Strip
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08 . 03 . 2008

Tiro salvezza

Ci rincresce mettere alla berlina Clara anche nel giorno della sua festa... ma una PR d'acciaio è abituata a sorridere in circostanze peggiori. È la sua festa eppure il regalo l'ho voluto fare a noialtri maschietti, presentandola ancora una volta, così fuori stagione, con la maglietta della “Shadaloo Doll Brigade”: è una fantasia hardcore che, credo, gli appassionati di giochi da bar condivideranno.

Restiamo ancora su KOF XII. Ne ho parlato due settimane di seguito, ma si tratta di un fuoco che non si estinguerà facilmente. In un'intervista su Kotaku viene rivelata la tecnica particolare usata per disegnare a mano ogni fotogramma di animazione del gioco: li hanno ricopiati da animazioni realizzate in 3D, per avere un riferimento da seguire. Ciò non toglie nulla al coraggio e alla follia dell'impresa... un artista disegna in un giorno un fotogramma e mezzo, e ce ne sono centinaia per ogni personaggio.
Ed ora non posso fare a meno di unirmi anch'io al lutto che ha colpito quella particolare categoria sociale di ossessionati alla quale noi e voi pure, essendo lettori del sito, apparteniamo. Gary Gaygax ha fallito il suo tiro salvezza contro la Morte, e con lui se n'è andato un altro frammento dei Bei Giochi Di Una Volta.
Belli soltanto nel ricordo, almeno per quelli che hanno l'età giusta: di fatto, la prima edizione di Dungeons & Dragons era grezza e piena di bug quanto un qualunque software beta odierno. Gli RPG da allora sono cresciuti, ma la prima volta non si dimentica.
Proprio in questi giorni la Scena dei giochi carta e penna è infiammata dalle anteprime della favoleggiata 4° Edizione di D&D, e le impressioni finora sono decisamente positive. Io mi sono ritirato da tempo dalla scena attiva, ma continuo a seguirla con interesse, e quei fogli dei personaggi fotocopiati clandestinamente e diffusi in rete hanno riacceso in me la passione: è un gioco rinnovato, con l'impronta tipica della Wizards Of The Coast, dai flavor text disseminati ovunque alle abilità speciali da usare una volta per scontro.
L'influenza dei videogiochi è forte, e non è un male. Il karma gira, era ora di restituire qualcosa al capostipite dell'intero genere. Ci vorrà tempo per una valutazione approfondita, ma le novità che ho riconosciuto mi sembrano molto sagge, eliminano la complessità inutile e potenziano invece la complessità divertente, quella delle tattiche e della crescita del personaggio.

Ironia della sorte, avrò poco tempo per la Carta & Penna nei prossimi giorni, visto che ogni momento libero sarà devoluto all'arte sacra dell'assemblaggio del mio nuovo pc. Proprio in questo momento, alle mie spalle c'è un elegante monolito nero che mi osserva in silenzio da sotto l'imballaggio che lo avvolge: mi chiede di portarlo alla vita, e il suo richiamo è irresistibile.
Il suo nome sarà Macchina Delle Tenebre!

Lo-Rez: arte, storia, web design
08 . 03 . 2008

Re-roll

Gary Gygax è morto. Magari non siete degli avvelenati di D&D (come non lo sono io del resto), quindi il nome non vi dice niente, ma trattasi di uno dei padri di Dungeons&Dragons, appunto, e quindi una delle cause prime di "qualsiasi cosa sia oggi chiamato RPG". Gli omaggi più belli che voglio segnalare per la dipartita di quest'uomo sono quello di Penny Arcade, dove si nota la solita classe, e lo stralcio di libro di Uesli Crascer, che, come sapete, è da poco divenuto mio mentore.
Perché io, non giocatore di D&D, dovrei aggiungere a questi tributi il mio è difficile da spiegare, ma trattasi di un sentimento maturato vagando per il geekdom e stando rispettosamente in ascolto di coloro che conoscevano Gygax e che quindi potevano veramente descrivere le emozioni che le sue creazioni gli hanno trasmesso.
I nerd sono creature strane. La loro capacità di concentrazione e immersione in quello che fanno è assurda, al di là della normalità, un'arte sublimata a livelli di intensità che coloro che non sono nerd non possono nemmeno comprendere. Questo, però, ha frantumato la loro razza, perché l'intensità si oppone all'estensività, quindi si può essere nerd e impegnarsi mortalmente in qualcosa, ma non si può essere nerd in tutto, non si può essere cittadini di ogni palazzo del geekdom. Per questo non vedo niente di tragico nel fatto di non aver mai giocato a D&D e non averne mai afferrato profondamente i meccanismi. Ho fatto altre cose, ho scelto altre strade, mi sono impegnato in altri campi, mi sono impegnato in maniera nerd in altri campi e mi sono divertito lo stesso. Oggi, però, mentre si racconta quello che D&D è stato ed è (e sarà, dopo Gygax), non riesco completamente a chiamarmi fuori da questi discorsi, perché non possiamo negare che il videogiocatore, in qualche modo, si è sempre considerato una mutazione del RPGista, il videogiocatore, partendo dagli RPG, ma non parlando soltanto degli RPG, ha solo applicato delle conoscenze tecniche per cambiare qualcosa che comunque gli piaceva. Si, è vero, noi gamers non andiamo matti per i calcoli di lancio di dado, la somma delle proprie capacità, le sottrazioni di sfiga e i coefficienti razziali, ma ci divertiamo quando abbiamo un computer che fa tutto questo per noi a seguito di un click. Ed è anche vero che, spesso, non abbiamo la forza di crearci un'ambientazione ricca e complessa, piena di colpi di scena e avvenimenti, ma è invece vero che da ambientazioni ricche e complesse, costruite in 2D e 3D, amiamo farci sedurre, ammaliare, arrivando a viverle con una notevole intensità. La capacità di giocare di ruolo, di fronte a certi videogiochi, è a volte la discriminante tra apprezzare un titolo e odiarlo, venire incontro con la nostra fantasia a ciò che accade, oggi come ieri, è fondamentale.
Quindi l'impatto del mondo degli RPG nei videogiochi e comunque il legame tra questi due feudi geek non si ha soltanto nei Baldur's Gate e nei Kotor, ma anche nella condivisione profonda del desiderio di fuga che anima gli appartenenti a entrambi, unito alla loro incrollabile fede nella possibilità effettiva di arrivare altrove, con i loro poveri, insostituibili mezzi.
Non dimentichiamo poi come gli RPG, nel passato remoto, erano i satanisti assassini disadattati e sociopatici che siamo ora noi videogiocatori, una volta il disprezzo della società bene ottusa era tutto per loro, quando i cubetti goffi degli ATAI2600 ancora non impensierivano la gente se non per qualche imbarazzante caso di epilessia. Nel mondo senz'anima e senza cuore dei nerd, nelle nostre piccole camerette erroneamente credute sature di solitudine, è ora quindi tempo di dire che siamo tutti fratelli e che è sempre tempo di onorare gli eroi, quando ci lasciano, sia a causa di un game over che a causa di uno sciagurato colpo critico.
Quest'editoriale si chiuderà così, con questi toni epici, senza dire più nulla. Verrà un tempo in cui parlerò di videogiochi, qualcosa che giri intorno alle mie vibrisse c'è, ma devo trovare l'ispirazione. Che ci crediate o no, persino per un graforroico come me l'ispirazione è tutto.

“Buonanotte all'Italia che si fa o si muore / o si passa la notte a volersela fare...”

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