Strip
serie
934, 27/09/2019 - Cavallette assenti
934
28 . 09 . 2019

ACRONYMJUTSU

Il crepuscolo allunga le ombre, l'estate muore, il freddolino della sera avanza sempre più addentro le nostre giornate, la pioggia è una probabilità concreta.
Tristi? Non se siete appassionati di un certo stile di abbigliamento tecnico. Io per primo non credevo che FTR avrebbe mai toccato un argomento del genere, ma questa scimmia del Techwear mi ha assalito alle spalle (un po' come quelle di Ad Astra (2019)... spoiler?!), e mi ha preso sempre più.

In diciotto anni che scrivo qui, mi pare di non aver mai mostrato reticenza nel parlare di qualsiasi cosa mi passava per la testa (eccetto le questioni della Vita Reale, quelle mai!). Dunque uno non si deve stupire se dedico un editoriale alla... moda?! Solo che questo argomento c'entra eccome con FTR, e posso dare libero sfogo alla mia ossessione senza timore di andare fuori tema.
Negli scorsi editoriali ho disseminato vari riferimenti ad ACRONYM™, citando questa casa di moda per i design che ha prodotto per giochi come Deus Ex (il famoso impermeabile del protagonista Adam Jensen) e soprattutto l'eccelso, Death Stranding.
Mi duole ammettere che ultimamente anche il grande pubblico è venuto a conoscenza di ACRONYM, e non solo noi pochi eletti, perché ha firmato le uniformi da battaglia viste in Fast And Furious: Hobbs & Shaw.

ACRONYM insomma è intimamente legata a un sacco di altre cose che ci piacciono: non per nulla il suo fondatore, Errolson Hugh, è stato definito “il designer preferito dai designer”. William Gibson ha ammesso di essersi ispirato a lui per qualche trama dei suoi ultimi romanzi, quelli ossessionati da misteriosi capi di abbigliamento introvabili. Hideo Kojima ed E. sono grandi amiconi, come dicevamo. E poi ci sono altri personaggi famosi, cantanti e attori e sportivi, ma naturalmente non ci curiamo di loro. A noi interessa solo Kojima.
Non mi interessa molto in questa sede parlare del tizio, erlsn per gli amici. Mi limito a rilevare la sua ridicola incoerenza: su Twitter cavalca crociate ambientaliste & pacifiste ecc., e poi nella vita mi vende un paio di braghe a 1200 euro, fatte con materiali e stili presi dall'equipaggiamento militare, e prodotte con tecniche decisamente basate sul petrolio. Mi stanno bene entrambe le cose, se vuoi, ma devi scegliere l'una o l'altra. Spiace.
Ad ogni modo è godibile questa sua conferenza, in cui confessa che la sua ambizione nella vita è sempre stata quella di produrre pantaloni molto comodi per tirare calci in faccia alla gente. Be', ci è riuscito. Eccome, se ci è riuscito.
Un capo ACRONYM possiede uno stile al di fuori del tempo e dello spazio: è un'estetica eterna, forse più appropriata per un ninja cyberpunk o, appunto, il personaggio di un videogioco piuttosto che per una persona vera, che si deve presentare tutti i giorni in pubblico e avere interazioni umane diverse dai calci in faccia. Ma per quello c'è sempre H&M.
Ogni capo è prodotto a mano da artigiani esperti eccetera, E VORREI BEN VEDERE visto quello che costano, ma i materiali sono tecnologia futuribile, e il design richiede una ingegnerizzazione avanzatissima di ogni piega e ogni taglio. E al tempo stesso sembrano prototipi grezzi fatti in un laboratorio clandestino, in due o tre esemplari destinati soltanto a supersoldati ninja mutanti.
Probabilmente è proprio così, visto che i capi compaiono sul sito senza preavviso, vanno esauriti nel giro di pochi giorni, non tornano mai più (o quasi), e usati costano come nuovi.

Nel grande videogioco dell'abbigliamento, insomma, ACRONYM si colloca decisamente al livello di difficoltà VERY HARD. È il suo fascino.

Lo-Rez: arte, storia, web design
27 . 09 . 2019

Pigro!

