Strip
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29 . 09 . 2018

La sorpresa

Cerchiamo l'ultimo sole di settembre disperati come rettili a sangue freddo, sulle rocce in montagna o sulla panchina del parco, ma sappiamo che è finita. Ormai non ci sono più neanche le zanzare.
Era settembre anche quattro anni fa, quando le mie spoglie mortali visitarono il Tokyo Game Show. C'era Hideo Kojima a intrattenere il pubblico anche allora, come in questo Tokyo Game Show 2018: allora ci presentà Metal Gear Solid V The Phantom Pain, ora invece ci ha presentato Death Stranding con uno spezzone filmato di 1 minuto.
Ho già parlato di questo gioco, perché parlarne è l'unica cosa che possiamo fare, cercare di colmare il silenzio inusitato dell'Autore con le nostre congetture. Ed è esattamente quello che voleva Kojima, il vecchio volpone.

Nessuno sa cosa sia Death Stranding.
Non è eccitante? Serviva un autore fuori dal coro per rendere apparente la deprimente realtà dell'intrattenimento moderno, che imbocca il popolino con enormi quantità di notiziole da nulla, fino a nausearlo. Le notiziole da nulla disseminate per due anni prima dell'uscita di un Giocone ad alto budget hanno una funzione fondamentale: tenere viva l'attenzione del pubblico e nel contempo far guadagnare i cosiddetti “giornalisti” con le pubblicità disseminate negli interstizi.
Kojima invece vuole farci una sorpresa. Quando è stata l'ultima volta che siamo stati genuinamente sorpresi da un gioco moderno? Eppure la sorpresa è parte integrante dell'emozione dei regali, e ogni videogioco dovrebbe essere un regalo, emozionante come quando eravamo piccoli.

C'è un altro aspetto commovente nella campagna pubblicitaria di Death Stranding, ovvero nella sua assenza. Costringe i siti generalisti a pubblicare la notizia che è uscita una nuova illustrazione con i personaggi del gioco. Non ricordo ormai l'ultima volta che ho sentito qualcuno eccitarsi per un'illustrazione promozionale. Una volta vivevamo di quelle, magari scansionate male da una rivista giapponese. Ma da anni ormai i giochi si presentano nudi, per quello che sono, solo attraverso screenshot accuratamente selezionati dal reparto marketing, e dei disegni non frega niente a nessuno.

Io invece adoro ancora Yoji Shinkawa, e ogni goccia di inchiostro che esce dal suo pennino.

Ho solo un timore riguardo a Death Stranding: c'è immischiato anche Guillermo Del Toro. Questo inetto ha regalato soltanto delusioni al suo pubblico, da Hellboy che vale sì e no un milionesimo del materiale originale, fino a quella scemenza di La Forma dell'Acqua, che stupra un film meraviglioso e magico come quello del 1954 trasformandolo nella favoletta imbecille di una egoista che si approfitta sessualmente di un animale semi-intelligente.
Ma torniamo a noi. Sembra che Del Toro abbia fornito soltanto le sue sembianze per un personaggio di Death Stranding, e che non sia coinvolto nel processo creativo.
Kojima con il suo carisma e con i milioni di Sony ha saputo circondarsi di tantissimi professionisti eccellenti, dal suddetto Yoji Shinkawa ad attori come Mads Mikkelsen e Léa Seydoux, doppiatori come Troy Baker o le star dell'animazione nipponica, fino ai programmatori del motore grafico migliore di questa generazione. E poi c'è Del Toro. Speriamo bene.

