Strip
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21 . 09 . 2013

Il comune denominatore

Ora che il sole ha smesso di esserci ostile, ora che i pantaloni lunghi non sono più un problema e la sera preferiamo srotolarci le maniche della camicia, ora che uomini e bestie accolgono luce e calore invece di fuggirli, e mettersi una sciarpetta è un'opzione da considerare e prendere la bici diventa sempre più un'azzardo... finalmente inizia il tempo dell'anno più adatto a Videogiocatori e Ingegneri.

Meno male, perché i prossimi mesi si prospettano ricchissimi di buoni giochi. Le agevolazioni alla pubblicazione di titoli indipendenti, i finanziamenti sociali e le piattaforme aperte e tutte quelle cose lì producono ormai un flusso continuo di roba interessante, soprattutto per quelli come noi che hanno la sfortuna di avere gusti un po' strani. Vendere un gioco a più persone possibili significa scendere a compromesso innumerevoli volte, per mediare tra i gusti di tutti. È questo che ha quasi rovinato l'industria del cinema di intrattenimento, la ricerca a tutti i costi del comune denominatore tra gli spettatori, e il fatto che lo spettatore internazionale medio ha un gusto artistico paragonabile a quello di un ovino.
Per gli sfortunati, per gli sfavoriti nella gara della vita, per i poveracci come noi quindi è fondamentale poter contare sui giochini auto-finanziati, che piacciono a poca gente ma nel loro genere sono capolavori. Giochi come Transistor, un'opera d'arte in movimento con protagonista una cantante pop famosa inseguita dai cattivi che trova una spada magica (!!!).
Oppure Super Time Force, un sparacchino in 2D a scorrimento con un sacco di personaggini fatti di pixel che si rincorrono sparandosi proiettili colorati. O Legend Of Dungeon, anche lui pieno di pixel grossi come un pugno. Certo non sono tutte rose, fiori e mini-pony dalla criniera arcobaleno che trottano felici: la maggior parte della roba indie fa pena, basta guardare su Steam Greenlight, dove in un mare di vaccate si distinguono forse un paio di titoli all'anno.
Ma è bello che la gente ci provi lo stesso.

Lo-Rez: arte, storia, web design
21 . 09 . 2013

Science!

Ora non venite a raccontarmi quanti sistemi di sicurezza hanno realmente gli shuttle. Non lo so e mica lo ho cercato. In ogni caso, se voi me li aumentate, io faccio in modo che i sistemi di sicurezza della sala giochi siano quelli-più-uno. Se voglio templatizzo anche la strip e metto prima di farvela vedere un form in cui mi indicate quanti sistemi di sicurezza pensate lo shuttle abbia. Poi faccio riscrivere i testi reinserendo il suddetto più uno.
Non potete fregarmi, nah, proprio.

Nasce all'insegna della gratuita antipatia questo editoriale di FTR, ma così, senza un reale motivo, per dare un po' di colore alla grigia sera in cui vi trovate a leggerlo. Dopotutto è la settimana di GTA V ed è persino incredibile che voi vi siate staccati dal gioco per venire qui. Immagino sia dovuto alla slogatura di qualcuno dei vostri diti per l'uso eccessivo e continuativo del pad.
Curioso questo GTA V. Il mondo esterno crede da anni che la serie GTA sia sulla bocca di tutti solo perché ci sono dei criminali che fanno cosacce e gli va bene e perché insegna ai bimbi che puoi aprire una portiera in mezzo alla strada e rubare un'automobile. La gente crede sia la cattiveria, la cattiveria meschina di tipo cattivo ad aver portato Rockstar dove è ora e invece stavolta non un bhe, non un mah, non una telefonatina dal MOIGE o uno dei triti e ritriti articoli sulla difesa della morale. Persino Famiglia Cristiana lo sdogana con un articolo degno di GameSpot in cui l'accenno all'età consigliata è solo una nota nel cappello d'apertura, tanto per espletare le noiose formalità.
Invece, la polemica più intensa c'è stata in un ambito vecchio come il mondo, ovvero le piattaforme su cui il titolo è distribuito, in pratica il fatto che la versione PC oggi non ha ancora ufficialità né pianificazione.
Fa venire il nervoso questa storia, si, fa venire il nervoso vedere queste torme di piccoli consolisti che cercano di appropriarsi di un titolo che hanno avuto per grazia ricevuta, dopo che è stato allevato, coltivato e raffinato sul PC. Credono di poter pontificare e dettare legge, ma si trovano solo dalla parte buona durante questo giro di ruota e farebbero bene a farsene una ragione. Dopotutto il free roaming è qualcosa che il PC aveva quando ancora i consolisti si strippavano di sparatutto a scorrimento con lunghe e pallose sequenze non interattive e sudavano appena vedevano avvicinarsi un qualsiasi tipo di scelta.
Ma no, scusate, forse è un'analisi imprecisa dettata dalla fretta. I consolisti, grosso modo, sono tutt'oggi così.
Dicevamo gratuita antipatia, antipatia gratuita che non vuole polemiche. Se le mie liriche boutade vi hanno fatto sorridere, probabilmente è quello che volevo, se vi hanno irritato, sicuramente è sgradevole, ma il successo di avervi suscitato una qualche emozione me lo porto a casa. Se invece non vedete in questa battuta niente, ma proprio niente, ecco, allora sarete riusciti a indispettirmi. Ma solo per un momento. Perché tanto, qualunque cosa dica, tornerete al vostro GTA in pochi minuti e avremo entrambi già dimenticato tutto.

Intanto, in una galassia lontana lontana, il Tokyo Game Show. Finché sarà in corso sapremo che nessuno farà dichiarazioni eclatanti, ma una volta che avrà chiuso i battenti chissà che incredibilia ci riserveranno le major. L'unica piccola vibrazione di cambiamento potrebbe darcela la nuova PS Vita, ma... è una PS Vita, comunque, quindi non speriamoci granché. Con i nuovi prodotti della linea PS Vita sembra che si possa fare un po' di tutto... tutto pur di non doverla usare come console portatile. Dopotutto, per quello c'è il *DS (e ho usato l'asterisco per non far troppa fatica).

Bene cari, lasciamoci, andiamo per le nostre strade. Quando ci reincontreremo avremo vissuto tutti qualcosa di diverso e potremo raccontarcelo.

“Everyone at Harvard is inventing something. Harvard undergraduates believe that inventing a job is better than finding a job.”

Cymon: testi, storia, site admin
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