No, non l'ho ancora installato Super Mario Kart. Lo so, avrei dovuto, è mio dovere per stilare un editoriale come si deve, ma proprio non mi è venuta la minima voglia di farlo. E poi, una volta che ci ho giocato cosa faccio? Mi metto a fare un pistolotto socioeconomicoglobale come ho fatto ai tempi di Mario Run? Tanto non li voglio comprare i contenuti a pagamento, quindi riuscirei a raccontarvi dell'esperienza di gioco solo fino a un certo punto, avrebbe comunque senso?
Intanto ho Super Mario Kart sulla Playstation Classic, visto che ho deciso di riprodurre la collezione per SNES Mini come ho fatto per il (prossimo venturo) Megadrive Mini, ma anche in questo caso non ci ho giocato. Il tempo libero che mi è necessario per provare un gioco con un po' di continuità è solitamente molto più esteso di quello che ho a disposizione usualmente. Sono diventato così privo di stimoli che ormai ignoro direttamente le ML dell'humble bundle, per paura di prendere altri giochi che comunque non giocherò.
Non dovete essere depressi anche voi però, sono certo che avete ancora tutte le ragioni per essere appassionati al mondo dei videogiochi e là fuori ci sono ancora mille avventure che vale la pena di giocare. Al contrario di Lo-Rez io non ho scritto molto su Death Stranding però non ho resistito alla tentazione di guardare il trailer ed è evidente che è un gioco che contiene qualcosa. A parte l'idea disturbante di pluggare un cavo in un feto come pure quei cordoni ombelicali che legano Mikkelsen ai suoi sodali demoniaci l'estremizzazione del free roaming, con l'accento esplicitamente sul roaming, potrebbe essere una grande idea. Lo dico però così, in modo asettico, perché tra le tante cose che non sono, non sono nemmeno un adepto di Kojima. Dipenderà, magari, dal fatto che non ho mai veramente giocato nessuno dei suoi giochi e che persino in Metal Gear (che ho sempre su PS Classic) sono arrivato al primo boss senza nemmeno provare ad affrontarlo sul serio.
Pigro. Sono pigro. Sono pigro persino in termini di serie TV, tanto che ho deciso di non iniziare niente e esaurire solo quelle che ho a dietro ora, in attesa che cominci l'autunno, con il suo consueto carico di serie standard. Quest'estate sono stato letteralmente bombardato da notizie inutili sulla Crisi delle Terre Infinite dell'Arrowerse a causa dei feroci algoritmi di google. In merito il mio hype è limitato perché non son un grande estimatore dei multiversi, però devo dire di adorare il lavoro relativo alla supercontinuity che la DC sta facendo, continuando a reclutare gli attori di vecchie serie TV non collegate a questo progetto come se in effetti la forza dei personaggi attraversasse il multiverso in termini che trascendono il volere degli autori. Per il resto forse ne parleremo più avanti. Magari avrò anche due paroline su Gotham, quando la finirò, perché è una specie di guilty pleasure su cui però potremmo anche fare qualche interessante riflessione.
Pigro. Tremendamente pigro. Ho anche comprato dell'hardware nuovo, roba che non facevo da anni, giocattoli per sopravvivere alla crisi di mezza età. Il corriere diceva sarebbe venuto venerdì, poi venerdì forse è stata una giornata complessa tra climate change e altro e non si è presentato. Quindi io non ho potuto giocare, come speravo, nel weekend e di certo non posso neanche parlarvi dell'argomento qui. Altro tempo gettato, sprecato sull'altare del lassismo.
Pigro. Così pigro che credo che questo editoriale lo finirò qui. Possibile che quando non ho a disposizione (discutibili) anime da recensire faccia ormai così fatica a parlarvi? E' la realtà che non ha più spunti? E' la realtà che si è fatta troppo poco emozionante per me? Chi lo sa. Di solito, a prendersela con la realtà, la realtà vince sempre. La realtà ha sempre tutte le carte migliori. Sarà che ce le ha realmente.

“Sandra looks very good in / long gowns / Sandra could probably break / a man's heart / I hope she finds / one.”

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