Strip
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16 . 04 . 2016

Bikini

Forse mi sono fatto prendere la mano con i lens flare nella strip di oggi, ma in questo fumetto ormai capitano molto di rado le occasioni di sfogare la mia passione smodata per questi effetti di luce.
Quando tutti scherzeggiavano JJ Abrams perché riempiva i suoi film di lens flare al punto che in Star Trek, secondo l'opinione comune, non ci si vede un accidenti tanto siamo accecati da quella maledetta luce, ebbene io mi immedesimavo in lui.
Mi immedesimavo nel povero regista (?) deriso per amore dei lens flare: io, come lui, non ne ho mai abbastanza. Sono tuttora convinto che Episodio VII sarebbe stato un pochino migliore se solo avessero permesso a JJ di inondarlo di lens flare a profusione.

Dopo questa confessione, che mi è costata un certo imbarazzo, veniamo ai videogiochi. Ce ne sono tantissimi che premono per guadagnarsi spazio su queste colonne, e a turno verranno tutti accontentati. Anche robe enormi come Hyper Light Drifter dovranno attendere in coda.
Ero tentato di parlare ancora di Final Fantasy XV, magari di dettagli succosi come la linea di abbigliamento, ma oggi sono stato distratto da questa linea di abbigliamento: la lingerie ufficiale di Pikachu, per commemorare l'anniversario dei Pokémon.
Voglio convincermi che abbia senso: le ragazzine cresciute con i Pokémon oggi sono giovani donne adulte, ed è solo naturale che desiderino adornare le loro grazie con il facciotto di Pikachu, con la sua pelliccia gialla. Se sono giapponesi, non v'è dubbio che sia tutto sensato e ragionevole.

Dopo una notizia d'attualità come questa, di cosa volete che vi parli se non del maledetto Dead Or Alive Xtreme Beach Volleyball 3?
In verità non ho un bel nulla da dire: mi pare che tutto il gioco si commenti da sé. All'epoca del primo titolo della serie eravamo fanciullini ossessionati, e ci fece una gran impressione: ma che volete, sono passati 14 anni ormai e questa roba non ci impressiona più. Intendo dire l'uso spudorato di contenuti pruriginosi per vendere videogiochi. È questo che non ci impressiona più.
Kasumi, Helena e le altre ci impressionano ancora come ai vecchi tempi. L'epoca delle microtransazioni, dei contenuti scaricabili a pagamento, sembra fatta apposta per loro e i loro costumini provocanti.
E allora benvenute nel futuro.

Lo-Rez: arte, storia, web design
16 . 04 . 2016

Space Opera

Purtroppo una delle tante tendenze aberranti della nostra epoca vuole che i nerd siano tutti appassionati di scienza e che la scienza è sexy. E' una balla, ai nerd della scienza non gliene é mai fregato nulla, a meno che non servisse per correggere le statistiche delle armi di D&D o cose del genere, ma nell'attuale rebrandizzazione del personaggio c'è anche questo, così da far figurare il nerd intelligente e avanti rispetto al resto dell'ingenua popolazione. Come se gli fregasse.

Il motivo per cui io mi presento qui a parlarvi di scienza non è perché sono nerd, ma perché sono ingegnere. Spero che quindici anni vi abbiamo permesso di chiarire che le due categorie non si sovrappongono, se non quando è il caso di ostracizzarle e tenerle lontane dalla gente comune. Abbiamo tanta scienza questa settimana, potevamo stupirvi con effetti speciali, insomma, ma siamo scienza e non fantascienza (Dio, come sono vecchio) e quindi eccoci qui.

SpaceX è finalmente riuscito a far atterrare un razzo su una piattaforma galleggiante sull'oceano. Parliamo di un razzo MOLTO GROSSO e di una piattaforma MOLTO PICCOLA. Tutto questo al rientro da una missione vera, per veri uomini, mentre portava su roba per la stazione spaziale.
E' un grande passo per l'umanità, non tanto per il fatto in sé, ma per il modo in cui si integra con la nostra società. Non importa il fatto che anni e anni di ricerche ci hanno permesso di avere conoscenze sui viaggi spaziali di un certo tipo. Per poter pensare ai viaggi spaziali con leggerezza e quindi spostare le nostre frontiere oltre la bolla della nostra atmosfera, queste conoscenze devono essere messe al servizio di un'industria che, poiché non siamo una razza poi così illuminata, deve essere profittevole. I razzi SpaceX, tornando indietro e rendendosi quindi disponibili per più viaggi, rappresentano proprio questo, ovvero l'opportunità di pensare in prospettiva. Un domani mandare qualcosa nello spazio potrebbe essere fattibile con tre click come lo è oggi Amazon Prime e questo significa che un'infinità di personalità con buone idee sullo spazio potranno finalmente metterle in opera. Allo stesso tempo andremo così comodamente sul bordo del "giardino" del nostro sistema solare che forse ci faremo meno patemi a esplorarlo.

Il secondo annuncio, molto più out of the blue, viene da Stephen Hawking. Considerando ormai troppo mainstream, per l'appunto, affrontare la conquista del sistema solare, lui ha deciso di puntare il dito direttamente su Alpha Centauri. Il suo progetto è un po' più vicino alla futurologia che alla ricerca aerospaziale perché molti presupposti del suo lavoro riguardano tecnologie non ancora esistenti, ma che dovrebbero prima o poi giungere con il naturale avanzamento della ricerca. C'è comunque qualcosa di arditamente molto bello e utile nelle sue dichiarazioni. E' bello il fatto che si sia deciso di porre l'obiettivo là, sul bordo dell'impossibile, in quel sistema solare che sappiamo "vicino" e altrettanto irraggiungibile da quando siamo bimbi, esattamente un passo oltre quello che crediamo nelle nostre forze, un po' come già fece Kennedy quando avviò la corsa alla Luna. E' utile, invece, che ci siano persone sedute intorno a un tavolo pronte a spingere la nostra tecnologia molto al di là di quello che ci si aspetta da lei, perché l'esperienza ci insegna che i veri risultati li otteniamo solo quando siamo pronti a confrontarci con quello che non siamo capaci e a spingerci ai nostri limiti. Non credo, in realtà, che le aspettative di Hawking saranno rispettate, non sono nemmeno sicuro che questo viaggio ventennale si farà mai, ma nel provarci raccoglieremo i frutti di tanti esperimenti.

Persone concrete e un po' grige, di solito, a questo punto saltano su dicendo che la ricerca spaziale è inutile, che ci sono infiniti campi in cui dovremmo intervenire prima, che dovremmo occuparci di salvare il pianeta e le persone prima di dedicarci a tanto. Io non la penso assolutamente così. Penso che l'uomo sia un essere imperfetto e che, a conti fatti, non sia poi molto più dell'animale che la biologia identifica in lui. Penso che la scienza, nessun tipo di scienza, potrà mai essere tale da rendere tutti felici perché dentro di noi c'è comunque qualcosa che lo impedirà, che ci dividerà, che farà si che a qualcuno capiti del peggio e a qualcun altro del meglio. Di contro, invece, penso che i sogni della scienza, le imprese e la ricerca nelle stelle, per brevi, importanti momenti, ci distraggano dal nostro essere solo scimmie. Non riesco a chiedere di più.

“Dovrò avvertirli delle ombre.
Benché questa sia la cosa meno importante. L'uomo ha un modo particolarissimo di affrontare le cose che gli sbarrano la strada.
Jenkins sospirò.
Che il Signore aiuti le ombre, si disse.” Clifford D. Simak - City

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