Lo-Rez: arte, storia, web design
29 . 09 . 2018

Lo strappo alla regola

Ma se me al prendessi, la Playstation Classic Mini? Dopotutto me lo devo, ho evitato di prendere il NES e il SuperNES Classic (e sul secondo ho un po' vacillato). Certo, questo nuovo prodotto Sony costa un pochino di più, ma sono pur sempre spiccioli.
Si, lo so, lo sappiamo da quando questa mania delle riedizioni mini esiste, che qualsiasi cosa potrà offrire potrebbe essere sostituita da un buon emulatore e che la potenza di calcolo di quell'oggetto sarà inferiore a quella di qualsiasi altro oggetto elettronico costoso la metà a oggi sul mercato, ma non credo che voi capiate realmente cosa significa il senso del possesso (che fu prealessandrino), quello strano senso di potere che si prova nel tenere in mano un oggetto.
E poi non avete idea della pigrizia che ormai funesta la mia vita, quella pigrizia che non rende poi tanto allettante trovare un emulatore, controllare le rom presenti su internet, cliccare sui banner porno per scaricarle e tutto il resto della tiritera. Quella pigrizia e quel senso di sospetto per cui hai sempre paura che il sistema rabberciato che hai messo in piedi, seguendo le guide sui forum (che non esistono più) magari sul più bello crollerà e la tua illusione di essere tornato quindici anni indietro svanirà e ti toccherà realizzare che no, il passato non può veramente tornare. Playstation Classic Mini invece significa che un'azienda si è assunta la responsabilità di far funzionare le cose e le ha anche chiuse in oggetto di plastica che posso toccare, unendoci dei controller che magari saranno scomodissimi, ma sono devi veri controller, oltretutto di quelli di una volta, non come quelli di adesso con tutte quelle levette analogiche dall'aspetto vagamente sessuale che mi mandano insieme. Potrei prendere Playstation Classic Mini, inserire due spine e premere un tasto. Ed ecco, la storia devi videogiochi mi si dispiegherebbe davanti.

La verità vera e rivelata? Avete presente che ci vogliono mettere dentro Final Fantasy VII, no? Ecco, in realtà nei prossimi tempi dovrebbero uscire una mezza dozzina di riedizioni del titolo, in verità ormai anche la versione PC originale è quasi abandonware (su Steam è a 12.99 euro), ma forse non è il caso che io, dopo aver pasticciato con il suo protagonista per quasi diciotto anni, non provi pure a giocarlo, quel gioco lì, magari nella sua versione più genuina? Non credo assolutamente che arriverei a trovare le ore necessarie per finirlo, probabilmente il solo vedere la grafica vetusta mi impedirà di andare oltre la schermata dei titoli, ma non è forse giusto che io faccia un tentativo serio di accumulare un po' di ore nelle terre di Midgar, da sopra la spalla di Cloud?
E poi anche avere un vero Tekken non sarebbe male. La versione 3DS non è male, ma è completamente priva di qualsiasi modalità di gioco utile, è una specie di giocattolo senza anima. Non sarebbe bello tornare alle origini pure con quello e vedere come ci si picchiava una volta?

Ci sto riflettendo seriamente. Non sarebbe un discorso epifanico come quando presi il 3DS (che, lo ammetto, da molto tempo prende polvere), ma una specie di riequilibrio karmico. Sono molto curioso di quando annunceranno la lista definitiva dei giochi. I pochi titoli finora annunciati fanno pensare che vogliano effettivamente fare un'edizione storica. Anche se i titoli saranno solo 20 magari non faranno la stupidaggine di mettere tre-quattro capitoli di una stessa serie come fece Nintendo e cercheranno di essere un po' più antologici. Riflettendo, scartabellando tra i sogni del web, se effettivamente mettessero anche il primo Metal Gear Solid e un Resident Evil (tutti prodotti di cui ho capitoli 3DS, con alterna soddisfazione), probabilmente ci sarebbe abbastanza materiale per meritare l'acquisto, anche fatta la tara alle mie crisi di mezz'età.

Vi terrò aggiornati, per ora questo è un pensiero selvaggio di un tipico lavoratore di mezz'età che ha i soldi da buttare in un progetto del genere, ma non ha il tempo per goderselo. Se, negli anni, oltre a mantenere lettori della nostra generazione, abbiamo anche acquisito giovincelli (non credo, ma si sa mai), magari questi nemmeno capiscono la maggior parte degli sproloqui fatti su questo argomento. A loro posso dire solo due cose: invecchiare è sicuramente un problema e ricordatevi che quelli come me hanno avuto un'adolescenza migliore della vostra (tiè).

“Se ti impegni a sufficienza in qualcosa, comincia a fare parte di te, anche se non ti piace veramente e sai che quella parte non è vera”

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