Credits

Cymon

Il leprotto ruspante dalla cresta vive prevalentemente nelle foreste dell'alta val Camuna. Si nutre di bacche e polenta taragna, costruisce il suo nid...cribbio ho sbagliato cassetta...
Dunque, seriamente. Nato in quel di Milano in data 18/3/1979 Cymon, in una notte con febbre a 43 (morbillo), ricevette in sogno una visita da Turing, Von Neumann e Topo Gigio. Mentre il terzo risultava stranamente taciturno i primi due istruirono il giovine affinché scoprisse i segreti del silicio, svelasse l'intrinseca malignità del loop infinito e, nelle pause, uccidesse il mostro finale di Sonic. Uscito nuovo da questo incontro epocale Cymon disse non una, ma ben tre frasi sagge rimaste nella storia: "Qui si fa il personaggio di Ultima o si muore", "Fatta la base di Dune2 facciamogli la festa" e "Ma cosa mi dici mai" (sapete, Topo Gigio...).
Deciso a diffondere il suo Verbo e la sua Sintassi nel mondo portò avanti diverse coraggiose iniziative, tra cui spicca senza dubbio la campagna contro il maltrattamento dei blocchetti di Tetris. Giunto alla maggior età, disgustato dal fatto che lo stato Italiano lo volesse a militare si convinse a chiudersi in un luogo di penitenza e riflessione dove temprare il proprio spirito in mezzo ad atroci dolori e fatiche, una roccaforte di intransigenza dove imparare la durezza della vita. Si iscrisse, insomma, alla facoltà di Ingegneria della sua città.
Già uscito a pieni voti dall'accademia della nullafacenza con diplomi in videogiochi applicati e smanettamenti politicamente corretti è solito passare il tempo a sperimentare su se stesso la teoria per cui una massiccia esposizione al computer provoca malattie psichiche. Al momento ha all'attivo due schizofrenie, una depressione e diversi sdoppiamenti di personalità (ehi, chi la sta scrivendo questa biografia?) però sostanzialmente si può dire in salute. Si bulla di giocare i più cervellotici strategici del pianeta sebbene sia in tutti questi una pippa e inveisce come un saraceno di Terra Santa davanti ai più gettonati FPS in circolazione. Possiede una feticistica passione per i giochi originali e ha compiuto cose inenarrabili coi libretti di istruzioni di Warcraft II e Starcraft. Ogni tanto riesce a convincere se stesso di saper programmare in C.

Lo-Rez

Cresciuto videoludicamente nella severa palestra dell'ATARI 2600 prima e di varie console a 8 e 16 bit poi, da bambino sognava di diventare Marine Dello Spazio oppure Elfo dei Boschi, ma ha dovuto rinunciare a causa della sua gracile forma fisica e delle orecchie non sufficientemente appuntite. Non saprebbe decidere se è Uomo di Console o Uomo di Computer, in quanto ama con passione qualunque forma di intrattenimento elettronico, campo nel quale e' dotato di gusto sopraffino e cultura enciclopedica.
Raffinato conoscitore di ogni genere di specialità videoludica, preferisce tuttavia il sapore particolare di RPG (soprattutto in stile giapponese) e First Person Shooter.
Somiglia nell'aspetto a un mezzelfo e indossa solitamente T-shirt con illustrazioni ispirate ai videogiochi e alla cultura hacker.
Il suo habitat naturale è costituito da anfratti tappezzati di artwork a colori di vari giochi e manga, in cui è ammassato ogni genere di apparecchi elettronici in un groviglio di cavi, schede e dispositivi di input.
Occasionalmente non disdegna visite in sala-giochi, sfogando sui coin-op le sue manie compulsivo/ossessive.
Costantemente in bilico tra il piacere sensuale del tenere fra le mani un joypad e il fascino romantico di nottate trascorse a battere oscure stringhe di codice su una tastiera, Lo-Rez ama considerarsi un Artista oltre che un computer-geek.
Si vanta di possedere il potere soprannaturale di padroneggiare alla prima occhiata il sistema di controllo di qualsivoglia gioco o interfaccia, di conoscere mistiche arti marziali, e di saper terminare un incontro a Soul Calibur in meno di 3 secondi. Perdendo, naturalmente.
Il suo hobby principale consiste nel collezionare RPG giapponesi per console, preferibilmente in lingua originale.

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
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