Strip
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13 . 04 . 2019

Diventare Jedi

Clara oggi discende tra le fitte tenebre dell'antro del Direttore: se non si fa mai vedere come può sperare in una promozione? E laggiù, tra i braceri fumanti, scopriamo che in fondo il diabolico Direttore chiede solo qualcuno che lo ascolti per un po', come tutti.
(Comunque sì, Direttore, sono d'accordo con lei, si tratta senz'altro di soldi ben spesi.)

Questa settimana sarà tutta all'insegna delle Battaglie Tra Gli Spazi Stellari... così hanno decretato i Grandi Antichi che tengono le fila dei nostri destini. E così faremo, da bravi cagnolini ammaestrati a scondinzolare quando odono la voce del padrone.
Questa settimana infatti, per una coincidenza davvero strabiliante, sono stati presentati l'Episodio Nono della celeberrima saga, e il videogioco Star Wars: Fallen Jedi. Sul primo nessuna sorpresa, grazie tante, avremo modo di parlarne in futuro, se dureremo abbastanza... Voglio solo annotare per i posteri una considerazione: se dobbiamo eccitarci perché tornano tutti i vecchi, come nella grottesca parata dei morti rianimati da Satana in Il Maestro e Margherita, forse vuol dire che le facce nuove non sono riuscite a farsi amare abbastanza? Hanno avuto meno tempo, questo posso capirlo, ma all'epoca il Mito è sorto istantaneamente. Pazienza. Aspettiamo e speriamo.

Invece è sul secondo annuncio che vorrei concentrarmi oggi. Anche perché non so se in futuro varrà la pena di parlarne ancora! Eppure un videogioco di Guerre Stellari in cui impersoniamo un Cavaliere Jedi in piena regola, e passiamo il tempo a menare la spada laser e a usare la Forza in tutte le maniere canoniche, un videogioco per giocatore singolo, ad alto budget... ecco, scusate, mi luccicano un po' gli occhi.
Naturalmente è questo l'esatto effetto che l'Impero di Electronic Arts intendeva suscitare: accattivare i nostalgici con un annuncio fatto su misura per loro, che li solletica nei punti giusti, che li blandisce come la mano del padrone che gratta il cagnolino dietro la testa... dopo le recenti débâcle di EA, proprio nella gestione del marchio di Star Wars, occorreva uno sforzo extra per riguadagnarsi la buona disposizione d'animo dei consumatori.
E dunque, guardate bambini, niente microtransazioni a pagamento! Questo sì che è un trucco Jedi degno di Obi-Wan.
Posso soltanto augurarmi, io come tutti gli altri sfigati, che il nuovo gioco sarà un degno erede di Jedi Knight... ma sono vecchio e stanco, serviranno eventi prodigiosi per tirarmi fuori dal mio eremitaggio nel deserto.

