimango a prendere un 3DS usato. C'è stato un breve periodo in cui c'era chi voleva investire sull'elettronica molto cheap, magari con oggetti spartani. Oggi invece cercano di FARE oggetti cheap e venderteli con prezzi di mercato facendo finta di nulla. Praticamente, fuori da questa logica, sono rimasti solo Raspberry e confratelli, che però pure loro, nelle varie soluzioni di vendita, spesso finiscono col chiedere più di quanto meritano.

Parlare di elettronica cheap però è un ottimo aggancio per l'ultimo argomento della settimana: Playstation Classic sta a trenta euro. Non che rosichi per averla pagata il doppio, ma dopo tutto quello che vi ho detto di lei credo che se la mancaste sarebbe un crimine, su.

“Secondly, the Earth's a Libra.”

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