Strip
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22 . 02 . 2003

Ingaggio

La strip di oggi mi sembra molto nello stile di Penny Arcade: probabilmente era tempo per un po' di pura, sana satira videoludica, tanto più che questa faccenda della console portatile di Nokia è un bersaglio così allettante...

Una console di Nokia ! Credetemi, non avrei mai pensato di dover scrivere una cosa del genere su queste colonne. Del resto non avrei mai pensato neppure di vedere Sonic su una console Nintendo, dopo di che tutte le mie certezze di videogiocatore sono venute meno, e ora mi accontento di vivere alla giornata, prendendo tutte le notizie con cinico distacco.
Dovrebbe essere un gran giorno, questo, per tutti gli amanti del videogioco; però io invece sono un po' irritato. Mi piacerebbe pensare che in questa Industria conti ancora qualcosa la Tradizione, ma dopo aver visto con questi miei occhi una società di videogiochi fondata nel 1951 (quando i videogiochi erano meccanici) soccombere in 2 anni a una societa' che non aveva mai prodotto una console, non riesco più a illudermi.
Per questo prendo in considerazione la possibilità che questo N-gage abbia successo. Cioè, razionalmente come si potrebbe pensare che un abominio geneticamente modificato che mescola alla rinfusa caratteristiche di console e cellulari, prodotto da una societa' che non ha alcuna esperienza nel settore, possa spiazzare la concorrenza? Eppure tutto questo e' gia' successo, lo abbiamo gia' visto... perche' Nokia non potrebbe essere la nuova Sony?
D'altra parte era solo questione di tempo prima che qualcuno puntasse seriamente all'integrazione tra telefonia e videogiochi. Gli altri problemi, lo schermo grande come un francobollo ad esempio, vengono tutti dopo (e poi almeno questo è già retroilluminato): il punto fondamentale e' che l'N-gage apre un orizzonte di possibilita' sconfinato. Certi scenari, dai giochi multiplayer di massa via BlueTooth, ai contenuti variabili a seconda del punto della citta' in cui ci si trova in quel momento (vogliono farlo con Crazy Taxi), sono da togliere il fiato.

La storia del marketing mi lascia più perplesso: o stanno sbagliando tutto oppure io non faccio assolutamente parte del loro target. Voglio dire, credevo di rientrare nel target di qualunque compagnia hi-tech al mondo, ma questa propaganda demenziale sembra rivolta alle tredicenni scervellate che fanno la fortuna degli SMS, e dei cellulari in genere. Ma la cosa davvero deprimente, in tutta la faccenda N-gage, la cosa che mi fa davvero tristezza, è un'altra: John Romero.

John Romero .
John Romero è stato il mito degli anni Novanta per tutta la mia generazione, e' stato l'uomo della rivoluzione di Doom e Quake, sembrava che qualsiasi cosa toccasse fosse destinata al successo immediato. Poi lasciò Id Software, e da lì comincio' la sua deriva professionale e umana... a quest'ora mi sarei aspettato che fosse ubriaco sotto un ponte, tutto considerato; invece e' caduto ben più in basso, fino a fare il testimonial di Nokia senza il minimo pudore. E come se non bastasse ha coinvolto anche la sua compagna (ex-coniglietta di Playboy, per la cronaca). Suvvia, il texano dalla lunga capigliatura ha perduto tutta la sua credibilità con Daikatana, come possono pensare i tizi del marketing che possa fare una buona impressione a qualsiasi videogiocatore un po' informato? Non ho nulla contro John Romero, ma quest'uomo si porta dietro il marchio del fallimento e dell'infamia perenne... Insomma, il simbolo dell'N-gage e' un game-designer fallito che non produce un gioco decente, ne' di successo, dal 1996, e che e' finito a vendere puzzle-game di seconda mano per Pocket PC: io a questo punto mi sento un po' insultato.

Questa settimana segna anche il debutto di un altro webcomic italiano (!). Si tratta delle esilaranti avventure redazionali di EmuArena, il sito dedicato all'abandonware e al popolare engine M.U.G.E.N. per picchiaduro 2D. La strip d'esordio ha un bel tratto anime ed è interamente a colori: direi che le premesse sono ottime. Questo porta a ben due il numero dei fumetti online a cadenza regolare nel nostro paese, a quanto ci risulta. Va da se' che EmuArena si e' guadagnato un posto fisso nella sezione Links, e anche loro hanno gentilmente offerto una manciata di paglia in un angolino per il Coniglio. Bella lì.

“Before you criticize someone, walk a mile in their shoes. That way, when you criticize them, yoùre a mile away and you have their shoes.”

