Strip
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20 . 01 . 2018

Le regine della lotta

Nella strip di oggi il piccolo Neo dimostra di avere un pessimo gusto nello scegliere i suoi malware, ma compensa con un'ottima selezione di poster cinematografici d'annata... su quelli si può sempre contare.

Ci sono poche altre costanti che non ci deludono mai, specialmente nel settore videoludico: una sono i giochi di lotta 1 VS 1 pieni di f-f-fanciulle, per giunta molto poco assennate (o assai disinibite) nella scelta del loro abbigliamento da combattimento.
L'altra costante, vorrei dire da qualche anno ma in realtà la situazione va avanti da un bel po', è lo sfruttamento più bieco delle grandi glorie del passato di SNK, a fini spudoratamente commerciali. Pachinko, slot-machine, giochini per telefonino: voglio dire, se questi tizi avessero fatto una Mai Shiranui in carne ed ossa, l'avrebbero spedita da tempo a battere le strade.
Non si fermano davanti a nulla; nessuna operazione è troppo abietta, troppo laida, troppo meschina se può portare qualche soldo nelle casse della malandata SNK!
Ma forse noialtri fan di vecchia data, che ricordiamo ancora i fasti degli anni '90, dovremmo soltanto essere grati che esista ancora una SNK, che ha conservato il suo marchio e tutte le sue Proprietà Intellettuali... dopo due o tre bancarotte, acquisizioni cinesi e altre traversie societarie, non si poteva sperare di più.

Tutto questo cappello sulle travagliate vicissitudini della cara SNK era per introdurre e contestualizzare l'ANNUNCIO SHOCK: quest'estate uscirà SNK Heroines: Tag Team Frenzy.
I filologi più canuti (per non dire vecchi pervertiti) tra noi ricordano un precedente che risale a vent'anni fa: un SNK Gals Fighters per NeoGeo Pocket (!!!)... in qualche modo ci consola sapere che questi giochini per pervertiti sono sempre esistiti.
Dalle immagini rilasciate finora, nonché dalla Press Release ufficiale, apprendiamo che tutti i nostri timori sono assolutamente fondati. Si tratterà di un giochino più o meno free to play con tasso tecnico nullo (le mosse speciali si fanno con un tasto), sostenuto da una pletora di contenuti aggiuntivi a pagamento: altre lottatrici, costumini da mucca micina coniglietta ecc., costumi da bagno, occhiali, uniformi da liceale infermiera poliziotta ecc., e quant'altro saprà partorire la fantasia malata dei giappi.

L'annuncio riporta un'illustrazione a tutta pagina di Mai Shiranui a stento contenuta in un bikini da mucca con tanto di campanellino al collo: difficile essere più espliciti, perlomeno senza incorrere nella censura di un mercato importante come la Cina. Ok, SNK, messaggio ricevuto.

Forse dovrei essere in qualche modo contento che esca un nuovo/vecchio gioco della SNK con tutto il corredo di illustrazioni promozionali disegnate da artisti nipponici che ormai l'epoca moderna ha dimenticato: è già qualcosa.
Eppure, dopo questa esplosione di eccitazione decisamente precoce, ci resta in bocca un sapore un po' agrodolce. Ovvio che le varie Mai, Yuki, Athena, Shermie e perché no (non poniamo limiti alla fantasia) le mie favorite Hinako e B. Jenet ci piacciono ancora: sono passati tanti anni, ma il primo amore non si scorda mai. Ovvio che la carne è debole, e anche se oggi siamo qui a puntare il ditino pieni di sacra indignazione, in cuor nostro sappiamo che ci metteremo in fila per giocare e compreremo tanti bei costumini.
Però... una vocina nel nostro cuore protesta, ci dice che non doveva finire così. Ancora una volta quest'epoca molle avrà il gioco che si merita, e non quello di cui avrebbe bisogno.

Lo-Rez: arte, storia, web design
20 . 01 . 2018

E' cartone!

