Strip
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13 . 07 . 2019

Never Ending Story

La penombra refrigerata del data center, ovvero “Sala Macchine” per gli inguaribili nerd che la frequentano, da sempre ispira ai nostri personaggi Ingegneri pensieri alti e spirituali.
Anche quando sono lì soltanto per sfuggire alla calura estiva, magari con il pretesto di un'anomalia in qualche log.

È estate anche dall'altra parte dei nostri schermi: la terza stagione di Stranger Things è uscita il 4 luglio e si svolge attorno al 4 luglio. Del 1985, ma quello è solo un dettaglio. Mi rammarica molto non poter offrire su questo sito ciò che ci si aspetta da noi, ovvero un'opinione impopolare, un giudizio tagliente, una critica impietosa...! Ma Stranger Things fa breccia nel mio cuore di bimbetto degli anni '80: è così, se voglio mantenermi brutalmente sincero sempre devo ammetterlo. Sarà anche una nostalgia artefatta, costruita artatamente per biechi fini commerciali; ma non sono solo le bici e le radioline e le Nike e la Coca-Cola e Ritorno Al Futuro, è anche l'ineffabile ricordo delle estati della nostra infanzia, conflagrato insieme all'infanzia e alle estati mostrate nel cinema di quella decade (la migliore di sempre).

E poi è estate anche nella savana africana dove regna il Re Leone, ma lì non vale.
Del film mi frega una cippa, sia di questo rifacimento che di quello originale, ma siccome è l'Arte stessa ad essere chiamata in causa dalle inevitabili polemiche, vale la pena di parlarne.
Naturalmente le polemiche sono in sordina, perché parliamo di un film Disney e basta che la mano del padrone dia un lievissimo strattone al guinzaglio per richiamare all'ordine l'intero settore dell'informazione, e sopprimere sul nascere qualsiasi critica. Eppure perfino i bifolchi senz'anima che battono a caso le dita sulla tastiera per produrre il Giornalismo Contemporaneo, un nuovo articolo ogni 15 minuti, si sono accorti che qualcosa non va.
Cosa succede se si prende un film d'animazione e si tolgono le animazioni per sostituirle con il prodotto della più raffinata grafica computazionale mischiata a Franken-video naturalistici in presa diretta? Succede che sembra di guardare non il sogno della nostra immaginazione, ma il sogno prodotto dall'immaginazione di una Macchina.
Affascinante, a modo suo. La tecnologia che rende possibile produrre immagini del genere è un'impresa monumentale che rende gloria all'umano intelletto. Ma c'è più arte in un pelo di Pumba (quello vecchio) che in tutti i terabyte di questo nuovo film.
Come direbbe Marcella Leonardi, poetessa del Cinema: “Più che di regia si deve parlare di ripresa”. Certo, è una tecnica di ripresa che non è mai stata tentata prima, che si svolge interamente in uno spazio virtuale ricostruito attorno al regista, e in cui il regista può spostare la telecamera virtuale a piacimento per riprendere gli scenari virtuali: cyberpunk a più non posso. Massimo rispetto. Ma alla fin fine mi sembra che sia stata fatta tanta fatica per nulla.

