Strip
901
26 . 01 . 2019

In fondo al mar🎵

Sei troppo forte, Gödel! Sono passati sedici anni, ma Neo ha ancora tanto da imparare da te.
Nel frattempo, il mondo prosegue la sua folle rotazione nel buio siderale. Non c'è molta materia videoludica in questo periodo, e tutti sono ossessionati dalla mania per il remake di Resident Evil 2.
Non si può dire che sia un inizio confortante per questo povero 2019: le folle giubilano per il rifacimento di un titolo di vent'anni fa, e perché la versione PC non è uno stradannato furto, cioé non è una cosina miserabile nata prematura e piena di bug gravissimi... come invece succede generalmente in questi casi.
Eh sì, c'è proprio da star allegri.

Ma cerchiamo di non essere acidi. Cerchiamo di non essere taglienti, come se non fossimo appena stati al concerto di una cover band di De André.
Ci sarà pure qualcosa di bello a cui aggrapparsi... ma sì, ci sono i fondali sottomarini di Aquaman, bellissimi e gioiosi e colorati come quelli de La Sirenetta Disney, ancorché affollati di gente incredibilmente stupida.
Ma pazienza, non mi lamento.
Oppure come Spider-Man: Un Nuovo Universo, che è un film incredibile spuntato dal nulla, fatto apposta per chi apprezza l'arte, ovvero per chi passa un po' troppo tempo a sfogliare Artstation. Grazie, grazie, grazie.

Lo-Rez: arte, storia, web design
26 . 01 . 2019

Non si muove foglia

La casa delle cinque foglie è un altro anime che, in queste settimane, ho avuto il piacere di guardare e di cui ho altrettanto il piacere ora di trarre recensione. Si tratta di una storia di Giappone medievale, delicata come un dipinto su carta di riso, che parla di samurai, naturalmente, ma che in realtà scava più che altro nella psicologia dei suoi personaggi, tutti molto interessanti, fino a dipingere un quadro dell'antica Edo piuttosto affascinante.

La storia è quela di Masa, samurai dalla patologica timidezza, che, ritenendosi incapace di servire il suo padrone, si trasferisce a Edo per guadagnare soldi come Yojimbo, guardia del corpo mercenaria. Qui entra in contatto con l'enigmatico (ci vuole sempre uno enigmatico) Yaichi che comanda un gruppo di criminali dediti ai rapimenti a scopo estorsione. Masa non farà mistero del conflitto che si agita in lui all'idea di collaborare a azioni del genere, ma il carisma di Yaichi, nonché i misteri del suo passato, lo convinceranno a unirsi alla compagnia a titolo più o meno ufficiale.

Quando molti anni fa cominciavamo a cercare di dare una definizione al termine manga ci era facile trovare alcuni tratti standard: occhi molto grandi, visi eccessivamente carini, capelli dai colori e dalle pettinature assurde. Da allora il genere è maturato al punto che non possiamo più definire strettamente manga come lo stile di disegno "deforme" che l'etimologia della parola comporterebbe, gli stile che hanno cominciato a svilupparsi tra i vari studi sono tra i più diversi. La casa delle cinque foglie è particolare anche in questo, perché ha puntato a un tratto un po' più realistico, ma con occhi grandi dalle larghe pupille scure, molto espressivi. Le linee dei vestiti e le curve dei corpi sono molto morbide, ma mai licenziose. Questo approccio artistico ben si accorda con una storia che non fa nulla per essere esagerata, ma anzi è un particolare slice of life storico senza combattimenti o duelli, tutta basata sul progressivo disvelare i profili dei cinque protagonisti e di quelli che orbitano intorno a loro.
Si riconosce benissimo il tono dell'autrice che già avevo potuto ammirare in ACCA, ovvero la capacità di costruire una storia appassionante, pur montandola intorno principalmente a delle storie banali. ACCA aveva anche una trama dai risvolti intriganti, che qui invece è piuttosto limitata, ma comunque la narrazione zen lascia, di fondo, lo stesso senso di pace.

La casa delle cinque foglie non è, insomma, uno di quegli anime da guardare con gli amici sul divano, pop corn alla mano, per esultare ogni volta che esplode qualcosa. E' un'opera da godersi in solitudine sotto il plaid, quando fa ancora un po' freddo e non si sente il bisogno di emozioni forti, ma solo qualcosa per passare il tempo. Penso che tutti, prima o poi, si trovino con l'avere a disposizione momenti del genere e per questo, nonostante non parliamo di un anime epocale, sono pronto a consigliarlo a tutti, come riempitivo tra un'opera imponente e l'altra, non fosse altra per la sensazione intensa di Giappone medievale che si respira per tutto il suo svolgimento, molto particolare perché un po' più realistica di quella a cui siamo abitati. Per quello che riguarda le musiche la opening è curiosa perché totalmente inopportuna con i suoi richiami disco per presentare una vicenda del genere, ma comunque gradevole.

“Honey, you're so cold / You lift me up / Lose myself controlling fear / Do things I don't want to do / Oh for you, you / Terrible thing you / Terrible thing you / Terrible thing you / Beautiful thing / You're beautiful thing”

Cymon: testi, storia, site admin
Precedente Successiva

Follow The Rabbit © 2001 Simonazzi /Farè
Tutti i contenuti del sito sono su licenza Creative Commons
All'inseguimento del Coniglio Bianco sin dal 2001 — Tanto Non Lo Facciamo Per Voi™
XHTML1.0 Strict, CSS2.0, DOM1, RSS2.0