Quando il fregolone dei visori 3D era ancora in piena ascesa Google se ne uscì col Google Cardboard Viewer, ovvero una scatola di cartone in cui infilare il cellulare per godere della visione treddì a poco prezzo. Una goliardata, orsù, che infatti è ancora su Amazon a 6 euro, un piccolo omaggio all'ingegno umano e poco più.
Poi passa di lì Nintendo e dice a Google: tienimi la birra.

Nintendo Labo è costituito da un set di pezzi di cartone tramite cui assemblare delle sovrastrutture da integrare con i vari "pezzi" dello Switch. Tali sovrastrutture rappresentano dei sistemi di controllo, diciamo, evoluti, come il manubrio di una moto o un pianoforte, e lavorano in accordo con una serie di minigiochi che viene fornita col prodotto. Ora, io non vorrei spegnere il vostro entusiasmo, ma il progetto non mi pare tanto diverso da questo kit di plasticaccia per la Wii che veniva venduto a 15 euro nei tempi che furono, a supporto di quel titolo amato da grandi e piccini che era Wii Sports. Nintendo Labo invece verrà messo nei negozi a 70 dollari.

Non sarebbe la prima volta che esprimo perplessità nei confronti di un prodotto Nintendo, magari accodandomi al sentire generale, solo per essere smentito dal mercato. Già la Switch sembrava un tentativo astruso di recuperare il lavoro fatto con Wii-U e invece si è rivelata un lavoro devastante. Stavolta però non riesco proprio a vedere dove sia il quid di sfida che dovrebbe portare all'acquisto di Labo, non riesco a vedere in che direzione Nintendo (che con Labo dice di voler sfidare la realtà virtuale) abbia spinto l'esplorazione delle possibilità di gaming e cosa potrà riportarci indietro.
Innanzitutto nessuno sembra porre l'accento sui minigiochi legati a Labo. Perché, intendiamoci, se i giochi sono brutti mi sembra veramente difficile che il cartone possa migliorare così tanto l'esperienza da farti rimanere legato al prodotto. Guitar Hero ha creato un vero e proprio mercato di chitarre finte con guadagni assurdi perché Guitar Hero era divertente, non certo per il feeling della chitarra. I giochi invece, all'apparenza, sembrano un set di proof of concept. In pratica il divertimento sarebbe mettere insieme il cartone e vederlo funzionare, l'esperienza effettiva si esaurirebbe lì. Ok, interessante attività di modellismo, posso accettarlo. Ma a 70 euro. Con del cartone. Per intenderci, con gli stessi soldi posso prendere questo set LEGO che dà più soddifazione (e tenete conto che pure alla LEGO sono dei ladri).
Un'anima più bella della mia potrebbe vedere le potenzialità sandbox di Labo. Intere comunità che partecipano alla realizzazione di nuovi progetti. Sviluppatori indie che creano videogiochi basati su controller tamarri. Modder di cartone per controller di cartone per cosplay di cartone a fiere di cartone. Esplosione della creatività! Peccato che stiamo parlando di Nintendo, un'azienda che si è sempre chiusa a riccio intorno ai suoi prodotti e ha sempre fallito quando si è trattato di creare delle comunità. Mi sembra difficile riuscire a far esplodere Labo senza permettere di partecipare alla realizzazione dei videogiochi a un livello molto basso di comprensione dell'hardware (nel senso: pilotare i sensori). Tutta roba che, sul serio, scordatevi, con l'azienda di Supermario.
Ecco, l'unico sviluppo forse sensato di Labo nel futuro sono delle edizioni Labo di videogiochi famosi, delle specie di special editions. Labo per spade di Zelda e cappellini di Mario. Ma anche qui, beh, l'impressione è che siano solo esche per gonzi, nel senso che Labo ha significato se può intervenire sul gameplay, se è roba puramente ornamentale finirete solo col fare i videogiocatori imbecilli che agitano del cartone.

Insomma, chi vivrà vedrà. Con Nintendo c'è sempre quel poco di attendismo dovuto al fatto che tira fuori delle strategie che proprio non sarebbero venute in mente a pensarci lucidamente e quindi anche le loro conseguenze non appaiono realmente intuitive. Per ora, però, sarebbe ipocrita non sottolineare una certa perplessità.

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