Strip
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29 . 06 . 2019

Cristina D'Avena

Partecipare ad un concerto di Cristina D'Avena è un'esperienza trasformativa del nostro vissuto infantile in chiave freudiana.
I Gemboy sul palco le si strusciano contro platealmente come cani in calore. I fan dal pubblico le urlano apprezzamenti irriferibili. Hashtag “Escile” come se piovesse.

E lei? Lei è la Regina della Notte: bella, magnifica e senza un'età. Entra in scena come una diva, a metà spettacolo sta cucinando frittelle sul palco con addosso un grembiule da cucina, e sul finale apre il suo cuore al pubblico con un monologo commosso e toccante e sincero. È sfuggente, intelligente, dotata di grande senso dell'ironia. Tutti i meme e tutti gli hashtag non possono contenerla. Una donna forte da ben prima che donnicciole deboli lo sbandierassero su Twitter.
Voglio Cristina D'Avena in un gioco di Hideo Kojima: sembianze, motion-capture e doppiaggio, il pacchetto completo. E in più canterà il tema principale, ovvio.
Di più: Cristina D'Avena e Keanu Reeves coppia dell'estate 2019.

Dei suoi meriti canori (?) ha parlato diffusamente Cymon su queste pagine, nelle sue maniacali recensioni (se questo non fosse FTR, ci sarebbe da preoccuparsi).
Cristina D'Avena è parte di ciò che siamo, e ne possiamo andare fieri.

Sono stato e forse sono tutt'ora su una roccia che affiora dal freddo Atlantico del Nord, dove le verdi brughiere sono spazzate senza sosta da venti di burrasca. Se mai riuscirò a tornare, riprenderemo a parlare di tutti i videogiochi del mondo.

Lo-Rez: arte, storia, web design
29 . 06 . 2019

Polimà

Quando è stato annunciato Infini-T Force, anime celebrativo della Tatsunoko in CG che comprende Gatchaman, Hurrican Polimar, Kyashan e Tekkaman ho pensato che fosse una grandissima figata e che gli sarei corso appresso appena uscito. Quando poi lo ho visto disponibile su VVVVID però mi sono un po' bloccato, per due motivi. Il primo è che ormai i mashup e gli amarcord non sono più eventi, ma una consolidata prassi di marketing e che quindi non c'era niente di cui esultare, il secondo il fatto che i cartoni suddetti non rappresentano veramente la mia infanzia, anche se miei bizzarri processi mentali possono far pensare il contrario. La verità è che io, classe 79, non sono davvero la prima generazione di fan di cartoni giapponesi perché oggettivamente molti prodotti sono stati trasmessi quando ancora non avevo un'età tale da capire cosa vedevo su schermo. Potevo anche farmi ipnotizzare dai colori, dalle parole giapponesi urlate e dalle esplosioni, ma non capivo realmente cosa stavo guardando. Quindi oggi non è realmente il diritto di adorare eroi che, sostanzialmente, non mi appartengono.
Poi, beh, sapete come va a finire. C'è quel momento in cui proprio proprio non c'è niente da vedere e allora vada come vada decidi di cominciare a guardarla lo stesso. E la sensazione è stata un po' straniante perché alla fine sì, qualcosa è risalito dai ricordi in maniera inconscia e allora quando Hurrican Polimar urla "Polimàdrill" ho sentito una specie di eco lontana, un'idea di affetto che ha alzato di qualche tacca il gradimento per la serie (per la cronaca, Hurrican Polimar è l'unico, di tutti, di cui ricordi distintamente qualcosa, forse perché l'ultimo realizzato).

