Strip
905
23 . 02 . 2019

Grandi manovre

Povera Clara, condannata a far da mamma tra questi cubicoli che a volte sembrano un asilo per Ingegneri... Ma il genio è fatto così! Non sappiamo allacciarci le scarpe da soli, ma abbiamo tutte le pazze abilità necessarie a mostrarvi video di gattini a getto continuo, ovunque voi siate, direttamente nel palmo della vostra mano.

È tempo di grandi manovre nel settore videoludico.
Le voci su una nuova piattaforma di Google per la distribuzione del videoludo a mezzo etere, senza hardware arroventato, ma solo con una pioggerellina di magica polverina di fata, si fanno sempre più insistenti.
Si tratta di un concetto affascinante, che altri stanno tentando di realizzare: il videogioco succhiato con la cannuccia, il videogioco Just Eat recapitato direttamente a casa tua... la fine del concetto di possesso, la resa dell'identità personale... tutto molto bello (???), ma molto molto teorico a meno che non siate seduti sopra un grosso cavo di fibra ottica che spruzza un potentissimo geyser di bit.

E poi c'è l'alleanza tra Microsoft e Nintendo, inaspettata per i più, o forse inevitabile se siete quel genere di saputelli.
In questo caso a lasciarmi perplesso (e freddo, e cinico, e disilluso, e arido) è il fatto di unire i giochi brutti di Microsoft con l'hardware debole di Nintendo. Mi sembra una partnership quantomeno infelice, che prende il peggio di entrambe le parti. Ma cosa ne so io, che elementi ho per giudicare! Questo mondo non lo riconosco più.
Ad esempio: mai e poi mai mi sarei aspettato un articolo come questo su Multiplayer.it. Noi di FTR siamo stati ospiti per tanti anni sul più grande sito italiano di videogiochi, e ci vogliamo bene; detto questo, non abbiamo mai fatto mistero della nostra opinione sulla stampa videoludica in generale, e quella italiana in particolare.
Fanno tutti schifo senza eccezione.
Eppure un pezzo del genere, su un gioco ad alto budget appena lanciato, da un editore tra i maggiori, mi ha sorpreso positivamente. Intanto perché è scritto bene, caso rarissimo. E poi perché tenta di fare un'analisi non banale, senza offrire le terga né all'Editore onnipotente né al pubblico bovino.
Bravi ragazzi, ve lo dico di cuore. È un passo nella direzione giusta: quella di rialzare la testa e riprendervi la dignità.

Lo-Rez: arte, storia, web design
23 . 02 . 2019

Coccinelle

Sono sempre dei mattacchioni quelli di FTR, che fingono che i loro protagonisti guardino spettacoli per bambini e ne siano così esaltati da canticchiare in giro la sigla. E invece li guardavano.

Sapete, ci vuole un po' per ammettere di guardare, a volte, anche le serie per bambini. Una volta era relativamente più facile perché tanto il mondo esterno categorizzava tutto quello a cui ci appassionavamo come cose per bambini e quindi era più difficile cogliere la sfumatura. Era più difficile coglierla anche per gli autori, evidentemente, visto che somministravano a ogni età delle opere con dei temi e delle immagini di una certa durezza. Non c'era niente di male, in quel mondo là, non abbiamo mai guardato quello che guardavamo per sentirci adulti, non abbiamo mai smesso di guardare cartoni animati proprio perché abbiamo sempre saputo che non era quello a determinare la nostra maturità. Poi, va bene, i cartoni, i gusti, le produzioni sono maturate e ci sono venute dietro, ma non dite che oggi come oggi guardate solo opere di animazione si però pensate per un pubblico adulto, perché tanto lo sappiamo tutti che non è vero.

Poi, se vogliamo parlare della mia sensibilità, del discorso un po' più personale, voi sapete che sono affascinato dalle storie, in senso quasi scientifico. Mi piace osservare come vengono costruite e come vengono realizzate, mi piace vedere che schemi seguono. E, nei casi migliori, ci sono fior di progettisti anche dietro alle storie per bambini. Anzi, molto spesso serve una sensibilità e un gusto molto più raffinato per gestire le storie per bambini, perché bisogna girare in giro a certi temi scottanti. Insomma, dietro le storie per bambini ci sono degli adulti che lavorano e nel lavorarci fanno un lavoro molto... adulto. Quindi non c'è niente di cui vergognarsi.

Per cui, messe decine di mani avanti, posso tranquillamente ammettere di aver guardato entrambe le prime due stagioni di Miracolous Ladybug e anche se ovviamente non mi metterò qui a farne una recensione devo dire che c'è qualcosa di stimolante nella serie. Innanzitutto è una specie di esperimento genetico, visto che, formalmente, è una produzione giappo-coreano-francese. E ben venga che sia così. Perché i tipici topos giapponesi del majokka hanno beneficiato di litri di sangue giovane proveniente dalla vecchia Europa, probabilmente ben assorbito grazie alla sincretica cultura coreana. Perché si, Miracolous è un Sailor Moon (genere che qui abbiamo abbondantemente sviscerato), ma finalmente non abbiamo a che fare con il solito liceo-cittadella giapponese e i ragazzini (delle medie) sembrano realmente ragazzini, non solo nei comportamenti, ma anche nelle forme.

C'è poi la crudeltà di fondo che ingenuamente solo i cartoni animati di una volta sapevano dare e che qui, probabilmente, è rimasta incastrata tra tutte le culture, senza che nessuno riuscisse a toglierla. Si da il caso, infatti, che il supercattivo della serie è pure il padre di uno dei protagonisti, un supercattivo con un intento nobile, se vogliamo, ma pur sempre uno che piega le menti delle persone per portare distruzione nelle città. E, non contento di questo, nei confronti del figlio è rigido fin quasi all'abuso, dando a tutto il quadro un alone sottilmente inquietante.

Di solito, quando si vuole elogiare a tutto tondo un prodotto per bambini, si tira in ballo la storia dei diversi livelli di lettura a cui la storia può essere interpretata, che permette anche agli adulti di appassionarsi. Ladybug mi sembra, di contro, un cartone dai colori piuttosto puri, basilare, è un evidente spettacolo da faccia pomeridiana, oltretutto pedissequamente procedurale, soprattutto nella prima stagione, però è fatto bene e questo, per quello che mi riguarda mi basta.

“Miracolous / se lotta con me / il male si deve arrendereee”

Cymon: testi, storia, site admin
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