Strip
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24 . 03 . 2018

1P

L'antica civiltà Egizia ha ancora molto da insegnare all'uomo moderno, soprattutto nell'ambito degli Amministratori di Sistema: del resto è risaputo che le Piramidi sono tra i primi esempi di data center della storia.

La primavera sembra essere dunque arrivata, e mentre i rametti degli albicocchi si rivestono di fiorellini bianchi e gli uccelli cinguettano alle 5 del mattino, mi sembra davvero molto triste e fuori luogo parlare di un film come Ready Player One (che non merita un link).
Ma sia pure a malincuore, devo dire due cosette su questo abominio che grida vendetta al cospetto dei cieli e degli uomini.
Ancora una volta mi trovo a condividere l'analisi di Marcella Leonardi, che lo definisce una roba “per nerd ingrigiti”, che magari vent'anni fa hanno pucciato il gettone ma ora hanno dei figli e in cuor loro hanno sempre creduto a chi diceva che i videogiochi fanno male.
Oltretutto trovo spregevole e retrograda l'ambientazione futuristica, ferma a una visione fuori moda della Realtà Virtuale come se la immagina vostra zia: ma tutto il film sembra uscito dall'immaginazione di vostra zia settantenne, povera donna.
Esiste una dimensione artistica che esula dai film degli anni '80: capirete quanto mi costa dirlo, io che sono un bimbetto degli anni '80, ma sarebbe un futuro ben triste quello in cui tutte le cose belle sono già state fatte quarant'anni fa. Eppure i film insulsi e irritanti come questo ci stanno indirizzando proprio su quella strada.

Meno male che il futuro vero non è così bolso, e sa sempre riservarci delle sorprese, belle o brutte. Ad esempio sembra che dopotutto quest'anno potrebbe uscire Below, un giochino che attendo da quando fu annunciato 5 anni fa. Ti aspetto, tesoro, fai pure con calma.

Lo-Rez: arte, storia, web design
24 . 03 . 2018

Affanno

E' la seconda volta in tutta la vita di FTR che mi risveglio di martedì e mi accorgo di non aver aggiornato il coniglio. Sebbene le statistiche continuino a essermi favorevoli questo rimane piuttosto grave. Spesso i weekend sono dei momenti fortemente standardizzati della settimana in cui si accumulano le cose che non si riescono a fare durante la settimana, per cui se non ci si ricorda di infilare a priori l'editoriale può capitare di saltarlo e vedere gli eventi procedere per conto loro per giorni, fino appunto a martedì e avere solo in quel momento la presenza di spirito di prendere coscienza che si è saltato. Visto che oltre a vergare questa pagina sono anche il responsabile dell'aggiornamento la cosa dà piuttosto fastidio. Lo so che non siete moltissimi, là fuori, ad aspettare questa pagina, ma ci siete e noi non siamo mica come quei tipi di oggi, che spremono la loro utenza come mucche e poi la buttano via appena hanno altro da fare. Non apparteniamo a un'epoca in cui si teneva ancora da conto il pubblico.

Questa settimana, tra le altre cose, ho giocato tantissimo, il che vuol dire che forse ho messo insieme si e no quattro o cinque ore di gioco. Ho ripreso in mano Jedi Knight II che ho in ballo ormai da diversi anni, avviato la prima volta quando il disgusto della nuova trilogia stava per raggiungermi le orecchie. Ci sono infiniti motivi per cui quel gioco è un capolavoro, ma come sapete dovrei completarlo per poterne discutere ancora, cosa che in realtà ho già fatto in un passato remoto.
Accanto a questo gioco, tanto per rendere orgoglioso Lo-Rez di me dopo tanti anni di igniavia, ho messo insieme qualche ora di Machina of the Planet Tree che è un JRPG come si facevano secoli fa. E' curioso il modo in cui la grafica dei JRPG indie campi, ovvero sovrapponendo artwork manga di qualità in alta risoluzione a delle mappe cubettose e squallide che potrebbero andare bene per il Gameboy Color. Probabilmente questo Machina non è un capolavoro, anche se il combat system è divertente e l'aura steampunk magica ha sempre il suo fascino, ma dopo aver ridotto a miti consigli la grafica che si ostinava a mostrarmi tutto in una mini-finestra l'ho trovato abbastanza divertente, almeno per qualche ora di amichevole farming. Anche in questo caso non parlerò estesamente di lui, solo la mia saccenza di un tempo potrebbe portarmi a una disanima dopo così poco giocato, ormai sono vecchio e saggio e non faccio più di queste cose.

Si sente, comunque, che è giunta la primavera. Magari il meteo almeno non permette di considerarla tale, ma c'è una mollezza, nell'aria, un bisogno di dormire, un anelare di lassismo (va che Zingarellata, eh?) di cui, purtroppo, sono anch'io vittima. Non è tanto il fatto di essermi addormentato senza aggiornare l'editoriale, quello può ben dipendere da altro, quanto una vera e propria sonnelenza che mi coglie se mi sdraio sul divano a guardare cose. E se anche è vero che certe volte le cose che guardo sono un po' curiose e di non facilissima fruizione, è vero altrettanto che una volta, se necessario, arrivavo agilmente a orari eroici, per portarle a termine. Adesso invece, il fisico abbandona anche prima che la forza di volontà gli dia il via libera.
Ma forse dovrei smetterla di lamentarmi del tempo che passa.

“We're Slavic girls / We know how to use our charming beauty / Now, shake what your mama gave, ya! / Clap your hands to this music / This is our nature / This is our call / This is our hot Slavic blood”

Cymon: testi, storia, site admin
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