Lo-Rez: arte, storia, web design
13 . 07 . 2019

Un po' più piccolo

In questa console war asimmetrica in cui le due grandi case continuano a sparare proclami e tutti gli altri portano avanti iniziative atipiche, torna a farsi avanti Nintendo con un grande classico del suo business: prende il suo prodotto di successo, modificarlo dicendo che così è più economico, venderlo dimenticando di aver detto che era più economico e rifare gli stessi numeri della prima uscita, come se tutti quelli che hanno già la prima versione non avessero capito che della versione nuova non hanno bisogno.
Dopo aver costruito il successo di Switch sulla sua modularità, sul suo essere una console casalinga come le altre, ma con delle opportunità pervasive, ecco apparire Switch Lite, un grosso gameboy color.
Il principio della Switch Lite è avere le possibilità di gioco della Switch, ovvero attingere al suo stesso parco titoli, ma fruire tutto mediante un device ultracompatto, con i due controller saldati ai lati dello schermo e nessuna possibilità di portare lo schermo altrove. Qualcosa che già la Switch proponeva, ma come possibilità in mezzo a tutte le altre modalità di gioco. Il primo dato interessante è che, sottilmente, questo privilegerà da oggi una modalità di gioco (la handheld) sulle altre. E' ovvio che sarà sempre lecito per gli sviluppatori andare a cercare soluzioni di gameplay che sfruttino a fondo i Joy-con, ma lo dovranno fare sapendo di tagliare fuori una parte di utenza. Sappiamo perfettamente che la spinta a disegnare sistemi di controllo bizzarri basati sugli altrettanto bizzarri device messi a disposizione da Nintendo non è mai stata robusta, anche perché l'utenza è usualmente pigra e refrattaria a queste soluzioni e oggi si aggiunge questo nuovo elemento per deprimere questa pulsione. Niente di tragico, ma ci piace constatarlo.
Dobbiamo anche accettare che Switch Lite è una console tascabile perché si tiene in mano (tanto che ne hanno diminuito il peso) e perché la si gioca senza un televisore. Ancora una volta, quindi, abbiamo modo di guardarci in faccia e chiederci se forse non possiamo determinare come conclusa l'epoca del 3DS. E' stata un'epoca gloriosa, come tutte le epoche dei portatili Nintendo e anche se la console ci abbandonasse avrebbe ora un degno successore, ma è al tramonto. Lo scarto di prezzo (da sito ufficiale) sarebbe di cinquanta dollari, pensando al mercato di chi non possiede console Nintendo pensate veramente che oggi avrebbe qualche ragione per non spenderli?
Stringiamo ora sulle conclusioni: questa di Nintendo è una buona mossa? Vi dirò, a me non sembravano granché nemmeno mosse similari intraprese in passato, come quella del 2DS eppure la casa di Mario, tutte le volte che ha operato restyling del genere ha sempre avuto una risposta da parte del pubblico notevole. Sinceramente, da non possessore di Switch, ho riflettuto su cosa avrebbe significato buttarmi su questo Lite, ma alla fine ho deciso che si tratta di un prodotto che non viene incontro a nessuno dei miei bisogni. Se volessi una console Nintendo per lo sfizio, diciamo, di giocare a Zelda, vorrei che mi permettesse di farlo su televisione, dove fruire meglio il prodotto. Se volessi, per l'appunto, qualcosa di portatile invece, nel mio caso continuerei a godermi il 3DS, il cui parco titoli per quel che mi riguarda non si è ancora esaurito e che, pur avendo una qualità tecnica inferiore, comunque per il tipo di esperienza lo trovo pienamente sufficiente. Paradossalmente suona quasi come un gadget da ricchi per chi è giò possessore di Switch e vuole il miglior local multiplayer possibile con tutti e due i giocatori con a disposizione uno schermo. Forse però sono io che non vedo la fetta di mercato che questo prodotto va a coprire e quindi è sensato vederlo acquisire tutto un nuovo tipo di utenza che contemporaneamente spingerà la nuova macchina e ingrosserà le fila degli utenti Nintendo. Di certo è difficile vederla come una mossa strettamente legata alle logiche della console war presente, ma tutto il life-cycle di Switch è completamente avulso a quella per cui non è nemmeno così folle che sia così. Ninendo non è più fatta per un certo tipo di guerre e nell'accettarlo ha forse fatto una delle sue mosse più intelligenti.

“Siamo le ragazze / Di porta venezia / Guidate dalla brama / Mosse dall'inerzia / Panta della tuta / Piumino vita alta / Occhi a cilindretto / Pronte per la svolta”

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