Strip
777
30 . 07 . 2016

All Lucky 7s!

Questo fumetto fluttua lassù, nel blu, come una nuvoletta sullo sfondo in parallasse del primo livello di Sonic The Hedgehog: non può essere toccato dai fatti del mondo.
Per questo ci sentiamo di proporvi una strip così scorretta in una situazione del mondo presente così delicata... perché FTR segue il suo calendario imperturbabile, come ognuno di noi segue il proprio attraverso la sua vita. Non temiamo di ferirvi o insultarvi, perché ogni istante a questo mondo è di dolore per tanti, ma su questa pagina regneranno sempre cieli azzurri e nuvolette candide, anche se a volte possono apparire crudeli.

La nostra situazione presente, nel frattempo, è che oggi questo fumetto raggiunge il mistico Triplo Sette, che in molte culture rappresenta una combinazione particolarmente fortunata.
Lo so perché in Final Fantasy VII quando gli HP di un personaggio raggiungono il valore 7777, questo entra in uno stato di grazia che gli consente di fare 7777 punti di danno con ogni attacco: Final Fantasy maestro di vita, tutto quel che so l'ho imparato da lui.

Ma vorrei tornare, seppure in pietoso ritardo, sul torneo di Street Fighter V che si è tenuto all'EVO 2016. La volta scorsa non sono riuscito ad esprimere pensieri coerenti su quanto ho visto, ma nel mio piccolo sono contento perché la dolcissima R. Mika è arrivata in finale, controllata dal bamboccino nipponico Fuudo.
La finale è stata trasmessa per la prima volta anche su un noto canale televisivo americano dedicato allo sport, con conseguenze nefaste: a quanto pare, dopo aver visto il primo round in cui la nostra eroina wrestler dalle forme prosperose e le gambone esibiva il suo fondoschiena scoperto, i dirigenti del canale TV hanno avuto un colpo apoplettico e hanno ordinato subito che per il seguito del match Mika si coprisse un po' di più. Il povero giocatore si è quindi dovuto piegare a questa censura, selezionando un costume più castigato.
Se questo è il risultato della nuova popolarità che le competizioni videoludiche hanno raggiunto tra le masse popolari, ebbene andate tutti al diavolo: si stava meglio prima, quando non ci conosceva nessuno.

Per fortuna c'è Infiltration, il campione mondiale di Street Fighter V. Questo gigante coreano dagli occhietti di ghiaccio non si è fatto influenzare dal palcoscenico planetario: in barba a sponsor, TV, gente di spettacolo e tutto il carrozzone, durante la premiazione è rimasto imperturbabile come una statua di cera, come suo solito, senza concedere nulla allo spettacolo.
Il suo commento alla vittoria è stato solo “Download Complete”, che è un oscuro meme per ossessionati all'ultimo stadio. Meno male che c'è lui.

Lo-Rez: arte, storia, web design
30 . 07 . 2016

Il piccolo odio

Ho sempre fatto una certa pubblicità alla campagna dell'odio, quella che riguarda i film di Star Wars. Quelli che mi seguono più appassionatamente, però, sanno perfettamente che c'è una campagna dell'odio molto più antica, che non ha avuto la medesima risonanza solo perché riguarda un argomento di cui non gliene frega niente a nessuno, ovvero Star Trek. Oggi possiamo dedicarci a rinfocolarla un po', perché sono andato a vedere l'ultimo capitolo cinematografico, quello biond.. ah no Beyond.

Non si riesce a trovare praticamente niente di salvabile nel rinascimento di Star Trek sotto l'egida Abrahms. Il primo capitolo era girato in maniera dilettantesca e parlava di un minatore tamarro che si credeva un romulano e distruggeva pianeti perché non trovava mai nessuno in casa, il primo era un remake del reboot della citazione della scopiazzatura del rimango al richiamo della rivisitazione. In pratica era carino a sprazzi, con tutte le cose principali fatte sbagliate. Questo Beyond... ecco...