Lo-Rez: arte, storia, web design
13 . 04 . 2019

L'anno del finalone

Le cose che quest'anno finiranno continuano ad accumularsi e trovo in qualche modo confortante guardarle ammassarsi senza provare la minima emozione. Prima che scocchi il 2020 (che già è una data che mette i brividi) avremo chiuso la vicenda di Game Of Thrones, quella dell'Infinity War e persino la nuova trilogia di Star Wars. Sarà una grandiosa liberazione.
La mia posizione su tutti e tre i fronti la conoscete abbastanza. Game of Thrones è una specie di balletto di attention whore in salsa medieval-fantasy, Infinity War, come film in sé, è stato anche carino e magari Endgame sarà divertente lui pure, ma parliamo comunque di due marvelloni, quindi figli di un dio minore dell'entertainment. Per quello che riguarda Star Wars... bhe... non credo sia più tempo di campagne dell'odio, più che altro ci troviamo di fronte a un tiepidissimo disinteresse. E poi, parliamoci chiaro, i finali sono fatti per deludere. Soprattutto quando si è l'architettura creata precedentemente è gigantesca e complicata. Significa che tutte le linee tracciate nel tuo disegno devono, improvvisamente, convergere tutte in un punto, anche quando ormai stanno andando in direzioni lontane. Significa che devi prenderle e stortarle per farle andare da qualche parte, in un particolare angolo della carta che tanto finirà con l'essere un groviglio di scarabocchi oppure qualcosa di troppo semplice, perché hai dovuto cancellare e riannodare cose. Non è un giudizio su queste particolari storie, eh, è una meccanica di tutte le storie, è un principio che riguarda massa e velocità esattamente come con la fisica, solo che vale per la narrativa. E poi, lo sappiamo, riunire le righine, in questi casi, è un'illusione. Agli autori interessa solo che diciate wow e quindi se ne possono anche sbattere di fare le cose per bene, devono realizzare dei grandi wow a ogni costo e questo significa che non devono avere il minimo ritegno. "Hai visto? Abbiamo fatto morire Skywalker alla fine del secondo episodio così da superare un po' l'epoca della trilogia originale e costruirci una mitologia nostra" "Interessante, come si chiama il prossimo capitolo?" "Rise of Skywalker" "Wow" E cose così.
Tanto lo so che non posso mica rovinarvi la festa e al massimo, se siete lì a leggermi, vi risulterò più che altro antipatico. Però questo editoriale andata fatto ora, prima che cominciasse tutto, anche, magari, per poter specificare come mai su certe cose mi sarò ricreduto, se mai capiterà. Tutto questo carosello di emozioni infatti, partirà stanotte alle 3 con la ripresa di Game of Thrones. Sky Atlantic ne permette la visione, se proprio proprio volete vivere l'evento in contemporanea mondiale. Da quell'ora fino alla sera, poi, ci saranno purtroppo tutte le menate su spoiler e non spoiler e poi avremo la trasmissione ufficiale SKY, a cui si saranno intanto affiancate le visioni torrent. Di lì ad altre ventiquattr'ore cominceremo con i meme e le libere teorie su come andrà a finire, mentre ci saranno i conteggi dei vari giochini tipo fantatrono. E poi così, a ciclo, fino a esaurimento. Endgame si infilerà di traverso a tutto ciò, ma almeno parliamo di un palo di tre ore da vedere in soluzione unica. In questo caso, dopo i primi due o tre giorni di visione, ci toccherà sorbirci carrettate di pianti sui personaggi che verranno eliminati una volta per tutte (se ce ne saranno) e probabilmente qualche volo pindarico su cosa sarà la prossima saga (perché ricordate che quello che conta è sempre ciò che viene dopo). Da lì tutto uno zampillar di meme e probabilmente un nuovo piano quinquennale pubblicato da Disney con le uscite future (sempre, sempre un dopo). Tutta roba che deve tenere alta l'attenzione per il lancio della piattaforma di streaming, che sta già annunciando serie TV di personaggi assolutamente random.
Infine, questo natale, rivedremo Rey, il supereroe per caso della saga di Star Wars, che già giuoca con i TIE saltellando come Tony Hawk. Forse riavremo Palpatine (no, vi prego, non Palpatine, dai), sicuramente c'è grasso Lando a sostituire Han Solo e quindi a rendere nuovamente inutile Poe. Non so ancora se avremo qualche notizia per rimpolpare la storia di Snoke o lo lasceremo lì, a continuare a fare l'inutile pupazzo di sfondo. Propendo per la seconda ipotesi. A seguire: un'altra mezza dozzina di prodotti editoriali sempre per la piattaforma di streaming Disney.
Bene, ho messo i miei pregiudizi in forma di editoriale, battendo sul tempo chiunque parlerà di queste opere dopo averle viste. E' una cosa scorretta, deontologicamente e moralmente, ma penso che dovremmo farla tutti un po' più spesso. Far sapere quali sono i nostri pregiudizi (e ne abbiamo tutti, non nascondiamocelo) potremmo aiutarci a esporre in maniera più chiara i nostri giudizi. Negli anni della post-verità, che è assenza di verità, un po' di pre-verità potrebbe essere una cura.

“Per una principessa! Peuh! Che cos'è? / Una femmina colla corona in testa / e il manto colla frangia! / Ma se la spogli nuda è carne! / È carne cruda! È roba che non si mangia! ”

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