Strip
810
01 . 04 . 2017

Errata corrige

FTR da una settimana si è arricchito di un nuovo personaggio, il qui presente Stagista Vietnamita, e noialtri riusciamo a stento a contenere l'eccitazione.
Davvero, siamo eccitati come adolescenti liceali asiatiche a un concerto delle BabyMetal... ok, quest'ultima frase era per guadagnare qualche posizione in certi risultati di Google. Ad ogni modo è un grande momento, un'occasione rara perfino nella nostra storia più che quindicinale. Tutta questa euforia mi ha mandato un attimo in confusione: ribadiamo quindi che il nuovo stagista che lavora con Neo & Gödel è di nazionalità vietnamita, non coreana. I coreani costano troppo, non ce li possiamo mica permettere!

Già che ci sono, vorrei rettificare un'altra affermazione di qualche settimana fa, quando diedi un giudizio poco lusinghiero sul nuovo personaggio di Street Fighter V. Kolin, amore, perdonami!
Continuo a pensare che il chara-design (in tutti i costumi) sia molto scialbo, ma devo ammettere che dopo averla provata in combattimento e aver visto le sue animazioni Kolin mi piace. Specialmente quando indietreggia e punta il dito con smisurata arroganza: è adorabile.
Capcom anche con questo personaggio ci conferma la sua bizzarra ossessione per le bionde massicce... ma va bene così. Lo stile di Street Fighter e le elementari regole dell'animazione impongono di fare mani e piedi di dimensioni esagerate, anche nei personaggi femminili, ed è così da 25 anni: però i capelli biondi e le gambone no, quelli sono una scelta precisa! Ma va bene così, non sto disapprovando.
Piuttosto mi pare inspiegabile la scelta di rilanciare le vendite deludenti di quest'ultimo Street Fighter con un personaggio apparso come un mucchietto di pixel per una decina di fotogrammi appena in un gioco di vent'anni fa, che già all'epoca vendette pochissimo. Capcom, ma sul serio? Cioé, ovviamente io e pochi altri avvelenati ci ricordiamo della segretaria che compariva nell'animazione introduttiva del boss finale di Street Fighter IIIs, e come potremmo dimenticarla? Noialtri facciamo tesoro di ogni pixel di quel gioco adorabile, proviamo tuttora un tuffo al cuore per quei tocchi di classe che dopo vent'anni continuano a commuoverci. Ma sarà una strategia commerciale efficace? Non è che stiamo dando un po' troppe responsabilità alla povera Kolin? Nemmeno io sono tanto nostalgico da crederci: mi spiace Capcom, è un mondo troppo brutto.

La volta scorsa, in occasione della presentazione dello Stagista, Cymon qui a fianco ha citato le tecnologie vecchissime con cui pasticciavamo all'inizio del millennio, quando costruimmo questo sito. Ebbene, sono rimasto sconvolto più del dovuto dalla notizia che hanno chiuso i forum di IMDB. L'autore del codice originale fa un resoconto appassionante del periodo in cui creò quei forum, che mi ha fatto precipitare nel vortice della nostalgia: il codice di IMDB (e di Amazon che da poco lo aveva acquisito) insieme a quello di Slashdot infatti è stato una delle mie fonti di ispirazione principale nel forgiare il sacro Follow The Rabbit, perché nei primi anni 2000 erano la pietra di paragone per tutti i siti web fatti in Perl. Sono passati 15 anni e oggi le tecnologie per il web hanno cambiato faccia completamente, dunque mi emoziona tantissimo sentir parlare di server Apache, mod_perl le altre vetuste amenità con cui ci trastullavamo noialtri a quei tempi.

Lo-Rez: arte, storia, web design
01 . 04 . 2017

Fusionista demoniaco

Quando settimana scorsa cercavo di spiegarvi che questo personaggio avrebbe portato in FTR le tecnologie moderne per cui noi ormai ci sentiamo obsoleti intendevo proprio questo. Se foste proprio masochisti nell'animo potreste addirittura chiedermi cosa ne penso e io riuscirei, in perfetto spirito FTR a parlarne male e a inneggiare il vecchio. Sarebbe però veramente una cosa per pochi, così pochi che persino io potrei deprimermene. E poi questa settimana sono successe cose più importanti.

E' uscito, e ne dovete essere tutti consapevoli, Thimbleweed Park, il nuovo gioco dai creatori di Maniac Mansion. Sostanzialmente un'anomalia nel continuum spazio-temporale che comunque se ne frega di appartenere a qualcosa di alieno e spacca tranquillamente culi, senza problemi.
Vorrei fare un po' di storia, ma non so da dove cominciare. Potrei raccontarvi di come TP è nato su Kickstarter e come sia bastato associargli il nome di Ron Gilbert per fargli ottenere fondi bastanti per una missione su Marte. Facendo così però darei per scontato che voi sappiate chi è Ron Gilbert e cos'è Maniac Mansion, un errore che purtroppo, è sempre più pericoloso fare con il procedere degli anni. Nel 2005 (DODICI anni fa) riuscivamo a fare ancora battute su di lui, ma si trattava già di un personaggio storico, per cui avremmo da parlarne per ore.
Giuro che ho pensato seriamente di comprare TP, ma non lo farò, non lo farò perché ho abbastanza maturità per amettere che probabilmente poi non lo giocherei, come non sto giocando nulla del baule di cose che ho preso su Steam a prezzi più o meno irrisori. In questo caso però non si tratta solo di uno sfizio, ma del fatto che io in quanto me un'opera del genere deve averla, non fosse altro che per ripagare di tutti i classici che ho rigiocato su SCUMMVM e tutti i giochi che, da giovinetto ingenuo, ho piratato nel genere.
Le recensioni che ho letto si sperticano nel raccontare un'avventura come si facevano una volta, cioè un prodotto che ancor prima che giudicarlo riguardo il gameplay e la tecnica realizzativa, bisogna giudicarlo per la sua narrazione e per la costruzione dei suoi enigmi. La forza delle avventure grafiche è sempre stata quella, ovvero far vedere come la capacità di raccontare travalica tutte le altre componenti.
E' però una tecnica deliziosa quella ostentata dal titolo, che torna alla pixel art degli inizi, riprendendo proprio lo stile di Maniac Mansion e non cedendo a nessuna delle diavolerie moderne, tipo l'alta risoluzione. Personalmente non amo moltissimo lo stile scelto, con i personaggi così grossi, avrei preferito un taglio ancor più minimal e devo confessare che certe ambientazioni mi sembrano un po' spoglie, ma nonostante questo il titolo tutto rimane molto più sexy della maggior parte della roba che gira qui intorno.
Se anche ribadisco che probabilmente non prenderò il gioco (non ora) vi esorto tutti a farlo. Vi esorto a farlo se ci seguite da molto tempo e quindi avete letto numerose volte il significato delle avventure grafiche e quello che possono darvi. Vi esorto a farlo se non sapete niente del genere e del mondo che TP rappresenta, perché nonostante possiate credere che il mondo è cambiato e quello che rappresenta non ha niente a che fare con voi, potreste comunque esserne stupiti.
Insomma, i giochi belli si comprano perché sono belli, non perché sono nel giusto posto sulla timeline del pianeta.

Bene, questo editoriale pieno di cuore e passione finisce qui. Non mi capitava da molto di scrivere appelli accorati e parole sentite, ma è anche vero che pure Ron Gilbert era un bel po' che non partecipava a un titolo. Questo mi sa che significa qualcosa.

“I thought playable characters couldn't die in adventure games”

Cymon: testi, storia, site admin
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