Strip
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21 . 06 . 2014

Fulton Recovery System

Nella strip oderna non compaiono personaggi femminili perché disegnarli avrebbe richiesto troppo lavoro e risorse superiori a quelle disponibili per questo fumetto. O almeno così avrebbe spiegato la situazione Ubisoft.
In realtà, più semplicemente, il retro di una sala giochi dove si tengono incontri competitivi clandestini non è esattamente il genere di posto che uno si aspetta pulluli di fanciulle.
Certo che questa Ubisoft è davvero incorreggibile: perfino all'apice della gloria, quando presenta il nuovo Assassin's Creed tra gli osanna della folla, non riesce ad evitare clamorose cadute di stile, come le suddette scuse per giustificare l'assenza di protagonisti femminili nel gioco. Nel mondo dei miei sogni, Jade Raymonds in persona (lei sì protagonista femminile!) nel suo ruolo di produttrice avrebbe difeso la scelta di proporre un altro assassino maschio con l'unica motivazione sensata: è il suo gioco e vuole farlo così, gli altri sono liberi di farsi i loro, di giochi, e metterci dentro i personaggi che più gli aggradano.

Messe da parte le sciocchezze, veniamo alla sostanza di questo editoriale, che saranno le mie impressioni sull'E3 2014 che si è tenuto a Los Angeles qualche tempo fa (abbastanza perché tutti se lo siano già scordato).
Mi rendo conto di essere vecchio, di arrivare sulle notizie dopo che sono ormai soltanto cronaca d'archivio, ma come dicevo la volta scorsa seguire con distacco le vicende di questa industria ha i suoi vantaggi. In ogni caso non ho granché di acuto e originale da addurre su questa fiera, sono rimasto anch'io ammaliato dagli stessi video che hanno fatto sbavare le masse.
Assassin's Creed Unity si è svelato in un video strepitoso, ma sono i filmati di gioco a colpire ancora più duro: è una bella novità, per una serie che ha subito la morte cerebrale almeno 3 o 4 anni fa.
Poi mi ha colpito The Order: 1886, ma in questo caso solo per l'ambientazione.

Square Enix è stata tanto garbata da astenersi dal mostrare Final Fantasy XV, lasciando così campo libero a tutti gli altri per contendersi il mio stupore. E dunque è ancora una volta Metal Gear Solid a regnare incontrastato: con questo nuovo filmato promozionale Hideo Kojima ha rapito ancora il mio cuore. Il gioco, per quanto mi riguarda, è solo una scusa per consentire a Kojima di dirigere video come questo.
Ma no, in fondo anche il gioco vuole la sua parte... come si fa a non amare un titolo che permette di spedire via pallone aerostatico delle sventurate pecore alla Base Madre (un'operazione di dubbia utilità, ma non importa)? E questo Fulton Recovery System è solo un esempio della follia che pervade anche questo MGS, carico di dettagli come i cavalli che ogni tanto fanno i loro bisogni, perfino mentre li cavalca Big Boss in persona verso un tramonto oltremodo epico.

Però, per tornare al discorso iniziale, forse ha proprio ragione Ubisoft, e questo Electronic Entertainment Expo ci rivela una verità profonda.
Persino per un team di sviluppo multiculturale, dislocato in tutto il mondo, composto da centinaia di professionisti di ogni settore, con un budget colossale a disposizione... rappresentare realisticamente una femmina umana è un'impresa davvero impossibile.

Lo-Rez: arte, storia, web design
21 . 06 . 2014

Summer of Gabe

Ah! I giochi di carte collezionabili! E' un sacco di tempo che non ne parliamo, comincerete persino a pensare che sono guarito dalla malattia! Invece no, ma il tempo per l'editoriale a riguardo è di là da venire.

Non c'è fiera o evento mediatico che tenga, durante l'anno c'è un solo momento in cui il mondo PC sale alla ribalta e, improvvisamente, si scopre pieno di appassionati: quando escono i saldi di Steam.
Steam funziona con quel modello di business che proprio tutti pensavano non potesse funzionare ai tempi della lotta alla pirateria: stringere la catena di distribuzione, presentare un modello di acquisto semplice, far crollare i prezzi per i giochi usciti da un po' di tempo. Steam sembra campare bene con questo modello, le major collaborano con lei e non gridano al sabotaggio, i giocatori sono pieni di giochi originali senza sapere perché.
Si, perché purtroppo il videogiocatore medio con un certo gusto per il gioco originale ha passato anni ad ammassare ricchezze per ottenere un titolo. Quello stesso giocatore, oggi, per prezzi irrisori, porta a casa dei AAA anche in numeri di quattro o cinque alla volta. Il suo senso del desiderio è capovolto, la sua mente smarrisce, le sue ghiandole salivari vanno in overflow. Il risultato è che a volte finisce con l'avere nella sua collezione dei giochi che non giocherà mai.
E, curiosamente, durante i saldi di Steam nessuno si lamenta che tal gioco è uscito solo per Playstation, nessuno si chiede come mai la conversione di talaltro sia arrivata così in ritardo, nessuno si preoccupa dei DLC diversificati per piattaforma. Il popolo PCista scopre di avere a disposizione una collezione di giochi illimitata, di alta qualità, con buon sfruttamento del proprio hardware e di avere all'incirca le stesse occasioni di scelta dei consolari. Perché il mondo delle conversioni è un mondo inesorabile, è un mondo dai costi limitati, un mondo grigio di persone che lavorano senza la pressione dei media e che, quando hanno finito, non leggono il proprio nome sulla prima pagina dei giornali, ma in trafiletti laterali. Eppure è un mondo che esiste e il popolo silente dei saldi di Steam gli è grato, anche se a modo suo. Perché non andrà nelle piazze a celebrare il day one, non si accalcherà nei negozi, non andrà a recuperare il gioco appena uscito giusto per poter scrivere nei commenti alla recensione "ce l'ho già" o "l'ho già finito" per farsi bello. Il popolo di Steam aspetterà, aspetterà con la fredda logica dei piciisti che per anni hanno fissato monitor per stabilire la mossa giusta negli strategici a turno. E prima o poi, prima o poi ecco che verrà il momento di comprare e allora, al di là di spendere 5, 10, 100 ore su un titolo clamoroso e memorabile, i PCisti godranno la gioia del possesso, una gioia completa, onesta e illimitata, una gioia che sfocia, a volte, nel feticismo.
La gioia del possesso un tempo era quella che ti faceva esporre le scatole dei titoli più blasonati sugli scaffali di camera tua. Oggi i supporti fisici non ci vengono più granché in aiuto, molto meglio comprare gadget di contorno se proprio proprio si vuole, ma la gioia del possesso rimane. A volte è solo una schermata di riepilogo nella propria libreria virtuale. E' effimera? E' limitata? Certo, ma durante i saldi di Steam bastano pochi euro per rinnovarla. E rinnovarla ancora. E ancora.

“Time will tell on their power minds / Making war just for fun / Treating people just like pawns in chess / Wait 'till their judgment day comes / Yeah!”

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