Ma quindi di cosa stiamo parlando? Infini-T Force unisce quattro cartoni decisamente lontani come quelli elencati sopra con il tipico espediente del multiverso. Un personaggio inquietante, Z, vaga per i mondi paralleli distruggendoli. Nel momento in cui assale quelli dei nostri eroi, però, non riesce ad avere totalmente la meglio su di loro, sbalzandoli invece su un mondo che è un po' più il nostro. In particolare, nello scontro con Ken, Z perde anche la fonte del suo potere, il Case, che finisce nelle mani di Emi, ragazza un po' chiusa in sé stessa con grossi problemi di infelicità. Inutile dire che i quattro eroi le si riuniranno attorno e la aiuteranno sia a risolvere i suoi problemi sia a salvare l'universo, combattendo sia contro Z sia contro una schiera di particolari villain a lui alleati.

Per quanto parliamo di una serie celebrativa gli autori si sono impegnati molto a costruire un impianto di personaggi e trama autonomi. I personaggi originali di Emi, Z e i cattivi hanno un background e un design abbastanza ricco, che gli permette di reggere ottimamente le parti che hanno nella vicenda. Interessante, invece, come i quattro eroi siano stati fortemente caratterizzati accentuando delle differenze di carattere che forse non avevano così esplicite nelle serie di partenza. Ken, probabilmente perché viene dalla serie più vecchia, è considerato un anziano (ha 24 anni), ma soprattutto sembra anche appartenere a un mondo fermo agli anni 70, senza cellulari e diavolerie elettroniche. E' il personaggio su cui si concentra più l'attenzione, quello che si elegge leader e che rappresenta la vera controparte di Emi. In Kyashan vengono sottolineati gli aspetti particolarmente tragici della sua vicenda (come già avvenuto in altre opere successive alla serie originale) e gli viene data un'apatia da essere artificiale che accentua il suo essere sempre un escluso. Tekkaman si presenta invece come lo scienziato del gruppo, con un atteggiamento da intellettuale e occhialini d'ordinanza. Hurrican Polimar (che per trama è anche quello sulla nostra Terra da più tempo) è portatore di un travolgente entusiasmo giovanile. In tutti e quattro i casi sembra che si sia voluto sottolineare come questi eroi, nati in un'epoca in cui la narrazione era ancora acerba, pur con la loro ingenuità coglievano degli aspetti molto profondi dell'animo umano e nel momento in cui li si porta fuori dalla gabbia delle loro serie riescono comunque a camminare con le loro gambe e comunicare qualcosa. Aggiungo io: il lavoro CG rende anche splendido il loro aspetto, con dei costumi aggiornati non molto rispetto agli originali, ma realizzati in modo molto muscolare e affascinante, dimostrando come basti poco ad attualizzare un charadesign fatto con mestiere perché sia godibile anche a 50 anni di distanza.

Tirando le conclusioni Infini-T Force è innanzitutto una gioia per gli occhi. A parte le scene scolastiche la CG fa un ottimo lavoro sia nel presentare gli eroi sia nel farli combattere. La coreografia delle varie situazioni è ottima, così come i colori e la regia. Per quello che riguarda la trama il personaggi di Emi è molto bello, con tutti i suoi problemi, soprattutto all'inizio e anche la psicologia di Z ha dei twist interessanti. Su procedere della vicenda invece la linearità finisce con lo stancare, perché in gran parte tutto vive sul riproporre, a rotazione, scontri di eroi e cattivi, fino alla battaglia finale, qui si rinverdendo quella che era l'ingenuità di un tempo.
In generale, comunque, è una serie da mettere tra le consigliate, perché l'epicità dei suoi protagonisti funziona. E' interessante notare che il genere di cui faccia parte sia praticamente morto nel mondo dell'animazione giapponese e come, allo stesso tempo, sia il genere supereroistico che tanto è in voga in occidente. Oggi, certo, negli anime la proceduralità su cui più o meno campavano questi prodotti non possiamo più vederla, eppure un lavoro che ne recuperi i lati positivi e ne approfondisca la drammaticità è qualcosa che potrebbe fare bene a tutti.

“Se vivrò comprerò una nuova gomma da cancellare”

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