Strip
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30 . 06 . 2018

Venus Vacation

Era inevitabile che prima o poi anche FTR saltasse sul carro della Realtà Virtuale. Quando abbiamo cominciato, diciassette anni fa, i calcolatori elettronici erano alimentati a carbone e non c'erano tutte queste diavolerie tecnologiche. Eppure già allora esisteva la Realtà Virtuale, o il sogno di essa, o comunque esistevano tante realtà alternative purchessìa a quella Reale, tanto odiata e che tanto ci odiava di rimando.

Ma nemmeno allora avremmo avuto il coraggio di farci vedere in giro con il Paguro Anselmo. E sì che il guanto del Nintendo ci pareva fighissimo!

Ma cosa me ne faccio della Realtà Virtuale ora che non c'è più quella che sognavamo da ragazzi, ora che quella vera è arrivata e ha spazzato via tutti i nostri sogni mirabolanti di autostrade di neon fucsia, di samurai fattorini della pizza come in Snow Crash, di sequenze allucinogene da 2001 Odissea nello Spazio?
Ma basta essere vecchi, anche se ogni anno attorno a questo periodo sentiamo particolarmente il peso degli anni. Parliamo di donne.
Donne forti, naturalmente! Che avevate capito? Solo donne forti e indipendenti, qui a FTR!
Tipo quelle, ehm... quelle di Dead Or Alive 6.
Breve riepilogo della situazione per i più distratti, oppure per quelli che non seguono assiduamente le perversioni provenienti dall'Oriente: Dead Or Alive 5 ha avuto nel corso della sua lunghissima carriera, iniziata sulle console di scorsa generazione, innumerevoli centinaia di costumini acquistabili per le sue lottatrici, ad un prezzo totale che si aggira sui 700 euro.

Raramente c'era più di qualche cm quadrato di stoffa.

Ebbene, le stesse protagoniste torneranno in Dead Or Alive 6: non solo sono donne fortissime perché si picchiano con le arti marziali, ma stavolta l'editore ci promette anche che non le faranno vestire da baldracche. GIAMMAI!

Lo stesso editore ha poi fatto seguire un'altra dichiarazione, in cui si annuncia che in Dead Or Alive Xtreme Venus Vacation 3D Free To Play (!) da oggi è possibile tirare gli elastici dei bikini delle fanciulle e vederle reagire in maniera appropriata.

Ora sì che è arrivata l'estate.

Lo-Rez: arte, storia, web design
30 . 06 . 2018

My little slave

Wow! Un altro grande classico!

Oggi facciamo il receanime diI miei 23 schiavi che è una roba per adulti, quindi fate il piacere di mandare a letto i bimbi o andarci voi stessi, se non vi sentite nell'età corretta. Che l'età è quella che ci si sente, non quella che si ha.

Quando è uscito Code Geass una certa fetto di noi ha cominciato a guardarlo per vedere quanto ci voleva, perché rotolasse nell'hentai. In fondo avevamo uno studente di liceo col potere di far fare alle persone quello che voleva, sembrava naturale che presto avrebbe trasformato la sua storia in un'orgiofila. Purtroppo, però, Lelouche aveva questa fissa di conquistare il mondo e vendicarsi del papi invece della più salutare fissa per la patata e quindi è andata come andata. Questo ci insegnò, comunque, che la fissa per la patata è meglio non mollarla mai.

Il principio di I miei 23 schiavi è molto simile: un apparecchio per i denti (SCM) permette di divenire schiavi o schiavizzare le persone. Il gioco è semplice: si sfida una persona a un qualsiasi gioco, anche ridicolo e chi perde dei due si ritroverà completamente sottomesso all'altro, in un legame di dipendenza assoluto e da cui non ci si può sciogliere. I protagonisti della storia, naturalmente, si fanno coinvolgere uno dietro l'altro in questa spirale di dominazione, che diventa una gara a chi sottomette di più.

Visto che il target di Doreiku è esplicitamente adulto la serie si lascia andare a diversi usi sessuali dell'SCM. In realtà si tratta più che altro di un balletto sulle punte del pruriginoso, con veramente poco di esplicito. L'unico tratto disturbante le varie copertine dei personaggi (riprese dalle copertine dei manga) con i vari alla mercè di gadget BDSM, con un senso del morboso che in realtà l'anime in sé non possiede. In generale, comunque, il tema trattato riguarda il dominio del prossimo in senso un po' più lato, con personaggi che, una volta coinvolti nella situazione, danno fuori di matto per il senso di coercizione e onnipotenza e tutto il resto.
Come sapete un mio hobby è la tassonomia degli anime e in questo caso direi che ci troviamo di fronte a quella tipica storia in cui i protagonisti vengono annegati in un sistema di regole di una qualche sistema di gioco che, con il procedere, degenera o si sfalda. Di solito queste opere spiegano molto bene quanto può essere contorta la mente giapponese e possono essere molto affascinanti, ma il gioco deve avere un'architettura precisa, anche perché è il sostegno di tutto il resto. In Doreiku non è esattamente così, purtroppo il concetto di sfida che porta alla sottimissione è lasciato molto lasco e praticamente in tutte le situazione il risultato è un hack in cui un personaggio schiavizza l'altro imbrogliandolo. Un po' più stimolante il fatto che, in modo abbastanza casuale, tutti i 23 "giocatori" siano legati tra loro in qualche modo da una sorta di destino narrativo che fa sì che entrino ed escano dalla vicenda in modo inaspettato. E' un tocco di raffinatezza che però non permette al resto di avere particolare energia.

Non me la sento di consigliarvi I miei 23 schiavi, ma non c'è realmente un perché. E' un anime a cui manca il quid, a cui manca un motivo per farsi vedere. I personaggi sono un po' tutti delle mezze figure, la fantascienza sottesa è labile e i misteri abbastanza limitati, l'escalation verso il finale è un gioco a incastro senza entusiasmo. Potete farvi prendere dalle fantasie sessuali sulle protagoniste femminili, ma oggettivamente se cominciate un anime così non siete qui per questo, considerando l'abbondante scelta altrimenti presente sul pianeta. La tecnica realizzativa è buona, anche se io non sono per il realismo, mentre le canzoni assolutamente dimenticabili.

“Pria di tutto ad ogni istante / voi dovete cambiar scena / solitaria selva amena / Mari, fiumi, ruscelletti, / castellacci, gabinetti / Bel giardin di fiori adorno / Gran Palazzo incantator”

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