Lo-Rez: arte, storia, web design
22 . 02 . 2003

Incontri ravvicinati

Bella gente, è ufficiale: non siamo soli nel cosmo. La redazione di EmuArena è partita col suo webcomic, "Elfi in città", e, sentendo l'appartenenza alla nostra stessa razza, ha ritenuto gentile contattarci per un amichevole scambio di banner, due tartine di festeggiamento e una coppa di champagne (virtuale, naturalmente...la differenza tra un sito veramente importante e un sito...bhe...come il nostro è il numero di buffet che ti è permesso di sbafare in un anno). Elfi in città è un'opra molto diversa dal nostro FTR anche per quella punta di autobiografico che possiede e questo, se ci pensiamo bene, è in accordo con quanto accade per i webcomic in idioma shakespeariano (inglese! Imbecille! Inglese! E' così complesso dire inglese? Ti fa così schifo dire inglese?). Se mettiamo uno accanto all'altro i vari nomi che tanto spesso ricorrono su queste pagine (P-A, Little Gamers, Dragon Tails...non sto neanche a linkarveli) si fa quasi fatica ad accomunarli sotto un'etichetta comune come quella di webcomic. Le vie che si possono esplorare con questo umile media sono praticamente infinite, speriamo di vederne sempre di più nei dintorni di casa nostra.
Credevo che questo "primo contatto", avvenuto a inizio settimana, sarebbe stato l'evento centrale della parte della mia esistenza asservita a FTR e invece altre cose si sono accavallate con lo scorrere dei giorni. Ora come ora non avrebbe senso parlarvene quindi mi permetto solo di lanciare questa vaga allusione, comunque sia per settimana prossima lucidate la vostra banda: potrebbe esserci qualcosa di interessante da scaricare.
Usciamo dal guscio dorato che circonda la nostra tana (ehi, non era cemento?) e guardiamo fuori dove i videogiochi ci attendono. Come vedete, centrale nella vignetta odierna è il misterioso N-Gage assieme al suo testimonial mr. Romero. E' misterioso l'N-Gage perchè è una di quelle anomalie che rischiano di venire inghiottite dall'oblio con la rapidità di un lampo o che modificano per sempre il modo di intendere certe cose. Come insegnano corsi di economia ben più dotti di quelli che ho fatto io quando ci si trova in un mercato molto consolidato spesso il competitor che ha più possibilità di farti le scarpe è quello che viene dall'esterno. E' inutile stare a sindacare sull'odierno potere che il GameBoyAdvance (con o senza flip da fighetto) detiene, si può tranquillamente parlare di monopolio visto che non si vede un avversario degno di nome dai tempi del GameGear e del Lynx (sempre che non riusciate a portarvi in giro la PSOne con LCD integrato, magari tenendo in una valigetta un bel gruppo elettrogeno per alimentarla). Nokia crede che sia ora di porre termine a questo dominio e lo fa a modo suo mettendo sul mercato qualcosa che non viene chiamata console (scherziamo? Le console sono cose da bambini!), ma che risulta essere un telefonino con qualche tasto in posizione stranamente ergonomica e uno strano slot per memory card. Saltando a piè pari l'inutile disquisizione tecnica su chi c'è l'ha più grosso (il processore) la sfida tra questo giocattolino e il consolidato GBA offre molti spunti di riflessione. Innanzitutto NOKIA, mettendo in campo questo strano ibrido, sembra dar ragione a chi ha compiuto il restyle del piccolo di casa Nintendo sostenendo che anche il manager, oggi come oggi, può divenire un vile smanettone. Integrare una piattaforma di gioco in un telefonino di una certa caratura significa rivolgersi a un target che sfrutti in profondità entrambe gli strumenti, insomma, non ci si aspetta che ogni papà lo regali al proprio figlioletto per la promozione in terza elementare. La ribalda scandinava, però, con l'N-Gage afferma anche che qualcuno è disposto a sostenere l'esborso per avere questa piattaforma integrata (si parla di 500 evri!) e su questo mi lascia un pochino più perplesso. Il mercato della telefonia mobile e il mercato dei videogiochi, ad oggi, sono secondo me ancora profondamente diversi. Spesso si cerca in un telefonino praticità, agilità e semplicità, doti che potrebbero essere difficilmente raggiungibili in una convivenza con una console. Allo stesso modo chi vuole giocare molte volte lo fa cercando di staccare, almeno per il tempo della partita, dalla realtà e la cosa mi sembra difficile da realizzare (a livello di messaggi "istintivi") usando una piattaforma che è anche il tuo telefono (e quindi, magari, uno dei tuoi principali strumenti da lavoro). Mi sono sempre chiesto anche cosa mai accadrà se, davanti al mostro finale di Sonic si riceverà una telefonata. Il gioco si metterà in pausa da solo? Lo squillo spezzerà l'armonia zen del videogiocatore assoluto compromettendo irrimediabilmente il risultato della partita? Si potrà parlare e giocare nello stesso tempo (lo so che teoricamente è maleducazione, ma non dite di non averlo mai fatto!). Insomma, VG e cellulari potranno essere basati entrambi sul sacro silicio, ma a conti fatti mi risultano così diversi che integrarli mi da l'impressione di una lavatrice con frullatore incorporato.
E' ovvio che, paradosso dei paradossi, forse non siamo noi videogiocatori veri, noi razza temprata da mille prove, noi che ci riconosciamo in questa pagina a dover guardare a questo strumento, ma tutti quelli che non considerano i VG una cosa seria e che quindi non trovano niente di "blasfemo" a poterli sfruttare tramite il proprio telefonino. Anche perchè, dilemmi filosofici a parte, l'N-Gage rimane comunque uno di quei gioiellini very-high-tech capaci di stuzzicare il bambino che è in tutti noi, uno di quegli oggetti che, sotto l'albero di natale ad esempio, spicca su tutto.
Forse non è il caso di scatenare guerre sante per un si futile oggettino, ma c'è da dire che probabilmente movimenterà il mercato delle prossime feste. Noi che stiamo alla finestra, a guardare lo spettacolo, probabilmente ci divertiremo.
Editoriale saccente, presuntuoso e arrogante, editoriale che però almeno ha un senso anche se forse manca di altre cose che avrei voluto dire ma non ne hanno proprio voluto sapere di entrare nel discorso. Editoriale che merita questo paragrafetto di chiosa in cui infilare u saluti e rinnovare, come di consueto, l'appuntamento a settimana prossima. Hitchcockianamente buonasera.

P.S. Le T.A.T.U. hanno detto di voler posare nude per PLayboy. C'è qualcosa di morbosamente sbagliato in tutto ciò, ma riesco a intuirlo solo razionalmente.

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