Strip
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02 . 12 . 2017

I giochi per telefonini

La neve si fa attendere, o forse ne siete sommersi, dipende: magari vi trovate nel Sottosopra, dove le festività natalizie coincidono con il picco annuale del caldo e del sole e dei tuffi nell'oceano.
Ma ad ogni modo quel che accade fuori dalla finestra, e invero fuori dai nostri schermi, non ci interessa qui.

Dentro gli schermi, l'avvenimento più importante degli ultimi tempi è senz'altro l'uscita di Animal Crossing per telefonino. Ma volete mettere il brivido di aspettare mezza giornata che crescano le mele per poterle cogliere e incrementare così il contatore delle mele raccolte? O, diciamo, comprare qualcosa? Tipo le tende per la finestra, o gli Ugg™ per tener caldo ai piedi della vostra avatar pucciosa dai capelli color malva?
Questa è la vita vera, queste sono emozioni! Eppure, perfino questo giochino insulso e piccino, irrimediabilmente malato come solo una creazione giapponese poteva essere, è stato tradito dall'adattamento per smartphone. Non parlo della roba a pagamento, non scherziamo, ma dell'esperienza autentica e completa di Animal Crossing, che in questa versione risulta troppo annacquata e diluita.
E stiamo parlando di Animal Crossing, santo cielo.

Volendo ci sarebbe anche il ritorno di Puzzle Fighter dopo cento anni, sempre sui diabolici telefonini. Ma non voglio parlarne perché mi fa star male assistere al declino di CAPCOM, un tempo così gloriosa.
Guardate l'arte dei personaggini col testone di questa nuova versione: è proprio bruttina. Gli sprite 2D dell'originale, invece, erano disegnati ed animati da professionisti che sapevano il loro mestiere, no da stagisti inesperti sottopagati.
C'è una differenza, ma mi sembra che il Mondo non riesca a più vederla. Forse diventare vecchi è proprio questo. O forse il problema è che una volta i videogiochi erano fatti per i videogiocatori, invece oggi sono fatti per tutti.

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02 . 12 . 2017

Rumore, rumore

Forse oggi come oggi la regola di non nutrire i troll non viene più rispettata con precisione, come un tempo. Forse alla gente non interessa nemmeno più seguirla. Magari prima o poi torno sull'argomento, ma oggi ho un receanime che ho già ritardato e non è il caso di farlo aspettare ancora.

Baccano è un anime antico, che ha ormai 10 anni, che fece parlare di sé il giusto all'uscita, quindi merita che lo ri recuperi a una tale distanza. E' un anime atipico, difficilissimo da spiegare e raccontare. Siamo negli anni '30, diverse famiglie mafiose si contengono New York. Su un treno messo insieme dal destino si affrontano diverse compagini in violenti scontri che lasciano una densa scia di sangue, mentre sullo sfondo si muovono gli immortali, persone incredibilmente capaci di rigenerare il proprio corpo da ogni tipo di ferita e non invecchiare.
Baccano non rende le cose semplici sotto nessun punto di vista. Già le sue meccaniche esulano dagli standard su cui si appoggiano spesso gli anime, ma la sua narrazione è pure frantumata su tre (e più) linee temporali accavallate, tali per cui spesso vedremo fatti di cui non abbiamo spiegazione e dovremo ricollegare cause e effetti senza grossissimo aiuto da parte del racconto. Questo mentre qualcosa come più di una dozzina di personaggi cercheranno di trovare spazio.

E' una fortuna però che l'intrigo di cui si nutre sia appassionante. Sopra un'ambientazione fortemente realistica i movimenti "magici" degli immortali sono innestati con grande raffinatezza, pure essendo inseriti in modo apparentemente casuale, a volte pure grazie a clamorose coincidenze.
Quello che però riesce a far sì che l'anime lasci un buon ricordo e quindi lo sposti nel cesto dei consigliati è certamente la cura con cui tutti i suoi infiniti personaggi sono stati realizzati. Molti sono stati creati evidentemente per esagerazione, senza guardare in faccia a nessuno. Abbiamo quindi creature come Ladd Russo, genuinamente psicopatiche e capaci di ballare con nonchalance nel sangue, come anche Jacuzzi Splot il cui approccio alla vita, in ogni contesto, è FRIGNARE, una sorta di iperbole del bimbo frignone gundamiano che però nasconde una notevole determinazione. Tutti gli anime però avrebbero bisogno di una coppia come Isaac e Miria, che oltre a essere assurdi e ridanciani, sono anche dei personaggi le cui linee di dialogo sono state costruite con un ritmo quasi musicale e che, anche nei loro più assurdi nonsense, riescono a riempire la scena e tenere viva l'attenzione. Allo stesso modo il monologo involuto e continuo di Graham Specter, che compare solo in coda alla serie, ha qualcosa di ipnotico e merita di essere seguito con attenzione.

Baccano si rivela un anime strano e ostico dall'inizio alla fine. Offre un'ambientazione affascinante e viva, dei grandiosi personaggi, degli intriganti misteri, ma, di contro, non racconta tutto con l'idea di dare un inizio e una fine al suo discorso. Si limita a mettere in scena il teatro degli avvenimenti, a divertirsi a ingarburgliarli, a lasciare qua e là indizi, senza dare mai l'impressione di essere conclusivo in qualche senso. Eppure questo non è un errore nella sua realizzazione, ma qualcosa di voluto e cercato dai suoi autori. Come spiegano i due personaggi che si occupano della cornice della storia, aprendola e chiudendola, le storie in realtà non cominciano e non finiscono, hanno solo lo scopo di dare delle idee per permettere a tutti di immaginare come proseguiranno. E questo è esattamente quello che Baccano fa, costruire un setup aperto, diverirsi nel costruirlo e poi donarlo agli spettatori, lasciando infinite vie aperte. Questo è il motivo per cui, alla fine della fiera, è molto consigliato. Per quello che riguarda gli appunti tecnici è il caso di citare un realismo non particolarmente spinto, che permette un'immagine molto pulita che ben lavora nei momenti più truculenti, senza sembrare morbosa. Le canzoni invece, sia in apertuta che chiusura, sono largamente dimenticabili.

“Depending on who you place in the same situation, the characteristics of said incident change kaleidoscopically. In other words, there is one incident. However, there are as many stories explaining it as there are people involved in it.”

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