Strip
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05 . 11 . 2016

Dieci anni

Da piccoli guardavamo i cartoni giapponesi, non so se si era capito. Un po' li guardiamo ancora, eh! Soprattutto Cymon qui di fianco. Inevitabile quindi che anche i nostri Neo & Gödel siano fortemente condizionati, in tutti gli aspetti della loro esistenza, da questo imprinting ricevuto in tenera età.

Ma non posso resistere oltre, devo parlare di un gioco in sviluppo da 10 anni, un gioco che attendiamo con trepidazione da 10 anni... e che ora è finalmente uscito!
No, non quello. Per quello dobbiamo attendere la fine del mese: lo so bene perché tutti i giorni faccio un segnetto sul calendario, come in un rituale di Avvento pagano.
Ad ogni modo oggi mi riferisco a quest'altro titolo atteso da una decade: Owlboy.
Molto più umilmente, Owlboy.
Credevate che mi fossi dimenticato, eh? Gente di poca fede! Ne ho parlato proprio qui nel 2009, e cosa saranno mai sette miseri annetti per questo sito?
Qui ricordiamo tutto, archiviamo tutto, e non dimentichiamo mai nulla.
Owlboy è quel giochetto disegnato con i pastelli in 2D da una persona sola... e ci credo che c'è voluto un decennio! L'amore è tanto, e si sente. Il gioco a quanto pare è stupendo, non solo per i vecchi come noi che si divertivano con i platform del Megadrive vent'anni fa.
Sembra che ci siano anche dei messaggi che riscaldano il cuore, sulla disabilità e l'amicizia e cose così, roba che soltanto uno sviluppatore indipendente oggi può permettersi.

E allora benvenuto, piccolo ragazzo gufo: dopo dieci anni quasi non ci speravamo più, invece sei arrivato e ci piaci tanto. Il tuo creatore ti ha voluto tanto bene, speriamo che il Mondo non ti rifiuti.

Lo-Rez: arte, storia, web design
05 . 11 . 2016

Le belle statuine

Adesso non venite a rompermi le balle su una vignetta che cita il trio Drombo. Il Corriere dello Sport, che sarebbe un giornale di quelli seri, che comprano i vostri genitori e soprattutto non sarebbe neanche una testata particolarmente nerd, considerando che si occupa di quella cosa strana chiamata calcio di cui vi ricordate solo quando escono PES e FIFA, ha deciso di avviare in queste settimane una collezione di statuine dedicata alla serie. Per rassicurarvi vi dirò che non ho alcuna intenzione di prenderle (anche se il maiale che si arrampica...) però capirete che se ormai iniziative del genere partono in modo così estemporaneo e così lontane da noi, allora non è che noi abbiamo poi così torto a citare riferimenti a caso ogni volta che ci garba.

L'ho fatto di nuovo. Il problema principale è che i saldi di Halloween del 3DS mi sono arrivati in un momento in cui ero particolarmente vulnerabile, addirittura mentre ero pure lontano dal 3DS. Così mi sono preso Shin Megami Tensei Devil Survivor Overclocked perché era a 11 euro. Non esattamente sotto la soglia psicologica dei dieci euro, ma abbastanza vicino. Ho una tradizione insospettabilmente lunga con gli Shin Megami avendo consumato il quattro. Il mio cuore arido mi ha sempre detto che, visto il modo in cui gli sviluppatori giapponesi sfruttano la serialità, non ha proprio moltissimo senso correre dietro a tutta una serie di titoli (per esempio, non ho nessun desiderio verso il nuovo Fire Emblem) perché alla fine, per quante migliorie ci siano, ti trovi di fronte a prodotti molti simili, in cui le variazioni possono metterti a disagio più che stimolarti.
In questo DSO, per esempio, troviamo un sistema di combattimento piuttosto simile a quello di IV (con l'aggiunta della scacchiera frammista agli scontri veri e propri), ma, soprattutto, esattamente la stessa identica schiera di demoni, che sono il marchio di fabbrica della serie. Una delle cose che non capisco, in particolare, riguardo la mia passione per questo gioco, sta proprio nel fatto che le schiere di demoni, graficamente parlando, non mi piacciono granché. Innanzitutto potete trovarci dentro veramente di tutto, ogni mitologia, ogni religione, ogni contesto è stato saccheggiato, andando a mischiare creature della Grecia antica con animali shintoisti passando anche per creature dell'orrore della più bell'acqua. Non c'è niente di male nei disegni di nessuna di queste, ma trovo in qualche modo stridente il fatto che non facciamo proprio nulla per amalgamarsi al contesto, orgogliosi della loro provenienza assolutamente random. Anche i Pokemon, intendiamoci, vengono realizzati con ispirazioni provenienti dai più svariati contesti della biologia, ma almeno quando una certa ispirazione diventa Pokemon assume dei tratti caratteristici da Pokemon. In Shin Megami Tensei no, è come mettere "demone" in google immagini e scrollare un po'.
Tant'è però che l'ho preso e la trama incline all'horror apocalittico tecnologico è oggettivamente intrigante. Vi farò sapere, chi lo sa.

Bene, gli acquisti pazzi monopolizzano questo editoriale per cui ora possiamo anche congedarci e augurarvi una buona settimana. Natale è lontano, prima che le strade vengano illuminate dalle luminarie accettiamo questi giorni grigi e uggiosi.

“Will I always, / Will you always / See the truth / When it stares you in the face? / Will I ever / Will I never free myself / By breaking these chains?”

Cymon: testi, storia, site admin
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