Strip
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22 . 06 . 2013

Il nostro re

Il caldo inesorabilmente arrivato dalle nostre parti ci spinge a cercare una volta di più la frescura e l'ombra della server farm in cui, oramai da diversi mesi, lavora Bob. A quanto pare ci vive anche, a meno che l'uniforme di lavoro della sua azienda non sia particolarmente eccentrica... e preveda stivali da snowboarder e pancia da bevitore scoperta.

L'E3 di Los Angeles è arrivato e se n'è andato, lasciando una risacca di “Ooooohhh!” infantili per tutte le meraviglie che ci ha fatto vedere. Un po' come quando un circo itinerante arriva nel paesello e porta uno spettacolo mirabolante di luci e colori, ma solo per qualche serata.
Naturalmente l'evento dominante è la Rivelazione di Final Fantasy XV, la sua Trasfigurazione dal titolo precedente di Final Fantasy Versus XIII, e la sua Ascensione a nuovo episodio nella serie principale, e per giunta il primo della Nuova Generazione di console. Ne ho accennato la settimana scorsa, ma poche righe non possono contenere tutto l'entusiasmo per questo titolo, che da quasi otto anni si fa attendere e si nega, ci strazia con le sue promesse come un'amata distante e crudele.
Final Fantasy XV ha una direzione artistica, un chara-design e un'ambientazione di tale qualità da riconfermare in un battito di ciglia tutto il nostro amore, tutta la nostra fiducia e tutta la nostra venerazione per Final Fantasy, e ci dà speranza nel futuro dopo che gli sviluppi degli ultimi anni ci avevano fatto temere il peggio.

Tetsuya Nomura nel presentare il gioco dal palco ha sussurrato con la sua vocina bassa e i suoi capelli da effemminato: “Alcuni di voi credono che da qualche anno i giochi occidentali abbiano ormai sorpassato quelli giapponesi. Noi speriamo che questo titolo vi farà cambiare opinione. Vi chiediamo umilmente perdono se abbiamo tardato così tanto a presentarvi Final Fantasy XV”.
Il fallimento di Final Fantasy XIV ha costretto SquareEnix all'umiltà, e pare che l'editore sia passato dal solito atteggiamento tirannico a una attenzione vera per quello che vuole il pubblico: questo titolo è il prodotto di questa umiltà, ma per fortuna mi pare che abbia anche conservato una sua personalità forte, e non sia semplicemente il risultato della prostituzione più sfacciata (come invece è il nuovo Final Fantasy XIV).
Lo penso perché altrimenti non ci avrebbero dato un cast di soli protagonisti maschi. Cioè, sono tutti molto carini nei loro ritratti iperrealistici da divi del cinema, ma manca un po' la componente femminile. Sarà svelata in seguito, probabilmente, anche perché già nel 2006 ci facevano vedere una biondina chiamata Stella, in una scena romantica che citava a piene mani una mezza dozzina di Final Fantasy.
Il nostro re è tornato.

Lo-Rez: arte, storia, web design
22 . 06 . 2013

Quale universo era?

E poi ti capita di essere sbatacchiato in giro per l'Italia per lavoro, tornare a casa che ormai è venerdì, arrivare a casa in un orario da prostitute e tò, c'è l'editoriale di FTR da scrivere.
Che a pensarci bene, mentre eri in treno, invece di guardarti tutti i film di Lupin, potevi anche buttarli via venti minuti per scrivere qualcosa di intelleggibile da copincollare nel solito editor e pubblicare in tromba.
Ma in verità no, farlo non mi sarebbe stato fisicamente possibile. L'editoriale di FTR è una cosa che si scrive al venerdì sera nella propria cameretta, quando ormai si è fatto buio. E' l'unica configurazione che accetto anche se non c'è un vero motivo, è una di quelle cose in cui il rituale ha preso importanza almeno quanto il contenuto.

A proposito di ossessioni, forse merita spendere due parole su Topolino, che rimane l'unico fumetto che compro tutt'oggi regolarmente (che nerd, eh!). A parte che il numero 3000 è stato un tripudio rimane comunque evidente, in generale, una carica creativa da paura in redazione. Ho appena finito di leggere la parodia di Moby Dick ed è qualcosa di sontuoso, sia come disegni che come reinterpretazione che come dialoghi. Moby Dick è qualcosa con cui ho da sempre un rapporto conflittuale. E' pieno di immagini, idee, frasi stupende, è forse la punta massima dell'epica del diciannovesimo secolo, però, sebbene adori Melville come scrittore, ricordo con non grandissimo piacere l'esperienza di leggerlo. Era un libro ricco, pure troppo, descrittivo nel dettaglio, sfaccettato. Purtroppo quello che interessava, ovvero il combattimento all'ultimo sangue tra uno zoppo e un grosso cetaceo, era distribuito in troppe parole.
Anche questa parodia di Topolino, intuisco, è piena di grandissime frasi prese di peso dall'opera originale eppure credo di essermele godute di più qui che nella forma di partenza.

C'è un'altra tradizione piuttosto costante nel mondo di FTR. Tutte le volte che uso il non-personaggio dell'assistenza tecnica a Lo-Rez esplode il computer. E' una cosa che fa tanto ridere proprio perché é vera quindi ora attendo qualche giorno per verificare se è andata anche stavolta. Quello che è stato sicuramente già disastroso, ultimamente, è il nostro comportamento su M.it, dove latitiamo. Ci sono stati problemi operativi un po' sia a destra che a sinistra (parlando delle column), ma vedremo di ripigliarci con maggior pregio.

Dunque, se a questo punto di questo editoriale palleggiato mi mettessi a parlare dei dietrofront di XBOX ONE non solo voi potreste lamentarvi di come sono divenuto monotematico, ma potreste anche capire cose l'argomento non mi sta particolarmente a cuore e lo sto usando solo come riempitivo di questo scritto di non grandissima verve. Quindi, con dignità, mi guarderò bene, almeno oggi, di mettere becco sull'argomento. In realtà, anche per questo mio perenne vagare, è proprio il mondo videogiochi che mi sta un po' sfuggendo di mano. E' tantissimo tempo che non accendo il 3DS come si deve e che non seguo le prossime uscite. Insomma, faccio un po' schifo, nell'ottica FTR. Ma intanto sappiate che a Trieste c'è un Gamestop.

“Risottoooooo” (qui)

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