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serie
30/11/2k19 - La esegue lo stesso: Che in fondo sta cosa di mettere condizioni è un'imposizione da professoroni
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30 . 11 . 2019

Mistero

La coscienza di un uomo (a maggior ragione se Ingegnere) è come acqua che egli tiene tra le dita intrecciate: se quell'uomo le allenta appena, splash... ma Lo Stagista Vietnamita è giovane e lo perdoneremo, perché non sa quello che dice.

Incombe ormai sopra le nostre teste il periodo delle festività natalizie. I suoi araldi: i crepuscoli nebbiosi con qualche lucina sparsa, e l'orgia dei consumi che riduce le masse a zombie vaganti per negozi. Noialtri naturalmente ci chiamiamo fuori dalla mischia: noi siamo Angeli, dopotutto, e non creature terrene come voi miserabili. (In più ACRONYM purtroppo non fa sconti, né ora né mai.)
No, noialtri siamo sensibili a ben altre tradizioni. Come radunarci in casa per la visione di qualcosa di Guerre Stellari, qualcosa purchessia. Ed è subito natale. Fin dallo speciale degli Ewoks di cui ho confusi ricordi d'infanzia... e che senza dubbio quel marrano di JJ Abrams stuprerà selvaggiamente nel suo ultimo film.
Ma insomma, prima che giunga su di noi Episodio IX con tutto il suo carico di responsabilità, i nostri giorni d'avvento saranno accompagnati da altro materiale marchiato Guerre Stellari: la serie The Mandalorian.
Non mi interessa parlare qui del come e del dove, qui parliamo di Arte e le logiche della distribuzione sui mercati internazionali, con annesse polemiche e dibattiti, ci scorrono addosso come acqua fresca. Solo l'arte resta.
Mettiamo dunque che uno sia in grado di accedere alla visione di questi episodi da mezz'oretta l'uno: che spettacolo! Questa serie davvero è quanto di più vicino a Guerre Stellari (1977) sia mai stato fatto in questi 40 anni. Il ritmo, i toni, i dialoghi, l'estetica: tutto rimanda ad un'epoca più semplice e ingenua. No intrighi e misteri! Una storiella semplice, gente che parla poco, e paesaggi desolati.
Tutti questi Misteri ci hanno rotto...! Pare che sia d'obbligo ormai accumulare misteri su misteri su ogni minima stupidaggine, con serie che cominciano dal fondo e poi ci fanno vedere spezzoni di storia alla rinfusa, intrighi bizantini, mezze parole e frasi interrotte, allusioni vaghe e scene fuori campo... E tutto solo per trascinare lo spettatore al gran finale, facendolo Dibattere Sul Web™ (!) nel frattempo in modo che generi pubblicità.

Il Mandaloriano è un uomo semplice, che conduce una vita semplice. Basterebbe questo a rendere la sua serie meritevole. L'ho già detto? Niente misteri. Quattro episodi e non c'è l'ombra di un mistero, c'è soltanto avventura onesta a portata di bambino. L'ultimo episodio mi ha un po' deluso per come usa l'archetipo di Kurosawa senza nemmeno provare ad aggiungere del suo, ma va bene lo stesso. Molto meglio così, piuttosto che introdurre uno stradannato Mistero.

Lo-Rez: arte, storia, web design
30 . 11 . 2019

Another step to boomerness

Quando quattro anni fa mi spostai nella casa dove mi trovo ora decisi di darmi un nuovo PC. Nel farlo andai contro tutto quello in cui avevo creduto fino a quel momento, perché ormai l'era delle decisioni forti e dei comportamenti eroici era passata. Volevo un PC Portatile con sopra Windows. Lo volevo Portatile perché i tower arredano malissimo e perchè l'idea di spostarlo, magari per usarlo sul balcone, mi allettava. Volevo un Windows perché dopo anni a chiedermi cosa avrebbe funzionato sulla mia Linux e quanto ci avrei messo a trovare une escamotage per far andare certe cose ero deciso ad avere qualcosa che avesse bisogno delle capacità mentali dell'utente medissimo. Volevo anche un PC su cui girassero i videogiochi altra cosa a cui avevo rinunciato per anni. Presi un i5 Pentium con scheda dedicata Radeon e tutti i crismi, non un top gamma, ma qualcosa che doveva essere capace di farsi rispettare, una volta installato Steam.