Non facciamo le pulci alle minutaglie della storia di questo Beyond. Certo, ora che ce l'abbiamo davanti potremmo pensare che Pegg poteva anche romperci un po' meno le balle con i suoi tormenti mentre lo scriveva, ma stare a sezionarlo è proprio un'opera di cattivo gusto. Quello che veramente ferisce, dopo tutti questi anni, è vedere buttata via con disprezzo una delle opere di world building più maniacale, ossessiva e allo stesso affascinante che il mondo dell'intrattenimento abbia mai realizzato. Rispetto al mondo di Star Wars, la cui coerenza interna è sempre stata (fino al risveglio) un fatto personale di Lucas e quindi i confini tra ciò che era e ciò che doveva essere sono sempre stati molto sfumati, Star Trek ha costruito una galassia (tutti e quattro i fottuti quadranti) dettagliata e ricca attraverso cinquant'anni di produzioni (principalmente televisive). Sotto l'occhio critico di una delle schiere di fans più paranoiche e intransigenti del pianeta, gli autori hanno modellato pezzo dopo pezzo un ecosistema di razze, usi, costumi e meccaniche tali per cui, la maggior parte del contesto non aveva più bisogno di essere realmente scritto, ma bastava desumerlo dal materiale pregresso.
E' naturale che questo ha creato, negli anni, una certa barriera nei confronti dei profani che la Paramount non hai mai digerito granché ed è ovvio che l'universo alternativo/reboot vigliaccamente messo in piedi in questo rinascimento aveva anche lo scopo di fare tabula rasa di tutto quello, ma al suo posto cosa ci è stato consegnato?
Abbiamo una flotta stellare che in nessuna condizione, in nessuna fottuta condizione riesce mai a presentare più due astronavi alla volta, lasciando sempre l'Enterprise di turno a risolvere la situazione da sola. Abbiamo degli intermezzi sostanzialmente comici alla Buck Rogers che cercano di consegnarci i principi e i modelli della federazione, ma starebbero meglio nei giochi di un bambino di sei anni (ed è stato veramente difficile distinguere la prima sequenza del film dal trailer dell'Era Glaciale 5, trasmesso subito prima). Abbiamo dei cattivi brutti in quanto cattivi, che vengono sempre da non si sa bene dove persi nel nulla, che hanno sempre dei poteri potenti per i cavoli loro tirati fuori da chissà dove e tanto, se decidono di attaccare pinco o pallino, basta che ci si presentano imboccando la tangenziale, senza farsi troppi patemi di essere fermati.
Ora, se togliamo l'etichetta Star Trek a questo film possiamo dire di trovarci davanti un tamarro e assolutamente vuoto filmaccio d'avventura con esplosioni e personaggi erratici che riesce a strappare il sorriso con due scene fatte bene (2) e con i Bestie Boys e che, pur non costando il prezzo del biglietto del cinema, in videocassetta (si, proprio in VHS) potrebbe contornare una pizzata con i tuoi amici chiassosi, quelli che tanto non ti fanno sentire i dialoghi.
Mischiato tutto ciò al nobile (NOBILE!) marchio di ST, ci troviamo invece di fronte a un'agghiacciante operazione commerciale che è la vera e propria morte di un brand, il tentativo goffo di gestire qualcosa di troppo superiore, che non si ha le capacità intellettive di capire.
Vi serva, a ulteriore riferimento, che il film in più punti mi ha ricordato, da una parte, Star Trek: Insurrection, il più scialbo e vuoto degli ST cinematografici precedentemente realizzati, e dall'altro Thor: Dark World che... vabbè, neanche parlarne.

E all'orizzonte, non troppo lontana, una serie TV. Sull'argomento però da me non avrete una parola ancora per mesi. Non so ancora cosa pensare.

“Con tranquilla regolarità, come rispettando una tabella, le pallottole si piantavano negli uomini.”

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