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613, 27/04/2013 - Il Cloud Cloud
613
27 . 04 . 2013

XII

Alla nostra età ormai i compleanni non sono più una ricorrenza che accogliamo con gioia. Nostro malgrado, dobbiamo riconoscere di aver cominciato a fare questo fumetto 12 anni fa, il 28 aprile 2001. Il primo decennale ce lo siamo lasciato alle spalle, non senza averlo celebrato adeguatamente. Ma non sono qui per dirvi come andrà a finire. Posso solo dirvi com'è cominciata, eccetera.

Prosegue, per concludersi qui, la mini-mini-mini-serie iniziata la settimana scorsa, in cui Bob è alle prese con il Cloud. La battuta di oggi era scontata, si sa, ma non farla sarebbe stato sprecare un'occasione perfetta.
Da notare che proprio in questi giorni anche la mia vita lavorativa si intreccia fortemente con il Cloud, per una di quelle coincidenze sovrannaturali che da dodici anni ci accadono in relazione a questo fumetto. Ormai non mi stupisco più: semplicemente queste pagine seguono lo Spirito dei Tempi, con una loro volontà indipendente da quella di noi autori, e spesso anticipano cose che noi ancora non sappiamo.

Non è successo nulla di interessante questa settimana nel settore videoludico. Lo dico per far polemica: in realtà ci sono stati un paio di annunci, ma il modo in cui funziona il giornalismo in questo settore mi dà il voltastomaco e cerco di ignorare tutte le cosiddette notizie. A volte anche il silenzio è un evento molto interessante, ad esempio se pensate a come lo scandalo di SimCity, un gioco che tuttora viene venduto non funzionante, sia completamente sparito dai siti di notizie videoludiche. Per un po' i più coraggiosi hanno giocato a fare i giornalisti veri, fingendo di indignarsi: ma appena possibile hanno seppellito tutto.
L'uscita di Fire Emblem per 3DS è stata adeguatamente incensata da Cymon: e chi se lo aspettava? Proprio lui che esalta un RPG strategico orientale... penso che il 3DS gli stia davvero facendo male. Ancora un po' e comprerà l'edizione da collezione di Bravely Default al Day One (sì, magari quella con la Fatina e la copertina nera).
La cosa buffa è che stavolta a me invece di questo Fire Emblem importa ben poco... siamo davvero fatti al contrario. Ho giocato altri titolo sia di questa serie che del genere (Final Fantasy Tactics su tutti, ovviamente), ma in questo momento non riesco ad esaltarmi.

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E' così per fare la battuta più scontata e telefonata della galassia ci prendiamo in pancia un buco di trama che è solo estetizzato dal fatto che Cloud appare nei panni di Cloud e non nel suo vestito da pappone di traffichino del sottomondo videoludico. Ma l'occasione era troppo ghiotta per mancarla, non ci lasciamo mai scappare una bella toccata di fondo, qui a FTR, e sappiamo che a voi questo piace. O almeno ce ne siamo convinti. E questa convinzione ci ha portati avanti per dodici anni.
Scusate, sinceramente non mi faceva impressione il mero calcolo, non c'è quasi più nulla che mi faccia impressione a questo mondo, nemmeno i video promozionali della PS4, ma ammetto che a scriverlo ho sentito come un tonfo, come un attacco di piano, come un nitrito di cavalli sul nome Frau Blucher. Dodici. No, non è stata un'impressione, è proprio qualcosa di pesante qualcosa di pesante e inaccettabile, molto più pericoloso di quello che c'è stato gli anni passati perché è anche scandalosamente normale.
Intendiamoci, fin sotto la decina sono tutte ragazzate, poi ok, fai i dieci anni ma non ti ci soffermi, passi tutto il tempo ad ubriacarti e a urlare "anno del coniglio" di qui e "anno del coniglio" di là. Poi ovviamente l'anno del coniglio finisce e scattano gli 11, ma anche lì, non ce l'hai l'impressione che ci sia qualcosa che va avanti, l'unica cosa che ti va di sottolineare è che è finito l'anno del coniglio, si possono mettere via i piatti di carta, le tazzine, quella roba lì. Ora che hai messo via tutto sei così lontano da qualsiasi ricorrenza che non hai mica voglia di fare i conti. Poi ti distrai, passa un'altra estate, passa un altro inverno, escono un nuovo Fifa, un nuovo PES, un nuovo Call of Duty e tutta quella roba lì ed ecco che si fa ancora Aprile. Che è Aprile, giuro, anche se ho ancora su il plaid in cui mi avvolgevo a Gennaio. E pum, ti giri a prendere una cosa mentre si apre l'editor per fare l'editoriale e: dodici.
E, oggettivamente, cominci anche a chiederti perché. Voglio dire, magari lì fuori, dall'altra parte di questo schermo ci siete voi giovani, che siete quelli a cui viene acidità quando nomino il Megadrive, avete 22 anni come li avevo io dodici (e ridalli) anni fa. Voi non vi mettereste davanti a uno specchio a dire "Bene, succeda quel che succeda da oggi, ogni venerdì, mi metterò davanti al mio PC e mi metterò a parlare di quello che mi capita, mentre una grossa piennegiona con gente che dice frasi sceme farà finta di essere un fumetto online. Farò quest'attività per minimo minimo dodici anni". No, non lo dite, ma non l'ho detto neanch'io, figuratevi. Solo un serial killer arriva a questi livelli. Non c'era niente di progettato, niente di scontato. Ma oggi siamo qui. E sono passati dodici anni. E l'ho fatto, ve lo giuro. Lo so che su internet, alla fine, è facile truscarle robe del genere, ma la verità è che ogni venerdì da dodici anni io mi metto qui e scrivo come sto facendo adesso. Perchè? Ecco, siamo tornati alla domanda. Com'è possibile che un maledetto Ingegnere delle Tenebre abbia mantenuto una disciplina del genere per dodici (no, non mi ci abituo) anni e solo ora provi a chiedersi perché? Ma soprattutto come cacchio è che non riesce a trovare la risposta?
Non c'è molto altro da dire se, alla fine, quello che ho da dire lo ho da dire a me stesso. Come sapete gli anni stavano diventando così tanti che alla fine persino io avevo smesso di celebrare il compleanno. Era quello che volevo fare anche stavolta, giuro. Avevo pronta la recensione di Ironman 3. Non sarebbe stata una gran recensione perché gli Ironman alla fine mi lasciano sempre un po' meh in un senso o nell'altro, ma avrei riempito i miei fottuti k di caratteri così. E invece poi mi sono messo a scrivere dodici. E scrivere dodici ha fatto partire tutta questa roba. Perché, come vi ho sempre insegnato, è nel momento in cui si pronuncia il nome di un demone che si ha controllo su di lui... o che si permette a lui di avere il controllo su di noi. E così mi siete stati a sentire mentre cerco un senso in quello che ormai si è preso un terzo della mia vita. Senza trovarlo.
FTR, da dodici anni qui sull'internet. Così, perché ci andava.

“Why don't you ask him if he's going to stay? / Why don't you ask him if he's going away? / Why don't you tell me what's going on? / Why don't you tell me who's on the phone? / Why don't you ask him what's going on? / Why don't you ask him who's the latest on his throne?”

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