Per questi quattro anni quel PC mi ha servito bene. Ok, il programmatore che è in me ha sofferto molto l'assenza di Linux, rimediandovi malamente con delle VirtualBox, ma quella era una necessità decisamente marginale. Per il resto, invece, sono stato soddisfatto. Non stiamo parlando di un top gamma, per il gaming, ma sono tutt'oggi talmente indietro sull'argomento e i miei gusti sono talmente bizzarri (avete presente tutti quei post sugli emulatori) che non ho mai sentito il bisogno di alzare i dettagli al massimo o cose del genere.

Quest'estate, purtroppo, il mio PC ha cominciato a mostrare i segni di un brutto danno che lo portavano a spegnimenti casuali. Anche se ho provato a negare l'evidenza, ha finito con l'essere ovvio, con l'approssimarsi del Black Friday, che dovevo cambiarlo e così oggi vi sto scrivendo dalla mia nuova macchina (no, è più complesso di così, ma soprassediamo).
Nel decidere il mio nuovo computer (sempre portatile, sempre Windows) e non volendo spendere una fortuna sono ovviamente sceso a compromessi, compromessi di cui sono soddisfatto, ma che dimostrano, in questa mia soddisfazione, quanto io sia ancora più vecchio di quattro anni fa. La cosa però non mi disturba minimamente.
Ormai non esistono più mezze misure. Se vuoi un computer ad alte prestazioni è perché vuoi un PC da Gamer. Sotto certi punti di vista è interessante come la Master Race abbia influenzato il mercato odierno. Qui su FTR abbiamo parlato a lungo di come il gioco PC sia morto e di come non interessi più, la realtà dei fatti invece è che il gioco PC determina il mercato dell'hardware per una grande fetta. I videogiocatori sono un pubblico esigente, pronto a spendere soldi, come tutti gli appassionati di un certo hobby. Non sono certo i casual, ma come esistono strumenti di un certo livello per i musicisti o per chi pratica sport o per chiunque voglia investire nel suo passatempo, così i videogiocatori hanno pretese che portano i prezzi a certi livelli che possono sembrare assurdi per chi videogiocatore non è, ma che in realtà rappresentano solo un investimento per la propria passione. Paradossalmente, siamo arrivato al punto in cui, a parte loro, nessuna categoria ha bisogno di un PC alta fascia. La maggior parte dei programmi ormai girano su configurazioni medie e chi è veramente bisognoso di risorse, come per esempio per grafica, editing video e attività del genere è quasi sempre su piattaforma Apple (per misteriose ragioni che ora non questioneremo). In questo scenario una persona che ha deciso di non impegnarsi nel gaming come un Vero Videogiocatore, ma che vorrebbe anche un po' di potenza di calcolo per quello si trova col dover scegliere a cosa rinunciare o arrivare comunque a spendere qualcosa intorno ai 600-700 euro che non sono i 1500 euro del PC da Master Race, ma sono lontani dai PC da 400-500 euro che sono ovunque e che sopperiscono perfettamente a un uso comune.
Di fronte a questa scelta ho deciso di fare un ulteriore passo nell'anzianità. Via la scheda video dedicata, via il processore che può farcela, alla fine ho optato per un AMD Ryzen 3 con scheda RADEON Vega che è quel PC che "senza pretese fa andare la roba con risoluzione media e dettagli così così". E ne sono felice, perché in cambio ho preso un SSD e adesso che vedo come gira il PC con l'SSD credo non mi sarebbe difficile farne a meno. Purtroppo Windows ha il dono, quando si presenta una tecnologia, di renderla subito indispensabile e considerando come il mio vecchio computer arrancava in avvio il fatto che ora ogni click corrisponde a una rapida risposta è qualcosa a cui non posso rinunciare, per tutti i videogiochi del mondo.
Dopotutto siamo seri, da quando il modello di business dell'Humble Bundle è cambiato non prendo più videogiochi e tutte le esperienze migliori dell'ultimo anno sono passate dalla Playstatio Classic. Forse bisogna solo che si guardi in faccia la realtà.

Bene, affidata questa riflessione dolceamara a FTR direi che posso anche togliere le tende per oggi. Naturalmente cambiare PC non è solo ammettere di essere più vecchi, ma anche avere un giocattolo nuovo con cui pasticciare. Non crediate quindi che tutto questo testo non nasconda anche dell'entusiasmo. Ci vediamo comunque settimana prossima!

“Dove siamo arrivati?
Uomini religiosi combattono la libertà, mentre amici della libertà combattono le religioni, spiriti nobili e generosi vantano la schiavitù e anime basse e servili preconizzano l'indipendenza; cittadini onesti e colti sono nemici di ogni progresso, mentre uomini senza patriottismo e senza costumi si fanno apostoli della civiltà e della scienza.” - Alexis de Toqueville

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