Strip
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13 . 12 . 2008

Abbasso il Game Over

Da qui alla fine dell'anno potete aspettarvi dosi abbondanti di Clara, perlomeno nella nostra serie Jobs. Clara fa la PR per un editore non meglio specificato, sicuramente un editore molto grosso e cattivo, e in questo periodo quella gente affila le armi... per divorarci tutti!

L'ho citato più volte nei mesi passati, perché il nuovo Prince Of Persia ha lasciato su di me un'impressione profonda. Già l'arte sarebbe sufficiente a riscaldare il mio cuore, ma adesso che possiamo giocarlo veniamo anche a scoprire che tutto il gameplay è un grosso pretesto per godersi questa arte: io non potrei chiedere di meglio.
Non si muore mai, ormai lo avrete visto scritto su tutte le recensioni: quando il principe sta per cascare la pulzella arriva magicamente, e con uno svolazzo gentile lo appoggia al sicuro. Il Game Over era una delle poche tradizioni rimaste intatte in tutta la storia dei videogiochi, era ora che qualcuno la prendesse a calci, ormai aveva rotto le scatole.
Il bello è che, per il resto, il gioco è fortemente legato alle tradizioni dei vecchi platform, con la suddivisione in mondi e sezioni ben definiti. L'aspetto veramente innovativo è che Prince Of Persia non si gioca per battere il boss, per fare il punteggio più alto, non c'è nessuna sfida.
C'è soltanto un mondo meraviglioso, con scenari incantevoli e fiabeschi, da attraversare saltellando gioiosamente.
Il senso del gioco è in questo viaggio, non nello smanettare con abilità sui tasti. Non è il solito modo di intendere i videogiochi, e io spero che altri grossi nomi seguano questo esempio.

A proposito di svolazzare tra scenari incantati, guardando il video dei Contenuti Scaricabili di Mirror's Edge sembra di giocare Assassin's Creed in prima persona sotto l'effetto di potenti allucinogeni. Non parlo per esperienza personale.

Lo-Rez: arte, storia, web design
13 . 12 . 2008

La musica nel sangue

Non so come mi sia messo a leggere la recensione di Wii Music su M.it. Probabilmente volevo capire se la Nintendo era riuscita, in qualche modo, a riprodurre la chitarra di Guitar Hero col suo controller e quindi a proporre un'esperienza alternativa altrettanto appagante. Essendo un appassionato di Frets on Fire ormai provo per questo genere, in generale, una particolare sensibilità che ogni tanto mi porta a informarmi sull'argomento.
L'articolo, a conti fatti, è risultato più interessante del previsto e anche la discussione nei commenti mi è sembrata piuttosto succosa, una volta tanto. Il concetto di "videogiocattolo", videogioco che non deve essere giocato perché porta a uno scopo, ma perché diverte in sé è vecchio come il mondo, ma è sempre stato lontano dal successo. I videogiocatori, per secoli, sono state creature con la necessità di un obiettivo e comunque l'esperienza, a lungo, ha preteso un certo livello di immersività e ossessione per essere goduta, quindi alternative non ce n'erano molte.
Anche Frets on Fire e, meno, Guitar Hero, possono essere considerati giocattoli, la perfezione di una canzone si può vedere come un piacere fine a sé stesso, legato al godimento di suonarla. Anch'io, tutt'oggi, mi cimento in brani che conosco abbastanza bene e con cui ho raggiunto punteggi interessanti al solo scopo di riascoltarli e risuonarli. Eppure, anche in quel caso, c'è un metro che definisce la tua capacità di successo e riuscita e, automaticamente, pone un obiettivo.
Wii Music appare diverso, sembra più l'interfaccia di un arrangiatore piuttosto che un gioco, mette a disposizione i brani apposta perchè se ne crei qualcosa di diverso da quanto vi è nell'originale.
Viene da chiedersi se sarà un successo, sembra quasi che la sensibilità richiesta per accettarlo sia addirittura eccessiva, bisogna avere un certo orecchio musicale e gusto della manipolazione, bisogna percepire la musica in un certo modo perché effettivamente si provi gusto a usarlo. Eppure, forse, il rischio è calcolato, perchè accanto a queste raffinatezze mette comunque in mano al giocatore la possibilità di immedesimazione e divertimento, dandogli la possibilità di "suonare" un numero straordinario di strumenti. Ho già parlato ai tempi di Frets on Fire della sensazione dell'air guitar, il Wii offre uno spettro decine di volte più ampio a riguardo, permettendo di usare (e impugnare) il controller in svariati modi ottenendo svariate esperienze. E allora eccolo, il vero giocattolo, quello che sta in superficie, ma che può arrivare a fondo. Assoluta libertà d'esecuzione, vasta gamma di oggetti utilizzabili, illusione di creazione... universi come Second Life o altre realtà più virtuali che no (perchè no, pure Facebook) si basano all'incirca su questi semplici concetti e sempre, a noi con mentalità da videogiocatore, il loro successo è risultato indecifrabile.
Ricapitolando: manipolazione delle canzoni, qualcosa che nessun giocatore ha mai chiesto, ma che un mutante casual dalla mente molto più contaminata può capire e amare. Accanto a questo un uso del controller che travalica la sensazione data dal particolare device di GH e in qualche modo trionfa su esso. Si, si poteva fare un music game come i tanti che hanno fatto una fortuna ultimamente (in verità anche per Wii ci sono), ma non si è fatto. Perché? Forse perchè così come si è fatto è più affascinante. E' una buona motivazione.
Vi lascio, ho davanti il TGM e il gioco allegato. Gli ultimi allegati hanno sempre avuto problemi di CRC KO, voglio vedere questo. La paura è che sia il mio sistema più che i DVD, ma ho bisogno di prove scientifiche per dimostrarlo. Per la scheda video, invece, tutto bene. Grazie di averlo chiesto.

“Nelle cose di sesso l'onestà è stimolante come guardare una pietra ricoperta di muschio in un giardino deserto”

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